26 agosto 2009

Strisce blu, ma gli ausiliari che fine hanno fatto?


Cellole.L'anno passato si era parlato abbondantemente di istituire le strisce blu in territorio di Cellole per consentire all'Amministrazione comunale di raccogliere i fondi necessari alla realizzazione di nuovi parcheggi. Questo il principio alla base del regolamento comunale per la sosta a pagamento a cui va aggiunta la possibilità di assunzione, in pieno rispetto della normativa vigente, di alcuni giovani sottraendoli alla strada e consentendo loro di poter lavorare a tempo parziale (si trattava di un lavoro part-time). Per l'occasione furono stampati migliaia di grattini per la sosta, dipinde le strisce blu (anche se quelle bianche erano state fatte solo da qualche mese), scritti i cartelli necessari (sui quali ho fatto una polemica sul mio precedente blog e su La Nuova Gazzetta di Caserta in quanto preliminarmente non prevedevano la scrittura dei luoghi ove acquistare i grattini) ed assunti diversi giovani per l'iniziativa. Quest'ultimo particolare avvenne a stagione estiva inoltrata, anzi agli scoccioli. Tanto che molti si chiesero se i propositi benefici dell'Ente dovessero essere pagati integralmente dai cittadini residenti in sede stabile o se dovessero contribuire anche i turisti della fascia costiera. I giovani rimasero assunti fino al mese di Gennaio, poi le contravvenzioni le hanno fatte (nelle possibilità dovute al ridotto organico) i poliziotti comunali e nella nuova stagione estiva si sperava che venissero assunti nuovamente i giovani ausiliari (anche perché con il litorale da controllare e le ferie del personale, la Polizia municipale è davvero troppo poco per far si che i grattini vengano effettivamente comprati ed utilizzati). Nulla da fare. I motivi di tale mancanza? Prima si è parlato del bilancio comunale, finito fuori dai parametri di Maastricht, poi per altri tipi di motivazione. Fatto sta che in diversi sostano per lungo tempo senza colpo ferire e dei possibili nuovi parcheggi (che per principio dovrebbero essere realizzati) si allunga l'attesa a dismisura.

Elio Romano