13 settembre 2010

FONTEGRECA: UN TUFFO NEL PASSATO DELLE SUE SPOSE

FONTEGRECA. Si è conclusa domenica 12 settembre la seconda serata, iniziata il giorno antecedente, dal tema “Fontegreca e le sue spose” organizzata dalla pro loco “Magnolia” di Fontegreca che ha portato in passerella oltre 150 abiti nuziali femminili dall’anno 1946 sino ai giorni nostri. Sono stati setacciati i bauli di tutte le soffitte di Fontegreca. Sono stati ripuliti e riportati agli splendori originali gli abiti nuziali di mamme, zie e nonne, indossati con orgoglio, grazia e femminilità in una sfilata dal tono rievocativo di grande emozionalità. Protagoniste della kermesse sono state le bellissime ragazze Fontegrecane, giovani, mogli e madri, ma soprattutto figlie di terra Matesina che, accompagnate da altrettanti fascinosi cavalieri locali in abito cerimoniale e da briose quanto raffinate damigelle d’onore raffigurate dalle piccolissime, hanno dimostrato che con l’impegno ed il sacrificio si può fare di tutto: ingegnarsi, darsi da fare per migliorare questa nostra terra all’insegna del recupero delle tradizioni e del passato. Tessuti pregiati, cascate di seta, ricami, pizzi, merletti ed organce hanno troneggiato nella pittoresca piazza caduti di guerra all’uopo allestita con una scenografia rievocativa degli anni ’80 e ’90 mediante l’esposizione di originali auto d’epoca, sfavillanti motociclette e divanetti dallo stile principesco.
Hanno sfilato in passerella anche il Sindaco, Antonio Montoro, e sua consorte, Carmela Imundi, che, partecipi di un’atmosfera di altri tempi ed emozionati dal ricordo del loro fatidico “si”, hanno omaggiato la platea non solo dell’abito da sposa, preludio del loro percorso coniugale, ma anche della ritrovata armonia popolare esaltata da momenti di autentica integrazione sociale. Il pubblico, preso dal clima festoso, ha esternato la sua approvazione con lunghi applausi che denotavano anche uno stato d’animo visibilmente commosso da parte di mamme e papà che osservavano i propri figli “entrare nei panni dei genitori”. L’iniziativa è stata supportata da un’impeccabile e meticolosa gestione organizzativa realizzata grazie all’incessante e tenace lavoro delle donne componenti della pro loco che da “dietro le quinte” hanno curato ogni aspetto tecnico e pratico per la buona riuscita della manifestazione. E come spetta ad ogni sposa che si rispetti la serata ha visto la sua conclusione nella simbolica partenza degli sposi che, a bordo di una vecchia Fiat cinquecento e sotto la cornice di magici fuochi pirotecnici, si sono congedati dal pubblico per vivere felici e contenti il loro sogno d’amore dietro lo strascico del tintinnio di barattoli e palloncini festosi. Entusiasta il presidente della pro loco, Vincenzo Barone, ha dichiarato:“Un semplice passaparola ha fatto sì che venissero a bussarci alla porta, per farci dono del loro prezioso abito, donne di tutte le età, desiderose di ridare vita al loro sogno di tanti anni or sono, e non solo. La nostra finalità è stata quella di far vedere com’è cambiata, negli anni, la donna e la sua posizione nella società pur valorizzandone quegli aspetti irrinunciabili che la rendono unica e preziosa. Figlia, poi madre, poi nonna, casalinga o lavoratrice, sia essa operaia, oppure manager, comunque sempre impegnata socialmente e culturalmente”. E alla domanda: cosa c’entra l’abito da sposa? Ha risposto: “Perché il matrimonio sembra essere comunque il naturale epilogo di ogni ‘favola’, antica o moderna, in Chiesa come in municipio”. L’amministrazione comunale che ha affiancato l’organizzazione, plaude all’iniziativa come riferisce l’assessore alla cultura, avv. Elisabetta Cambio, la quale asserisce: “una manifestazione contrita di un significativo momento aggregativo, attenta alla cultura, alle tradizioni, alla donna quale soggetto componente, in primo piano, della comunità civile, lavorativa e familiare. Un defilè unico nel suo genere che vuole essere anche un omaggio alla bellezza dei nostri giovani, suggestionata dal nostro centro cittadino e da un clima di elevata partecipazione popolare, rappresenta sicuramente un obiettivo che ben si associa al rilancio della famiglia in virtù di una sana riflessione sul ruolo del matrimonio nella vita della comunità ecclesiale e civile”.

Pietro Rossi