
Va ricordato tuttavia che erano occorsi oltre venti anni per giungere alla concreta traduzione legislativa dei principi costituzionali in tema di lavoro e che, evidentemente, il percorso non era stato agevole. Ecco perché è giusto ricordare ed onorare in questo anniversario la memoria dei tre uomini che tenacemente vollero e consentirono il provvedimento. Il primo fu Giacomo Brodolini, sindacalista socialista e Ministro del Lavoro che purtroppo morì prima di aver visto nascere la “sua” Legge ma che ebbe la fortuna di passare il testimone ideale al successore nel dicastero Carlo Donat Cattin, anch’egli di formazione sindacale quale dirigente dei sindacati cattolici. Il terzo è Gino Giugni, intelligente e brillante giurista cui si deve l’impianto tecnico\giuridico della Legge. L’intento di questo modesto omaggio a quegli uomini non è retorico in quanto stiamo vivendo una stagione di costanti ed ofidici attacchi alla Costituzione ed alle sue conquiste da parte di forze politiche e culturali (ma sostanzialmente ispirate e guidate da “poteri economici”) che vedono nei diritti civili e del lavoro un serio ostacolo ai loro interessi e progetti.
Il disegno di Giugni, Brodolini e Donat Cattin era diametralmente opposto a questa “nuova cultura”, coerente con quella Costituzione che da uomini e da politici amavano e cioè il progetto di una Società equilibrata, capace di tenere insieme i diritti ed i doveri di tutti, ma nella giustizia ed equità sociale : in una parola una democrazia sostanziale e non formale. Carta 48 chiede a tutti di condividere il ricordo di quei personaggi e di quello spirito, di difendere lo Statuto dei Lavoratori, anzi di rendere ancor più efficaci alcune irrinunciabili tutele, basti pensare alle migliaia di infortuni e morti sul lavoro che ancora registriamo. Una difesa necessaria ad evitare che una cultura debole di contenuti e manovrata negli scopi, ci faccia perdere la memoria storica, oggi tanto necessaria per affrontare i problemi del lavoro e della democrazia che nel nostro Paese sono oggi centrali.
Fonte: Associazione Carta ‘48


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