10 aprile 2011

PUBBLICATO CIVITAS CASERTANA FIRMATO DA MONS. RAFFAELE NOGARO.


CASERTA.Civitas Casertana”, a firma di Raffaele Nogaro (nella foto), è pubblicato sul numero di Dicembre del mensile diocesano “Quaerite” diretto da don Nicola Lombardi. La sua riflessione, per l’intensità, per le articolazioni, per i contenuti e per le provocazioni espresse, mi è apparsa subito irrinunciabile a che essa diventasse “beneficenza” per tutta la comunità cui si rivolge e non restasse, pur nella diffusione del mensile, solo attenzione di nicchia. Ottenuto, dopo insistenza, il consenso dell’autore (come sempre schivo e desideroso di restare lontano dai riflettori) ne ho entusiasticamente curato la pubblicazione. Questa mia introduzione, però, non è una consueta prefazione ma solo una presentazione doverosa, ritenendo rispettoso fermarmi a questo, avendo il lettore, possibilità di leggere, di seguito, il testo originale ed integrale dello scritto del presule. Mi preme solo evidenziare che il saggio, nella prima parte, personalmente l’ho interiorizzato come un’omelia laica sul ruolo della politica; nella seconda, come un’esaltazione della sua visione evangelica della chiesa. Per la prima parte, neanche entro nel vivo degli aspetti fondanti, dei percorsi educativi e delle scelte pregnanti che Nogaro indica come indispensabili per costruire una “civitas” veramente tale: cittadinanza attiva, sussidarietà, appartenenza, identità, educazione civica, pace, sanità, difesa ambientale, etc. Sottolineo solo l’attualità, se non la sapienzialità, di un discorso-progetto assente da tempo nel dibattito (poca cosa) socio-politico casertano ma certamente anche nazionale. Neanche mi avventuro a dire qualcosa sulla seconda parte: la sua chiesa è quella fuori dal tempio e che seduce e affascina. Mi piace, per finire, ricordare come questa riflessione sulla Civitas giunga a quasi vent’anni dal suo “Manifesto per Caserta nuova” dell’inizio del suo episcopato. In esso spronava la civitas – quella casertana – affinché si adoperasse a costruire valori, bene comune, gratuità, solidarietà e misericordia. Ne seguì una stagione esaltante e memorabile per impegno cittadino diffuso, con tante conquiste, tra le quali mi piace ricordarne una sola: l’università di Caserta. le tante altre le ricordano tutti. Allora il presule affrontò d’acchito – pur con parole e con spirito alti e profondi – i temi della crescita di una città, i tanti drammatici problemi locali, a partire dalla sua capacità di saper diventare Civitas. Con “Civitas Casertana” prende forza la sensazione di come l’autore, questa volta, lasci da parte i tanti drammatici problemi locali per puntare i suoi riflettori esclusivamente sulla costruzione di una vera e pregnante civitas, capace di diventare progetto serio e duraturo, condizione, sine qua non, affinchè stabilmente la politica cittadina diventi totalmente altro e risolva, poi, i problemi, spesso drammatici, che investono i bisogni della gente. Personalmente mi piace leggere tutto ciò come un monito alto a chi si candida a classe amministrativa – di oggi e di domani – ad uscire dai soliti schemi elettorali delle promesse e delle denunce per le cose non fatte (quasi, quest’ultime, fossero colpa degli amministrati) per invogliarlo a privilegiare, innanzitutto, percorsi di crescita, di formazione civile e di appartenenza, di identità della “comunità”. Ma tanta più ricchezza di quanto possa aver io saputo anticipare, il lettore troverà nelle pagine a seguire.





Pasquale Sarnelli