19 febbraio 2010

Don Umberto D'Alia lancia un appello per il restauro della Chiesa di Sant'Elpidio Vescovo


Sant'Arpino. "C'è il serio rischio di chiudere per inagibilità". È con questa frase, che sa di paradosso ma non troppo, che esordisce don Umberto D'Alia, parroco della chiesa di Sant'Elpidio Vescovo, rivolgendosi ai santarpinesi "affinché prendano più a cuore le sorti della Chiesa Madre del nostro centro, che necessita di interventi non più procrastinabili". Come già ha fatto lo scorso autunno, il sacerdote atellano si rivolge ai fedeli della sua parrocchia per rimarcare come "siano presenti svariate crepe di dimensioni notevoli che in pratica attraversano l'intera struttura dalla navata centrale, al transetto, alla cupola, all'abside e via dicendo. Si tratta di veri e propri problemi strutturali che richiedono un restauro sia architettonico che decorativo, dal significativo impatto economico. Abbiamo calcolato, infatti, che solo per procedere al restauro architettonico occorrono ben 400.000 euro. Non a caso abbiamo presentato un progetto ed una contestuale richiesta di finanziamento alla Conferenza Episcopale Italiana che dovrebbe darci una risposta entro la prossima primavera. Tuttavia la CEI al massimo potrà erogarci metà della somma necessaria, a patto però che al momento del placet alla nostra richiesta siamo in grado di dimostrare di poter completare i lavori, e, quindi, di essere in possesso dei restanti 200.000 euro. Purtroppo fino ad oggi non c'è stato un significativo coinvolgimento dei fedeli visto che fino allo scorso dicembre, quando accettavamo offerte, per così dire, "una tantum", su 2.000 famiglie (e circa 8.000 fedeli) ricadenti nell'ambito della parrocchia solo 100, pari quindi al 5%, hanno dato il proprio contributo, mentre le cose sono leggermente migliorate da inizio anno, quando abbiamo istituto il tesserino per un contributo mensile, arrivando a 194 famiglie "contribuenti". Ovviamente si tratta di un contributo sempre libero e che non per forza deve avere cadenza mensile, visto che siamo ben consci del momento di difficoltà e di stretta economica che attraversano numerosi nuclei familiari". Ma don Umberto dopo aver ricevuto un finanziamento di 30.000 euro dalla Regione Campania, grazie anche all'interessamento del sindaco Eugenio Di Santo e del consigliere comunale Salvatore Lettera ndr, sta cercando anche di coinvolgere nel progetto altri enti istituzionali. "L'amministrazione comunale- prosegue don Umberto D'Alia- si è impegnata ad erogarci un contributo. Ci stanno dando una mano, inoltre, anche alcune delle associazioni operanti sul territorio come la Compagnia Teatrale "Così per Scherzo fra di noi" che ha tenuto due spettacoli al Teatro Lendi e la Pro Loco che ha curato la ristampa del libro sulla vita di Sant'Elpidio di Francesco Paolo Maisto, che sarà possibile acquistare da domenica 28 febbraio. So che si sta attivando anche l'Associazione Nostra Signora di Fatima Oasi di Padre Pio. Colgo, tuttavia, l'occasione per rivolgere un accorato invito a tutte le realtà associative presenti in paese affinché facciano loro la nobile causa del restauro della Casa del Signore. Lo stesso invito lo estendo a tutti i santarpinesi ed in particolare alla famiglie maggiormente benestanti affinché "adottino" uno dei tanti dipinti, oggi cadenti, da riportare agli antichi splendori, così come del resto hanno già fatto un paio di nuclei familiari. Un ultimo appello- chiosa don Umberto D'Alia- lo rivolgo agli imprenditori locali, soprattutto, a quelli edili, affinché mettano a disposizione, nei limiti delle proprie possibilità, maestranze e materiali al momento in cui inizieranno i lavori".


Fonte : comunicato stampa