09 giugno 2011

ALLA COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA SUGLI ILLECITI CONNESSI AL CICLO DI RIFIUTI.

CASERTA. Da anni la provincia di Caserta, come del resto gran parte dei territori campani, 
è afflitta da una grave crisi emergenziale nel settore rifiuti. Tuttavia, spesso l’attenzione
mediatica, ed anche quella politica, è rivolta alle questioni ambientali, che sicuramente
anche per le scriventi OO.SS. hanno una grandissima rilevanza, ma si dimentica troppo
spesso delle disperate condizioni dei lavoratori. Per questo motivo, le sigle firmatarie di
questo appello, chiedono alla Commissione Parlamentare un incontro per esplicitare
tutte le problematiche inerenti il settore, con la possibilità di consegnare anche un
dettagliato dossier su tutte le questioni che partono dallo scioglimento dei Consorzi di
Bacino, alla costituzione del Consorzio Unico per le Province di Napoli e Caserta, che ad
oggi è quell’Ente che gestisce, in provincia di Caserta, il servizio di igiene urbana per il
50% dei comuni. Ebbene, ci sembra giusto portare a conoscenza della Commissione
Parlamentare che i millecento lavoratori dell’articolazione di Caserta (su milleottocento
del Consorzio Unico) ogni mese vivono un percorso drammatico zeppo di tensioni per
arrivare a percepire lo stipendio. Nonostante ciò i lavoratori con grande senso di
responsabilità continuano a svolgere il proprio servizio e data la grave crisi finanziaria
del Consorzio operano senza tutela alcuna che significa nessuna! È solo per abnegazione
al dovere che, in questi mesi, il territorio casertano non è stato interessato da una nuova
emergenza rifiuti. Tuttavia, sino a quando potrà andare avanti questa vergognosa
vicenda? Per quanto tempo i vertici consortili, potranno chiedere sacrifici ai padri di
famiglia che nella maggior parte sono monoreddito? come si può continuare senza
certezze, senza sicurezza, senza contribuzione, senza beni strumentali, senza nessuna
possibilità di uscire dal caos che è stato generato in tutti questi anni per fare affari di
ogni genere e oggi c’è l’abbandono totale attraverso uno squallido scaricabarile? In uno
Stato di Diritto è possibile una tale situazione per un Ente Pubblico? Perché non ci si
interroga sul reale motivo per cui il Consorzio Unico di Bacino, pur prestando un servizio
essenziale non dispone di alcuna liquidità di cassa? La risposta è semplice, ma le
istituzioni preposte continuano ad ignorarla. I Comuni, quelli ancora serviti, in
stragrande maggioranza, continuano a non pagare! Questa cosa la denunciamo da
tempo, a mezzo stampa, al Prefetto, al Presidente della Provincia e ad ogni Istituzione
preposta e oggi, quindi, anche a voi onorevoli parlamentari della Commissione. Lo stesso
presidente della Provincia di Caserta, On. Zinzi, un paio di mesi fa ha tenuto una
conferenza stampa denunciando una black list di Comuni, che pur ricevendo il servizio continuano a non pagare. Addirittura il Presidente ha fatto appello alla sensibilità dei
sindaci affinché pagassero almeno il corrente, cioè solo le spettanze del 2011, ma fatta
qualche eccezione, il tutto è caduto lettera morta. Si è arrivato a oltre 150 milioni di
€uro, queste le cifre stimate, di debiti che se riscossi risolleverebbero le sorti dell’intero
Consorzio, permettendo anche quell’efficienza che oggi non è possibile proprio a causa
della mancanza di fondi. Paradossalmente, è proprio sull’inefficienza da loro generata
che i Sindaci morosi fanno leva aprendo contenziosi basati sul disservizio che in realtà,
seppure fonda le radici sulle passate cattive gestioni degli ex Consorzi di Bacino, oggi è
addebitabile alla mancata erogazione dei canoni di servizio che inficia ogni tentativo di
rilancio. Sembra di assistere alla scena del cane che si morde la coda. Infatti, se il
Consorzio non ha fondi per gli stipendi, come potrebbe avere le risorse per le ordinarie
attività operative? Ci sono alcuni momenti in cui addirittura non è possibile
l’approvvigionamento del carburante a causa della mancanza di danaro. Per non parlare
della sicurezza dei lavoratori, argomento che si riscopre soltanto in occasione di
tragedie, mentre lo stesso è violato sistematicamente nel quotidiano e che già vede
molti lavoratori colpiti da gravi patologie alcune già rivelatosi mortali. Cosa direbbe la
Commissione nell’apprendere che gli operatori ecologici, sprovvisti di divise e
quant’altro, raccolgono l’immondizia a mani nude, poiché le ditte fornitrici non sono
pagate? Siamo ancora in un Paese Civile? La provincia di Caserta è ancora territorio
italiano? Allora in merito a ciò noi vi chiediamo, e tramite Voi al Governo, che si
prendano seri provvedimenti nei confronti dei Comuni debitori che continuano a
riscuotere la TARSU più cara d’Europa dai cittadini a cui è reso un pessimo servizio. Ma
che fine fanno questi soldi? Perché alcuni comuni non pagano il Consorzio per il servizio
ricevuto, creando emergenze alla quale poi si appellano? Perché poi quando danno
affido alle ditte private, senza procedere a gare (come prevede la Legge Italiana!) pur
per centinaia di migliaia di €uro al mese i soldi escono? E come mai questi servizi
quando svolti dalle ditte private costano molto di più rispetto al Consorzio Unico? Detto
ciò, e denunciata chiaramente la morosità dei Comuni nei confronti del Consorzio Unico,
poniamo anche i riflettori sulla ormai fin troppo nota Legge n.26 del 26 Febbraio 2010.
Le diverse interpretazioni, talvolta eccessivamente sfavorevoli nei confronti dei
lavoratori, hanno sino ad oggi ritardato un processo che ad oggi doveva essere
completato, mentre in realtà non è ancora partito. Le società provinciali, per Caserta
nella fattispecie, la GISEC spa, costituita da oltre due anni, ha elaborato un piano
industriale che ci stato consegnato appena 40 giorni fa! E fin qui non ci sarebbe nulla da
eccepire se non il grave ritardo, ma il piano tuttavia, si presenta monco in diversi aspetti, e vi invitiamo a richiederne una copia dalla quale poter evincere che l’intera questione
inerente al Ciclo Rifiuti per la provincia casertana è solo accennata ma non è affatto
affrontata. Nel piano, a parte la questione impiantistica, manca tutto il resto a
cominciare dalla raccolta e dai Servizi di Igiene Urbana e dalla tanto agognata
collocazione del personale sulla differenziata. Ed è in questo settore che svolgono la loro
attività la maggior parte dei lavoratori del Consorzio Unico. Di queste mancanze ne
abbiamo discusso, essendo stati convocati più volte dalla stessa società provinciale, ma
proprio ieri la dirigenza GISEC ha ammesso dichiarando il piano industriale formulato al
60%,. Senza un quadro completo come si può parlare di ricollocazione di personale, di
livelli professionali da ridimensionare, e quant’altro?. Con la presente abbiamo soltanto
voluto portarvi a conoscenza di alcune delle problematiche, che purtroppo sono tante,
che attanagliano il settore. Non dimentichiamo che se il disagio economico dei
lavoratori dovesse perdurare, se gli stipendi non verranno erogati, l’intera provincia
rischierà di ripiombare nell’emergenza rifiuti più nera. Noi scriventi OO.SS. abbiamo
sempre adoperato un atteggiamento di collaborazione, invitando tutti i lavoratori alla
calma e alla riflessione vendendo loro la speranza di un futuro migliore , ma a tutto c’è
un limite! non vorremmo trovarci di fronte a un futuro ancora più drammatico! Non si
può chiedere ai padri di famiglia, già in difficoltà ad assicurare la sola sopravvivenza di
pazientare a oltranza. Noi chiediamo che per una volta chi ha sbagliato paghi, specie chi
ha mal gestito, ma ciò deve valere anche per i Sindaci che continuano con demagogia a
riversare responsabilità sull’inefficienza consortile e sugli stessi operai. I lavoratori non
sono la causa dell’emergenza campana, ma soltanto le vittime! Certi di una
considerazione del nostro appello alla Commissione, e con l’auspicio di un prossimo
incontro porgiamo Distinti Saluti, agli Onorevoli Parlamentari.
 
Le segreterie provinciali di Caserta