15 maggio 2011

Informazioni pilotate


Piedimonte Matese. Finalmente sono giunte a termine tutte quelle passarelle e sfilate di moda dei nostri “santi protettori” con i loro monologhi su promesse che non manterranno mai perché non sono uomini di parola, ma soltanto “politici”. Le sfilate più belle sono state quelle dove si inneggiava alla libertà e alla giusta giustizia, senza preoccuparsi che, purtroppo, il Paese meno libero e con dittatura è proprio il nostro. Dico questo perché abbiamo un’informazione di stampa (per fortuna non tutta!) che soprattutto per quanto riguarda le vicende del Medio Oriente, o meglio dei Paesi musulmani, a noi Occidentali fanno pervenire solo notizie che spregiudicano, umiliano e calunniano quei posti omettendo quindi, nella maggior parte dei casi, la verità. Questo, signori miei, si chiama LAVAGGIO del CERVELLO, trasformando a loro piacere anche il pensiero di ogni uomo libero. Tra tutti gli esempi che si potrebbero fare ne faccio uno solo che è il più eclatante e si tratta delle vicende iraniane che, soprattutto in questi giorni, dovrebbero interessarci per capire sul serio i problemi di quella Nazione. E’ in corso tra i parlamentari conservatori (che fanno parte del Governo e non sono l’opposizione), una raccolta di firme per destituire il Presidente Ahmadinejad, perché è stato accusato di essere troppo “aperto” per le sue politiche sociali e perché si era permesso (con motivi fondati) di “licenziare” un Ministro del suo Governo. Subito sono scattate le petizioni e ben 4 mozioni di sfiducia. Allora perché ci descrivono, sia Ahmadinejad che l’Iran, come il Diavolo e l’Inferno quando è in corso una vistosa crisi di Governo? Perché ci pervengono solo notizie di uccisioni, di violenze e di repressioni quando tutto questo non corrisponde alla verità. Concludendo credo che nella Repubblica Islamica dove il Presidente della Nazione è sotto scacco, non si possa parlare di dittatura da parte degl’organi di Governo e che quindi la nostra stampa “libera e democratica” la smettesse di scrivere bugie e nefandezze, ma si documentasse meglio per offrire un buon servizio.

Giuseppe D’Abbraccio (nella foto)