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06 settembre 2008

LA NONNINA VOLANTE ATTERRA A RAIUNO.


Caiazzo- - Novant ‘anni ben portati, compiuti da quattro mesi e una grande passione: andare a zonzo in deltaplano, tra le nuvole, nonostante le novanta primavere. La temeraria supernonnina si chiama Anna Salomone, il suo nome, “Zi Nanninella” affettuoso nomignolo della “nonnina volante”- questa settimana finita nel mirino del settimanale nazionale Vero- che ha raccontato tramite il giornalista Giuseppe Sangiovanni, caiatino doc- la bella storia della nonnina- con un sogno custodito per anni nel cassetto: sollevarsi e librarsi nell’aria tra le nuvole, per farsi accarezzare il viso dal vento leggero.Un amore di vecchia data, “sigillato” e ripetuto a iosa sulle piste di volo dell’alto casertano. “Nanninella”- ha pure incontrato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi che l’ha premiata con una medaglia d’oro. Simpatico siparietto nel corso dell’incontro con il cavaliere. La nonnina : “Presidente io non sbaglio mai”…. “Allora, siamo in due… Anche io non sbaglio mai! ha risposto Berlusconi. E lunedì per la nonnina – arriva la troupe(allertata da Sangiovanni) di Festa Italiana, programma di Raiuno condotto da Caterina Balivo. Set per la registrazione del servizio, realizzato da Giovanna Trapani, inviat del programma- il campo di volo Club Rains-di Raimondo Insero- con il prezioso apporto degli ingegneri Salvatore e Raimondo Insero, diventat arena” prediletta dall’intero popolo campano che ama volare.


G.S.



29 agosto 2008

BLITZ DEI CARABINIERI DI PIEDIMONTE MATESE PER CONTRASTARE LA CRIMINALITA’.


Piedimonte Matese. A nemmeno 48 ore dagli ultimi due arresti eseguiti in flagranza di reato, un nuovo blitz é stato messo a segno dai Carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese, agli ordini del Capitano Salvatore Vitiello (nella foto), finalizzato a contrastare vari fenomeni di criminalità, in particolare furti e rapine. I militari del Nucleo Radiomobile, diretti dal Maresciallo Giuseppe Calabrese, hanno passato al setaccio i comuni del comprensorio matesino e dei territori limitrofi. Nella rete sono finiti numerosi extracomunitari, sospettati di far parte di vere e proprie bande specializzate in furti in abitazioni. Con le manette ai polsi sono finiti due algerini, Mohamed Hamdoud, 34enne, e Wahab Bomaiza, 29enne, entrambi responsabili di violazione alle leggi sull’immigrazione clandestina e di resistenza a Pubblico Ufficiale, avendo tentato la fuga durante il controllo eseguito dai militari. Entrambi sono ora “ospiti” delle camere di sicurezza dell’Arma, in attesa di essere processati. Altre otto persone, S.H., 31enne, R.H., 27enne, M.E., 25enne, M.B., 43enne M.Y. 32enne, H.S. 25enne, R.A. 21enne e H.L. 35enne, tutti di origine nord-africana, sono state fermate ed accompagnate in caserma poiché prive di regolare permesso di soggiorno, nei loro confronti é stata emessa una denuncia e avviata la procedura di espulsione dal territorio nazionale. Infine, i militari della Stazione di Capriati, agli ordini dei Marescialli Paolo Bernabei e Giovanni Galardo, in collaborazione con quelli della Stazione di Alvignano, diretti dal Luogotenente Nicola Marsilio, hanno notificato nei confronti di V.F., 34enne, di Dragoni, attualmente agli arresti domiciliari, un avviso di garanzia emesso dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, poiché indagato quale responsabile di rapina aggravata commessa ai danni di alcune attività commerciali del matesino nei mesi scorsi. Il provvedimento dell’Autorità Giudiziaria é scaturito a seguito delle indagini condotte dagli stessi militari. Nel corso delle operazioni sono state eseguite anche numerose perquisizioni, sul cui esito, gli investigatori mantengono per il momento il massimo riserbo.


A.G.

28 agosto 2008

IL PROBLEMA DELL’ACQUA NELLA FRAZIONE CESE.




Liberi – Ancora irrisolto il problema “acqua” nella frazione Cese, un capitolo nero per il paese dell’alto casertano che, nella stagione estiva, si ripete ormai da anni. A Cese l’acqua arriva razionata nei rubinetti (già di per sé una cosa anomala) a giorni alterni e solo in alcune ore della notte. Per alcune famiglie, invece, addirittura ogni 10-15 giorni. Roba da terzo mondo a cui nessuno sembra potere o sapere dare una soluzione. Oltretutto, quando l’acqua arriva, non sempre garantisce la sua potabilità a causa dei detriti che si formano quando le condutture rimangono a secco. La fornitura a singhiozzo finisce per depauperare di parecchio i portafogli perché il disagio continuo costringe i “cesesi” ad accumulare l’acqua nei serbatoi (quando arriva, ovviamente!) con approvvigionamenti di fortuna con inevitabili rincari anche sulle bollette dell’ENEL per poterla poi pompare nelle abitazioni. A nulla sono valsi i comitati di cittadini che sono sorti come funghi e che hanno inutilmente avanzato le loro giuste rivendicazioni. Il comune, in particolare, pare che abbia dato sempre la stessa risposta: “La gestione del servizio è stata affidata al Consorzio e noi non possiamo intervenire”. Invitando i cittadini, allo stesso tempo, a rivolgersi personalmente al Consorzio. Cosa che è stata fatta ma che ha visto rimbalzare al mittente la palla, perchè è stato consigliato agli assetati cittadini di ritornare nuovamente dal sindaco di Liberi affinché il primo cittadino, sollecitato, possa inviare i necessari controlli per un supposto uso improprio dell’acqua.
E’ lo scarica barile che non fa bene a nessuno e che continua a mettere in cattiva luce il ridente comune collinare. Intanto, in attesa di tempi migliori, la civile protesta continuerà (c’è da giurarci) fino a quando l’acqua non uscirà da tutti i rubinetti.

Emiddio Bianchi

26 agosto 2008

LA STORIA DI ANGELA. ECCO LE CONSEGUENZE DEL DECRETO SICUREZZA.


Castevolturno ( Isoke Aikpitanyi). Il bambino nella foto potrebbe essere uno dei figli di Angela che ha gli occhi umidi e la voce tremante, quando ci racconta la sua storia, con lei i suoi tre figli; il più piccolo solo un anno, la più grande 6 anni; tre figli nati e cresciuti in Italia. Lei è qui da 12 anni; non è riuscita mai ad avere un permesso di soggiorno; ha sempre lavorato come poteva per crescere i suoi figli, ma riuscendo sempre a pagare il pigione di casa, a vestirli e farli mangiare, senza dover chiedere nulla a nessuno, e senza commettere reati.Dopo il decreto sulla sicurezza, che aumenta le pene per i proprietari di casa che ospitano clandestini e irregolari, benché in regola con i fitti, è stata energicamente invitata a lasciare casa; ma dove poteva andare con i suoi figli ? chi altro poteva dare lei ospitalità? Ha rifiutato e resistito alle insistenti pressioni del padrone di casa, che le ha staccato acqua e luce , lasciandola al secco e al buio da oltre un mese. Il 27 Luglio scorso Angela, in piena notte, ha ricevuto la visita di questo signore, che al suo ennesimo rifiuto di andare via , l’ha aggredita con pugni e calci ; una gomitata in pieno viso le ha fatto saltare i denti . Angela , insanguinata, è andata in Ospedale ; la diagnosi di uscita è: ” AVULSIONE TRAUMATICA INCISIVI CENTRALI E LATERALI INFERIORI CON ESCORIAZIONI DIFFUSE PER IL CORPO- riferisce aggressione da parte di persona a lei nota a Castel Volturno ” ( così recita il referto rilasciato dalla Clinica Pineta grande, e firmato dal medico di turno) .Quella stessa notte la giovane nigeriana si reca al posto di polizia per presentare denuncia; anche se ancora con i vestiti insanguinati, viene invitata a presentarsi la mattina successiva. Ma il giorno dopo , il poliziotto di turno, le dice che , visto che non ha il permesso di soggiorno, non può presentare denuncia , e le consigliava di rivolgersi ad un avvocato ( questo almeno è quanto ci riferisce Angela; vogliamo sperare che si sia trattato solo di un equivoco) . Angela si è così scoperta fantasma, un fantasma senza diritti, neanche quello di esistere.Oggi Angela è disperata; non sa a chi rivolgersi ; oramai ha difficoltà anche a comprare il latte per la più piccina , e teme per i proprio futuro (nuove aggressioni? o addirittura l’arresto come se fosse lei una criminale ?).Angela prima ancora di essere vittima di un bruto, è vittima di quelle norme che fanno della clandestinità, o meglio della povertà, un crimine. E’ vittima di un cultura sempre più diffusa che non riconosce diritti a tutti coloro che sono diversi dalla maggioranza; il diritto alla sicurezza, diritto a vivere e lavorare per la propria sopravvivenza e di quella dei propri figli.Angela oggi ha deciso di andare via, tornare dopo 12 anni in quello che una volta era il suo Paese, ma che ora è anch’esso straniero per se e per i figli nati e vissuti qui in Italia ; ce lo dice , in preda alla disperazione; mentre guarda negli occhi smarriti delle sue bambine , che hanno ascoltato in silenzio il suo racconto, con un leggero tremito nelle mani, per il ricordo vivo della violenza assurda subito dalla madre e di cui sono state testimoni.Italia, Patria del Diritto e di antiche civiltà, davanti alla storia di Angela non provi vergogna !?
Fonte: caserta24ore

24 agosto 2008

IL CAPITANO DEI CARABINIERI SALVATORE VITIELLO SU "VERO" DI QUESTA SETTIMANA.





Riceviamo dal nostro amico e collaboratore Giuseppe Sangiovanni (nella foto in alto), giornalista free lance, una foto notizia che pubblichiamo di seguito, riguardante il servizio da lui realizzato, uscito sull'ultimo numero della rivista nazionale "VERO" che parla del Capitano Salvatore Vitiello comandante della Compagnia Carabinieri di Piedimonte Matese e di un fatto di cronaca locale.







22 agosto 2008

Piedimonte Matese, regole nel settore del commercio come in una giungla! Vestito venduto da lavanderia e auto fusa venduta ad un giovane!




PIEDIMONTE MATESE (di Giuliano Torlontano). Quando esercitare i propri diritti diventa un modo come un altro per essere offesi e soprattutto umiliati. E’ il caso di un ragazzo di Piedimonte Matese, chiamiamolo Fabrizio, che si reca presso una concessionaria per acquistare una piccola utilitaria, un’ auto di marca giapponese, pagandolo all’incirca 3.000 euro. Al ragazzo, contentissimo di guidare quella che per lui è una vera e propria fuoriserie, atteso che l’ha acquistata coi soldi dei primi tre mesi di stipendio, non par vera di guidare una vettura diversa dalla Fiat Punto del papà ma, bensì, guida la “sua” automobile, una Suzuki che gli sembra una cadillac e guai a chi gliela tocca! Il problema però è un altro, ed anzi è forse anche più che mai retorico, l’auto appena uscita dalla concessionaria che garantisce sull’usato sicuro, fonde il motore! Il giovane è in preda ad una vera e propria crisi di disperazione e fatti i debiti calcoli, il danno al motore equivale all’incirca alla spesa effettuata per l’acquisto della sua “prima vettura”. Ovviamente, senza batter ciglio, Fabrizio si presenta al concessionario, il quale a sua volta di voler riparare la vettura o, quantomeno, riprendersela indietro perché è stato esercitato un diritto di recesso entro due giorni dalla vendita, proprio non ne vuole sapere, gli risponde che piuttosto la vettura la porta alla demolizione. Fabrizio, tenacemente, non si rassegna ed anzi insieme al legale presenta un esposto ben dettagliato su come sono avvenuti i fatti. Lo stesso legale ha già preannunciato di voler investire la Guardia di Finanza di Piedimonte Matese sull’accaduto. Ma non è stato il solo caso ad essere oggetto di invocazione da parte della popolazione delle fiamme gialle. Infatti anche un’altra signora avrebbe lamentato di aver depositato presso una lavanderia di Piedimonte Matese un vestito costosissimo, utilizzato solo in occasione delle cerimonie e quindi lo doveva far ripulire al meglio per un’altra cerimonia che si svolge alla fine del mese. La circostanza incresciosa che ha scatenato nella stessa donna un sentimento di livore e di indignazione è dovuto al fatto che circa quattro mesi orsono la donna depositava il vestito, appunto in lavanderia, e a distanza di 120 giorni non lo rinvenivano più ne il titolare ne la proprietaria che lo aveva pagato 1.700 euro! Anche in questo caso una querela ben dettagliata è stata presentata per il danno ingente (ma pare anche per delle offese) ricevute dalla signora.

Fonte: caiazzorinasce

21 agosto 2008

Abusi edilizi a Raviscanina.


Raviscanina. Operazione dei Carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese, finalizzata a contrastare il fenomeno degli abusi edilizi e degli scempi di zone paesaggistiche. Nel corso dei controlli disposti dal Capitano Salvatore Vitiello, sono state passate al setaccio varie località del comprensorio matesino particolarmente sensibili sotto il profilo della salvaguardia ambientale. E proprio in una zona periferica tra i comuni di Ailano e Raviscanina i militari della locale Stazione, al comando del Maresciallo Giuseppe Ratta, hanno scoperto un fabbricato da adibire verosimilmente ad abitazioni civili, in corso di realizzazione in assenza delle previste concessioni edilizie. L’immobile, è stato sottoposto a sequestro giudiziario. Il proprietario, un professionista del posto, un geometra, in qualità di direttore dei lavori e un imprenditore edile, esecutore materiale degli stessi, sono stati denunciati a piede libero alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. Con questo ennesimo blitz, dall’inizio del 2008, salgono a tredici le costruzioni abusive, in alcuni casi veri e propri “ecomostri”, finiti nel mirino dei Carabinieri e a cui sono stati posti i sigilli in varie località del Parco Regionale del Matese, mentre diciotto sono invece le persone deferite all’Autorità Giudiziaria per reati contro l’ambiente e in materia di abusivismo edilizio. Il valore complessivo di tutti gli immobili sottoposti a sequestro supererebbe i due milioni di euro. Ricordiamo ai lettori che quando si nota in una delle aree topografiche sottoposte a vincolo la realizzazione di un'opera che comporti stravolgimento del paesaggio (casi classici: residence in bosco, villette o alberghi sulla riva del mare, impianti sciistici con conseguente abbattimento di foreste, strade ritagliate nel folto delle zone verdi, apertura di cave, etc.) si può inviare un esposto a diverse autorità chiedendo di verificare se tutto è in regola con le autorizzazioni prescritte dalla legge o se, invece, tali opere debbono considerarsi abusive. L'esposto in questione vale per ogni lavoro eseguito dopo il 30 giugno 1985. Le violazioni edilizie in materia urbanistico-territoriale (costruzioni, sbancamenti, cave, strade, manufatti vari ed ogni altra alterazione dell'assetto urbanistico-territoriale) sono di competenza della Magistratura, per il solo aspetto penale; vi è poi contestuale competenza dell'autorità amministrativa per gli aspetti di illecito amministrativo.Le violazioni alla legge sui vincoli paesaggistici sono di competenza del Pretore, per il solo aspetto penale; vi è poi contestuale competenza dell'autorità amministrativa per gli aspetti di illecito amministrativo. E' consigliabile far firmare l'esposto da più persone; presentare il documento di persona, in modo da avviare contatti con l'ufficio destinatario e poter seguire più facilmente l'iter della pratica. Non è necessario indicare il nome dei presunti responsabili; l'esposto può essere anche contro ignoti; deve naturalmente sempre contenere dati di fatto veri ed obiettivi e non accuse gratuite.


a.g.

17 agosto 2008

Piedimonte Matese, ferragosto trascorso al lavoro. Elevati numerosi verbali e prevenuti due incendi!


PIEDIMONTE MATESE . E’ stato e lo è tutt’ora, un ponte ferragostano di duro lavoro per gli uomini della Tenenza di Piedimonte Matese della Guardia di Finanza coordinati dal Maresciallo Aiutante Nicola Goglia, che sostituisce in questo periodo il Luogotenente Liliano Liberato. I finanzieri soprattutto nella giornata del 15 agosto, su precise disposizioni del Comando Provinciale di Caserta, retto per poche settimane ancora dal Colonnello Francesco Mattana (lascia fra due settimane il Comando al Colonnello Francesco Saverio Manozzi) sono stati impegnati nei luoghi più critici e ad alta frequentazione di turisti della loro circoscrizione, ovvero il Matese e i Comuni circostanti. L’opera delle fiamme gialle è stata soprattutto quella di prevenire illeciti di ogni tipo, atteso che proprio nei periodi come questi, molti pongono in essere comportamenti non proprio lineari. E come infatti le pattuglie impiegate hanno redatto numerosi verbali per la mancata emissione dello scontrino o della ricevuta fiscale, a testimonianza che c’è ancora molta gente che di pagare le giuste tasse non ne vuole sapere. Anzi in qualche caso c’è stato anche qualche ambulante che il registratore di cassa non lo ha per nulla installato, per cui era proprio sconosciuto al fisco, sebbene gli affari andavano piuttosto bene. Ma non è stato curato solo l’aspetto fiscale da parte della Guardia di Finanza, anche se è quello il compito predominante. Infatti alcune pattuglie del 117 di Piedimonte Matese, hanno anche sventato due incendi, presumibilmente di natura dolosa, uno verificatosi a Ruviano, a ridosso del centro abitato e l’altro verificatosi a Piana di Monte Verna, laddove però interveniva prontamente anche personale del Corpo Forestale dello Stato. Una sinergia di uomini e mezzi messa in campo che quest’anno ha garantito nel migliore dei modi la sicurezza a tutti coloro che sono giunti nelle zone dell’alto casertano da ogni dove della Regione Campania e anche oltre il confine regionale stesso. Per finire, ma non è un argomento da sottovalutare assolutamente, anzi. Nei giorni scorsi sempre personale appartenente alla Tenenza di Piedimonte matese, ha sottoposto a sequestro anche della droga, precisamente cocaina e marijuana, segnalando nel contempo diversi soggetti provenienti dalle zone dell’agro napoletano, che sempre di più segnalano anche un altro inquietante fenomeno al quale i finanzieri stanno cercando di porre un freno, ovvero l’esportazione verso piazze più tranquille di droghe, leggere e pesanti, per aumentare anche il volume d’affari ad opera dei clan malavitosi. E l’area dell’alto casertano sembra tra le predilette.

Fonte:caiazzorinasce

14 agosto 2008

La famiglia di Enrico Caruso fa alcune precisazioni.


Caiazzo. Tantissima gente si è stretta intorno alla stimata famiglia Caruso per esternare il proprio cordoglio in seguito alla prematura scomparsa di Enrico, il quarantaquattrenne morto dopo essersi tuffato nella piscina di una struttura ricettiva di Alvignano. Non sono mancate, però, le polemiche per le notizie non veritiere, o peggio tendenziose, divulgate a mo’ di fotocopia dalla solita stampa disinformata, in seguito alle quali i familiari del defunto si sono visti costretti a diramare un breve ma significativo comunicato, di seguito riportato integralmente come richiesto: “La famiglia del compianto Enrico Caruso (nella foto) trova commovente l'interessamento della stampa locale per il dramma che ha colpito il congiunto, ma allo stesso tempo esprime rammarico per la facilità con la quale si pubblicano notizie poco confacenti i fatti reali. I familiari sono tuttora in attesa di risposte certe agli struggenti interrogativi che naturalmente seguono circostanze del genere e non si spiegano l'origine e le fonti degli articoli pubblicati. Sapere che ci sono persone che già traggono o hanno tratto conclusioni indipendentemente dal cercare eventuali conferme o smentite non rispetta la riservatezza e la discrezione del proprio dolore. Tuttavia esprimendo la grande commozione che ha suscitato la massiccia partecipazione, la famiglia Caruso ringrazia pubblicamente le persone che da Caiazzo e dai paesi limitrofi le si sono strette intorno nelle lunghe ore che hanno separato la morte del caro Enrico dal giorno delle sue esequie. La famiglia ribadisce che non vi è ancora certezza sulle cause del decesso, non essendo ad ora resi noti gli esiti dell'esame autoptico né quelli della perizia medico legale di parte”.

Fonte: teleradionews

09 agosto 2008

ALTRA STORIA CASERTANA CON SANGIOVANNI SU VERO.


Caiazzo- La provincia di Caserta in meno di un mese è sbarcata tre volte sulle prime pagine di Vero, diffusissimo settimanale nazionale diretto nella redazione milanese di Via Tunisia- dal vulcanico Riccardo Signoretti. Dopo la soap dei parcheggi rosa e il caso degli scomparsi di Montemaggiore, questa settimana il giornalista caiatino Giuseppe Sangiovanni (nella foto) firma la storia di Ettore Pommella, trapiantato vincente alle Olimpiadi. Una epidemia di storie di cronaca casertana- raccontate dal freelance - collaboratore di giornali-radio e tv nazionali(Rai e Mediaset). Storie di burocrazia, vivibilità, disagio e spreco di denaro pubblico, storie belle, a lieto fine- predilette da Sangiovanni – che racconta prima sui giornali locali, poi su testate nazionali, anticamera per trasmissioni televisive- che catturano milioni di telespettatori. News spazzatura, tv trash per i moralisti di professione. Storie collocate nelle redazioni di Libero, Il Mattino, Il Giornale, Gente, Famiglia Cristiana, Vero, CronacaV.- il Venerdì di Repubblica. Altrettanto lungo l’elenco delle trasmissioni televisive- che hanno trattato le storie scovate da Sangiovanni: Maurizio Costanzo Show, Striscia la Notizia(Canale 5), Secondo Voi(Italia Uno e Retequattro), Domenica In, I Soliti Ignoti, La Vita in Diretta, Festa Italiana (Raiuno), I Fatti Vostri, Piazza Grande(Raidue), Cominciamo Bene, Mi Manda Raitre(Raitre). Un giornalismo di servizio, d’assalto, a volte troppo sanguigno- determinato dall’elemento indigeno, tipico degli abitanti del Medio Alto Casertano: un giornalismo che mira a sensibilizzare le istituzioni, a dare voce ai più deboli- un giornalismo ricco di denunce, inchieste su sperperi di danaro pubblico, un giornalismo libero, senza padroni, senza tessere.
“Faccio con grande passione il freelance- sottolinea Sangiovanni- non a caso posso fare liberamente questo bellissimo “mestiere”, sognato fin da bambino. Non lavoro in redazione, la mia è una scrivania volante- che porto con me come un fucile da caccia. Vado, guardo e racconto cose che mi colpiscono(che a volte il cittadino non vede), in nome e per conto del lettore-telespettatore- amplificandole con gli strumenti a mia disposizione.
Prediligo dare voce ai più deboli, a chi voce non ha- storie spessissimo risolte dopo il passaggio televisivo. Potenza del tubo catodico! Risolvere i problemi della gente, con giornali, radio e televisione, rappresenta però una sconfitta per la società, per i cittadini, per lo stesso pianeta comunicazione.
Mi ritengo fortunato- la mia aspirazione era collaborare con i media nazionali, i giornali, il tubo catodico da piccolo mi hanno affascinato: oggi entrare in Via Teulada(una delle sedi Rai), non dalla porta di servizio, è motivo di grande soddisfazione. Ma la cosa più esaltante per me è entrarci senza avere mai detto “Mi manda Picone”. Senza nessuna lettera o telefonata di preavviso. La ricetta? Proporre ossessivamente i miei casi e pezzi direttamente alle redazioni. Li ho praticamente sommersi con le mie “fisse”- che oggi riesco a collocare con facilità prima su testate nazionali, poi in televisione. “ Diceva bene Rosenthal, il vecchio direttore del New York Times: “ Noi non siamo preti o suore, ma abbiamo dei valori etici e questi sono dettati soprattutto dal rispetto di se stessi e dalla professione- dice Sangiovanni. Il nostro ruolo è di far si che gli altri non abusino del potere. Si sa, quando un giornalista dice le cose come stanno, quando attacca, è sempre un brutto guaio- se poi si “spara” su istituzioni inadempienti, tutto diventa un gioco. Il cronista se dice la verità, può infastidire, non farsi gradire dalla cricca locale, può godere di cattiva fama, solo perché racconta quello che succede, belle e brutte notizie. Nel mondo della comunicazione- continua il freelance di Caiazzo-non esistono argomenti proibiti, ma linguaggi proibiti, basta usare solo le parole giuste. Storie a lieto fine, curiose e singolari. Ma non solo. Inchieste, reportage, infarcite di nomi, cognomi, numeri e circostanze, approdati su testate nazionali: ma la giaculatoria delle belle cose fatte potrebbe continuare ancora.
Insomma un giornalismo utile , che mira con un’adeguata sensibilizzazione a risolvere quando è possibile casi umani, talvolta disperati.

Fonte: Comunicato Stampa

07 agosto 2008

IL GIUDICE DI PACE ACCOGLIE I RICORSI CONTRO LA SEPROTER S.p.A.



Piedimonte Matese. Il Giudice di Pace di Piedimonte Matese, Avv. Alfredo Mancini, ha emesso sentenza favorevole per l’opposizione ai decreti ingiuntivi intentata da un gruppo di cittadini piedimontesi contro la Seproter S.p.A. . La vicenda riguardava i decreti ingiuntivi per il mancato pagamento dei controlli degli impianti termici, effettuati dalla Seproter, per nome e per conto della Provincia di Caserta effettuati nel novembre 2005. I cittadini piedimontesi coadiuvati dal Consigliere Provinciale Renato Ricca (nella foto) , si riunirono in comitato presso la sede della “Margherita” in Piazza Roma, dove nominarono come difensore l’Avv. Rosario Rossi. Il legale, nel corso del giudizio, eccepiva la carenza di legittimazione attiva della Seproter S.p.A. in quanto il titolare del vantato credito era la Provincia di Caserta, come da regolamento approvato con Delibera 43/06, e che, comunque le verifiche effettuate nel mese di novembre 2005 dalla Seproter non erano legalmente autorizzate in quanto solo in data 27/07/2006 la Provincia demandò alla Società Seproter tale incombenza. Dall’attività istruttoria posta in essere, e dall’esame della documentazione prodotta, il Giudice di Pace di Piedimonte Matese, ha ritenuto come circostanza provata del processo la carenza di legittimazione attiva della Seproter S.P.A. . In base alla convenzione stipulata tra Provincia di Caserta e la Seproter S.P.A., quest’ultima, in caso di mancato pagamento, avrebbe dovuto richiedere all’Ente Provincia il rimborso delle spese come citato dal punto 10 dell’Accordo. Tale procedura veniva confermata anche dal Regolamento approvato successivamente alla data delle verifiche. L’Art. 3.4 difatti stabilisce che è esclusivo compito dell’Ente Provincia la riscossione delle somme dovute dagli utenti e non versate alla Società esecutrice delle verifiche. Alla luce delle espresse previsioni convenzionali appare evidente la assoluta carenza di legittimazione attiva della Società opposta in ordine alle somme dovute dagli utenti piedimontesi all’Amministrazione Provinciale di Caserta. Alla stregua di tali considerazioni, il Giudice di Pace di Piedimonte Matese, ha accolto i ricorsi degli utenti difesi dall’Avv. Rosario Rossi ed ha revocato, dichiarando privi di ogni effetto giuridico, i decreti ingiuntivi opposti.

Pietro Rossi

05 agosto 2008

MONTEMAGGIORE TRA MISTERI, SILENZI E RICERCHE SOSPESE.







Formicola. Il Caso degli scomparsi di Montemaggiore ritorna ancora alla ribalta della cronaca, si segnala che in questa settimana sul settimanale nazionale “VERO“ reperibile in tutte le edicole, viene trattato il CASO delle sette persone anziane scomparse in prossimità della catena montuosa di Monte Maggiore: tra Formicola, Pontelatone, Liberi, Villa degli Schiavi e Castel di Sasso, a sessanta kilometri dalla città della reggia (capoluogo) Caserta. Sette anziani svaniti nel nulla, negli ultimi quattro anni. Sette persone sparite nel nulla tra l’omertà, il silenzio delle istituzioni e ricerche troppo presto sospese. Le ricerche più continue effettuate grazie al buon cuore di volontari della zona. Il Monte Maggiore definito ” l’Aspromonte casertano ” é teatro di mille sequestri e mille anfratti alcuni dei quali impenetrabili. Monte Maggiore ha conformazione diversa, eppure nell’Aspromonte, quasi tutti si ritrovano vivi o morti. Si è parlato di sette sataniche, traffico d’organi - ipotesi che turbano gli abitanti della non più tranquilla comunità- convinti che dietro la scomparsa dei cinque anziani, ci sia comunque, qualcosa di violento, di misterioso- che ormai da quattro anni attenta la loro tranquillità, che ha cambiato improvvisamente vita ed abitudini, soprattutto alle persone anziane del luogo. Sul settimanale Vero l’intera vicenda, Il giallo che continua a tormentare questi luoghi apparentemente tranquilli, ma che invece i fatti ne dimostrano il contrario. A Montemaggiore continua a rimanere un fitto mistero. L’articolo su “Vero” é a firma dell’arcinoto giornalista freelance casertano GIUSEPPE SANGIOVANNI (nella foto in alto) alias il 007 dei casi irrisolti. Non perdetevi questa settimana la storia casertana pubblicata sul settimanale “Vero”.

Fonte: comunicato stampa

Caccia all’uomo nei giardinetti. Mentre sindaco e consiglieri comunali erano a cena con la troupe teatrale nei giardinetti si scatenava il putiferio.


CAIAZZO .Si è scatenata una vera e propria caccia all’uomo sabato notte nei giardini pubblici di Caiazzo. Infatti appena terminato lo spettacolo in scaletta nel Festiva Jovinelli, molte persone hanno approfittato per godersi altri attimi di frescura sotto gli alberi dei giardini ubicati lungo la centralissima via Cattabeni. Anche la troupe teatrale, ospite dell’Amministrazione Comunale ed insieme al sindaco e consiglieri erano a cena in una pizzeria ubicata nei giardini di Piazza Portavetere, allorquando due – tre romeni, palesemente alticci davano inscenavano un “dopo Festival” non proprio all’altezza di quelli che rappresentava Piero Chiambretti con quello di San Remo. Questi i fatti. Verso la mezza tra sabato e domenica, lo spettacolo in piazza è appena terminato, ma molta gente è ancora in giro per il centro storico, famiglie con bambini e quant’altro. Due romeni, ma sono ancora in corso accertamenti per identificare qualche altro elemento della banda, forse perché provocati anche da qualche giovane, iniziavano una discussione imperniata su futili questioni con alcuni ragazzi e con il titolare del bar che non voleva più somministrar loro bevande alcoliche. Improvvisamente i due iniziavano a dare fastidio anche nell’adiacente pizzeria, laddove appunto c’era molta gente, soprattutto i protagonisti della serata dello spettacolo teatrale inscenato in piazza Verdi. Giungevano sul posto ragazzi locali e persone attratte dagli schiamazzi, urla e addirittura in maniera del tutto zingaresca uno dei due romeni spaccava la bottiglia e brandiva il collo affilato verso un gruppo di persone sedute ai tavolini del bar. Molti cercavano disperatamente di fermarli, ma nel frattempo accorrevano in piazza altri stranieri, richiamati forse dagli stessi protagonisti di questo increscioso episodio. Fortunatamente però giungevano a Caiazzo due volanti dei Carabinieri ed i militari componenti le pattuglie faticavano e non poco per bloccare gli stranieri palesemente alticci, i quali cercavano in un primo momento di aggredire gli stessi carabinieri, il cui intervento ha limitato una caccia all’uomo che era iniziato tra 3-400 persone presenti, al fine di braccare gli stranieri che avevano creato scompiglio e minacciato alcuni ragazzi del posto. I due romeni venivano tratti in arresto e accompagnati dalle pattuglie presso la centrale operativa di Caserta, laddove venivano denunciati per tentata rissa, resistenza a pubblico ufficiale e per le bottiglie rotte che brandivano, detenzione di arma bianca. Giudicati stamani per direttissima, per i due verranno applicate le nuove normative sugli stranieri, sebbene di nazionalità romena, ovvero di uno stato membro dell’Unione Europea, verranno espulsi dal territorio nazionale (almeno si spera).


Fonte : Caiazzorinasce

30 luglio 2008

Foglio di via per due napoletani.


Alife. Ennesima operazione anticrimine messa a segno dai Carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese, diretta dal Capitano Salvatore Vitiello (nella foto). A finire nella rete dei militari due persone. I primi due, sono pregiudicati che sono stati intercettati nei pressi della Stazione ferroviaria di Alife, mentre si trovavano a bordo di una Fiat Punto. Sul loro conto i Carabinieri hanno accertato un lunga serie di precedenti per rapina e furto in abitazione. Per N.I., 34enne, e E.S., 39enne, entrambi di Caivano (NA), è stata così emessa una misura di prevenzione che prevede il foglio di via obbligatorio con il divieto di ritorno per la durata di tre anni. Per i militari che li hanno fermati ed accompagnati in caserma per redigere e notificare nei loro confronti il provvedimento, non vi sono dubbi che i due pregiudicati fossero in procinto di portare a termine l’ennesima rapina. Secondo alcune statistiche, diminuiscono gli omicidi, ma rapine e borseggi non erano mai stati così numerosi da 50 anni ad oggi. Anche per altri reati contro il patrimonio i tassi sono più elevati di quanto non fossero negli anni 60 e 70 . La quota di stranieri indagati per omicidio è cresciuta negli ultimi anni: si va dal 6% del 1992 al 32% del 2006. Tuttavia, nello stesso periodo, è cresciuta anche la quota degli stranieri sul totale delle vittime di omicidio, che passa dal 7,4% del 1992 al 21,4% del 2006. Le vittime di omicidio si concentrano nel Centro-Nord e tra le donne: nel 2006 rispettivamente il 33 e il 26,3% delle vittime di omicidio. Sono alcuni dei dati contenuti nel rapporto annuale Istat 2007 sulla situazione del Paese e che analizza lo stato di insicurezza crescente tra gli italiani e le sue cause.

Alberto Gatto

24 luglio 2008

SCATTA IL PIANO SICUREZZA PER LE VACANZE, RITROVATE DUE AUTO RISULTATE ESSERE RUBATE: I CARABINIERI INDAGANO.




Piedimonte Matese. Intensificati i controlli sul territorio da parte dei carabinieri: individuate delle auto che sono risultate essere rubate. Nel corso di operazioni nell’Alto casertano, gli uomini della Benemerita hanno recuperato due autovetture rubate durante le perlustrazioni eseguite nelle zone periferiche. Ad Alife, infatti, i militari hanno rinvenuto una Golf Plus 1.9 Tdi, la quale era stata rubata ad un commerciante di Napoli nello scorso mese di aprile. Il secondo mezzo, invece, è stato rinvenuto ad Alvignano. La vettura, una Fiat Stilo Jtd, era stata rubata ad un impiegato di San Potito Sannitico martedì scorso. I proprietari delle due auto hanno voluto complimentarsi e ringraziare personalmente i militari che sono riusciti a ritrovare i loro veicoli. Continua senza sosta il controllo capillare del territorio, secondo il piano anticrimine varato dal Capitano Salvatore Vitiello (nella foto) comandante della compagnia dei carabinieri di Piedimonte Matese, al fine di garantire sicurezza e tranquillità ai cittadini e ai vacanzieri durante il periodo estivo.

Fonte: comunicato stampa

Episodio di bullismo ad Alvignano.


Piedimonte Matese. Quattro ragazzini per bene, studenti modello o quasi, tutti provenienti da famiglie bene del matesino; presi singolarmente nessuno di loro sarebbe capace di farebbe male ad una mosca ma in gruppo si sono trasformati in bestie senza nessuna capacità di pensiero e limiti della morale. E’ accaduto ad Alvignano tra la notte del 4 ed il 5 luglio quando i quattro ragazzi (tre di Alvignano ed uno di Piana di Monte Verna) hanno circondato un 17enne di Dragoni V.N. residente in via Municipio e lo hanno pestato a sangue. Sembra che il pestaggio sia dovuto a questioni di cuore. Soccorso in ospedale i medici hanno riscontrato un pauroso trauma cranico e toracico tanto che nelle prime ore si è temuto il peggio. Fortunatamente il giovane dopo pochi giorni si è ripreso anche se a settimane di distanza le sue condizioni non sono ancora ottimali. Informati dell’accaduto a seguito di una denuncia contro ignoti i carabinieri di Alvignano hanno avviato una serie di indagini con il luogotenente Nicola Marsilio coordinato dalla Compagnia di Piedimonte Matese diretta dal Capitano Salvatore Vitiello. Dopo tre settimane gli uomini dell’Arma sono risuciti a risalire agli autori dell’aggressione. Come affermato prima sono tre ragazzi del posto di 17, 16 e 15 anni ed uno di Piana di Monte Verna di 16 anni. Nei confronti dei quattro, provenienti da famiglie stimate e molto note nelle rispettive città, è stata inviata un’informativa di reato al Tribunale dei minori di Napoli per lesioni personali gravi commesse in concorso. Ora si attende il responso del Tribunale ma molto probabilmente stando alla ferocia con la quale è stata effettuata l’aggressione scatteranno sicuramente delle rigide misure cautelari. Un vero e proprio branco di bestie minorenni che per un miracolo non hanno ucciso a botte un loro coetaneo. In Italia il fenomeno è ormai dilagante. Le baby gang sono in aumento. E molte non esitano a ricorrere alle armi. Nel 2006 40mila reati sono stati commessi da minori. Di questi, il 60 % ( 24mila l’anno ) è imputabile a gruppi. Reati di solito compiuti contro coetanei, che vanno dalle estorsioni, alle rapine con lesioni, alle violenze sessuali e allo sfruttamento della prostituzione. Non solo, nel quinquennio 2002 - 2006 c’è stato un aumento degli omicidi perpetrati dai minori del 3 % rispetto ai 5 anni prima. Nella reazione 2007 della Dia, infine, si rileva al Sud e soprattutto nel Napoletano, “un incremento dei reati violenti commessi da minorenni, organizzati in baby gang”.


Alberto Gatto

30 aprile 2008

Tre giovani denunciati alla Procura della Repubblica per vilipendio di cadavere.


Raviscanina. Tre giovani sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere per danneggiamento e vilipendio di cadavere. Tutti incensurati, nella nottata tra venerdì e sabato, si sono introdotti nel cimitero di Raviscanina ed hanno cominciato a sfasciare tre lapidi presenti all’interno del camposanto, danneggiato altre e buttato a terra vasi portafiori. Dopo questo atto incredibile i tre, non contenti, ne hanno messo in atto un altro ancora più grave.Infatti, dopo aver preso un teschio da una bara trafugata, hanno cominciato a giocare a calcio con lo stesso.I tre, un ventenne R.D.M., un 29enne A.M. e un 30enne A.N., due disoccupati e un operaio, tutti incensurati originari di Piedimonte Matese ma due residenti a Raviscanina e uno a Sant'Angelo d’Alife, sono stati sorpresi dai carabinieri della stazione di Ailano guidati dal maresciallo Giuseppe Ratta e coordinati dalla compagnia di Piedimonte Matese diretta dal capitano Salvatore Vitiello (nella foto) all’interno del luogo sacro.I tre, probabilmente erano anche ubriachi con i militari dell'Arma, si sono giustificati dicendo di aver compiuto il raid vandalico "solo per divertirsi". Un fatto davvero incredibile che ha fatto gridare allo scandalo nella piccola comunità ai piedi del Matese. Non è possibile, infatti, che dei giovani pensino di compiere un simile gesto e, addirittura, lo mettono in atto senza alcun problema. Il rispetto per le persone defunte è alla base dell’educazione di ogni essere umano e probabilmente negli ultimi anni un simile episodio non era mai avvenuto nel nostro territorio. Il vilipendio fu introdotto nell’ordinamento giudiziario italiano nel 1889 (Codice Penale c.d. «Zanardelli»). Fino ad allora il reato previsto in casi simili era quello di blasfemìa. Questo Codice tutelava l’espressione della libertà religiosa, in forma sia individuale che collettiva, senza discriminazioni tra i culti. L’accusa sussisteva solo laddove vi era volontà di offendere la fede professata dalla persona offesa, e questa presentava querela.


Ivan Noviello Gazzetta di Caserta