05 aprile 2009

Minacce alla democrazia.


Alife. Quando Berlusconi dice: "Dai media calunnie, sono tentato da misure dure"e " che servono azioni dirette e dure nei confronti di certi giornali e di certi protagonisti della stampa” , c’è veramente bisogno di più attenzione su quello che sta succedendo in Italia. Non si può accettare una minaccia vera e propria nei confronti dei giornali e dei giornalisti che non sono allineati. Non possono tutti essere adulatori del Capo, come Fede o come tutti gli altri che confezionano servizi di suo gusto. La libertà di stampa richiede che di un fatto politico o di cronaca si riporti la verità dei fatti: gli ultimi episodi, dall’offesa alla Meloni fino allo sgarbo istituzionale alla Merkel, sono stati riportati come sono accaduti e poi naturalmente ogni giornalista, nel diritto della libertà di stampa, ha fatto il proprio commento e le proprie considerazioni. Si deve far capire a chi ci governa che quando si va a summit internazionali si va per parlare di argomenti seri ed importanti e non a fare delle gite scolastiche dove sono permesse delle gogliardate o figuracce. Se non vuole che la stampa lo attacchi per le sue gaffe la soluzione è molto semplice: non le faccia. Non si deve far parlare sempre di sé e far di tutto per farsi notare, e se veramente vuol essere al centro dell’attenzione, lo faccia con motivazioni serie e non per conquistare pubblico e fans: non tutti sono suoi ex dipendenti, soci in affari e/o signor nessuno che devono tutto a lui. Quando i giornalisti scrivono, commentano fatti accaduti, non fanno altro che il loro dovere. O siamo in un regime dove chi non si allinea viene minacciato e punito?


Prof. Giacomo Venditti