29 ottobre 2012

Terminata la campagna irrigua nel territorio agricolo del consorzio di bonifica del Sannio Alifano.


Pietro Andrea Cappella

PIEDIMONTE MATESE. Terminata la campagna irrigua nel territorio agricolo “Medio Volturno-Calore” ricadente nel perimetro del consorzio di bonifica del Sannio Alifano. Come da calendario che viene rispettato ogni anno, sin dai primi giorni di maggio e fino al 30 settembre scorso ben 14 mila ettari di terreno sparsi nei 21 comuni del comprensorio del Sannio Alifano sono stati serviti dalla rete irrigua consortile al fine di consentire l’irrigazione dei fondi agricoli che maggiormente abbisognano di acqua durante i naturali periodi di siccità estiva. Il programma predisposto dal consorzio di bonifica retto dal Presidente Prof. Pietro Andrea Cappella, dopo il rituale servizio di manutenzione straordinaria dell’intero impianto, ha visto la realizzazione di una serie di servizi per venire incontro alle esigenze e alle aspettative del mondo agricolo del “Medio Volturno-Calore” che, con l’avvento della stagione più calda, quali la parte terminale della primavera e l’estate, necessitano dell’ausilio della rete consortile per l’irrigazione delle coltivazioni locali, dalle quali nascono i migliori frutti della terra e gli ottimi prodotti agricoli tipici del Matese. Il servizio ha funzionato a pieno regime nei mesi caldi di giugno, luglio, agosto e settembre al fine di agevolare l’agricoltura, usufruendo degli impianti di irrigazione collettiva serviti delle traverse site sul Fiume Volturno di Ailano e di Colle Torcino ubicate rispettivamente nel tenimento dei comuni di Ailano e Ciorlano e dalle traverse site sul fiume Lete ubicate in agro dei comuni di Pratella ed Ailano nonché dalle sorgenti del Rio Grassano in agro di San Salvatore Telesino. Il primo impianto, la Traversa di Ailano sul fiume Volturno, alimentata dalle acque dello stesso fiume, serve in sinistra Volturno i comuni di Raviscanina, Sant’Angelo d’Alife, Alife, Piedimonte Matese, San Potito Sannitico e Gioia Sannitica, ed in destra Volturno i comuni di Pietravairano, Baia Latina, Dragoni e Alvignano, mentre la traversa sul fiume Lete sita in agro Pratella, serve i comuni di Ailano e Pratella, e la traversa di Ailano sul fiume Lete serve solo il Comune di Ailano; infine, la traversa di Colle Torcino sita nel tenimento del Comune di Ciorlano fornisce idricamente i territori di Vairano Patenora, Presenzano, Pietravairano, Riardo e Pietramelara. Al fine di irrigare i fondi agricoli ubicati a quote più alte, non servibili per caduta dalle traverse innanzi dette vengono attivati gli impianti di sollevamento di Presenzano, Marzanello, Boscarello, Forma, Fosse, Tre Mulini, Epitaffio, Gioia Sannitica, Fosso Lagno Sx Titerno e Grassano sollevando acqua per 4.5 metri cubi al secondo dei complessivi 8 mc/sec distribuiti complessivamente, con un consumo di energia elettrica per l’anno in corso per circa un milione di euro. Inoltre, dal 2011 su alcuni subcomprensori è in funzione il sistema di telecontrollo che ha sostituito il vecchio sistema manuale di rilevamento dati. “Come attività di progettazione, - spiega il presidente Cappella - il Consorzio sta dando priorità alla sostituzione delle tradizionali reti irrigue da canalette a condotte in pressione, anche allo scopo di migliorare il paesaggio e di eliminare il negativo impatto ambientale. Tantissime, naturalmente, sono le utenze agricole servite in questi mesi che hanno beneficiano dell’irrigazione in luoghi sprovvisti di risorse naturali e proprio grazie al sistema creato dall’Ente consortile che è tra i primi, in termini di efficienza, nell’intera Regione Campania. Un bilancio positivo, dunque, che è stato reso possibile dal lavoro degli uffici consortili e dei dipendenti stagionali, pompisti ed acquaioli, che hanno lavorato in questi mesi con senso di responsabilità e del dovere e spirito di abnegazione”.

Pietro Rossi

FINE SETTIMANA ALL’INSEGNA DELLA MUSICA PER IL CENTENARIO DELLA BANCA CAPASSO



Piedimonte Matese. Il gruppo musicale AD ELEGANTIAM per il Centenario della Banca Capasso Antonio di Alife ha presenta nello scorso fine settimana due appuntamenti musicali, il primo sabato scorso ad Alife presso la Cattedrale Diocesana  alle ore 17.30 con il concerto “Una strada nel cielo” e domenica a Piedimonte Matese, presso l’Auditorium del Chiostro di S.Domenico alle ore 19.00 con “cinquecento volumi … tre parole”. Il gruppo Ad Elegantiam è un ensemble musicale –composto da nove elementi – che, attraverso un’ attenta ricerca musicologica e filologica, ha presentato  al pubblico un programma che prevedeva l’alternanza di musica, spesso originale, alla recitazione di particolari letture (poesie, favole, sonetti, storie), con lo scopo di unire al mondo musicale classico quello etnico e d’autore in una commistione originale e continuamente  in evoluzione. Gli Interpreti sono stati il Quartetto ARCUS: Luigi Saffioti al violino; Ascanio Trivisano al violino; Luigi Ciriello alla viola;  Sergio Savinelli al violoncello; Claudio De Siena al piano; Agostino Santoro alla voce recitante; Alessandro de Carolis ai flauti; Pasquale Ziccardi alla chitarra e voce e Corrado Sfogli alla chitarra.

Pietro Rossi

SUCCESSO DELLA MANIFESTAZIONE CACCIA AI TESORI DI TERRA DI LAVORO AD ALIFE.




Alife – Turisti dalla Regione Campania hanno fatto visita, quest'oggi, ai siti archeologici cittadini: l'evento, promosso in otto città casertane dalla Camera di Commercio, è stato curato dall'amministrazione comunale, in collaborazione con la Pro Loco Alifana. Anche la Città di Alife, dunque, partecipe della “Caccia ai Tesori di Terra di Lavoro”. Nella tappa “La Porta del Matese ...tra Sapori e Tradizioni”, i turisti sono stati accolti in città, dopo aver passato la mattinata nella vicina Piedimonte Matese. Hanno potuto ammirare i principali siti archeologici cittadini, tra cui il Museo e l'Anfiteatro romano. L'evento è stato promosso dalla Camera di Commercio di Caserta, in particolare dall’Azienda Speciale per i Servizi Innovativi del Turismo e lo Sviluppo Integrato. Le visite, che hanno preso il via il 13 Ottobre scorso, termineranno il prossimo 4 Novembre, impegnando ogni sabato e domenica i principali siti di Terra di Lavoro. Grazie ad un servizio di Bus con partenza da Napoli e Caserta, offerto dall'azienda di trasporti locali CLP, si potranno visitare otto diversi itinerari: un percorso di scoperta della storia e della cultura enogastronomica, insomma, dell'intera provincia casertana. Ad Alife i turisti, in un cornice folcloristica rappresentata da un gruppo di Valle Agricola, sono stati accolti dal Sindaco Giuseppe Avecone e dall'amministrazione comunale, che ha curato l'evento, in particolare il vice sindaco Alfonso Santagata, all’assessore delegato al patrimonio storico-archeologico, Gabriele Venditti, l’assessore delegato alla cultura, Giulio Riccio, ed il consigliere comunale delegato al commercio, Pasqualino Sasso; l'amministrazione è stata coadiuvata dall'associazione Pro Loco Alifana, presieduta da Raffaele Versaci, che per l'occasione ha offerto due guide turistiche che hanno accompagnato i visitatori ai siti argheologici, mostrando loro le bellezze del posto. La Pro Loco si è anche prodigata nel preparare un ricco buffet da offrire ai turisti, oltre alla presentazione dei prodotti tipici nostrani, portati in aula consiliare direttamente dalle aziende produttrici, quali le cipolle alifane, l'olio d'oliva, il vino, i fagioli, il miele, il pane, i biscotti ed altri prodotti caserecci da forno. La “Caccia al Tesoro” è un evento particolare che va a collocarsi in un più ampio panorama di attività previste dal marketing turistico: i turisti partecipanti saranno chiamati a risolvere enigmi ed indovinelli per poter completare un testo di carattere storico-culturale inerente le trascorse vicende di Terra di Lavoro.  Appuntamento domani, domenica 28 ottobre con “Agricoltura e Tradizioni nell’ itinerario medievale”, a Caiazzo, Piana di Monte Verna e Casertavecchia; sabato 03 Novembre “Itinerario Normanno e dell’ Asprinio”, ad Aversa e Succivo; e per finire domenica 04 Novembre “Itinerario del ‘700 e dell’oro bianco”, a San Leucio e Caserta.
Pietro Rossi

La famiglia Nardelli ringrazia per la partecipazione all’ordinazione diaconale di fra Fabio.



GRAZZANISE. Sono i genitori di fra Fabio Nardelli, diacono da una settimana, ad esternare un sentito ringraziamento a quanti hanno collaborato e partecipato all’evento che la settimana scorsa ha riempito di gioia e di emozioni la comunità locale, e non solo. Dovrebbe essere chi ha avuto modo di seguire e di partecipare ai giorni di missione francescana organizzata da fra Fabio, a ringraziare per i tanti momenti di confronto, di dialogo, di letizia portati in paese ma sono loro, mamma Giovanna e papà Salvatore, ad esprimere questo sentimento di gratitudine verso tutti. ‘Ringraziamo tutti –hanno detto con commozione -, tutti coloro che ci hanno dato una mano, che hanno collaborato, che hanno partecipato; quanti ci sono stati vicini non solo materialmente ma anche con un semplice sorriso. Ringraziamo i nostri compaesani e quanti sono venuti da altri paesi, anche da lontano, per condividere un momento così particolare ed importante’. Il loro grazie al Vescovo di Sessa Aurunca, al responsabile della curia capuana, ai parroci di Grazzanise, ai francescani che hanno girato tra le strade del paese portando ovunque una buona parola, a quanti si sono offerti di collaborare in tanti modi diversi, a chi ha ospitato i missionari, a chi è stato vicino alle famiglie che hanno aperto loro le case collaborando durante il loro soggiorno, a chi ha organizzato le varie giornate, a chi li ha accolti, a chi ha partecipato ai vari momenti di catechesi e di preghiera, a chi è rimasto fuori dalla chiesa perché troppo piena e si è accontentato di seguire il rito dal maxischermo, a chi ha allietato con i canti la cerimonia, a chiunque abbia contribuito e si sia ricordato di fra Fabio anche solo con un fiore, a tutti coloro che si sono preoccupati di chiedere se servisse aiuto. A tanta sensibilità Grazzanise, che ha risposto con grandissima partecipazione ed emozione all’evento, risponde con un ringraziamento altrettanto sentito per aver avuto modo di seguire e vivere in paese questo primo importante traguardo di fra Fabio che è stato circondato da centinaia di giovani, e meno giovani, nei giorni che lui aveva organizzato per i suoi concittadini. 

Giovanna Pezzera

Benvenuti nella casa dei balocchi … e delle meraviglie.



PIEDIMONTE MATESE. La casa -museo di Esther Marinelli, una gentile signora bionda di Piedimonte Matese, comune dell’alto casertano, distante circa 40 km dalla Reggia di Caserta . Dimora non comune, abitata dalla simpatica Esther(e consorte), sensibile depositaria delle memorie storiche  italiane, casa che  dona  sincera e inaspettata emozione alle persone che vi si accostano come ospiti o visitatori occasionali. E sono tantissimi. Fino a due anni fa nel museo viveva anche il figlio Carmine, felicemente convolato a nozze. Uno specchio del passato(oggetti e cimeli di tutti i tipi datati dal 1600 in poi) custodito con cura e passione nata nel corso dell’infanzia, trascorsa  dalla donna nel collegio. Oltre diecimila, le bambole esposte nel museo permanente: altrettante riposte nel mega-laboratorio situato all’ultimo piano dello storico palazzo di proprietà. Una sorta di clinica delle bambole, dove Esther, con grande amore, rianima, aggiusta e restaura le sue creature, vere e proprie anime viventi per lei, che considera figlie adottive. Bambole di tutti i tipi, ambitissime dai collezionisti. Spiccano tra le migliaia, la Shirley Temple della Bonomi e  le quattro sorelle Furga,  tra le bambole più ricercate nel mondo del collezionismo, che Esther indica al cronista con occhi lucidi, emozione e partecipazione. “Ho sempre amato le bambole-racconta Esther- quasi tutte le foto della mia infanzia mi ritraggono con una bambola,  sono state le mie amiche, quelle che non si allontanavano mai da me, sempre presenti nei momenti belli e meno belli. Le ammiravo in silenzio, con una sorta di venerazione: mi trasmettevano sensazioni di calma e serenità. Le ho sempre vissute come simbolo di eterna giovinezza, piccole creature immortali che non mi avrebbero mai abbandonato. L’importanza che queste bambole hanno per me, per la mia vita, comporta una costante ricerca dei motivi che mi hanno spinto a cercarle, a desiderare di possederle sempre più. E’ stata un’emozione grande trovarle una ad una, nei mercatini o grazie ad amici fidati,collezionisti. Alcune erano sciupate, sporche, rovinate: la mia passione, il mio amore, mi hanno spinta a ridar loro quella dignità perduta”. Casa Marinelli testimonia in modo evidente l’amore per  il passato che non c’è più, un passato assai presente, attraverso cimeli, quadri, foto, figure devozionali, oggetti militari, scarpe di cardinali. “Questi sono piatti e specchiera dei Savoia e in questa una cucina giocattolo degli anni “50, di Agostino Marchesini, pezzo quasi unico, c’è persino il pollo nel forno: questo è un pacchetto di sigarette, ha 120 anni”. Una casa ricca di fascino, un museo permanente, vissuto giorno e notte da Esther  e consorte. All’esterno, nel giardino, gli amici di Esther, gli amatissimi animali domestici: Chicca, il gatto, Cesina, la civetta, Clara e Pasquino, due caprette e Gino, un paffuto e ubbidiente maialino nero,che finge di addormentarsi alle indicazioni di Esther. Animali che seguono fedelmente la padrona per le strade della cittadina casertana. Esther, continuerà a cercare bambole e altri oggetti del passato? “Certo, la mia ricerca continua”. Un conoscente le ha suggerito la realizzazione di un museo permanente interattivo, dove i visitatori potranno  interagire e toccare quasi con mano tutto quello che è esposto qui. Esther vorrebbe che la sua collezione risultasse ancora più viva e stimolante, che insegnasse qualcosa di fondamentale ai bambini e grandi. Con Barbie, Cicciobello e oggetti del passato, messi in rete, potrà raggiungere il suo nobile obiettivo. Per non dimenticare.

Giuseppe Sangiovanni