26 aprile 2015

IL 1 MAGGIO UN PIC NIC TRA MUSICA E CULTURA NEL SITO ARCHEOLOGICO DI CALES

CALVI RISORTA - Dopo il successo di pubblico dello scorso anno, la rete Archeocales è lieta di riproporre il “1° maggio a Cales”, una giornata all’insegna non solo della cultura, ma anche della natura, del divertimento e della buona tavola. La formula è sempre la stessa: ciascuno, in libertà, porta qualcosa da mangiare da condividere con gli altri. Balli, canti, giochi e la buona musica faranno da sfondo e ci accompagneranno per tutta la giornata. Chi ha voglia di cantare, ballare, recitare, giocare, sorridere è nostro amico e amico di Cales e lo aspettiamo a braccia aperte. Inoltre, come lo scorso anno, saranno organizzate delle visite guidate alla città antica e, in particolar modo, alle terme centrali da poco ripulite e restituite alla comunità grazie al lavoro dei volontari e sarà visitabile anche il teatro, gentilmente messo a disposizione dall’ufficio di sovrintendenza. Le VISITE GUIDATE ALLE TERME CENTRALI E AL TEATRO ROMANO ci saranno ALLE ORE 10.30 e ORE 12.00 (durata 1 ora, luogo di incontro Teatro Romano di Cales). Ricordiamo a tutti che è responsabilità propria e corretta abitudine:
1. tenere puliti i luoghi ove si svolgerà il pic nic (per l’occasione saranno installati dei contenitori per l’immondizia).
2. Procurarsi tavoli, sedie o coperte per avere un comodo punto di appoggio.
3. Accendere fuochi solo con barbecue o simili; è vietato accendere fuochi a terra. L'ingresso è ovviamente libero.

c,s,

GOVERNARE LA CRISI. RIFIUTARE I SUSSIDI. RICONVERTIRE IL MANUFATTURIERO ATTRAVERSO INNOVAZIONE E QUALITÀ


Riccardo van den Hende

Il Piano industriale presentato dalla Whirpool e la chiusura della produzione degli stabilimenti italiani di Carinola e Teverola, sono come ‘cronaca di una morte annunciata’. E già da molto tempo.In quanto imprenditore del Distretto dell’Elettrodomestico, fornitore della Indesit da 35 anni, non mi sorprendo del nuovo piano industriale Indesit-Whirpool perché mi sembra che approfitti della mancanza di un piano complessivo e di una visione strategica che sarebbe necessaria a tracciare nuove traiettorie di sviluppo. Il caso Indesit-Whirpool dimostra che le politiche di sviluppo non possono essere affidate a investimenti isolati e all’iniziativa di questo o quel gruppo industriale-finanziario. Ad ogni nuova fase economica, c’è bisogno di pensare ai nuovi investimenti come ad una delle risorse di un ricco sistema economico e territoriale  nel quale i diversi attori devono attivarsi in maniera responsabile e virtuosa per una crescita ‘di sistema’. In questo senso una ‘regia’ istituzionale è sempre opportuna e auspicabile. È ciò di cui si ha maggior necessità in questo momento. Una regia istituzionale capace di un coordinamento autorevole e competente. Nello specifico, come componente del Distretto dell’Elettrodomestico, ho provato a sollecitare istituzioni e mondo imprenditoriale (aziende dell’indotto con oltre 500 addetti e dipendenti) perché si potesse lavorare insieme a programmare e realizzare una seria riconversione del Distretto. Non ho trovato ancora interlocutori ma solo ‘posizioni’ da conservare e da proteggere. O, peggio ancora, nemici da combattere. Mi sembra troppo poco e inutile. La strategia che va messa in campo è un’altra. Conosco il Distretto e le sue potenzialità. Conosco i problemi e le resistenze. Ma credo si possa cogliere questa come un’opportunità per fare scelte decise, in direzione di un manufatturiero ad alto valore aggiunto che sappia andare verso la valorizzazione delle conoscenze (depositate anche in tanti brevetti e risultati di ricerca applicata) e la riqualificazione delle risorse umane motivate a mettersi in gioco. Una riqualificazione  significativa  che chieda a tutti gli attori del sistema di muoversi e tracciare nuove strade percorribili senza ricorrere a forme assistenziali, diseconomiche per la comunità e mortificanti per chi le deve subire. Una riqualificazione che diventi vera e propria riconversione, nel segno dell’innovazione. Per questo formazione e riqualificazione sono due pilastri indispensabili sui quali fondare una nuova economia, un nuovo sviluppo. Non c’è bisogno di Leggi speciali ma di utilizzare al meglio gli strumenti e le istituzioni già esistenti, coordinandole in un piano generale di sviluppo locale. Ritengo che questa sia anche l’occasione per altri di tornare con orgoglio e con le competenze giuste a mestieri e attività legate all’agroalimentare e alle preziose ‘eccellenze’ targate ‘Campania felix’ e Terra di Lavoro, in un’ottica di sviluppo e di emersione di tanto sommerso. Persone, territorio, saperi e competenze sono le parole-chiave della riconversione cui sto pensando e che credo possibile  realizzare. Nell’ottica di una politica economica finalmente capace di promuovere sviluppo e di attivare e far convergere tutte le azioni necessarie ad un processo eminentemente sociale e culturale. L’attenzione che negli ultimi due giorni si è riaccesa intorno alla vicenda Indesit-Whirpool mi sembra tutta orientata solo ad attivare dispositivi di carattere assistenziale. Non si cercano soluzioni proattive. Governo, Sindacati, Impresa e piccole Imprese dell’indotto, alimentano una contrapposizione che non ha un progetto, né crede di doverlo cercare. Ma le aziende che hanno chiuso perché hanno delocalizzato la loro produzione in altri paesi sono tante, e tante le ragioni. Come tante quelle che hanno chiuso tra silenzio e indifferenza di molti. Ma a questo fenomeno si può rispondere con una condivisa e intelligente pianificazione per riconvertire interi impianti e attività produttive, promuovendo la nascita di nuove imprese e coltivando una nuova cultura del lavoro e dell’impresa. Penso a imprese ‘smart’, capaci di cogliere le sfide del mercato e soprattutto di orientarne le scelte verso beni e servizi di qualità che contribuiscano a far crescere settori strategici come il patrimonio artistico e culturale.  La responsabilità sociale e politica di tutti gli attori del sistema penso possa dare a ciascuno lo spazio per ‘fare di necessità virtù’ e quindi per cogliere nella crisi la necessità ma anche l’opportunità per riconfigurarsi e ricostruirsi, o ristrutturarsi, in una logica produttiva e propulsiva. In questo senso credo sia possibile governare la crisi attivando le risorse e gli strumenti più efficaci a generare il cambiamento necessario. Per non vanificare gli investimenti fatti. Per non dissolvere un patrimonio di saperi, competenze e tecnologie. Per non abbandonare interi insediamenti industriali e inserirli in nuova urgente pianificazione delle aree urbane ed extraurbane. Per rifiutare il paradigma del sussidio e credere nel valore identitario del lavoro e dell’attività produttiva. Per un rilancio, quindi, del manifatturiero e della produzione industriale che trovi il tempo per compiersi grazie a una significativa politica che parta dai territori. Per questo il mio richiamo è al Governo e ai rappresentanti delle Istituzioni territoriali e soprattutto agli imprenditori, perché si lavori insieme, ciascuno assumendosi le proprie responsabilità e riqualificando il ruolo e il senso della classe dirigente. Perché da imprenditore credo nella necessità di fare spazio a imprenditori illuminati, giovani e meno giovani, che, capaci di riconoscere il vuoto delle grandi associazioni di categoria, facciano emergere un’altra volontà: quella di muoversi nel solco della responsabilità sociale e del valore pubblico, politico cioè, delle proprie scelte il cui fine ultimo sia orientato, anche da Leggi e politiche efficaci, al bene comune.

Riccardo van den Hende, Imprenditore e Amministratore di Decom srl

I residenti di via Berlinguer a Piedimonte Matese segnalano pericoli per la pubblica incolumità



PIEDIMONTE MATESE  - Alcuni cittadini di Piedimonte Matese  in qualità di residenti  alla di Via  E. Berlingue, già Casino del Duca, hanno scritto al primo cittadino chiedendo all’Amministrazione una maggiore attenzione per l’arteria stradale. Abbiamo apprezzato il recente intervento di rinnovo effettuato sugli spazi urbani del lato sud della Cooperativa Don Bosco, ribadiscono i cittadini, e chiediamo che venga posta la stessa attenzione al lato nord della stessa Cooperativa. Proprio in corrispondenza dell’inizio di Via E. Berlinguer (lato nord - oggi inaugurata con la nuova denominazione) vi sono muretti in cemento nei quali, da entrambi i lati, il ferro di armatura è fuoriuscito in maniera vistosa e costituisce un grave pericolo per la pubblica incolumità. Inoltre sulla strada suddetta, da anni parcheggiano in maniera indiscriminata mezzi pesanti che hanno letteralmente devastato la carreggiata stradale. Chiediamo interventi urgenti perché riteniamo che il miglioramento e la sicurezza della Città tutta nel suo insieme sia un patrimonio insostituibile per noi e per i nostri figli.
Pietro Rossi


11 aprile 2015

Cantate Veneziane con Hoff Musici Prague a Caiazzo




CAIAZZO - Il primo week end di Autunno Musicale Forward si conclude con un concerto dell’Ensemble Barocco Hof Musici Prague - composto da Ivana Portlová soprano, Pavla Štěpničková contralto, Dalibor Pimek violoncello barocco, Ondřej Macek clavicembalo e direzione –  in calendario domenica 12 Aprile alle ore 20.00 presso la Chiesa di S. Francesco di Caiazzo.  Per l’occasione, l’Ensemble, già presente in Rassegna con Anna Maria Ackermann  la sera precedente  alla Chiesa di S. Ferdinando re della Real Colonia di S. Leucio per la realizzazione dello spettacolo  Passio Christi, eseguirà Cantate e intermezzi strumentali  di Benedetto Marcello e Antonio Vivaldi. L’Ensemble Barocco Hof – Musici Prague ha tenuto concerti in vari festival nella Repubblica Ceca - Primavera di Praga, Festival dell’Arte Barocca a Český Krumlov-, in Austria - Haydn-Tage al Castello di Rohrau, Sonntagskonzerte im Liechtenstein Palais a Vienna -, in Ungheria - Festival Haydn a Eszterhaza - , in Germania - Internationale Händel-Festspiele Göttingen -, in Belgio - Baroque à Saint-Roch a Liegi -, in Croazia - Varaždin Baroque Evenings - , in Italia - Feste Musicali per San Rocco e Festival Galuppi di Venezia, in Giappone - Handel Festival Japan a Tokyo -, proponendo pagine inedite di Marcello, Vivaldi, Scarlatti, Caldara, Fux, Porpora, Hasse, Porsile.   Fondatore e direttore dell’Ensemble è Ondřej Macek  e per l’occasione le parti solistiche sono affidate al contralto Pavla Štěpničková al soprano  Ivana Portlová mentre il basso continuo è affidato a Dalibor Pimek.

Pietro Rossi

22 marzo 2015

Le uova dell'AIL a Pietramelara

Pietramelara. Il 20, 21 e 22 marzo ritornano le uova dell'AIL per dare vita alla ricerca. L'AIL è una associazione onlus impegnata nella lotta contro le leucemie, i linfomi e il mieloma. Grazie all'impegno di ventimila volontari, si potranno acquistare le uova in più di 4000 piazze italiane. Anche in piazza San Rocco a Pietramelara, nella mattinata di domenica 22 marzo, per merito di un gruppo di volontarie formato da Giuseppina Barriciello, Maria Teresa Senese e Rachele Squillacioti. Con un contributo minimo di 12 euro si continua a far progredire la Ricerca e a dare ogni anno nuove speranze di vita. Negli anni la manifestazione ha permesso di raccogliere fondi per importanti progetti di Ricerca e Assistenza e ha contribuito a far conoscere i progressi della ricerca scientifica nel campo delle malattie del sangue. Ogni uovo acquistato è un passo avanti, è nuova forza, è nuova speranza. La manifestazione, sotto l'Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, ha permesso di raccogliere in tutti questi anni i fondi per finanziare i progetti di assistenza e di ricerca di alto valore scientifico e sociale, ha cercato di agevolare il lavoro dei medici mirando ad un miglioramento effettivo delle cure, ha collaborato al servizio di assistenza domiciliare per offrire ai pazienti le cure necessarie nel loro ambiente familiare, ha continuato a lavorare per la realizzazione delle "Case AIL" nei pressi dei maggiori centri di ematologia, per permettere ai pazienti che vivono lontano di affrontare i lunghi periodi di cure assistiti dai familiari. Ogni piccolo passo che la ricerca effettua è merito di un piccolo gesto e le uova, in questi anni di storia, sono diventate un grande simbolo di solidarietà al quale la gente da, sempre in costante aumento, il suo appoggio.

Andrea De Luca

Protocollo d’intesa per l’adeguamento del rifugio per cani, Piedimonte Matese e Castello del Matese mettono insieme le risorse


Vincenzo Cappello

Piedimonte Matese - Unire buoni propositi e risorse per migliorare un progetto di notevole valore civico: è l’intenzione dei comuni di Piedimonte Matese e Castello del Matese, prossimi alla stipula di un protocollo d’intesa che permetterà all’Amministrazione del sindaco Antonio Montone di contribuire all’ampliamento e adeguamento dell’esistente rifugio temporaneo per cani che nella periferia di Piedimonte, in via Baden-Powell, dà accoglienza a tanti randagi. Lo schema del protocollo d’intesa che i due Comuni dovranno sottoscrivere è stato approvato dal Consiglio Comunale di Piedimonte riunitosi qualche giorno fa, un accordo che prevede la compartecipazione di 80mila euro da parte di Castello, somma già finanziata dal Ministero della Salute che si andrà ad aggiungere ai circa 360mila euro del progetto predisposto dal Comune di Piedimonte Matese (finanziamento regionale di 180.643,20 euro integrato con fondi comunali per altri 180mila). La disponibilità di somme aggiuntive da parte del centro limitrofo darà l’opportunità di incrementare la qualità e le dimensioni della struttura prevista e di intervenire così sulla capienza e la funzionalità, adeguandola a tutti gli standard di legge. In cambio il Comune di Castello ne diverrà comproprietario per il 12%, conservando il diritto all’ospitalità per i suoi cani. Un buon esempio di sinergia istituzionale per i due centri, decisi a mettere insieme le forze per potenziare una singola struttura, piuttosto che realizzarne due differenti, con il conseguente abbattimento dei costi e delle future spese di gestione. Approvato nel 2011 dall’Amministrazione Comunale guidata da Vincenzo Cappello, il progetto punta a dotare la città di un luogo fondamentale per la cura dei cani randagi che vagabondano per le strade, ma che sia anche un punto di riferimento per chi già possiede un amico a quattro zampe. L’ambulatorio veterinario ospitato nella struttura darà senza dubbio un contributo importante a tutti i volontari animalisti e soprattutto agli stessi cani, che se in difficoltà potranno essere curati. “Un gesto di civiltà e di attenzione per gli amici animali” – spiega il sindaco Vincenzo Cappello – ma anche un esempio di ottima collaborazione tra città vicine tesa a realizzare una struttura all’avanguardia, dotata di autosufficienza energetica, che sarà utile ad ospitare i cani e pensare al loro benessere in osservanza dei criteri dettati dalla legge. I lavori sono attualmente sospesi in attesa del protocollo d’intesa, ma a breve riprenderanno spediti ed entro pochi mesi il traguardo di questo nuovo servizio sarà raggiunto”.