PIEDIMONTE MATESE – Ultima consegna prevista per i prossimi
giorni quella al 118 di Piedimonte Matese. Poi sarà ufficialmente chiusa la
serie di iniziative realizzate grazie ai contributi raccolti con “Un Respiro
per il Matese”. I volontari della Onlus Angela Serra, filiale di
Caserta/Benevento hanno quasi terminato la consegna degli 8 sanificatori
all’ozono per auto/ambulanze Deco Vap San. Il Comando dei Carabinieri di
Piedimonte Matese; la Tenenza della Guardia di Finanza di Piedimonte Matese; La
Protezione Civile di Piedimonte Matese (che gestisce lo spazio del triage
attiguo al Pronto Soccorso dell’Ospedale Civile A.G.P. di Piedimonte Matese);
La Croce Rossa Italiana - Comitato Alto Casertano / Matesino; il 118 che opera
a Piedimonte Matese; Protezioni Civili di Faicchio, Gioia Sannitica e San
Potito Sannitico. Questi i beneficiari delle donazioni coinvolti a vario titolo
nel servizio pubblico ai cittadini matesini. Iniziativa, quella dei
sanificatori, che va a coronamento della consegna dei ventilatori polmonari,
delle mascherine FFP2 e delle visiere destinati al nosocomio matesino. Il tutto
acquistato grazie alle donazioni fatte ad inizio emergenza sanitaria con “Un
Respiro per il Matese”.
Pietro Rossi
Informazione,Attualità, Cultura, Cronaca, Politica e Sport della Provincia di Caserta
17 maggio 2020
“Un respiro per il Matese”, consegnati i sanificatori all’ozono a completamento dell’iniziativa.
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Peter
15 maggio 2020
IL PARTITO DEMOCRATICO INVITA A RIPARTIRE TUTTI UNITI CON PIEDIMONTE
PIEDIMONTE
MATESE - La cosiddetta fase 2 della crisi sanitaria che sta attraversando il
nostro Paese è in pieno svolgimento e la vita sociale ed economica sta
gradualmente riprendendo forma, anche nella nostra città, sperando sempre che
il senso di responsabilità e la necessaria prudenza di tutti aiutino a non
dover tornare indietro. Il governo nazionale e la Regione Campania, ha
commentato Fernando Catarcio (nella foto) Segretario del Circolo PD di Piedimonte
Matese,pur tra qualche ritardo e intoppo burocratico che deve essere superato,
stanno facendo la loro parte, mettendo a disposizione dei cittadini, dei
lavoratori e dei soggetti economici alcuni strumenti normativi e finanziari per
affrontare la crisi che stiamo vivendo. Ora tocca ai comuni che, in vista della
prossima riapertura di negozi, bar e ristoranti (non solo per l’asporto),
devono accompagnare la ripresa con rapidità e generosità, e il Circolo del
Partito Democratico di Piedimonte Matese invita anche la nostra amministrazione
comunale a fare altrettanto. In particolare chiediamo al comune di trovare
forme di sostegno al nostro piccolo commercio che da oltre due mesi è
praticamente fermo. Ci permettiamo di suggerire alcune misure che possono
andare in questa direzione come la sospensione dei tributi comunali (TASI,
TARI, TOSAP), almeno quelli dovuti dai nostri esercizi commerciali e
artigianali per i mesi di chiusura, nella semplice ed equa considerazione che,
stando chiusi, non hanno prodotto rifiuti, non hanno usufruito dei servizi
comunali e non hanno occupato il suolo pubblico. E’già stato disposto da molti
comuni, anche alcuni in situazione di dissesto finanziario come il nostro, e
d’altra parte anche i costi di detti servizi a carico del comune sono diminuiti
(certamente sono stati conferiti agli impianti quantitativi inferiori di
rifiuti, con relativo risparmio di risorse, e nessun costo è stato sostenuto
per lo sfalcio e la cura del verde urbano, visto che solo in data 7 maggio u.s.
è stato avviato il procedimento per dare tale incarico); L’adozione di un piano
che permetta la ripresa, graduale e sicura come sta avvenendo in tante altre città,
del mercato ortofrutticolo di Piazza Europa e della fiera settimanale, che
costituiscono occasioni di rivitalizzazione dell’economia cittadina e la concessione
di tutti gli spazi pubblici possibili e a costo zero per effettuare servizio
bar e ristorazione all’aperto, anche su suolo pubblico, favorendo così la
ripresa di queste attività e valorizzando anche le nostre belle piazze e strade
del centro storico. Certo, questo significherebbe l’impegno da parte degli
operatori a tenere puliti e sanificati gli spazi utilizzati, per garantire la
sicurezza degli avventori, ma anche l’impegno del comune a disporre, magari in
alcune ore del giorno, isole pedonali e aree protette per bambini e famiglie,
assicurando un’attenta sorveglianza e tenendo in perfetta manutenzione le
strade e il verde pubblico. Insomma, conclude Catarcio, noi immaginiamo
che per la prossima estate, Piedimonte possa ancor di più essere bella da
vivere in tutti i suoi angoli all’aperto, con mille tavolini di bar, pizzerie e
ristoranti(tenuti alla debita distanza), magari allietati da spettacoli e
musica nelle nostre belle piazze, in modo da aiutare la nostra economia
cittadina a riprendersi e restituire a noi tutti il piacere di vivere insieme e
in sicurezza la nostra città, facendo i nostri acquisti a Piedimonte e
limitando, perché no, anche le vacanze fatte in altre località, perché,
diciamocelo, che c’è di più bello del Matese?
Pietro Rossi
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Peter
14 maggio 2020
LA GUARDIA DI FINANZA DI CASERTA SEQUESTRA OLTRE 56.000 MASCHERINE DI PROTEZIONE PERSONALE CONTRAFFATTE E NON SICURE.
CASERTA - Ancora un sequestro di mascherine non conformi agli standard di
sicurezza imposti dalle norme comunitarie da parte delle Fiamme Gialle
casertane: questa volta protagonisti dell’intervento operativo sono stati i
militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Caserta che, risalendo
nella filiera distributiva dei prodotti trovati in vendita in alcuni esercizi
della provincia, hanno fatto accesso in un ingrosso del quartiere Gianturco di
Napoli gestito da imprenditori di etnia cinese dove, occultate in un soppalco,
sono state rinvenute e sequestrate oltre 56.000 mascherine non a norma. All’atto del controllo, infatti, i militari accertavano l’esposizione per la vendita di diverse
tipologie di dispositivi di protezione individuale (DPI) riportanti la
classificazione internazionale KN95 e il marchio “CE” risultato però
contraffatto e altre mascherine facciali con indicazioni d’uso esclusivamente
in lingua cinese e quindi non conformi alle disposizioni del “Codice del
consumo”. Tali
evidenze comportavano l’estensione del controllo agli oltre 900 mq del punto
vendita dove, tuttavia, non venivano rinvenute le scorte di magazzino dei
prodotti illegali fino a quando non è stato individuato un soppalco – il cui
accesso era celato da pannelli in cartongesso e raggiungibile solo attraverso
l’utilizzo di un carrello elevatore - all’interno del quale erano stati
occultati numerosi colli, contenenti proprio quei prodotti con marchio “CE”
contraffatto. All’esito
delle operazioni, sono state conteggiate oltre 22.000 dispositivi di protezione
individuale con certificazione falsa e circa 30.000 mascherine facciali e/o
chirurgiche per la violazione delle norme sull’etichettatura e
sull’informazione dovuta al consumatore, segnalando il titolare dell’illecita
attività all’Autorità Giudiziaria competente. Allo stesso grossista è stata, altresì,
comminata una sanzione amministrativa dell’importo di oltre 7.000 euro, per la
commercializzazione di prodotti privi della marcatura CE e recanti le
indicazioni per il consumatore esclusivamente in lingua straniera. Gli
sforzi operativi in corso per assicurare un presidio di sicurezza e di legalità
economica in questo particolare momento di emergenza sanitaria, testimoniano
l’attenzione e la determinazione posta dalla Guardia di Finanza nel contrastare
ogni forma insidiosa di illecito commercio con fini speculativi di presidi di
sicurezza e sanitari destinati ad un uso professionale in ambienti di lavoro non
correttamente certificati e quindi non conformi alle normative vigenti e,
pertanto, astrattamente non sicuri per la salute dei cittadini e dei lavoratori.
COMUNICATO STAMPA Guardia di Finanza
Comando Provinciale Caserta
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Peter
LA CASA DI CURA VILLA FIORITA DI CAPUA ADERISCE ALLA CAMPAGNA NAZIONALE DELL’ASSOCIAZIONE ITALIANA CELIACHIA
CAPUA - Sono riprese ormai da diversi giorni, a pieno
ritmo, le attività ambulatoriali e sanitarie presso la Casa di Cura “Villa
Fiorita” di Capua che, dopo la grave emergenza epidemiologica da Covid-19, sta
tornando alla normalità seppur con tutte le precauzioni dettate dai protocolli
sanitari. Riprova ne è la Settimana della Celiachia che, come avviene ogni mese
di maggio, anche quest’ano è stata promossa dall’Associazione Italiana
Celiachia (AIC) con l’adesione convinta ed immediata della clinica capuana. Fino a sabato prossimo 16 maggio, i medici
coordinati da Anna Rauso, responsabile dell’Ambulatorio della Celiachia e delle
Intolleranze alimentari della casa di cura, garantiranno tutti i giorni
attività di informazione e sensibilizzazione per far conoscere la particolare
patologia e, soprattutto per aiutare ed individuare insieme i cosiddetti “pazienti
nascosti”. Pur in tempi di Coronavirus dove è necessario salvaguardare la salute
di tutti, la direzione sanitaria di Villa Fiorita ha inteso raggiungere
comunque l’obiettivo di favorire una diagnosi tempestiva di questa patologia, organizzando
un servizio di ascolto in cui l’esperta Rauso sarà a disposizione per consulenze
telefoniche gratuite, contattando il numero 340.8397564, secondo il seguente
calendario:
LUNEDÌ 11 maggio
- pomeriggio 15.00/18.00
MARTEDÌ 12
maggio - pomeriggio 15.00/18.00
MERCOLEDÌ 13
maggio - mattina 10.00/13.00
GIOVEDÌ 14
maggio - mattina 10.00/13.00
VENERDÌ 15
maggio - mattina 10.00/13.00
SABATO 16
maggio - mattina 10.00/13.00
“Il nostro obiettivo
è di informare i partecipanti e di richiamare l’attenzione su questa diffusa
patologia, spesso confusa con altre, e per dire “no” alla cattiva informazione
che talora vi è su di essa. Verranno puntati i riflettori sulla diagnosi della
malattia e sull’importante dato che una dieta senza glutine rappresenta l’unica
terapia per la celiachia, mentre una deliberata scelta alimentare di utilizzo
di prodotti gluten free, viene sovente consigliata e, poi, erroneamente seguita
da molte persone perché ritenuta la panacea di tutti i mali”, dichiara
Raffaella Sibillo, presidente del CdA della Casa di Cura Villa Fiorita di
Capua.“Garantiremo ogni consulenza possibile ai pazienti che ci chiameranno ed
illustreremo i vantaggi di una dieta gluten free, anche per dimostrare il fatto
che si mangia bene anche senza glutine e che l’utilizzo di prodotti senza
glutine, e quindi a base di farine di mais, riso, soia, etc., non deve e non
comporta assolutamente la rinuncia al gusto della buona tavola”, spiega Anna
Rauso, responsabile dell’Ambulatorio della Celiachia e delle Intolleranze
Alimentari presso la clinica capuana.
Pietro
Rossi
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Peter
CAIAZZO BENE COMUNE CHIEDE CHIAREZZA E TRASPARENZA SULLE CAUSE DEL CEDIMENTO STRUTTURALE E SUI NUOVI LAVORI APPROVATI DALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE PER IL CHIOSCO DI SAN GIOVANNI E PAOLO.
CAIAZZO - “La
giunta comunale di Caiazzo, lo scorso 30 aprile, ha approvato il progetto
esecutivo per il recupero del chiosco-bar di San Giovanni e Paolo, per un importo
complessivo di € 45.500. I cittadini ricorderanno che il chiosco-bar fu
inaugurato nel 2005 dall’allora ed attuale sindaco Stefano Giaquinto ma subito
dopo, per problemi strutturali, si evidenziarono vistose lesioni talmente
importanti da rendere la costruzione inagibile e interdetta al pubblico in
quanto pericolante. A memoria dei testimoni di allora, il cedimento sarebbe
stato determinato dalla mancanza di idonee fondamenta in cemento armato, atteso
che il terreno sul quale posava la struttura era di tipo argilloso, ma i
tecnici, nonostante un’attenta e puntuale relazione geologica che suggeriva
fondamenta a palificazione, realizzarono il chiosco su una base non
sufficientemente spessa e profonda da reggere il peso di tutta la struttura”. A
rilevarlo il gruppo consiliare Caiazzo Bene Comune che intende vederci chiaro
sulla vicenda che va avanti da ormai 15 anni senza alcuna soluzione. “All’epoca
il giochetto, comprensivo di sistemazione della piazzetta, costò l'importante
cifra di 220mila euro, ottenuti con mutuo erogato dalla Cassa Depositi e
Prestiti. Non poco considerato che i cittadini non hanno mai potuto usufruire
di quel chiosco-bar. Adesso
l’Amministrazione comunale ci riprova e, naturalmente, per sanare i danni
subiti, la collettività spenderà altri 45 mila euro. Speriamo che questa sia la
volta buona perché l’accoppiata sindaco e responsabile dell’ufficio tecnico che
si stanno occupando di questo progetto, Giaquinto/Marra, manco a farlo apposta
è la stessa di allora. Non vorremmo ritrovarci nella condizione “non c’è due
senza tre” e, tra un paio danni, con il manufatto nuovamente spaccato in due e
transennato. Fa sorridere pertanto lo slogan che il gruppo “Uniti per Caiazzo”
ha utilizzato per promuovere questo progetto quando dice “manteniamo le
promesse”. Le promesse di cosa? Quelle di riparare i danni del passato con i
soldi della collettività? Possibile mai che all'epoca tutte le figure
coinvolte, dal progettista all’impresa esecutrice, dall’ingegnere responsabile
dell’Ufficio Tecnico al Sindaco (che pure è un geometra), non si siano rese
conto che il basamento che si stava per realizzare non era idoneo a sopportare
il peso della struttura su quel tipo di terreno di riporto, vegetale ed
argilloso?”, continuano i consiglieri di minoranza Michele Ruggieri (nella
foto), Marilena Mone e Mauro Carmine Della Rocca “Ma sul punto vogliamo
essere benevoli e contare, ancora una volta, sulla buona fede degli
interessati. Ma se buona fede era, come mai il Sindaco e il Responsabile
dell’Ufficio Tecnico non hanno ancora fornito riscontro all’interpellanza a
nostra firma presentata il 3 ottobre 2019 con la quale abbiamo chiesto
informazioni sulle cause del cedimento strutturale del chiosco-bar? È solo una
dimenticanza quella del sindaco o c’è dell’altro?”, concludono gli esponenti
della minoranza consiliare di Caiazzo Bene Comune.
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Peter
07 maggio 2020
VALLOSCO PLAUDE LA GESTIONE COMMISSARIALE DEL COMUNE DI MARCIANISE
Marcianise - "In
questi giorni ho potuto constatare il positivo attivismo del team commissariale
che guida il Comune di Marcianise". A parlare è il consigliere comunale
uscente di "Marcianise Terra di Idee" Giovanni Vallosco.(nella foto) "Nonostante le ristrettezze dovute al periodo
emergenziale - spiega l'ex consigliere - il Commissario Lastella, i sub commissari,
i dirigenti e i dipendenti del Comune sono riusciti a garantire, con
efficienza, non solo l'ordinaria amministrazione, ma anche a far partire lavori
pubblici che da tempo i cittadini di Marcianise aspettavano: dal rifacimento di
numerose e importanti arterie cittadine (Corso Matteotti, Via Marte, Via San
Pasquale, Viale della Vittoria II tratto), ai lavori di manutenzione nelle
scuole e nel cimitero comunale, che gli stessi cittadini hanno potuto
verificare in questi giorni di riapertura, oltre al completamento dei lavori
del Teatro Mugnone". "Un plauso - conclude Vallosco - va
anche ai nostri concittadini che si sono comportati in maniera corretta
rispettando le prescrizioni governative, regionali e comunali. Un
ringraziamento, infine, ai militari e a tutte le Forze dell'Ordine (locali e
nazionali) che sono stati impegnati nei controlli affinché la normativa
anti-covid venisse rispettata; ai medici di medicina generale e tutti i
sanitari dell'Asl e del nosocomio di Marcianise per il loro difficile impegno
in questa emergenza. L'augurio per Marcianise è che questo impegno e questo
senso di responsabilità, da parte di tutti, continui anche nella "Fase
2" poiché si dovranno affrontare i difficili nodi relativi alla ripartenza
dell'economia locale che ha visto molti concittadini, soprattutto precari,
artigiani e commercianti, in grande difficoltà. Nei confronti di questi ultimi
non faremo mancare il nostro contributo in termini di supporto, idee e
proposte".
Pietro Rossi
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Peter
04 maggio 2020
Cultura, si riparte con un viaggio nell’Alto Casertano
TEANO -
Pronti a convivere con nuove sfide che investono, tra gli altri, anche i settori della ricerca scientifica
e dei beni culturali, è tempo di pensare
a una ripartenza delle attività culturali consapevole e attenta. «In vista delle prossime aperture di alcuni siti
museali italiani, occorre
ripartire dalla conoscenza dei borghi storici in cui viviamo per far sì che, in questo straordinario periodo, ognuno di
noi riacquisti la consapevolezza
delle proprie identità culturali e si senta ancor più parte di un complesso sociale e artistico che va
difeso, tutelato e valorizzato»:
così il Consorzio di Ricerca Laocoonte, dopo aver aderito nelle scorse settimane alla campagna promossa dal
MiBACT #iorestoacasa con
video-appuntamenti volti a presentare le proprie attività di ricerca
anche in tempi di lockdown, presenta con
entusiasmo “Viaggio nell’Alto Casertano”,
un inedito video-tour virtuale tra i più rappresentativi siti monumentali delle aree interne della Campania.
Sviluppato per tappe che toccano
territori ricchi di bellezze artistiche e paesaggistiche ancora fuori dai giri del turismo di massa, si
configura come strumento di
conoscenza del patrimonio culturale locale essenziale per tornare,
quanto prima, a visitare i luoghi in cui viviamo
con occhi nuovi e menti aperte a
processi di valorizzazione in cui, fino ad oggi, turisti e amministratori locali hanno creduto poco. Dopo la
prima tappa nel Comune di Teano e
la visita ai bellissimi Teatro romano e Cattedrale, il viaggio prosegue oggi verso la seconda tappa, alla
scoperta dei tesori di Carinola,
tra i quali il Palazzo Novelli e la magnifica Cattedrale. Le visite ai monumenti dell’Alto Casertano, concepite
come brevi video in cui una
voce-guida accompagna il visitatore alla scoperta delle vicende storico-artistiche dei luoghi, confluiranno
tutte nell’App Laocoonte City
Tour, sviluppata negli scorsi anni dal Consorzio e in fase di continuo aggiornamento: «L’obiettivo è far sì
che le aree interne della
Provincia di Caserta diventino presto tappe obbligate per i turisti della Regione Campania e che il circuito dei
beni culturali interessati sia
collegato a rete con quello dei grandi attrattori turistici delle città capoluogo». Per riscoprire le
prime tappe del Viaggio nell’Alto
Casertano è possibile visitare il canale YouTube del Consorzio, Progetto Laocoonte. Si riparte, dunque, e
lo si fa, in maniera innovativa,
guardando al patrimonio culturale.
Pietro Rossi
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Peter
Aversa, “Fase 2” per il commercio: comune e confederazioni a confronto in videoconferenza del 29 aprile
AVERSA. Nella mattinata di mercoledì
29 aprile si è tenuta una videoconferenza (via Skype) a cui hanno
partecipato il sindaco di Aversa, Alfonso Golia,8 (nella foto) il consigliere
della Confcommercio Campania con delega agro aversano, Agostino Romano,
il presidente
della Confesercenti Provincia di Caserta, Salvatore Petrella, l’assessore
con delega all’ambiente del comune normanno, Mario De Michele. Durante
il proficuo incontro è stato affrontato il tema “Fase 2”, in
relazione alle attività commerciali operanti sul territorio. La necessità è
trovare una sintesi che possa essere di supporto concreto al rilancio
dell’economia locale, duramente messa alla prova dal Coronavirus.
Si è discusso di vari argomenti, tra cui l’idea di concedere alle attività
commerciali la possibilità di usufruire di ulteriore spazio esterno a titolo
gratuito, così come già segnalato, via Pec, dalla Confcommercio
di Caserta a tutte le amministrazioni comunali della Provincia. Sono
attese, nei prossimi giorni, ordinanze di supporto agli imprenditori aversani. “Il sindaco Golia è molto
disponibile nel cercare di essere presente per i suoi concittadini -
afferma Agostino Romano, broker dell’agenzia immobiliare Re/Max
Active di Aversa -. Nel nostro settore, ci
stiamo approcciando alle nuove frontiere della tecnologia, che indubbiamente
costituiranno il modus operandi del futuro e che vanno anche a tutelare la
salute dei clienti. Pertanto, ritengo che la priorità delle aziende sia digitalizzarsi.
Anche in tal senso sta lavorando la Confcommercio di Caserta,
al fine di garantire a tutti i suoi associati quegli strumenti necessari per
ripartire nel migliore dei modi”.
Pietro Rossi
Pubblicato da www.corrierematese.blogspot.com
Peter
IL GRUPPOI UNITI PER BAIA E LATINA PRETENDE CHIAREZZA DAL SINDACO SULLA SOSPENSIONE DELLA TARI PER NEGOZI E BOTTEGHE.
BAIA E
LATINA - Sulla sospensione
dei tributi comunali a Baia Latina, ha commentato il capogruppo di Uniti per
Baia e Latina Michele Santoro (nella foto), c’è bisogno di chiarezza da
parte del sindaco Di Cerbo che alla stampa dichiara una cosa ed in giunta
decide l’esatto contrario”. A chiedere
di conoscere le reali intenzioni dell’Amministrazione comunale in merito al
versamento di Tari, Imu ed altre tariffe locali in piena emergenza da
Coronavirus, è il gruppo consiliare di Uniti per Baia e Latina. “A far sorgere la necessità di chiarimenti è
un comunicato del sindaco in cui testualmente si legge: “Sospensione dei
tributi comunali al 30 giugno come chiesto da Santoro con nota del 30 marzo
2020? La nostra proposta in atti è di sospendere al 30 novembre 2020, replica
Di Cerbo”. Una dichiarazione, quest’ultima, sorprendente se solo si considera
che lo stesso giorno della sua pubblicazione, il 28 aprile scorso, il sindaco
ha presieduto la giunta comunale che ha approvato una deliberazione, la n° 38
del 28 aprile 2020, presente anche l’assessore Michele Palestina, con cui ha sospeso
non sino al 30 novembre come spavaldamente affermato alla stampa, bensì solo fino
al 30 maggio con possibilità di pagamento senza applicazione di sanzioni ed
interessi, entro il 30 giugno 2020”, spiega il leader dell’opposizione. “È da
evidenziare che la proposta in atti, come comunicato ai giornali
dall’Amministrazione comunale, per pura coincidenza è successiva alla nostra richiesta.
Orbene, quali le ragioni di una siffatta contraddizione? C’è forse il fugato
intento di sminuire la tempestiva proposta formulata dal Consigliere Michele
Santoro e da Uniti per Baia e Latina? O, ancora, c’è forse la necessità di
adeguare e, pertanto, modificare il termine della propria proposta a quanto
dettato dal Decreto Legge 18/2020 ed, invece, ampiamente rispettato dal
Consigliere Santoro nella propria proposta? Ai cittadini la risposta”, conclude
l’ex sindaco Santoro.
Pietro
Rossi
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Peter
03 maggio 2020
DA DOMANI RIPARTONO, GRADUALMENTE, ALCUNE ATTIVITA’ IMPRENDITORIALI.


PIEDIMONTE
MATESE – Ci siamo da domani l’Italia incomincia lentamente ad avviare la Fase 2
che permette gradualmente la ripresa di alcune attività imprenditoriali ma
sempre rispettando le norme di sicurezza e distanziamento sociale.
Quali sono
le novità previste dal Dpcm 26 aprile 2020?
Il Dpcm 26
aprile 2020 introduce, a partire dal 4 maggio, diverse novità, tra le quali,
per esempio, la possibilità delle visite ai propri congiunti che vivono nella
stessa Regione e la riapertura di parchi e giardini pubblici, nel rispetto
delle prescrizioni sanitarie ed evitando comunque gli assembramenti (i sindaci
potranno decidere di chiudere nuovamente e in via temporanea i parchi, qualora
il divieto di assembramento non potesse essere garantito). Diventa obbligatorio
l’uso della mascherina nei luoghi chiusi accessibili al pubblico (quali mezzi
di trasporto pubblico ed esercizi commerciali). Il nuovo Dpcm sancisce anche
l’obbligo di rimanere all’interno della propria abitazione per tutti coloro che
presentano sintomi legati a sindromi respiratorie e una temperatura corporea
superiore ai 37,5 gradi. Sempre da domani 4 maggio, si può tornare a effettuare
l'attività motoria e quella sportiva, individualmente, anche distanti da casa e
possono riprendere gli allenamenti degli atleti professionisti per le
discipline individuali. Altra importante novità riguarda la possibilità di
svolgere celebrazioni funebri, con un numero di partecipanti massimo fissato in
15 persone, indossando le mascherine protettive e possibilmente all’aperto. Il
Dpcm, sempre a partire dal 4 maggio, consente la ristorazione da asporto per
bar, ristoranti e simili, che si va ad aggiungere all’attività di consegna a
domicilio già ammessa. Ripartono diverse attività produttive e industriali,
prevalentemente votate all'export, le attività per il settore manifatturiero e
quello edile, insieme a tutte le attività all’ingrosso ad essi correlati, con
l’obbligo di rispetto delle regole vigenti in materia di sicurezza sul lavoro.
SPOSTAMENTI
1. Posso spostarmi per far visita a qualcuno?
Sono
consentiti gli spostamenti per incontrare esclusivamente i propri congiunti
(vedi faq successiva), che devono considerarsi tra gli spostamenti giustificati
per necessità. E' comunque fortemente raccomandato limitare al massimo gli
incontri con persone non conviventi, poiché questo aumenta il rischio di
contagio. In occasione di questi incontri devono essere rispettati: il divieto
di assembramento, il distanziamento interpersonale di almeno un metro e
l’obbligo di usare le mascherine per la protezione delle vie respiratorie.
2. Chi sono
i congiunti con cui è consentito incontrarsi, secondo l’articolo 1, comma 1,
lettera a), del Dpcm del 26 aprile 2020?
L’ambito cui
può riferirsi la dizione “congiunti” può indirettamente ricavarsi, sistematicamente,
dalle norme sulla parentela e affinità, nonché dalla giurisprudenza in tema di
responsabilità civile. Alla luce di questi riferimenti, deve ritenersi che i
“congiunti” cui fa riferimento il DPCM ricomprendano: i coniugi, i partner
conviventi, i partner delle unioni civili, le persone che sono legate da uno
stabile legame affettivo, nonché i parenti fino al sesto grado (come, per
esempio, i figli dei cugini tra loro) e gli affini fino al quarto grado (come,
per esempio, i cugini del coniuge).
3. Si può
uscire per fare una passeggiata?
Si può
uscire dal proprio domicilio solo per andare al lavoro, per motivi di salute,
per necessità (il decreto include in tale ipotesi quella di visita ai
congiunti, vedi FAQ), o per svolgere attività sportiva o motoria all’aperto.
Pertanto, le passeggiate sono ammesse solo se strettamente necessarie a
realizzare uno spostamento giustificato da uno dei motivi appena indicati. Ad
esempio, è giustificato da ragioni di necessità spostarsi per fare la spesa,
per acquistare giornali, per andare in farmacia, o comunque per acquistare beni
necessari per la vita quotidiana, ovvero per recarsi presso uno qualsiasi degli
esercizi commerciali aperti (vedi FAQ). Inoltre, è giustificata ogni uscita dal
domicilio per l’attività sportiva o motoria all’aperto. Resta inteso che la
giustificazione di tutti gli spostamenti ammessi, in caso di eventuali
controlli, può essere fornita nelle forme e con le modalità
dell’autocertificazione, ove richiesto. La giustificazione del motivo di lavoro
può essere comprovata anche esibendo adeguata documentazione fornita dal datore
di lavoro (tesserini o simili) idonea a dimostrare la condizione dichiarata. In
ogni caso, tutti gli spostamenti sono soggetti al divieto generale di assembramento,
e quindi all’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza minima di un metro
fra le persone.
4. Ci sono
limitazioni negli spostamenti per chi ha sintomi da infezione respiratoria e
febbre superiore a 37,5°?
I soggetti
con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5° C)
devono rimanere presso il proprio domicilio e limitare al massimo i contatti
sociali, contattando il proprio medico curante.
5. Si può
uscire per acquistare beni diversi da quelli alimentari?
Sì, ma solo
per acquistare prodotti rientranti nelle categorie di generi di cui è ammessa
la vendita, espressamente previste dal Dpcm 26 aprile 2020.
6. Chi si
trova fuori dal proprio domicilio, abitazione o residenza potrà rientrarvi?
Sì. Il decreto prevede che sia in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza, anche se comporta uno spostamento tra regioni diverse.
Sì. Il decreto prevede che sia in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza, anche se comporta uno spostamento tra regioni diverse.
7. Una volta
che si sia fatto rientro presso il domicilio/abitazione/residenza, come
consentito dal dPCM 26 aprile 2020, è possibile spostarsi nuovamente al di
fuori della Regione di domicilio/abitazione/residenza raggiunta?
Il Dpcm del
26 aprile 2020 consente lo spostamento fra Regioni diverse esclusivamente nei
casi in cui ricorrano: comprovate esigenze lavorative o assoluta urgenza o
motivi di salute. Pertanto, una volta che si sia fatto rientro presso il
proprio domicilio/abitazione/residenza anche provenendo da un’altra Regione
(come consentito a partire dal 4 maggio 2020), non saranno più consentiti
spostamenti al di fuori dei confini della Regione in cui ci si trova, qualora
non ricorra uno dei motivi legittimi di spostamento più sopra indicati.
8. Ho un
figlio minorenne, posso accompagnarlo in un parco, una villa o un giardino
pubblico?
Sì. L’accesso del pubblico ai parchi, alle ville e ai giardini pubblici è consentito, condizionato però al rigoroso rispetto del divieto di ogni forma di assembramento nonché della distanza di sicurezza interpersonale di un metro. Non possono essere utilizzate le aree attrezzate per il gioco dei bambini che, ai sensi del nuovo d.P.C.M., restano chiuse.
Il sindaco può disporre la temporanea chiusura di specifiche aree in cui non sia possibile assicurare altrimenti il rispetto di quanto previsto.
Sì. L’accesso del pubblico ai parchi, alle ville e ai giardini pubblici è consentito, condizionato però al rigoroso rispetto del divieto di ogni forma di assembramento nonché della distanza di sicurezza interpersonale di un metro. Non possono essere utilizzate le aree attrezzate per il gioco dei bambini che, ai sensi del nuovo d.P.C.M., restano chiuse.
Il sindaco può disporre la temporanea chiusura di specifiche aree in cui non sia possibile assicurare altrimenti il rispetto di quanto previsto.
9. È
consentito fare attività motoria o sportiva?
L’attività
sportiva e motoria all’aperto è consentita solo se è svolta individualmente, a
meno che non si tratti di persone conviventi. A partire dal 4 maggio l’attività
sportiva e motoria all’aperto sarà consentita non più solo in prossimità della
propria abitazione. Sarà possibile la presenza di un accompagnatore per i
minori o per le persone non completamente autosufficienti. È obbligatorio
rispettare la distanza interpersonale di almeno due metri, se si tratta di
attività sportiva, e di un metro, se si tratta di semplice attività motoria. In
ogni caso sono vietati gli assembramenti. Al fine di svolgere l’attività
motoria o sportiva di cui sopra, è consentito anche spostarsi con mezzi
pubblici o privati per raggiungere il luogo individuato per svolgere tali
attività. Non è consentito svolgere attività motoria o sportiva fuori dalla
propria Regione.
10. Siamo
una squadra di atleti; possiamo allenarci, a porte chiuse, rispettando le norme
di distanziamento sociale?
No. Le
sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, sono
consentite, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento,
a porte chiuse, solo per gli atleti di discipline individuali. E’ tuttavia
consentita, anche agli atleti, professionisti e non, di discipline non
individuali, come ad ogni cittadino, l’attività sportiva individuale, in aree
pubbliche o private, nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di
almeno due metri e rispettando il divieto di ogni forma di assembramento.
11. Posso
utilizzare la bicicletta?
L’uso della
bicicletta è consentito per raggiungere la sede di lavoro, il luogo di
residenza o i negozi che proseguono l'attività di vendita. È inoltre consentito
utilizzare la bicicletta per svolgere attività motoria all’aperto. In ogni
circostanza deve comunque essere osservata la prescritta distanza di sicurezza
interpersonale.
12. Posso
andare al cimitero per omaggiare un caro defunto, anche al di fuori delle
cerimonie funebri?
Sì, è
consentito spostarsi nell’ambito della propria regione per far visita nei
cimiteri ai defunti, sempre nel rispetto della distanza di sicurezza
interpersonale di almeno un metro e del divieto di assembramento. Come per i
parchi, anche nei cimiteri deve sempre essere rispettato il divieto di
assembramento e, ove non fosse possibile evitare tali assembramenti, il Sindaco
può disporne la temporanea chiusura. Per le regole relative alle cerimonie
funebri, anche all'interno dei cimiteri, si veda l'apposita faq.
13. Quali
sono le regole per gli spostamenti da e per l'estero?
Per le
informazioni relative agli spostamenti da e per l'estero, si consiglia di
consultare il sito del Ministero degli affari esteri e della cooperazione
internazionale.
PUBBLICI
ESERCIZI E ATTIVITÀ COMMERCIALI
- Quali
sono le regole a cui devono attenersi i commercianti e i gestori degli
esercizi commerciali che sono aperti?
Le regole
sono indicate all’allegato 5 (inserire link) del Dpcm 26 aprile 2020. Fra
queste vi è il mantenimento, in tutte le attività, del distanziamento sociale e
la pulizia e l’igiene ambientale almeno due volte al giorno e in funzione
dell’orario di apertura. È inoltre obbligatorio far rispettare le misure
anticontagio, come l’ingresso uno alla volta nei piccoli negozi e l’accesso
regolamentato e scaglionato nelle strutture di più grandi dimensioni, l’uso di
mascherine e guanti per i lavoratori e quello del gel per disinfettare le mani
e dei guanti monouso per i clienti dei supermercati, da mettere a disposizione
vicino alle casse e ai sistemi di pagamento, nonché, ove possibile, percorsi
diversi per entrate e uscite.
2. I negozi
che vendono “vestiti per bambini e neonati” possono vendere anche le calzature
per bambini?
Sì, la
categoria merceologica dei “vestiti per bambini e neonati”, indicata
nell’allegato 1 del Dpcm 26 aprile 2020, è da intendersi come quella più
generale di “abbigliamento per bambini e neonati” e ricomprende quindi anche le
calzature.
3. I negozi e gli altri esercizi di commercio al dettaglio che vendono prodotti diversi da quelli alimentari o di prima necessità e che quindi sono temporaneamente chiusi al pubblico, possono proseguire le vendite effettuando consegne a domicilio?
Sì, è consentita la consegna dei prodotti a domicilio, nel rispetto dei requisiti igienico sanitari sia per il confezionamento che per il trasporto, ma con vendita a distanza senza riapertura del locale. Chi organizza le attività di consegna a domicilio - lo stesso esercente o una cd. piattaforma - deve evitare che al momento della consegna ci siano contatti personali a distanza inferiore a un metro. È consentita anche la vendita di ogni genere merceologico, se effettuata per mezzo di distributori automatici.
4. Nelle giornate festive e prefestive, sono chiuse le medie e grandi strutture di vendita e gli esercizi commerciali presenti all'interno dei centri commerciali e dei mercati?
No, non c’è differenza tra giorni feriali, prefestivi e festivi, né tra strutture di vendita a seconda delle dimensioni. I supermercati e gli ipermercati presenti nei centri commerciali, come gli altri esercizi commerciali, possono essere aperti tutti i giorni, ma comunque sempre limitatamente alla vendita di prodotti di cui all’allegato 1 al Dpcm 26 aprile 2020. Per quanto riguarda i mercati, sia all’aperto sia coperti, in essi può essere svolta soltanto l’attività di vendita di generi alimentari e di prodotti agricoli. In tutte le strutture deve essere in ogni caso garantita la distanza interpersonale di 1 metro, anche attraverso la modulazione di accesso e di apertura. Resta vietata ogni forma di assembramento.
5. È consentita la vendita in negozio (vendita al dettaglio) di tutti i prodotti la cui produzione è ancora consentita?
3. I negozi e gli altri esercizi di commercio al dettaglio che vendono prodotti diversi da quelli alimentari o di prima necessità e che quindi sono temporaneamente chiusi al pubblico, possono proseguire le vendite effettuando consegne a domicilio?
Sì, è consentita la consegna dei prodotti a domicilio, nel rispetto dei requisiti igienico sanitari sia per il confezionamento che per il trasporto, ma con vendita a distanza senza riapertura del locale. Chi organizza le attività di consegna a domicilio - lo stesso esercente o una cd. piattaforma - deve evitare che al momento della consegna ci siano contatti personali a distanza inferiore a un metro. È consentita anche la vendita di ogni genere merceologico, se effettuata per mezzo di distributori automatici.
4. Nelle giornate festive e prefestive, sono chiuse le medie e grandi strutture di vendita e gli esercizi commerciali presenti all'interno dei centri commerciali e dei mercati?
No, non c’è differenza tra giorni feriali, prefestivi e festivi, né tra strutture di vendita a seconda delle dimensioni. I supermercati e gli ipermercati presenti nei centri commerciali, come gli altri esercizi commerciali, possono essere aperti tutti i giorni, ma comunque sempre limitatamente alla vendita di prodotti di cui all’allegato 1 al Dpcm 26 aprile 2020. Per quanto riguarda i mercati, sia all’aperto sia coperti, in essi può essere svolta soltanto l’attività di vendita di generi alimentari e di prodotti agricoli. In tutte le strutture deve essere in ogni caso garantita la distanza interpersonale di 1 metro, anche attraverso la modulazione di accesso e di apertura. Resta vietata ogni forma di assembramento.
5. È consentita la vendita in negozio (vendita al dettaglio) di tutti i prodotti la cui produzione è ancora consentita?
No. Le
attività di commercio al dettaglio restano disciplinate dall’allegato 1 del
Dpcm 26 aprile 2020. La produzione di beni, autorizzata ai sensi dell’allegato
3 dello stesso Dpcm (ed eventuali successivi aggiornamenti) non ne autorizza la
vendita al dettaglio.
Restano comunque consentite le altre forme di vendita previste dall’allegato 1 (via internet; per televisione; per corrispondenza, radio, telefono; per mezzo di distributori automatici).
6. E’ possibile effettuare, da parte delle aziende della ristorazione, il servizio di asporto fatto in auto (drive through)?
Restano comunque consentite le altre forme di vendita previste dall’allegato 1 (via internet; per televisione; per corrispondenza, radio, telefono; per mezzo di distributori automatici).
6. E’ possibile effettuare, da parte delle aziende della ristorazione, il servizio di asporto fatto in auto (drive through)?
Sì,
mantenendo sempre la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro e
rispettando i divieti di consumare i prodotti sul posto di vendita e di sostare
nelle immediate vicinanze.
7. Le
concessionarie di autoveicoli potranno riaprire il 4 maggio?
Sì. L’allegato 3 del DPCM prevede espressamente che, dal 4 maggio, potrà riprendere l'attività del codice ateco 45 e delle relative sottocategorie, tra cui rientra il codice 45.1 relativo al “Commercio di autoveicoli”. E' quindi consentito recarsi da un concessionario per acquistare un veicolo, fare un tagliando, effettuare cambio pneumatici e altre attività di manutenzione.
8. Ho un sito per la vendita di prodotti online. Posso continuare l’attività di vendita?
Sì, l’attività di commercio di qualsiasi prodotto effettuata online ovvero mediante altri canali telematici è sempre consentita alla luce della disciplina per gli esercizi commerciali prevista dall’allegato 1 del Dpcm 26 aprile 2020, nonché dell’inclusione dei codici Ateco dei servizi postali, vettori e corrieri tra quelli eccettuati dalla chiusura dell’attività.
Sì. L’allegato 3 del DPCM prevede espressamente che, dal 4 maggio, potrà riprendere l'attività del codice ateco 45 e delle relative sottocategorie, tra cui rientra il codice 45.1 relativo al “Commercio di autoveicoli”. E' quindi consentito recarsi da un concessionario per acquistare un veicolo, fare un tagliando, effettuare cambio pneumatici e altre attività di manutenzione.
8. Ho un sito per la vendita di prodotti online. Posso continuare l’attività di vendita?
Sì, l’attività di commercio di qualsiasi prodotto effettuata online ovvero mediante altri canali telematici è sempre consentita alla luce della disciplina per gli esercizi commerciali prevista dall’allegato 1 del Dpcm 26 aprile 2020, nonché dell’inclusione dei codici Ateco dei servizi postali, vettori e corrieri tra quelli eccettuati dalla chiusura dell’attività.
ATTIVITÀ PRODUTTIVE, PROFESSIONALI E SERVIZI
1. Con il
dpcm 26 aprile 2020 quali attività produttive possono riprendere?
Dal 4 maggio 2020 riprendono diverse attività produttive industriali con la ripartenza del settore manifatturiero e delle costruzioni, insieme al commercio all’ingrosso delle relative filiere. Nel dettaglio risultano pertanto consentite tutte le attività indicate nell’allegato 3 (link) del dpcm 26 aprile 2020, tra le quali, rispetto al dpcm del 10 aprile 2020, risultano ora ricomprese anche quelle relative al settore del tessile, della moda, dell'auto, dell'industria estrattiva, della fabbricazione di mobili. L’elenco del dCPm deve considerarsi esaustiva, nel senso che non è più prevista la comunicazione al prefetto per proseguire le attività degli impianti a ciclo produttivo continuo, le attività dell'industria dell'aerospazio e della difesa, incluse le lavorazioni, gli impianti, i materiali, i servizi e le infrastrutture essenziali per la sicurezza nazionale e il soccorso pubblico, nonché le attività funzionali ad assicurare la continuità delle filiere produttive. Le imprese le cui attività non sono sospese dovranno comunque rispettare i contenuti dei protocolli di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus covid-19 negli ambienti di lavoro (Allegato 6), nei cantieri (Allegato 7), nel settore del trasporto e della logistica (Allegato, espressamente indicati all’articolo 2, comma 6, del dpcm 26 aprile 2020 e a quest'ultimo allegati. La mancata attuazione dei protocolli che non assicuri adeguati livelli di protezione determina la sospensione dell’attività fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.
Alle imprese, che riprendono la loro attività a partire dal 4 maggio 2020, viene inoltre consentito di svolgere tutte le attività propedeutiche alla riapertura a partire dalla data del 27 aprile 2020.
Dal 4 maggio 2020 riprendono diverse attività produttive industriali con la ripartenza del settore manifatturiero e delle costruzioni, insieme al commercio all’ingrosso delle relative filiere. Nel dettaglio risultano pertanto consentite tutte le attività indicate nell’allegato 3 (link) del dpcm 26 aprile 2020, tra le quali, rispetto al dpcm del 10 aprile 2020, risultano ora ricomprese anche quelle relative al settore del tessile, della moda, dell'auto, dell'industria estrattiva, della fabbricazione di mobili. L’elenco del dCPm deve considerarsi esaustiva, nel senso che non è più prevista la comunicazione al prefetto per proseguire le attività degli impianti a ciclo produttivo continuo, le attività dell'industria dell'aerospazio e della difesa, incluse le lavorazioni, gli impianti, i materiali, i servizi e le infrastrutture essenziali per la sicurezza nazionale e il soccorso pubblico, nonché le attività funzionali ad assicurare la continuità delle filiere produttive. Le imprese le cui attività non sono sospese dovranno comunque rispettare i contenuti dei protocolli di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus covid-19 negli ambienti di lavoro (Allegato 6), nei cantieri (Allegato 7), nel settore del trasporto e della logistica (Allegato, espressamente indicati all’articolo 2, comma 6, del dpcm 26 aprile 2020 e a quest'ultimo allegati. La mancata attuazione dei protocolli che non assicuri adeguati livelli di protezione determina la sospensione dell’attività fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.
Alle imprese, che riprendono la loro attività a partire dal 4 maggio 2020, viene inoltre consentito di svolgere tutte le attività propedeutiche alla riapertura a partire dalla data del 27 aprile 2020.
2. È
consentita la prosecuzione delle attività di conservazione e restauro di opere
d'arte? Sì, sono consentite le attività di restauro, finalizzate alla
conservazione di opere d’arte quali quadri, affreschi, sculture, mosaici,
arazzi, beni archeologici. Tali attività non sono infatti sostanzialmente
riducibili a profili ricreativi o artistici di cui al codice Ateco 90.0,
essendo invece riconducibili alle attività assentite nell'allegato 3 del
d.P.C.M. 26 aprile 2020 del restauro di edifici storici e monumentali (41.20),
dell’industria del legno (16), di architettura, ingegneria, collaudo e analisi
tecniche (71) e alle altre attività professionali, scientifiche e tecniche (74)
nonché alle riparazioni di beni mobili (95).
3. I
soggetti che svolgono attività di riparazione e manutenzione di materiale
rotabile ferroviario, tranviario, filoviario e per metropolitane, possono
continuare la propria attività?
Sì. L’attività può continuare ad essere espletata in quanto espressamente autorizzata dall’allegato 3 del Dpcm 26 aprile 2020, codice Ateco 33.
Sì. L’attività può continuare ad essere espletata in quanto espressamente autorizzata dall’allegato 3 del Dpcm 26 aprile 2020, codice Ateco 33.
4. Le
attività professionali, come per esempio quella di amministratore di
condominio, devono essere sospese se svolte nella forma di impresa?
Tutte le
attività professionali, a prescindere dalla forma con cui vengono svolte, sono
espressamente consentite in quanto prevale la natura dell’attività non la forma
con cui la stessa si esercita. L’articolo 2, comma 2, del Dpcm 26 aprile 2020
prevede che qualsiasi attività, anche se sospesa, può continuare ad essere
esercitata se organizzata in modalità a distanza o lavoro agile (circostanza
applicabile anche alle amministrazioni condominiali).
5. Colf, badanti e babysitter possono continuare a prestare servizio solo se conviventi?
5. Colf, badanti e babysitter possono continuare a prestare servizio solo se conviventi?
Possono
continuare a prestare servizio, a prescindere dalla convivenza. Tale attività è
infatti ricompresa nell’allegato 3 del Dpcm 26 aprile 2020, codice Ateco 97
(Attività di famiglie e convivenze come datori di lavoro per personale
domestico).
6. Non sono iscritto al registro delle imprese. Posso continuare a svolgere la mia attività produttiva?
6. Non sono iscritto al registro delle imprese. Posso continuare a svolgere la mia attività produttiva?
Dipende dal
codice Ateco di appartenenza dell’attività effettivamente svolta. Infatti,
occorre sempre fare riferimento ai codici Ateco espressamente autorizzati
dall’allegato 3 del Dpcm 26 aprile 2020 e dalle eventuali successive modifiche
apportate con decreto ministeriale. Al tale fine, si può fare riferimento ai
codici Ateco risultanti dall’anagrafe tributaria dell’Agenzia delle entrate,
indicati come attività primaria o prevalente o secondaria.
CANTIERI
1. I cantieri rimangono aperti?
CANTIERI
1. I cantieri rimangono aperti?
Sì. Al riguardo,
occorre precisare che l’allegato 3 al Dpcm del 26 aprile 2020 richiama la
categoria “ingegneria civile”, identificata con il codice Ateco 42 all’interno
della quale rientrano, a titolo esemplificativo, le attività costruzione di
strade, autostrade e piste aeroportuali, costruzione di linee ferroviarie e
metropolitane, costruzione di ponti e gallerie, costruzione di opere di
pubblica utilità per il trasporto di fluidi, costruzione di opere di pubblica
utilità per l’energia elettrica e le telecomunicazioni, le costruzione di opere
idrauliche e il completamento di alloggi popolari. Il 24 aprile 2020 il
Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha condiviso con il Ministero del
lavoro e delle politiche sociali, Anci, Upi, Anas S.p.a., R.F.I., ANCE, Alleanza
delle cooperative, Feneal-Uil, Filca- CISL e Fillea-CGIL un apposito protocollo
di regolamentazione per il contenimento della diffusione del COVID-19 nei
cantieri edili, costituente l’Allegato 7 al Dpcm.
AGRICOLTURA, ALLEVAMENTO E PESCA
AGRICOLTURA, ALLEVAMENTO E PESCA
- È
consentito, anche al di fuori del Comune di residenza, lo svolgimento di
attività lavorative su superfici agricole o forestali adibite alle
produzioni per autoconsumo, compreso il taglio della legna da ardere
sempre per autoconsumo?
Sì, la coltivazione del terreno per uso agricolo o forestale e l’attività diretta alla produzione per autoconsumo rientrano nei codici ATECO “0.1.” e “02” e sono quindi consentite, a condizione che il soggetto interessato attesti, con autodichiarazione completa di tutte le necessarie indicazioni per la relativa verifica, il possesso di tale superficie agricola o forestale produttiva e che essa sia effettivamente adibita ai predetti fini, con indicazione del percorso più breve per il raggiungimento del sito. Si precisa tuttavia che i tagli boschivi possono proseguire solo se la Regione o Provincia autonoma competente ha prorogato con proprio atto i termini per la stagione di taglio. Resta fermata la possibilità di avvalersi di professionisti nel rispetto delle normative sulla sicurezza del lavoro con particolare riferimento alle disposizioni per la prevenzione del contagio da COVID-19
UNIVERSITÀ
1. Si possono tenere le sessioni d’esame e le sedute di laurea?
Sì, potranno essere svolte in presenza a condizione che vi sia un’organizzazione degli spazi e del lavoro tale da ridurre al massimo il rischio di prossimità e di aggregazione e che vengano adottate le misure organizzative di prevenzione e protezione indicate dal Dpcm del 26 aprile 2020. Nel caso in cui non possa essere assicurata l’adozione di tali misure, ovvero in tutti gli altri casi in cui non si renda possibile la presenza degli studenti, si potrà ricorrere alle modalità a distanza, nel qual caso dovranno comunque essere assicurate le misure necessarie a garantire la prescritta pubblicità.
2. Cosa
cambia per le attività pratiche nel campo della ricerca e della formazione
superiore (tirocini, attività di ricerca e di laboratorio sperimentale e/o
didattico ed esercitazioni)?
Tali
attività potranno ricominciare ad essere svolte in presenza a condizione che vi
sia un’organizzazione degli spazi e del lavoro tale da ridurre al massimo il
rischio di prossimità e di aggregazione e che vengano adottate le misure
organizzative di prevenzione e protezione indicate dal Dpcm del 26 aprile 2020.
Nel caso in cui non possa essere assicurata l’adozione di tali misure, ovvero
in tutti gli altri casi in cui non si renda possibile la presenza degli
studenti e/o ricercatori, si potrà ricorrere, ove possibile, anche alle
modalità a distanza.
CERIMONIE,
EVENTI E ATTIVITÀ RICREATIVE
1. Si possono
celebrare messe, matrimoni, funerali o altri riti civili e religiosi?
Sono sospese
su tutto il territorio nazionale tutte le cerimonie civili e religiose che
prevedano la partecipazione di significativi gruppi di persone; sono consentite
le cerimonie funebri con l’esclusiva partecipazione dei congiunti (vedi FAQ) e,
comunque, fino a un massimo di quindici persone, con funzione da svolgersi
preferibilmente all’aperto, indossando mascherine protettive e rispettando
rigorosamente le misure di distanziamento. E' sospesa la celebrazione in
presenza di una significativa pluralità di fedeli della messa e degli altri
riti religiosi come, a mero titolo di esempio, la preghiera del venerdì per la
religione islamica, il culto evangelico domenicale o le funzioni presso la
sinagoga durante il sabato. Sono consentiti l’apertura e l’accesso ai luoghi di
culto, purché non si verifichino assembramenti e si assicuri la distanza tra i
frequentatori non inferiore a un metro.
Pietro Rossi
Pubblicato da www.corrierematese.blogspot.com
Peter
02 maggio 2020
INCONTRO TRA TASK FORCE E CAMERE DI COMMERCIO PER LA RIPRESA DELLE ATTIVITA' DI ASPORTO E LA MOBILITA' URBANA.

NAPOLI - Come comunicato
nell'ultima ordinanza, si è svolto questa mattina l'incontro di merito con la
task force e i rappresentanti delle Camere di Commercio della Campania -
presenti Ciro Fiola (Napoli), Andrea Prete (Salerno), Tommaso de Simone
(Caserta), Oreste La Stella (Avellino), Antonio Campese (Benevento) - per
affrontare la questione della vendita con asporto. Si è decisa la riapertura
all'attività dell'asporto sulla base di queste norme: 1) Il servizio viene
svolto sulla base di prenotazioni telefoniche o online; 2) Il banco vendita
sarò posto all'ingresso dell'esercizio commerciale; 3) I gestori sono
responsabili del distanziamento sociale e anche di quello di eventuali riders
per il delivery; 4) E' assolutamente obbligatorio l'uso da parte del personale
di mascherine e guanti; 5)Il mancato rispetto delle norme comporterà la
chiusura per una settimana del locale. E' un atto di fiducia sul senso di responsabilità di tutti. Rimane l'obbligo
per ognuno di contribuire alla non diffusione dell'epidemia. Si farà alla fine
della prossima settimana una verifica. Eventuali comportamenti errati
porterebbero alla revoca di queste decisioni. Si è deciso inoltre, anche in
conseguenza delle decisioni di questa mattina, di eliminare le fasce orarie in
cui era consentita l'uscita dei cittadini. Rimane in vigore la fascia oraria
tra le 6 e le 8,30 del mattino che viene riservata a quanti intendono svolgere
attività sportiva anche con corsa veloce e senza mascherina (jogging),
rispettando comunque il distanziamento sociale. Per quanto riguarda la nautica è
stato ribadito che sono consentite le attività di manutenzione e rimessaggio e
anche la consegna delle imbarcazioni. Per quanto riguarda il Napoli Calcio, è
stato già trasmesso al Governo il parere favorevole della Regione allo
svolgimento degli allenamenti purchè vengano garantite pienamente tutte le
esigenze di tutela sanitaria. Per correttezza di rapporti la Regione ha inteso
inviare preventivamente al Governo questa valutazione, sollecitando ad horas la
condivisione, per poter consentire la ripresa dell'attività già da lunedì.
Pietro Rossi
Pubblicato da www.corrierematese.blogspot.com
Peter
IL CORONAVIRUS STA CAMBIANDO IL MODO DI VIVERE
PIEDIMONTE MATESE – Per la prima volta l’Italia
si è dovuto bloccare, scuole chiuse, uffici chiusi, attrazioni chiuse. L’emergenza
del nuovo coronavirus ha cambiato drammaticamente il modo di vivere e di relazionarsi
di bambini e bambine, ragazze e ragazzi. L'impatto emotivo è stato importante, ha
commentato Giovanna Del Vecchio (nella foto) Docente e Garante per l’Infanzia
e l’Adolescenza del Comune di Piedimonte Matese, i nostri minori, la parte più
sensibile della società, hanno dovuto resettare e riprogrammare le giornate,
riarticolare tempi e spazi, rimodulare punti di riferimento, adattarsi a nuovi
modelli di apprendimento, rinunciare ad una parte di libertà, che ti regala lo
stare tra pari....e , dunque, ad una fetta di
quella spensieratezza che caratterizza la loro età. Non sottovalutiamo il sacrificio che stanno affrontando e
soprattutto, non banalizziamolo. Come non dobbiamo sottovalutare l'impegno
delle mamme e dei papà, in questi giorni difficili, e, in maggior misura, dei
genitori di bambini e ragazzi speciali. Il mio pensiero di oggi, conclude Giovanna
Del Vecchio, va a tutti loro. Ringrazio
i giovani per il senso di responsabilità manifestato, per il rispetto delle
regole, per gli sforzi compiuti, per la collaborazione con le Scuole
nell’accogliere un nuovo metodo di didattica, e per la consapevolezza e la
maturità che stanno dimostrando. Un esempio per il mondo adulto.
Pietro Rossi
Pubblicato da www.corrierematese.blogspot.com
Peter
01 maggio 2020
UN PRIMO MAGGIO IN TEMPO DI EMERGENZA COVID IN ATTESA DELLA FASE 2.
PIEDIMONTE
MATESE – E’ stato un primo maggio particolare quello di oggi senza
le tradizionali feste di piazza, tra rassegnazione e speranza, con lo sguardo
ad un futuro incerto per tanti lavoratori che non sanno se riusciranno a
riprendere il lavoro o se li aspetta il dramma della disoccupazione con tutte
le conseguenze- sul piano familiare, sociale, personale – che ne derivano.
Una cosa è certa bisogna andare avanti anche senza la festa del primo maggio e senza dimenticare che ci
ricorda le lotte di chi ci ha preceduto, dando dignità e diritti ai lavoratori
e ricordando che
senza lavoro non c’è futuro né progresso. Mentre aspettiamo la ripartenza dell’economia
e la Fase 2 che prevede la graduale riapertura delle imprese con la ripresa del
lavoro abbiamo chiesto alla dott.ssa Sonia Palmeri (nella foto) Assessore Regionale
del Lavoro cosa pensa del lavoro in questo nuovo scenario. “Mi chiedete cosa
penso sul Lavoro: ripenso a tutte le vertenze che ho vissuto in
questi anni, bracci di ferro interminabili per salvare l'occupazione e
supportare le aziende in queste decisioni; penso alle
lettere entusiaste di tantissimi giovani che grazie alle nostre misure hanno
trovato un lavoro; penso alle lacrime di tante mamme e tanti padri sul punto di
perderlo il lavoro; penso al duro lavoro delle forze dell'ordine, ai nostri
angeli che ne rimangono vittime ed a tutte le vittime e gli
infortunati sul lavoro; penso a tutti i lavoratori della sanità, diretti ed
indiretti, che vivono con timore e coraggio le loro giornate; penso a chi lavora nei campi, a chi esce all'alba per
andare a pescare, ai camionisti, agli ambulanti, agli operai che lavorano sulle
autostrade, li ammiro molto; penso alle
nostre attività commerciali, piccole e grandi, che tengono duro e si fanno
strada nella concorrenza più spietata ; penso
agli agonisti, ai lavoratori dello spettacolo e della cultura, agli operatori
del turismo; penso agli artigiani, che con
le loro mani ci regalano unicità e identificazione. E penso a tanti e tanti altri lavoratori. Storie di vita,
di impegno, di tenacia, che debbono essere supportate ancora di più a tutti i
livelli. Credo però che abbiamo compreso di
essere proprio un grande popolo, serio e consapevole. Un popolo di lavoratori
che aspetta solo di poter tornare a produrre sviluppo e progresso per la
propria regione. Lo faremo presto, tutti
insieme, ed io sono orgogliosa di essere con Voi.”
Pietro
Rossi
Pubblicato da www.corrierematese.blogspot.com
Peter
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