07 maggio 2011

HA SUBITO 56 INTERVENTI CHIRURGICI: FINISCE NEL MIRINO DI ITALIA UNO.


Caiazzo- L’incredibile storia di Alfonsina Amato è sbarcata nei giorni scorsi su Italia Uno (nella foto). Gli interventi chirurgici(ndr.56) subiti finora, dopo un drammatico incidente avvenuto tra le pareti domestiche 30 anni fa, ancora una volta nel mirino dei media nazionali. A collocare il caso in tv ancora una volta Giuseppe Sangiovanni, giornalista freelance di Caiazzo, collaboratore di quotidiani, settimanali e tv nazionali. Passaggi televisivi, che hanno favorito l’intervento di Giulio Basoccu, luminare della chirurgia plastica(chirurgo dei divi televisivi e del cinema), che ha già operato gratuitamente, diverse volte la donna casertana, che nel corso dell’intervista ha raccontato i momenti bui, le speranze, le aspettative future. Nel mirino delle telecamere del programma “Plastik Ultrabellezza”, condotto da Elena Santarelli, è finito anche il reportage pubblicato dallo stesso Sangiovanni su noto settimanale nazionale, dedicato ad Alfonsina e al professor Basoccu che da anni opera la stessa, gratis et amore dei, nelle più lussuose cliniche della capitale.

Maria Bartolo

Nasce il Comitato Informativo Referendario Terra di Lavoro.


Il Comitato Informativo Referendario Terra di Lavoro ( C.I.R. terra di lavoro ) è l’unione di realtà del territorio e di persone singole che liberamente e individualmente vi hanno aderito. Nasciamo con il preciso intento di creare una campagna informativa sui processi referendari che si terranno il 12 e 13 giugno. L'obiettivo principale della nostra attività sarà creare momenti di approfondimento, di confronto e di comunicazione attinenti esclusivamente alle questioni legate ai temi del referendum di giugno. Il Comitato si schiera in difesa dei beni comuni attaccati dalle leggi che attraverso il referendum il popolo italiano è chiamato ad abrogare e che prevedono la privatizzazione della gestione ed erogazione dell’acqua, bene pubblico per definizione, l’attivazione di centrali nucleari sul territorio italiano, dunque un futuro meno sicuro meno pulito e più dispendioso per noi e per l’ambiente, lo svuotamento del principio costituzionale dell’ uguaglianza di ogni cittadino dinanzi alla legge, cioè di fatto passare da un regime democratico a uno autocratico. C’è infine un quinto quesito non scritto, quello che riguarda il raggiungimento del quorum perché abbia valore il referendum. Ci riferiamo alla tacita domanda che l’ appuntamento del 12 e 13 giugno ci pone: siamo ancora in grado di custodire principi e valori fondamentali e di interesse comune? La pubblicità dell’ acqua, la difesa dell’ ambiente e della nostra salute, la giustizia come centrale baluardo democratico non riguardano questo o quel momento storico, questa o quella configurazione politica, questo o quel referendum. Sono il filo di libertà e di diritti che ci lega come cittadini e come esseri umani, in ogni tempo e in ogni condizione. E’ una battaglia di civiltà. Nessuno può sentirsi escluso.

Aderiscono:

Emergency AltoCaserta (Vairano Patenora)

Associazione Be Yourself (Sparanise)

Piccola Libreria 80mq (Calvi Risorta)

Comitato Terra Amica (Sparanise)

CSOA Tempo Rosso (Pignataro Maggiore)

Energena (Pignataro Maggiore)

Cittadinanza attiva e singoli individui

Il coordinamento è aperto a chiunque intenda parteciparne.

E' possibile contattarci all'indirizzo: cirterradilavoro@live.it

Calendario appuntamenti del comitato:

· 8 Maggio dalle ore 10 piazza Umberto I, Pignataro Maggiore

  • 9 Maggio dalle ore 21 festa del rione Zuni, Calvi Risorta
  • 14 Maggio dalle ore 21 omaggio a De Andrè, viale indipendenza, Calvi Risorta
  • 15 Maggio dalle ore 10 corso Matteotti, Sparanise
  • 22 Maggio dalle ore 17 villa comunale, Calvi Risorta
  • 29 Maggio dalle 10 mercato settimanale, Vairano Scalo
  • 29 Maggio dalle 17 villa comunale, Vairano Patenora
  • 29 Maggio dalle 17 piazza Riccardo II, Vitulazio
  • 2 Giugno a Patorano
  • 2 Giugno dalle 10 piazza Umberto I, Pinataro Maggiore
  • 4 Giugno dalle 17 giornata pro ambiente, villa comunale, Sparanise
  • 8 Giugno dalle 10 mercato settimanale, Sparanise
  • 10 Giugno dalle 20 Fiera di S. Antonio, Teano

Inoltre è prevista per il 20 Maggio una serata di autofinanziamento per la campagna referendaria al csoa Tempo Rosso.

IDV Alto Casertano presenta Stefano De Cesare, candidato alle elezioni amministrative di Baia e Latina.


PIEDIMONTE MATESE. Stefano De Cesare è nato a Roma il 20/04/1961 da madre insegnante elementare e padre prima funzionario del Ministero della difesa e poi libero professionista (avvocato). Ha frequentato la scuola pubblica in Campania dove nel frattempo la famiglia si è trasferita, laureandosi in medicina e chirurgia col massimo dei voti e lode nel gennaio 1985 presso il I° policlinico dell'Università degli Studi di Napoli. Ha conseguito le specializzazioni in pediatria presso il I° Policlinico e poi in Chirurgia pediatrica ed in chirurgia plastica e ricostruttiva presso il II° Policlinico dell'Univerità degli Studi di Napoli. Dopo le prime esperienze lavorative in medicina generale, guardia medica, pediatria di base e pronto soccorso ospedaliero, dal 1990 al 2000 lavora come chirurgo pediatra presso l'ospedale Santobono di Napoli, prima in Pronto soccorso e poi in elezione nella seconda e nella prima chirurgia pediatrica occupandosi prevalentemente di urologia, chirurgia oncologica e plastica. Nel 2000 si dimette, per motivi personali, dal rapporto di dipendenza con l'azienda Santobono Pausilipon per tornare alla pediatria di base dell'ambito di Caiazzo, dove tutt'ora lavora con dedizione e professionalità, godendo della diffusa stima dei propri pazienti e del rispetto dei colleghi. Nel 1999, durante la guerra dei Balcani, Stefano ha partecipato alla Missione Arcobaleno organizzata dal governo D'Alema come sanitario volontario presso il campo profughi di Kukes 1 in Albania ai confini con il Kossovo. Nel 2000 ha sposato Eliana, da cui nel 2004 e nel 2006 ha avuto Francesco e Miriana, scopo di vita di entrambi. Stefano ha iniziato la propria attività politica con Italia dei Valori, per il quale partito ha contribuito ad organizzare convegni (riuscitissimo quello contro la privatizzazione dell’acqua con la partecipazione del prof. Lucarelli) e organizzato banchetti. Si è impegnato per la riuscita dei Referendum proposti da IdV sia raccogliendo le firme in prima persona, sia coordinando e stimolando la raccolta stessa nel proprio comprensorio. Ha dato, inoltre, la propria disponibilità a candidarsi, in un collegio provinciale difficile per IDV, quale quello di Caiazzo, alle elezioni provinciali del 2010, come da pubblicato manifesto elettorale. Stefano, come è nel suo modo di essere di persona e professionista serio, responsabile ed altruista, ha dato la propria disponibilità a rappresentare Italia dei Valori da semplice candidato consigliere comunale alla candidata a Sindaco sig.ra Maria Riello nelle prossime elezioni amministrative di Baia e Latina, riconoscendo alla stessa l’impegno profuso e i risultati raggiunti nei due mandati pregressi in cui Maria ha esercitato le funzioni di amministratrice e di vicesindaco. Stefano è particolarmente sensibile alle tematiche ambientali, sociali e di prevenzione sanitaria ed intende, se eletto, dare il proprio prezioso contributo in questi ambiti nella amministrazione di Baia e Latina.


Emilio Iannotta

06 maggio 2011

Caserta Night Music Fest II edizione.


Sono aperte le iscrizioni alla seconda edizione del Caserta Night Music Fest. L’Associazione Teatro e Musica Frequenze Positive con il Patrocinio dell’Amministrazione del Comune di Caserta , indice un concorso musicale per gruppi emergenti con lo scopo di favorire la diffusione della cultura musicale e di creare uno spazio per far esibire i giovani in cerca di visibilità. L’evento avrà luogo il 25 giugno 2011 in Piazza Dante a Caserta. Il concorso è aperto a tutti i gruppi musicali, di ogni genere. E’ possibile presentare sia cover sia brani inediti, anche se non scritti dal candidato stesso. Per la partecipazione al festival non è richiesta nessuna quota d’iscrizione. Ogni partecipante dovrà inviare entro il 03 giugno 2011 all’indirizzo Associazione Frequenze Positive Casella Postale 155 Caserta Centro 81100 Caserta, a mezzo posta prioritaria o raccomandata A.R. , il modulo di iscrizione, una fotocopia del documento di riconoscimento, biografia del gruppo musicale, scheda tecnica, una o più foto del gruppo, file video o audio su supporto dvd o cd in duplice copia. Il regolamento è interamente scaricabile ed a disposizione delle band interessate sul sito www.casertanightfest.it. Durante la prima fase, quella di preselezione, verranno scelti gli 8 gruppi partecipanti ammessi al concorso. Tale valutazione sarà effettuata da un’apposita commissione artistica designata dall’organizzazione che, esaminerà tutto il materiale pervenuto e deciderà ad insindacabile giudizio coloro che avranno accesso alla fase successiva. L’associazione, successivamente, provvederà a comunicare telefonicamente e/o mezzo posta, ad ogni gruppo selezionato, l’eventuale passaggio alla fase successiva del concorso. Il giorno 25 giugno 2011 i gruppi scelti si esibiranno alla presenza di una giuria tecnica ed al termine della manifestazione saranno proclamati i vincitori. L’Associazione Teatro e Musica Frequenze Positive dal 2001 si occupa di impegnare i nuovi talenti che si affacciano sul mondo della musica e del teatro per la realizzazione di spettacoli musicali e teatrali nel territorio campano. Essa muove i suoi primi passi a Caserta e provincia ma, in virtù dei grandi successi riscossi, dell’ambizione dei suoi componenti e della bravura degli artisti coinvolti, le sue prospettive si sono ampliate molto negli ultimi tempi, e sono destinate ad ampliarsi ancora oltre. L’esperienza pregressa dei soci fondatori li ha indotti a mettere in piedi il progetto di valorizzare il territorio casertano dal punto di vista artistico, sotto questo aspetto trascurato, benché molto fertile. E così l’embrionale disegno dei ragazzi, sospinto dall’immancabile sostegno di pubblico e critica, si è presto trasformato in qualcosa di molto più concreto, fino ad arrivare alla creazione dell’ente non profit, costituitosi col nome di ‘FREQUENZE POSITIVE’.

INCONTRO DI FRANCO DE MICHELE CON GLI ELETTORI.


CASERTA. La campagna elettorale è certamente proposta agli elettori delle idee, delle esperienze e del desiderio di impegnarsi per la propria città di ogni candidato, ma rappresenta anche una straordinaria occasione di confrontarsi con i giudizi, le esigenze e le speranze di tanti cittadini. L’esperienza più felice che ne deriva è quella di incontrare e stabilire rapporti con tanti nuovi amici e ritrovarsi al fianco, supportati dalla loro cordialità e dallo sforzo comune, i vecchi . Ho così deciso di incontrare martedì 10 maggio alle ore 19,30 presso l’ Hotel Europa tutti i miei sostenitori per un momento di riflessione che ci aiuti nell’ultimo tratto della campagna elettorale e per un momento di fraterna amicizia che mi permetta anche di ringraziare tutti per l’incoraggiamento che sto ricevendo. Sono certo di poter abbracciare tutti martedì .

Franco De Michele

*Nella foto Franco De Michele

La lista “Insieme per Alife” incontra i commercianti alifani. Alife.


Alife. Dare voce e speranze ai commercianti locali: questo l’obiettivo che ha determinato l’incontro della lista “Insieme per Alife”, guidata da Daniele Cirioli con i commercianti della città. L’idea di fondo del candidato sindaco e del suo gruppo è quella di dare vita ad un “Piano di concertazione con le Associazioni di categoria alifane e d’intesa con quelle nazionali per la soluzione dei problemi di settore” visto che i problemi di settore continuano a ridimensionare la posizione dei piccoli commercianti locali sulla scena di un più vasto mercato economico.
Cirioli guarda al recente passato garantendo, come prima cosa, alle imprese locali, che avanzano dal Comune ingenti pagamenti, la giusta e doverosa retribuzione, mentre per le categorie commerciali in genere pensa – da esperto in materie economiche– ad un Progetto di marketing territoriale attivabile grazie a i finanziamenti dell’Unione Europea: “Per far crescere la domanda dei nostri prodotti dobbiamo alimentarla anche attraverso il turismo culturale; una più ragionata dislocazione del mercato settimanale, al fine di favorire una migliore circolazione di clienti nei negozi; semplificare la burocrazia e attivare al Comune l’Ufficio relazioni col pubblico e lo Sportello unico delle imprese (Suap) che sono due modalità che permettono con un’unica e-mail di attivare tutte le richieste necessarie per risolvere i problemi dei cittadini e delle imprese e avere le dovute risposte; attivare l’Agenzia delle imprese che è un collante tra gli enti locali e le imprese”. Costruttivo e propositivo il confronto con il gruppo di commercianti presenti, segno di una possibile e proficua collaborazione. Intanto, queste sono le date dei prossimi Comizi: stasera a Totari alle ore 21,00; domani sempre alle ore 21,00 a S. Michele; domenica in Piazza Vescovado ore 21,00.

IL PARTITO DELLE AZIENDE FA PAURA ANCHE AL SUPER MINISTRO TREMONTI.


Non e' un caso se proprio in questi giorni i continui annunci del super ministro dell'economia vanno incontro alle esigenze delle piccole aziende, tartassate da una burocrazia pesantissima, da una pressione fiscale alle stelle e da controlli esasperanti opprimenti ed a volte al limite della legalita'. Tutte queste cose sono state segnalate con forza e con un certo peso sia alle associazioni di categoria sia al ministero competente anche annunciando delle denunce in merito da parte di aziende tenute in scacco da parte di funzionari poco aditi a fare in modo corretto il proprio dovere. Quando si comincia a capire che le aziende sono talmente stanche di questo immobilismo che sta facendo liquidare patrimoni interi guadagnati in una vita di lavoro, e non parliamo di aziende disoneste, ma di piccole aziende artigiane che pagano sempre di tasca propria, a tal punto di voler investire tempo e denaro in un nuovo progetto politico chiamato PARTITO DELLE AZIENDE, la cosa fa timore e allo stesso tempo fa riflettere sul bisogno e la necessita' di dare segnali pesanti che vadano a ridare speranza alle piccole realta', tessuto sociale di un italia in forte crisi. abbiamo cosi creato una serie comunicazioni atte a sensibilizzare la nostra nascita e a far pesare il nostro arrivo.

Lucio Maurino, il grande atleta casertano, pluricampione del mondo ed europeo nel karate.


Caserta - Lucio Maurino, il grande atleta casertano, pluricampione del mondo ed europeo nel karate, punta ad entrare nella storia di questo sport in occasione della 46^ edizione del Campionato Europeo Seniores che si svolgerà dal 6 all’ 8 maggio presso la Kolping-Arena (Zentrum Schluefweg-Zürich-Kloten), a Zurigo in Svizzera.

37 anni, laureato in Scienze Motorie, Guardia di Finanza, formato nella Polisportiva Portichese, allievo del papà, il maestro Domenico Maurino, da anni punta di diamante del Gruppo Sportivo Fiamme Gialle, dove è allenato dal Maestro Claudio Culasso, Lucio Maurino dal ’91 a oggi ha preso parte a tutti i campionati europei, individuali e a squadre, salendo sempre sul podio con un eccezionale palmares di sette medaglie d’oro e sette di argento.

E c’è grande attesa per lui e per la squadra azzurra che a Zurigo, dovrà difendere anche il primo posto nella classifica per Nazioni, conquistato nella precedente edizione di Atene 2010. In quella occasione , infatti, l'Italia ottenne ben 11 medaglie (4 oro, 4 argento e 3 bronzo) con gli ori di Luca Valdesi nel kata individuale (undicesimo titolo europeo individuale consecutivo), con la squadra di kata " il Dream Team" anche Campione del Mondo, composta dallo stesso Valdesi assieme a Lucio Maurino e Vincenzo Figuccio. Grandi campioni di recente applauditi a Caserta in occasione del riuscito “Karate All Stars” ospitato al Palazzetto dello Sport di Casagiove.

L’Italia è reduce da successi di analoga, prestigiosa portata quanto alla classifica nel medagliere già a Bratislava (2007), Belgrado (1998), Genova (1988), Glasgow (1987), Madrid (1986), Parigi (1984), Venezia (1981), Barcellona (1980) a testimonianza di un’eccellenza tecnico-agonistica in grado di spezzare il duopolio Francia - Spagna a lungo dominatore del prestigioso campionato continentale.

“Lucio Maurino è ormai, come Ennio Falco, uno dei miti della storia dello sport casertano –sottolinea il presidente del Comitato Provinciale Coni Michele De Simone- e la sua longevità sportiva evidenzia la serietà ed il rigore di vita di un atleta che ormai punta a traguardi esaltanti sia sul piano tecnico che dirigenziale, visti i suoi meriti di animatore attraverso l’ultima sua creatura, la Sportivart, impegnata in una attività di promozione socio-culturale a tutto campo”.

Salvatore Candalino

LIMATOLA E IL BORGO STORICO: OLTRE AL DANNO LA BEFFA


Nel mese di luglio dell’anno scorso, scrissi un articolo avente ad oggetto il borgo storico di Limatola. In verità, per non dimenticare gli errori del passato, iniziai col rammentare la nota vicenda della perdita del Castello da parte del Comune che, però, subito archiviai in favore del tema che volevo trattare qual era, per l’appunto, il borgo. Anche in tal caso, per non dimenticare gli errori del passato, evidenziai le responsabilità negli anni da parte del Comune per lo stato di incuria e degrado in cui esso versa e il conseguente fenomeno di abbandono e spopolamento da parte dei residenti. Evidenziai l’importanza dell’intervento di riqualificazione, allora in fase di avvio e a tutt’oggi in corso di esecuzione, augurandomi che almeno per il borgo il Comune recuperasse il ruolo centrale di governo del territorio che gli compete. Sollecitai la pianificazione di una strategia di sviluppo futuro, una serie di azioni coordinate e programmate nel tempo che, in uno alla valorizzazione del borgo, incentivassero lo sviluppo di quelle attività economiche legate al turismo necessarie a diversificare l’economia locale, anche alla luce della forte crisi che vivevano e che tuttora vivono le attività industriali (come peraltro confermato soprattutto dagli ultimi avvenimenti). Invitai, inoltre, sulla base di considerazioni legate alla natura del borgo, la stessa Amministrazione ad invogliare i cittadini a ritornare nelle antiche case, a sollecitare restauri e/o ricostruzioni nel rispetto della tradizione locale, anche mediante la concessione di mirati bonus volumetrici necessari ad adeguare le stesse alle moderne esigenze, a mettere in campo tutte le possibili azioni per il ripristino delle condizioni di vivibilità dei luoghi e per la ricerca e divulgazione di tutte le opportunità di sviluppo legate alle fonti di finanziamento comunitarie, statali e regionali perseguibili anche dai privati. Rimando a quell’articolo la disamina di tali argomenti volendo invece, con le presenti riflessioni, occuparmi dell’ultima interessante novità riguardante il borgo e i suoi abitanti. Pochi giorni fa son venuto a conoscenza che il Comune, per conto della Soprintendenza di Caserta e Benevento, ha notificato a tanti proprietari di suoli ed edifici del borgo, un Decreto del Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Campania avente ad oggetto l’apposizione del vincolo di tutela indiretta sui propri immobili, teso alla salvaguardia delle condizioni di prospettiva e di luce, di cornice ambientale e di decoro del Castello. Tale vincolo impone per tutti gli immobili interessati le seguenti prescrizioni:

1) È vietata la realizzazione di nuovi volumi fuori terra con eccezione di volumi tecnici, che dovranno comunque essere di altezza non superiore alle quote dell’edificio di cui sono al servizio;

2) per l’edificato esistente è vietato l’uso di materiali estranei alla tradizione locale;

3) è vietata la modifica delle destinazioni d’uso dei terreni agricoli;

4) è vietata la modifica dell’assetto viario pubblico;

5) qualsiasi intervento di trasformazione dello stato esteriore è sottoposto al parere preventivo della competente sovrintendenza, incluso le opere di ripristino o rinnovo delle coloriture esterne.

Trattasi di un vincolo di tutela definito “indiretto” perché non è teso a salvaguardare direttamente gli edifici del borgo da possibili trasformazioni, ma è teso a salvaguardare il Castello dalle alterazioni all’ambiente circostante che quelle trasformazioni potrebbero arrecare.

È un vincolo, quindi, notevolmente limitativo del diritto di proprietà che impone grandi sacrifici ai proprietari dei suoli e degli edifici del borgo, a favore del castello, di notevole pregio e interesse storico-artistico e soggetto a vincolo “diretto” già dal 1988.

A parte alcune prescrizioni condivisibili (perché una forma di tutela ci doveva pur essere), con tale decreto l’edilizia esistente del borgo è destinata a rimanere cristallizzata nel tempo così com’è potendo i proprietari, previa autorizzazione della Soprintendenza, effettuare sugli immobili i soli interventi di conservazione dell’esistente, senza possibilità di ampliamenti o realizzazione di nuovi volumi abitabili, ad eccezione dei volumi tecnici (centrali termiche, cabine idriche, comignoli, etc..).

Come mi hanno confermato alcuni interessati, pare che il vincolo cada su di loro come una tegola, nel senso che finora mai eran venuti a conoscenza dell’esistenza di un simile procedimento in atto e non hanno, pertanto, potuto mostrare opposizione prima dell’emissione del decreto come previsto per legge.

Eppure, dalla lettura del decreto e dei suoi allegati, si rileva che:

- già in data 09.02.2010 funzionari della Soprintendenza si recavano in sopralluogo nel borgo effettuando riprese fotografiche già inventariate;

- già in data 12.02.2010 il Comitato Regionale di Coordinamento della Campania approvava, con modifiche, la proposta della Soprintendenza relativa alle prescrizioni da adottarsi nei confronti degli immobili del borgo;

- già in data 09.06.2010 la Soprintendenza dava comunicazione dell’avvio del procedimento e della immediata efficacia del vincolo.

Ma, notifica a parte, a tutt’oggi il decreto è stato emanato e, probabilmente, già trascritto a carico di ogni immobile presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari.

Quel che più duole è che tale vincolo arriva nel momento meno opportuno. Fosse arrivato 3 o 4 anni fa probabilmente non sarebbe stato neanche meritevole di attenzione.

Arriva infatti a poca distanza dal restauro e rifunzionalizzazione del castello da parte dei nuovi proprietari, che ha suscitato attenzione anche per il sottostante borgo. Arriva proprio mentre il Comune sta spendendo ingenti fondi comunitari per l’esecuzione dei lavori di riqualificazione del borgo che hanno già interessato la pavimentazione della strada di accesso al Castello. Arriva proprio nel momento in cui, dopo anni e anni di abbandono totale:

- i proprietari degli edifici vedono finalmente materializzarsi un diffuso interesse verso il borgo sia da parte del Comune sia da parte di numerosi visitatori che, incuriositi, cominciano a spingersi oltre la visita al castello.

- l’intervento di riqualificazione in atto sta attivando in alcuni proprietari, finora scoraggiati dall’oggettiva svalutazione dei fabbricati dovuta al contorno degradato, il giusto stimolo e una rinata voglia di investire nel restauro e/o ricostruzione dei fabbricati diruti, anche alla luce dell’intervenuta possibilità, almeno per alcuni di essi, di beneficiare degli incrementi volumetrici introdotti dal Piano Casa approvato ad inizio anno dalla Regione.

Arriva, quindi, proprio nel momento in cui, dopo anni e anni di abbandono totale, si comincia ad intravedere all’orizzonte uno spiraglio di futuro per il borgo e i suoi edifici.

Il Decreto stronca definitivamente tutte queste aspettative e, almeno per la prescrizione in cui vieta la realizzazione di nuovi volumi fuori terra, condanna il borgo e i suoi edifici a rimanere così come sono, congelati nel tempo.

Quel che più mi preoccupa è però il silenzio dell’amministrazione comunale che sta accompagnando le notifiche dei provvedimenti di vincolo ai proprietari interessati.

Ho l’impressione che la sua attività si stia limitando alla sola verifica del corretto svolgimento delle operazioni di notifica, come prescrittogli dalla sovrintendenza.

Quasi come se il provvedimento fosse in linea con gli obiettivi prefissatisi per il futuro del borgo.

È un atteggiamento talmente strano che mi vien da porre i seguenti interrogativi:

- Si saranno resi conto i nostri amministratori che il decreto è calato dall’alto da un Ente che, oltre a non prefigurare alcuna ipotesi di sviluppo, ha relegato il borgo a semplice cornice del Castello?

- Si saranno resi conto i nostri amministratori che il decreto pregiudica in maniera decisiva il futuro edilizio, economico e sociale del borgo che si comincia appena ad intravedere, in quanto l’edificato è costituito da tanti piccoli fabbricati che, dati i costi degli interventi di restauro, consolidamento, adeguamento antisismico, etc.. (notevolmente maggiori di quelli per le nuove costruzioni), nessuno andrà a recuperare se non avrà la possibilità di adeguarli alle moderne esigenze?

- Si saranno resi conto i nostri amministratori che in tutto il borgo non esiste alcun edificio che senza il minimo ampliamento e/o adeguamento funzionale possa essere utilizzato per una qualsiasi attività capace di produrre reddito?

- Si saranno resi conto i nostri amministratori che in vigenza di tale decreto gli edifici del borgo saranno oggetto di una notevole svalutazione e, per l’esiguità degli spazi a disposizione, finiranno con l’essere venduti a persone non residenti per un utilizzo temporaneo e occasionale riservato a poche settimane l’anno?

- Si saranno resi conto i nostri amministratori che il provvedimento rende vano anche quanto si sta realizzando con i lavori di riqualificazione in corso, limitandone i benefici al solo castello e ai pochi abitanti rimasti?

- Si saranno resi conto i nostri amministratori che gli edifici del borgo stanno subendo dalla Soprintendenza un trattamento diametralmente opposto a quello riservato per il castello che, nonostante sia soggetto a vincolo diretto perché riconosciuto di notevole pregio e interesse storico-artistico (specifico che il vincolo diretto è, per definizione, ancora più limitativo del diritto di proprietà di quello indiretto apposto per gli edifici del borgo), è stato oggetto di notevoli ampliamenti, modifiche, rifacimenti, adeguamenti, ammodernamenti e quant’altro, necessari per adattarlo alla nuova destinazione d’uso?

Io non so cosa abbia finora fatto l’amministrazione comunale per bloccare questo provvedimento. So per certo, però, quello che poteva e avrebbe dovuto fare ben prima dell’emissione del decreto, se non altro appena preso conoscenza della comunicazione di avvio del procedimento da parte della Sovrintendenza che, se anche non direttamente inviata agli interessati, sicuramente è stata trasmessa al Comune già in data 09.06.2010 o giù di lì. Doveva accorgersi del tenore delle prescrizioni, avvisare gli interessati e attivarsi subito nel mostrare opposizione. Sarebbe stato tutto più facile a procedimento in corso. So per certo, altresì, quello che l’amministrazione comunale ancora oggi, nonostante le amplificate difficoltà derivanti dall’avvenuta emissione del decreto, potrebbe fare nell’interesse dei cittadini colpiti dal provvedimento e, comunque, dell’intera cittadinanza interessata alle sorti del borgo, e in particolare:

1) Verificare, in primo luogo, quale forma di comunicazione è stata utilizzata dalla Soprintendenza per dare notizia agli interessati dell’avvio del procedimento per la tutela indiretta, valutandone l’idoneità rispetto all’importanza del provvedimento. L’assenza di comunicazione potrebbe, se non altro, produrre una sospensione temporanea del provvedimento permettendo, almeno, di guadagnare tempo.

2) In considerazione dell’interesse pubblico, oltre che privato, per la modifica del provvedimento, fare proprie le ragioni dei cittadini e fornire agli stessi la necessaria assistenza e consulenza, anche legale, nella predisposizione dei singoli ricorsi avverso il provvedimento di vincolo (penso convenga andare al TAR), facendo redigere appositi studi di settore e avallando i ricorsi con la propria diretta partecipazione.

Ma al di là dei ritardi, le ragioni per essere ottimisti ci sono ancora in quanto le motivazioni addotte per l’adozione del provvedimento (salvaguardia delle condizioni di prospettiva e di luce, di cornice ambientale e di decoro del Castello) presentano una manifesta illogicità e irrazionalità. Con un attento studio e adeguata documentazione non sarà, infatti, difficile dimostrare come, per la particolare orografia dei luoghi e il posizionamento plano-altimetrico del castello (la sua quota d’imposta è notevolmente superiore rispetto a quella dell’edificato sottostante ed è ubicato a debita distanza dalla cinta muraria che lo avvolge), nessun fabbricato può incidere in maniera determinante sulle condizioni di prospettiva e di luce del castello in quanto sono tutti posti notevolmente al di sotto del livello della cinta muraria (a meno, forse di qualche raro edificio isolato che al massimo raggiunge il livello della cinta muraria e, comunque, non supera la quota d’imposta del castello) e a debita distanza dal castello (infatti sono tutti al di fuori della cinta muraria). Inoltre, in considerazione del notevole degrado in cui versano molti degli edifici gravati dal vincolo, il divieto di realizzare nuovi volumi fuori terra non produrrà affatto la salvaguardia della cornice ambientale e di decoro del castello in quanto andrà a disincentivare il recupero dei fabbricati e, quindi, tenderà a lasciare inalterata la cornice ambientale che, come sicuramente noto alla Sovrintendenza, tanto decorosa non appare. Nei ricorsi bisogna chiedere con forza la sostituzione della prescrizione n.1 “È vietata la realizzazione di nuovi volumi fuori terra con eccezione di volumi tecnici, che dovranno comunque essere di altezza non superiore alle quote dell’edificio di cui sono al servizio” a favore di una prescrizione che preveda, oltre ai volumi tecnici, la possibilità di un minimo di incremento della volumetria esistente (20-30%) per altri usi connessi all’utilizzo dei fabbricati, nel rispetto delle distanze minime e delle altezze massime previste dal D.M. 1444/68 per i fabbricati ubicati in aree urbanizzate e, motivare il tutto con studi e relazioni riguardanti la forma e dimensioni delle unità immobiliari più rappresentative, a dimostrazione che il riutilizzo dei fabbricati deve gioco forza passare per i minimi interventi di ampliamento necessari ad adeguarli alle moderne esigenze. A riguardo dimostrare che, per le motivazioni di cui al punto 2), i limitati ampliamenti che si intendono proporre non pregiudicheranno le condizioni di prospettiva e di luce del castello. In merito alle altre prescrizioni, penso convenga accettarle in quanto pienamente condivisibili per gli effetti sulla tutela della cornice ambientale. Questo e quant’altro ritenuto opportuno e necessario, ritengo sia in dovere dell’Amministrazione comunale intentare affinchè nel prossimo futuro possano crearsi per il borgo storico quelle condizioni atte al completo recupero dei fabbricati, al ristabilirsi della normale vita sociale nonchè all’implementazione delle attività economiche legate al turismo. Solo adesso mi rendo conto che alcune riflessioni fatte a proposito del rapporto borgo-castello nel precedente articolo del luglio scorso, scritto ovviamente senza aver la minima conoscenza del provvedimento di vincolo in fase di formazione, mi furono dettate dal sentore che, come già avvenuto per il castello, qualcosa stesse accadendo anche per il borgo. Infatti, quando scrivevo della necessità di riequilibrare il divario oggi esistente tra il borgo e il suo castello e tra pubblico e privato, proprio questo tipo di atteggiamenti e provvedimenti temevo.

arch. Paolo Aragosa

paoloaragosa@gmail.com


*Nella foto l'arch. Paolo Aragosa