19 maggio 2010

Oltre 300 allevatori sono fermi davanti ai cancelli della Parmalat.


Piana di Monte Verna. Dopo la Coldiretti di Roma ieri pomeriggio alle 15.00 precise gli allevatori della Coldiretti campana dell’alto casertano, circa trecento, hanno assediato i cancelli di ingresso dell’Azienda Parmalat sita in località Fagianeria del Comune di Piana di Monte Verna. Il via alla mobilitazione, con il presidio dello stabilimento, è stato dato dalla Coldiretti di Caserta dopo il fallimento del negoziato per il riconoscimento di un prezzo equo agli allevatori per evitare la chiusura delle stalle e la scomparsa del latte Made in Italy. “Se il lavoro delle mucche è sottopagato, gli allevatori denunciano – rileva la Coldiretti – pesanti speculazioni con il prezzo del latte che dai 36 centesimi al litro riconosciuti alla categoria arriva poi a costare fino a 1,50 euro sugli scaffali per i consumatori, con un ricarico del 329 per cento dalla stalla alla tavola”. La Coldiretti chiede anche “trasparenza nell’etichettatura del latte fresco e dei formaggi con l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza del latte utilizzato per evitare che venga spacciato come italiano quello importato”. Attualmente insieme agli allevatori e ai vertici Coldiretti zonali, ci sono anche i sindaci di Piana di Monte Verna Raffaele Santabarbara, di Caiazzo Stefano Giaquinto e di Alvignano Angelo Di Costanzo in attesa di capire se esiste il margine della trattativa. Intanto da Collecchio in provincia di Reggio Emilia c’è stato un minimo di approccio tra i vertici aziendali Parmalat e gli allevatori che sono fermi sulle loro posizioni. I dirigenti chiedono a questi ultimi di liberare i cancelli e permettere ai numerosissimi mezzi, altrimenti bloccati con il latte a bordo, di caricare e scaricare e subito dopo sono pronti alla trattativa. Ma alcuni rappresentanti degli stessi allevatori, tra cui anche Salvatore Farina, già vicesindaco di Piana di Monte Verna e attuale consigliere comunale, quindi in duplice veste sia di amministratore che di allevatore locale, fanno sapere che senza un minimo di garanzie la situazione è destinata a perdurare ad oltranza, con risvolti molto negativi proprio per l’azienda emiliana. Lo stesso Di Costanzo, sindaco di Alvignano, ha affermato di essere vicino agli allevatori dell’alto casertano e di sostenere anche l’alta qualità che solo il latte di questa area è in grado di garantire.