09 giugno 2011

I PROVENTI 2011 DELLE SANZIONI AMMINISTRATIVE PER VIOLAZIONI AL CODICE DELLA STRADA SARANNO IMPEGNATI PER LA SICUREZZA STRADALE.

PIEDIMONTE MATESE. Il Comune di Piedimonte Matese su proposta della  Responsabile del Settore di Vigilanza e Protezione Civile, dr.ssa Anna Maria Ferraro (nella foto), di concerto con il Consigliere delegato, Michele Iannarelli ha approvato, ai sensi delle vigenti leggi, la destinazione di una quota pari al 50% dei proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie per le violazioni al Codice della Strada da destinare per la sicurezza stradale. Considerato di poter in virtù anche degli introiti incamerati nell’anno 2010, procedere alla quantificazione dei proventi derivanti dall’applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie per violazione al C.d.s., per un importo complessivo di € 110.000,00 è stato stabilito che una quota del 20% sarà stornata per le assunzioni stagionali a progetto nelle forme di contratti a tempo determinato e a forme flessibili di lavoro ( modifica introdotta dal comma 564 dell’art. 1 del maxi emendamento alla finanziaria 2007 definitivamente approvato dal Parlamento il 21-12-2006). Per l’acquisto di segnaletica stradale ed attrezzature relative sarà impiegato un’altro 25%. Al potenziamento delle attività di controllo e di accertamento delle violazioni attraverso l’acquisto di mezzi strumentali e non strumentali quali forme di incentivazione di prestazioni e risultati del personale di polizia municipale finalizzate al suddetto potenziamento sarà destinato il 35%.  Il rimanente 20% sarà riservato al Fondo assicurativo assistenziale e previdenziale per gli appartenenti al Corpo di Polizia Municipale.

Pietro Rossi

Il "Movimento per la Pace" invita il Vescovo Valentino DI CERBO a sollecitare la chiesa diocesana per una maggior attenzione sui temi del Referendum e invitare i fedeli a votare "SI" per salvare l' ACQUA dono di DIO e diritto umano universale.

Alife - Reverendissima Eccellenza Mons. Valentino Di Cerbo, facciamo "appello" a Lei, persona sensibile e attentissima a questi problemi, a Lei che tantissime volte ha ripetuto che il cristiano deve fare la differenza e che per fare la differenza é necessario che scendi in campo in prima persona e si impegni nella vita sociale,  partecipando ed impegnandosi attivamente alla vita della comunità,  difendendo i beni comuni e i diritti di ogni uomo. Enormemente preoccupati per la sorte del nostro paese e per il futuro dei giovani, ci preme sollecitare, attraverso la sua rispettabilissima persona, la nostra chiesa diocesana, a partire da quella locale di Alife, perché dagli altari i sacerdoti lancino l' urgente appello a tutti i fedeli nel recarsi in massa alle urne il prossimo 12 e 13 Giugno  e a votare "SI" per salvare l'Acqua dono di Dio, al fine di scongiurare l'ennesimo flagello sul nostro paese e salvare quindi il diritto alla salute e la salvaguardia della nostra Terra, dono di Dio. Si parla tanto di difesa della vita, ma difendere la vita non significa anche scongiurare tutte quelle forme nascoste e trasversali che conducono alla morte, provocate dalle devastazioni ambientali, dagli inquinamenti da rifiuti illeciti e radioattivi disseminati  illegalmente nelle nostre terre? Tali conseguenze provocate dalla mano scellerata dell'uomo distruttore, non mettono forse a rischio l'incolumità degli uomini? Le patologie tumorali e le leucemie che da un pò di anni a questa parte si stanno registrando in forte aumento nei nostri territori non lanciano forse il campanello di allarme e non sono forse la prova culminante del rischio che incombe sulle nostre teste?  Non possiamo starcene fermi e zitti. Bisogna intervenire! Non aggraviamo le cose più di quanto non siano già gravi ora! Ecco perché é necessaria una maggior attenzione da parte della chiesa nel farsi promotrice di questi appelli e cominciare ad avviare una seria riflessione che solleciti un risveglio culturale e sociale favorendo una mobilitazione delle coscienze, perché senza consapevolezza, o almeno finché si penserà che tutto procede normale (quanto sappiamo benissimo che non é così) sarà difficile intervenire per apportare un rinnovamento ed un cambiamento radicale ai nostri stili di vita troppo consumistici e troppo "inquinanti". A "chi" vorrebbe privatizzare e mercificare i Beni Comuni quali l'Acqua, Diritto umano universale ed inalienabile che Dio ci affida tra le mani liberamente come dono consapevole, a "chi" vorrebbe offrirci energia in cambio di soldi e tumori,  noi rispondiamo risolutamente con queste parole: "Occorre un decisivo cambio di rotta e occorre adottare un modello di sviluppo equo e sostenibile". Ecco perché il risultato di questo referendum sarà decisivo per il nostro futuro e quello dei nostri figli. Pertanto ci preme in questi ultimi giorni che ci separano dalla data del voto, a sollecitare il clero diocesano nel lanciare quindi l'appello dagli altari a tutti i fedeli nel recarsi in massa alle urne per votare "4 SI" per la difesa dei Beni Comuni, "4 Si" per la difesa della Vita, "4 SI" per la Salvaguardia della salute, "4 Si" per i diritti di madre Acqua, "4 Si per salvare la Terra", "4 SI "  per l'affermazione dei diritti della PACE! Se il clero non ha coraggio di farlo perché forse ha paura di mettersi contro qualcuno,  o perché pensa che questi argomenti non siano consoni alla catechesi domenicale, chiediamo loro di concederci almeno un breve spazio, anche a termine della messa, per poter spiegare noi ai fedeli quello che devono fare e soprattutto decidere da che parte stare. Essere cristiani infatti, significa scegliere di stare con la vita, non si possono servire due padroni, é Cristo stesso ad avercelo ricordato, per cui non si possono tenere i piedi in due staffe. Questo é il tempo delle scelte consapevoli, il cristiano deve fare la differenza e la differenza sta proprio nella testimonianza, nell'impegno civile e nell' esempio costante che deve dare ogni giorno operando nel mondo a partire dal territorio dove vive, schierandosi con "coraggio" dalla parte della verità e della giustizia e schierandosi per difendere la voce dei diseredati, dei poveri e degli oppressi della terra che muoiono per fame e per sete a causa dei nostri stili di vita troppo consumistici e poco attenti ai bisogni dell' umanità intorno a noi. In questa umanità si rispecchia il volto di Cristo sulla terra. Certi un vostro tempestivo intervento in merito alla suddetta richiesta, ringraziamo doverosamente e porgiamo con profondo rispetto distinti saluti nel nome e nel segno della Pace, dalla quale dipende il futuro del mondo. 

 Agnese Ginocchio, presidenza "Movimento Internazionale per la Pace e la Salvaguadia del Creato- III Millennio (nella foto)

ALLA COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA SUGLI ILLECITI CONNESSI AL CICLO DI RIFIUTI.

CASERTA. Da anni la provincia di Caserta, come del resto gran parte dei territori campani, 
è afflitta da una grave crisi emergenziale nel settore rifiuti. Tuttavia, spesso l’attenzione
mediatica, ed anche quella politica, è rivolta alle questioni ambientali, che sicuramente
anche per le scriventi OO.SS. hanno una grandissima rilevanza, ma si dimentica troppo
spesso delle disperate condizioni dei lavoratori. Per questo motivo, le sigle firmatarie di
questo appello, chiedono alla Commissione Parlamentare un incontro per esplicitare
tutte le problematiche inerenti il settore, con la possibilità di consegnare anche un
dettagliato dossier su tutte le questioni che partono dallo scioglimento dei Consorzi di
Bacino, alla costituzione del Consorzio Unico per le Province di Napoli e Caserta, che ad
oggi è quell’Ente che gestisce, in provincia di Caserta, il servizio di igiene urbana per il
50% dei comuni. Ebbene, ci sembra giusto portare a conoscenza della Commissione
Parlamentare che i millecento lavoratori dell’articolazione di Caserta (su milleottocento
del Consorzio Unico) ogni mese vivono un percorso drammatico zeppo di tensioni per
arrivare a percepire lo stipendio. Nonostante ciò i lavoratori con grande senso di
responsabilità continuano a svolgere il proprio servizio e data la grave crisi finanziaria
del Consorzio operano senza tutela alcuna che significa nessuna! È solo per abnegazione
al dovere che, in questi mesi, il territorio casertano non è stato interessato da una nuova
emergenza rifiuti. Tuttavia, sino a quando potrà andare avanti questa vergognosa
vicenda? Per quanto tempo i vertici consortili, potranno chiedere sacrifici ai padri di
famiglia che nella maggior parte sono monoreddito? come si può continuare senza
certezze, senza sicurezza, senza contribuzione, senza beni strumentali, senza nessuna
possibilità di uscire dal caos che è stato generato in tutti questi anni per fare affari di
ogni genere e oggi c’è l’abbandono totale attraverso uno squallido scaricabarile? In uno
Stato di Diritto è possibile una tale situazione per un Ente Pubblico? Perché non ci si
interroga sul reale motivo per cui il Consorzio Unico di Bacino, pur prestando un servizio
essenziale non dispone di alcuna liquidità di cassa? La risposta è semplice, ma le
istituzioni preposte continuano ad ignorarla. I Comuni, quelli ancora serviti, in
stragrande maggioranza, continuano a non pagare! Questa cosa la denunciamo da
tempo, a mezzo stampa, al Prefetto, al Presidente della Provincia e ad ogni Istituzione
preposta e oggi, quindi, anche a voi onorevoli parlamentari della Commissione. Lo stesso
presidente della Provincia di Caserta, On. Zinzi, un paio di mesi fa ha tenuto una
conferenza stampa denunciando una black list di Comuni, che pur ricevendo il servizio continuano a non pagare. Addirittura il Presidente ha fatto appello alla sensibilità dei
sindaci affinché pagassero almeno il corrente, cioè solo le spettanze del 2011, ma fatta
qualche eccezione, il tutto è caduto lettera morta. Si è arrivato a oltre 150 milioni di
€uro, queste le cifre stimate, di debiti che se riscossi risolleverebbero le sorti dell’intero
Consorzio, permettendo anche quell’efficienza che oggi non è possibile proprio a causa
della mancanza di fondi. Paradossalmente, è proprio sull’inefficienza da loro generata
che i Sindaci morosi fanno leva aprendo contenziosi basati sul disservizio che in realtà,
seppure fonda le radici sulle passate cattive gestioni degli ex Consorzi di Bacino, oggi è
addebitabile alla mancata erogazione dei canoni di servizio che inficia ogni tentativo di
rilancio. Sembra di assistere alla scena del cane che si morde la coda. Infatti, se il
Consorzio non ha fondi per gli stipendi, come potrebbe avere le risorse per le ordinarie
attività operative? Ci sono alcuni momenti in cui addirittura non è possibile
l’approvvigionamento del carburante a causa della mancanza di danaro. Per non parlare
della sicurezza dei lavoratori, argomento che si riscopre soltanto in occasione di
tragedie, mentre lo stesso è violato sistematicamente nel quotidiano e che già vede
molti lavoratori colpiti da gravi patologie alcune già rivelatosi mortali. Cosa direbbe la
Commissione nell’apprendere che gli operatori ecologici, sprovvisti di divise e
quant’altro, raccolgono l’immondizia a mani nude, poiché le ditte fornitrici non sono
pagate? Siamo ancora in un Paese Civile? La provincia di Caserta è ancora territorio
italiano? Allora in merito a ciò noi vi chiediamo, e tramite Voi al Governo, che si
prendano seri provvedimenti nei confronti dei Comuni debitori che continuano a
riscuotere la TARSU più cara d’Europa dai cittadini a cui è reso un pessimo servizio. Ma
che fine fanno questi soldi? Perché alcuni comuni non pagano il Consorzio per il servizio
ricevuto, creando emergenze alla quale poi si appellano? Perché poi quando danno
affido alle ditte private, senza procedere a gare (come prevede la Legge Italiana!) pur
per centinaia di migliaia di €uro al mese i soldi escono? E come mai questi servizi
quando svolti dalle ditte private costano molto di più rispetto al Consorzio Unico? Detto
ciò, e denunciata chiaramente la morosità dei Comuni nei confronti del Consorzio Unico,
poniamo anche i riflettori sulla ormai fin troppo nota Legge n.26 del 26 Febbraio 2010.
Le diverse interpretazioni, talvolta eccessivamente sfavorevoli nei confronti dei
lavoratori, hanno sino ad oggi ritardato un processo che ad oggi doveva essere
completato, mentre in realtà non è ancora partito. Le società provinciali, per Caserta
nella fattispecie, la GISEC spa, costituita da oltre due anni, ha elaborato un piano
industriale che ci stato consegnato appena 40 giorni fa! E fin qui non ci sarebbe nulla da
eccepire se non il grave ritardo, ma il piano tuttavia, si presenta monco in diversi aspetti, e vi invitiamo a richiederne una copia dalla quale poter evincere che l’intera questione
inerente al Ciclo Rifiuti per la provincia casertana è solo accennata ma non è affatto
affrontata. Nel piano, a parte la questione impiantistica, manca tutto il resto a
cominciare dalla raccolta e dai Servizi di Igiene Urbana e dalla tanto agognata
collocazione del personale sulla differenziata. Ed è in questo settore che svolgono la loro
attività la maggior parte dei lavoratori del Consorzio Unico. Di queste mancanze ne
abbiamo discusso, essendo stati convocati più volte dalla stessa società provinciale, ma
proprio ieri la dirigenza GISEC ha ammesso dichiarando il piano industriale formulato al
60%,. Senza un quadro completo come si può parlare di ricollocazione di personale, di
livelli professionali da ridimensionare, e quant’altro?. Con la presente abbiamo soltanto
voluto portarvi a conoscenza di alcune delle problematiche, che purtroppo sono tante,
che attanagliano il settore. Non dimentichiamo che se il disagio economico dei
lavoratori dovesse perdurare, se gli stipendi non verranno erogati, l’intera provincia
rischierà di ripiombare nell’emergenza rifiuti più nera. Noi scriventi OO.SS. abbiamo
sempre adoperato un atteggiamento di collaborazione, invitando tutti i lavoratori alla
calma e alla riflessione vendendo loro la speranza di un futuro migliore , ma a tutto c’è
un limite! non vorremmo trovarci di fronte a un futuro ancora più drammatico! Non si
può chiedere ai padri di famiglia, già in difficoltà ad assicurare la sola sopravvivenza di
pazientare a oltranza. Noi chiediamo che per una volta chi ha sbagliato paghi, specie chi
ha mal gestito, ma ciò deve valere anche per i Sindaci che continuano con demagogia a
riversare responsabilità sull’inefficienza consortile e sugli stessi operai. I lavoratori non
sono la causa dell’emergenza campana, ma soltanto le vittime! Certi di una
considerazione del nostro appello alla Commissione, e con l’auspicio di un prossimo
incontro porgiamo Distinti Saluti, agli Onorevoli Parlamentari.
 
Le segreterie provinciali di Caserta

08 giugno 2011

SI CONCLUDE QUESTA SERA LA PEREGRINAZIO DELLE RELIQUIE DI SANT’ANTONIO DA PADOVA.






PIEDIMONTE MATESE. La comunità di Piedimonte Matese e dell’intero alto casertano ha accolto la Missione Antoniana che ha portato a Piedimonte Matese, in Peregrinazio le reliquie di Sant’Antonio da Padova. Autorità civili e militari hanno accolto le sacre reliquie presso l’Istituto Salesiani di Piedimonte Matese per portarle in processione fino alla Cappella del Santo di Via Trutta, nel popolato quartiere Vallata. Una folla  enorme di fedeli ha riempito la Piazza Trutta dove è stata celebrata una S.Messa, alla presenza delle autorità locali tra cui il Sindaco di Piedimonte Matese Vincenzo Cappello, il Vice Sindaco Costantino Leuci e il Presidente della Comunità Montana Fabrizio Pepe. Le sante reliquie hanno ricevuto la visita di vari gruppi  e movimenti tra cui l’Azione Cattolica, l’Apostolato della Preghiera  e  Rinnovamento nello Spirito che hanno animato una veglia di preghiera che è durata tutta la notte. Durante la permanenza sono state portate in Processione per le strade del Vicinato sino alla Chiesa Parrocchiale dove è stata celebrata una Santa Messa presieduta dal M. Rev. Padre Luciano Cantini con la partecipazione delle parrocchie della città seguita da un concerto con canti a cura del Coro Regesta Cantorum, ideato con  testi di don Emilio Salvatore, con la partecipazione di P. Giovanni Nappo. Oggi è l’ultimo giorno della Missione Antoniana, la partenza delle reliquie da Piedimonte Matese è prevista per stasera. Alle ore 19,00 si svolgerà una Santa Messa presieduta da S. E. Mons. Francesco Gioia, Delegato Pontificio per la Basilica del Santo di Padova, e Solenne Processione di saluto con le Sante Reliquie, alla presenza delle Autorità Civili e Militari, dei Gruppi Parrocchiali, le Associazioni Ecclesiali e tutto il popolo. La processione partirà dalla Chiesa Parrocchiale di A.G.P. passando per la Chiesa del Santo in Via Trutta, ove a ricordo perenne della Missione Antoniana nella Città di Piedimonte, sarà collocata una lapide e vi sarà la Benedizione e distribuzione del pane.

Pietro Rossi

TRA LE PRIORITA’ DI SANTORO FAR INCREMENTARE LA RACCOLTA DIFFERENZIATA FERMA AL 7,51%.


BAIA LATINA. La priorità assoluta che la nuova amministrazione comunale di Baia e Latina dovrà necessariamente affrontare nelle prossime settimane è l’incremento della raccolta differenziata. Nei giorni scorsi il Consorzio Unico di bacino ha comunicato al Sindaco i dati ufficiali del mese di aprile 2011. Certamente i nuovi amministratori tutto potevano immaginare non che, relativamente al mese di aprile 2011, la differenziata è ferma al 7,51 %   mettendo in evidenza l’assoluta necessità di provvedere ad una nuova e più razionale organizzazione della raccolta differenziata per consentire al Comune di non essere classificato ultimo nella   graduatoria dei comuni della Provincia di Caserta. Eppure, dichiara Michele  Santoro (nella foto) Sindaco di Baia e Latina, negli   anni scorsi il paese aveva raggiunto il 65 % di raccolta differenziata ciò dimostra che la popolazione se correttamente sensibilizzata risponde con coerenza e responsabilità. Invece a causa dei disservizi del Consorzio di Bacino oggi abbiamo dovuto constatare questa grave situazione che potrebbe portare ai cittadini un ulteriore costo nello smaltimento dei rifiuti. La Giunta municipale di  Baia e Latina,  presieduta dal Sindaco Santoro, ha posto quale priorità da perseguire nei prossimi mesi il raggiungimento di percentuali di raccolta differenziata degne di un paese al passo con i tempi moderni. La settimana scorsa, in paese, già si sono visti i primi risultati con la raccolta del vetro che non avveniva dal circa sei mesi. Il servizio affidato ad una impresa diversa dal Consorzio di bacino per inadempienza di quest’ultimo ha dato un risultato eccezionale raccogliendo circa 100 quintali di vetro nella sola   Baia centro. Attualmente gli uffici comunali, a seguito di direttive del Sindaco, stanno precedendo alla formalizzazione degli atti per l’individuazione dell’impianto di conferimento della frazione organica proveniente dalla raccolta differenziata dei rifiuti. Il Comune continua incessantemente la sua opera per migliorare sempre di più la raccolta differenziata per rendere il paese sempre più pulito e ordinato.
L’obiettivo della nuova amministrazione, dichiara Michele Santoro, è quello di perseguire ogni iniziativa utile e necessaria per debellare il fenomeno dei sacchetti penzolanti fuori delle abitazioni. L’affidamento del servizio di smaltimento, presso impianto di compostaggio o piattaforma autorizzata, dei rifiuti organici domestici raccolti sul territorio del Comune, permetterà di superare l’attuale situazione che si vive nel settore; la frazione umida infatti  rappresenta la parte più sensibile della raccolta differenziata dei rifiuti e deve essere portata a termine con una serie di crismi e rispettando norme e direttive certamente non semplici. Un settore a cui l’amministrazione comunale, del Sindaco Michele Santoro, sta dedicando molta attenzione per migliorare l’immagine ed il decoro della cittadina. Nelle prossime settimane, assicura Michele Santoro, saranno nuovamente distribuiti a cura del Comune i sacchetti colorati che faciliteranno e non poco i cittadini al raggiungimento dell’obiettivo del raggiungimento di percentuali dignitose di raccolta differenziata.

Pietro Rossi

IL CONSIGLIO COMUNALE BABY DI PIEDIMONTE MATESE A FAVORE DELL’ABROGAZIONE DELLA LEGGE CHE PREVEDE LA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA.


Piedimonte Matese. Seduta straordinaria del Consiglio Comunale dei Ragazzi della Città di Piedimonte Matese, riunitosi il 31 maggio scorso presso la Scuola Media “G. Vitale”, alla presenza delle classi IG e IIE accompagnati dalla Porf.ssa Emilia Saggese. I giovani consiglieri, guidati dal sindaco baby Pierangelo Rapa, e coordinati dalla tutor Cristina Palumbo, hanno discusso sul Referendum 2011, quesiti sulla privatizzazione dell’acqua. Già nel dicembre 2009 era stata deliberata la proposta, successivamente accolta positivamente da parte del Consiglio degli adulti, di modificare lo Statuto Comunale, inserendo il riconoscimento del Diritto umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico, e di riconoscere che il servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini. Tale proposta era stata preceduta da una serie di incontri pianificati dall’Assessore alla P.I. Benny Iannitti, anche con figure di rilievo, quale Padre Alex Zanotelli, e da incontri di discussione tra i consiglieri stessi. Alla vigilia del referendum popolare sull’abrogazione della legge che prevede la privatizzazione dell’acqua, il Consiglio Comunale dei Ragazzi, ha deliberato, di promuovere presso le proprie famiglie, i propri insegnanti, i conoscenti, la partecipazione al referendum del 12 e 13 giugno, sostenendo il voto in favore dell’abrogazione della legge che prevede la privatizzazione dell’acqua. Il Consiglio ha anche deliberato, all’unanimità, la promozione della proposta di legge “Studioviaggiando”. La proposta di legge nata dai ragazzi, è emersa nel corso del progetto di educazione alla legalità “Vorrei una legge che….”. “Studioviaggiando” è una legge che prevede lo spostamento degli alunni, sin dalla classe 3^ della scuola primaria, secondo precisi criteri, anche di distanza geografica, nelle varie regioni d’Italia, per conoscerne i dialetti locali, gli usi, i costumi, il patrimonio artistico, la storia e quant’altro vi sia di caratteristico. L’idea è quella di una scuola itinerante che promuova apprendimenti in situazione, tali da  favorire più  efficaci conoscenze delle diversità nella considerazione che conoscere vuol dire interrogarsi, comprendere, accogliere, accettare. La proposta verrà ora trasmessa al Presidente del Consiglio Comunale della Città di Piedimonte Matese, Sig. Renato Ricca, affinchè prenda visione della suddette proposta e le sottoponga all'attenzione del Consiglio, con la richiesta di poter procedere ad avviare l’iter burocratico di presentazione di tale proposta di legge al Parlamento.

Pietro Rossi