08 novembre 2008

INCONTRO DIBATTITO DELLA CARITAS DIOCESANA SULLA DISABILITA’ AD ALIFE.





ALIFE. La Caritas Diocesana di Alife-Caiazzo ha organizzato presso il Centro Caritas di Alife un’interessantissimo incontro-dibattito sulle problematiche della disabilità per presentare i lavori svolti nell’ambito del Progetto “Tobia2 Comunicare la Carità”. All’incontro, moderato da Carolina Maturi, hanno preso parte il Vescovo della Diocesi di Alife –Caiazzo Mons. Pietro Farina, il Direttore Diocesano della Caritas Don Alfonso De Balsi, la sua Vice Avv. Anna Maria Gregorio e i giovani del Progetto Tobia2, Massimo Nardelli, Pasquale Tino, Salvatore Di Chello, Maria Domenica Mezzullo, Filomena Rao, Agata De Cristofano che hanno offerto degli spunti di riflessione sui diritti dei disabili, il vangelo della disabilità e i segni della speranza. Presenti in sala il Sindaco di Caiazzo Stefano Giaquinto, il vice Sindaco di Piedimonte Matese Costantino Leuci, il Sindaco di San Potito Sannitico Angiolo Conte, la Dott.ssa Francesca Palma Coordinatrice dell’Ambito Sociale C6, i Dirigenti Scolastici Nicola Ginocchio, Alfonsina Natale, i rappresentanti del Settore Orientamento e Formazione della Regione Campania, dell’ASL CE/1 e molti operatori del volontariato e del sociale. Come ha ricordato il Vescovo S.E. Mons. Pietro Farina il “Progetto Tobia2”, che ha avuto come protagonisti i giovani risorsa del nostro territorio, è stato il primo esempio progettuale, nella nostra zona, modellato sulla pastorale unitaria, in quanto ha coinvolto come partners e sostenitori della Caritas molti uffici e associazioni della Diocesi. La vice Direttrice diocesana della Caritas Avv. Annamaria Gregorio ha evidenziato che la Caritas, con “Tobia 2 “, ha fatto riscoprire ai giovani la propria identità individuale sul piano dell’appartenenza ad una comunità locale, portando ad una presa di coscienza di sé, ad un aprirsi agli altri e al mondo e di conseguenza ad un miglioramento della qualità della vita. Dal dibattito è emerso che talvolta i diritti restano allo stadio di concessioni e il loro riconoscimento una sorta di percorso ad ostacoli; bisogna ricordare che una capacità di movimento ridotta o impedita in forma permanente o temporanea può riguardare l’intera popolazione in generale, basti pensare a chi per un incidente è costretto alla immobilità di un arto o alla capacità motoria ridotta degli anziani.
Come è stato segnalato da alcuni operatori, da tempo mancava, nella realtà diocesana, un forte senso di comunione e di collaborazione; grazie anche al lavoro svolto da otto anni a questa parte dal Vescovo S.E. Mons. Pietro Farina, che ha insistito sempre sull’unità, giusto spirito con cui si deve lavorare in una comunità ecclesiale.

Pietro Rossi

SERENA VELLA IN CORSA PER SANREMO GIOVANI.



Piedimonte Matese. “Un altro ostacolo è stato superato…” sarà stato questo il primo pensiero di SERENA VELLA, giovane promessa del bel canto nostra concittadina, dopo aver visto comparire il suo nome nell’elenco dei 50 finalisti di SanremoLab Accademia della canzone di Sanremo. La giovane artista, cantante pop-rock di Piedimonte Matese ha fatto un ulteriore passo avanti nella corsa al festival della canzone italiana edizione 2009 . Infatti la commissione artistica del concorso presieduta da Massimo Cotto, coadiuvato da Franco Zanetti, Paolo Giordano, Massimo Poggini , Andrea Rodini e Maurilio Giordana, ha voluto che Serena continuasse. I 50 si sfideranno nella prima settimana di dicembre e tra loro saranno scelti i 12 vincitori di Sanremolab 2008 che avranno l'opportunità di esibirsi davanti alla Commissione Rai del direttore artistico Paolo Bonolis. Tre soltanto di loro passeranno al Festival di Sanremo 2009. Serena non è alla prima partecipazione a questo concorso, addirittura nel 2005 arriva fra i 12 scelti dalla giuria e per un soffio sfuma l’esibizione all’Ariston nella sezione giovani. Sono anni che prova a coronare il sogno di artista affermata nel panorama musicale, gareggia nei più famosi concorsi canori nazionali lasciando sempre il segno. Oltre al progetto da solista, si esibisce anche live con la sua band ed è possibile seguirla attraverso “ myspace” all’indirizzo www.myspace.com/serenavella.

Pietro Rossi

Il PDL interroga il Sindaco Cappello sulla questione del ricovero dei cani.


Città di Piedimonte Matese
Gruppo Consiliare “Popolo della Libertà”


Al Sig. Sindaco
della Città di Piedimonte Matese

Al Segretario Generale


Oggetto: Interrogazione con risposta scritta.


I sottoscritti Consiglieri Comunali, Giovanni Ferrante, Gianluca Cestaro, Nicola De Girolamo, Michele Iannarelli e Mauro Martino nell'esercizio delle loro funzioni, Informati di alcuni inconvenienti dipendenti dalla presenza sul territorio cittadino di numerosi cani randagi che sono stati protagonisti di episodi di aggressione,

INTERROGANO

le SS.VV. Per conoscere
 quali sono, attualmente, le strutture di ricovero dei cani convenzionate con questo Ente;
 il numero dei cani ospitati presso le strutture suindicate;
 quali iniziative sono state intraprese per eliminare gli inconvenienti segnalati ed assicurare l'incolumità dei cittadini;
 e se ci sono, quali iniziative intende intraprendere, questo Ente, per la realizzazione di un eventuale canile comunale e/o consortile.

Per quanto esposto si chiede, altresì, di avere copia di eventuali atti , provvedimenti amministrativi ed eventuali progetti con relativi provvedimenti di approvazione e pareri interprocedimentali di altri Enti.

Piedimonte Matese, data del protocollo

I Consiglieri Comunali

Fonte: comunicato stampa

ASPETTANDO SAN MARTINO A PIEDIMONTE MATESE.


Piedimonte Matese. L’Amministrazione Comunale di Piedimonte Matese continua ad impegnarsi per promuovere nuove iniziative ai cittadini, anche sulla scia del successo della Settimana della Memoria. ‘Aspettando S. Martino’ sarà la prima edizione di un programma volto ad arricchire e donare nuova linfa alla Fiera di San Martino che ogni anno attira a Piedimonte Matese cittadini di numerosi comuni limitrofi. La manifestazione è stata ideata nei minimi dettagli dall’amministrazione guidata dal sindaco avv. Vincenzo Cappello, in particolare dal consigliere delegato al commercio ing. Domenico Ferraiuolo, e dal consigliere delegato al turismo, sport e spettacolo avv. Benedetto Iannitti, e prevede iniziative di carattere culturale ma anche di semplice intrattenimento. Nella giornata di oggi domenica 9 Novembre si potrà partecipare ad un’escursione sul Monte Cila, con partenza alle ore 9:30 da piazza Carmine, che comprende una visita alla centrale idroelettrica Enel e al nuovo sito del Parco Archeologico di Monte Cila. Il resto della giornata vedrà esibirsi gruppi musicali e di ballo. Alle 17,00 il gruppo folk “Piedimonte Matese antica” intratterrà il pubblico in piazza Roma, alle 19,00 da “La basulata”, gruppo folk di Baia e Latina, e alle 21,00 è prevista un’esibizione di balli caraibici della compagnia “Otra Vez”. Le due giornate successive, durante le quali avrà luogo la Fiera, saranno allietate da artisti di strada, sempre amati dai più piccoli. L’amministrazione ha pensato inoltre, al fine di evitare caotici ingorghi di automobili, di istituire aree di parcheggio servite da navette gratuite presso il Largo Pioppetelli, il parcheggio del Cimitero e dietro lo stadio Comunale in Sepicciano.

Pietro Rossi

I FUNGHI DEL MATESE IN MOSTRA A SAN POTITO SANNITICO.



San Potito Sannitico. All’interno del borgo medioevale di San Potito Sannitico, presso la sede dell’Ecomuseo, domenica 9 novembre sarà possibile visitare la mostra micologica allestita dall’Associazione Micologica del Matese in collaborazione con la Pro Loco e all’Ammnistrazione Comunale di San Potito Sannitico, nella quale saranno esposte le tante specie fungine, commestibili e velenose, che crescono nel territorio matesino, nonché ammirare foto suggestive. Porcini, galletti, amanite e molti altri funghi stuzzicheranno con i loro colori e profumi la curiosità e l’immaginazione dei visitatori. Inoltre sarà possibile avere spiegazioni, consigli e delucidazioni in materia da esperti micologi che operano nell’associazione. Questo il Programma della mostra micologica comunicato dagli organizzatori:
Ore 11:00 -13:00 apertura stand espositivi
Ore 15:00 riapertura stand espositivi
Ore 16:00 – 16:20 relazione sul genere Boletus
Ore 17:00 – 17:20 relazione sulle specie commestibili e tossiche confondibili
Ore 18:00 – 18:20 relazione sulla mico-tossicologia
Ore 19:00 chiusura stand espositivi

Pietro Rossi

Convegno Storico sui Militari del Matese.


Piedimonte Matese. La riflessione sulla tragicità della guerra è stata al centro del convegno che si è tenuto ieri mattina nella biblioteca comunale di Piedimonte Matese, dal titolo “Militari del Matese in guerra e pace”, un’iniziativa che rientra tra quelle previste dalla ‘Settimana della Memoria’. In una sala gremita di studenti, il dott. Rosario Di Lello ha moderato un incontro focalizzato su eventi e personaggi che hanno caratterizzato l’area matesina durante gli anni della guerra, accompagnato, in qualità di relatori, dal dott. Attilio Costarella e dal dott. Antonio Petella. Presenti anche il Capitano di tenenza della Guardia di Finanza Liliano Liberato, il vescovo della diocesi Alife-Caiazzo, mons. Pietro Farina, e il presidente della Comunità Montana Fabrizio Pepe, che dopo aver salutato tutti e sottolineato il valore delle forze armate, ha portato anche i saluti del sindaco, avv. Vincenzo Cappello, il quale non ha potuto partecipare all’evento per impegni istituzionali inderogabili presso la Regione Campania.
«Militare non è soltanto il soldato che fa la guerra, ma anche quello che si impegna in opere benefiche e di pace». È così che il dott. Di Lello ha voluto dare inizio al suo discorso rivolto agli studenti, in un convegno che ha ricordato anche e soprattutto quelle persone che nei duri tempi della guerra si sono distinte per opere filantropiche. Come Vincenzo Tiberio, studioso delle muffe che contribuì alla scoperta della penicillina, o il militare Giuseppe Petella, delle cui vicende il dott. Antonio Petella si è fatto narratore, il quale non solo si impegnò nella lotta alla criminalità ma si prodigò anche a soccorrere le popolazioni in situazioni di calamità naturale a rischio della sua stessa vita.
Gli orrori della guerra hanno fatto da sfondo alle vicende rievocate nel convengo. Il dott. Costarella ha dato il via ad un suggestivo discorso con il quale, passando attraverso letteratura, pittura e personaggi storici, ha illustrato lo “spirito del tempo” negli anni del secondo conflitto mondiale, fino a giungere alla follia dei piani nazisti, ricordando, inoltre, i tragici eventi che ebbero luogo nel territorio matesino nei mesi di Settembre e Ottobre del ’43, all’indomani dell’armistizio dell’8 Settembre, e la fuga dei 128 deportati di San Salvatore Telesino, ad opera dell’allora vescovo mons. Luigi Noviello. Con la speranza che tutti questi avvenimenti siano di insegnamento alle giovani generazioni, il cav. Stefano Micelli, presidente dell’Associazione Combattenti di Piedimonte, ha esortato i ragazzi ad impegnarsi e lottare solo per la pace.
Anche al suo quarto appuntamento con i cittadini, la ‘Settimana della Memoria’ conferma il successo ricevuto nei giorni scorsi, e continuerà oggi con la presentazione del libro “Alvignano e il suo arciprete” da parte del suo autore, il dott. Mauro Nemesio Rossi.

Michele Menditto

Convegno sulla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani


Comunicato Stampa

26 novembre 2008, Caserta, ore 17,00

presso l'aula magna della Seconda Università degli Studi di Napoli Via Vivaldi, 43 convegno organizzato da Amnesty International, Lega Internazionale Diritti Umani, Pax Christi,
in occasione del 60° anniversario della "Dichiarazione Universale dei Diritti Umani"

Relatori:

Lorenzo Chieffi, Preside della Facoltà di Giurispudenza, "I Diritti umani nella dichiarazione dell' ONU e nella Costituzione".

Tonio Dell' Olio di Libera International, già coordinatore nazionale di Pax Christi, "Il contributo della società civile per la promozione dei Diritti Umani".

Sergio Travi, responsabile Amnesty regionale, "minori e barbarie fra guerre e guerriglie, microcriminalità e camorra".

Coordina il Dott. Corrado Caiola, responsabile Lega Internazionale Diritti Umani.

Concluderà il convegno la cantautrice per la Pace Agnese Ginocchio con la canzone "tutti i diritti umani di (e per) tutti gli uomini".

Per informazioni: 0823326228, 3470782723, 3201480741, 335397067, 0823321739 (Comunicato dal prof. Stefano Angelone Pax Christi Ce)

PIEDIMONTE DEMOCRATICA REPLICA ALLE ACCUSE DEL PDL SUL SEQUESTRO DELL’AREA EX-COTONIFICIO.


Piedimonte Matese.La risposta del Gruppo Consiliare Piedimonte Democratica agli attacchi del PDL sulla questione dell’ex cotonificio non si è fatta attendere.
“Il coordinamento cittadino del PdL, con il suo comunicato stampa del 7 Novembre, conferma la sua strana e strabica visione della legalità e della libertà. Mentre dice di non voler emettere sentenze, getta fango e sparge squallide allusioni su persone e amministrazioni. Nella loro visione, diventa una prova di colpevolezza un legame familiare: d’altronde, sono degli esperti di conflitti di interesse, avendoci costruito sopra successi elettorali nazionali e locali. Nel loro garantismo a senso unico, un avviso di garanzia diventa prova di mancata legalità e trasparenza : se invece viene coinvolto Berlusconi è un complotto dei giudici. Nel loro modo di fare informazione ai cittadini, diventa una certezza anche una voce “ riportata dalla stampa”, tale da autorizzare a seminare il sospetto su persone e istituzioni, arrivando ad allusioni intimidatorie. Ciò che è certo è che gli atti dell’Amministrazione comunale sono a disposizione di tutti, anche della minoranza del PdL, che però non ne cita nessuno, perché in nessuno di essi vi è qualcosa di illegale o di poco trasparente. Giudichino allora i cittadini da che parte sono le bugie e ….. probabilmente non solo.”

Fonte: Comunicato Stampa

PRESENTATO IL PROGETTO PER IL COLEGAMENTO DELLE STRADE PROVINCIALI.



Castel Campagnano. Questa mattina alle 11:00, presso l’hotel Castello Ducale di Castel Campagnano, l’Assessore regionale ai Trasporti, Ennio Cascetta (foto in alto) e Gennaro Oliviero (foto in basso), Consigliere regionale e Presidente del Gruppo consiliare del Partito Socialista, hanno presentato il progetto per il collegamento tra le strade provinciali n. 336 Castel Campagnano-Piana di Monte Verna e n. 182 Telese Terme-Dugenta, finanziato dalla Regione Campania con 6,7 milioni di euro, che consentirà di migliorare l’accessibilità delle due aree delle province di Caserta e Benevento. All’incontro hanno preso parte anche i Presidenti delle Province di Benevento, Aniello Cimitile, e di Caserta, Sandro De Franciscis e i Sindaci dei Comuni di Castel Campagnano, Caiazzo, Ruviano, Alvignano, Dugenta e Melizzano.

Fonte:Comunicato Stampa

Il Centrodestra protesta per la mancanza di celebrazioni della caduta del muro di Berlino.


COMUNICATO STAMPA

Ancora una volta, la maggioranza consiliare di Piedimonte Matese dimostra scarsa attenzione alla Memoria collettiva, palesando una colpevole volontà di costruire un ricordo “a corrente alternata”.
L’amministrazione comunale si prodiga con solerzia nell’approssimarsi di talune ricorrenze; dimentica poi, con negligenza, altre date fondamentali da commemorare.
Così come accadrà quest’anno, in occasione del 9 Novembre, anniversario della caduta del muro di Berlino. Non una parola sarà spesa per celebrare assieme alla comunità cittadina l’evento che archiviò l’esperienza di un totalitarismo ipocrita e utopico, il comunismo, e che fece germogliare le prime radici per la costruzione di una nuova Europa.
Il colpevole silenzio dell’Assessorato alla cultura e all’istruzione non è soltanto una disattenzione nei confronti di un impegno civico, ma vera e propria noncuranza della Legge dello Stato.
Ricordiamo infatti, come già sottolineato dalla doverosa e puntuale interrogazione del Consigliere Giovanni Ferrante, che la Legge 61/05 dichiara “il 9 novembre «Giorno della libertà», quale ricorrenza dell'abbattimento del muro di Berlino, evento simbolo per la liberazione di Paesi oppressi e auspicio di democrazia per le popolazioni tuttora soggette al totalitarismo.” Lo stesso testo normativo invita ad organizzare “cerimonie commemorative ufficiali e momenti di approfondimento nelle scuole”. Di tutto ciò, nemmeno l’ombra a Piedimonte Matese. Neppure una circolare inviata agli istituti scolastici del territorio.
La inammissibile dimenticanza della amministrazione comunale ci preoccupa non poco. Auspichiamo pertanto una maggiore attenzione da parte del Sindaco e dell’Assessorato alla Cultura e Istruzione al tema civico della Memoria storica. Soltanto attraverso una riflessione seria, partecipata e libera da qualsiasi faziosità, si costruisce un Ricordo che sia davvero collettivo.



Andrea Boggia

Azione Giovani Nucleo Piedimonte Matese
Alleanza Nazionale Circolo di Piedimonte Matese
Popolo della Libertà – coordinamento cittadino

Intervista a monsignor Romano Penna, grande biblista e tra i massimi conoscitori dell’ “apostolo delle genti” e della sua opera.



Dal 29 giugno 2008 è in corso l’anno Paolino con manifestazioni, conferenze, convegni, e celebrazioni liturgiche che si succedono in tutte le Chiese del mondo per ricordare i 2000 anni della nascita dell’apostolo San Paolo, il più grande missionario di tutti i tempi.
A Roma, abbiamo incontrato monsignor Romano Penna,
ritenuto uno dei massimi esperti della vita e delle opere di Paolo di Tarso. All’apostolo delle genti ha dedicato la sua vita di ricercatore, di docente universitario, pubblicando vari libri che si distinguono per rigorosità scientifica ed esposizione appassionata, resa con un linguaggio accattivante e moderno. Fondamentali le sue esegesi alle varie “Lettere” dell’apostolo, in particolare i tre poderosi volumi sulla “ Lettera ai Romani”, e il suo bellissimo saggio “Il DNA del Cristianesimo”. Per i suoi 70 anni, i più insigni biblisti del mondo hanno collaborato insieme alla stesura di un volume di 500 pagine che si intitola : “Nuovo Testamento: teologie in dialogo culturale. Scritti in onore di Romano Penna nel suo 70° compleanno”.
Professore, si conosce l’anno esatto della nascita di San Paolo?
No. L’anno Paolino che stiamo celebrando è fondato su una ipotesi tradizionale secondo la quale Paolo sarebbe nato intorno all’8 dopo Cristo. Ma si tratta solo di ipotesi. Del resto non si conosce con precisione neppure la nascita di Cristo. Secondo me, Paolo era coetaneo di Gesù.
Dove nacque?
A Tarso, capitale della Cilicia, da genitori ebrei di osservanza farisea. Gli “Atti degli Apostoli” lo qualificano come cittadino romano, e lui dice che lo era dalla nascita. Per questo, accanto al nome giudaico di Saulo aveva anche il nome romano di Paolo.
Apparteneva a una famiglia ricca?
In una sua lettera, dice che si guadagnava da vivere facendo il costruttore di tende. In genere, a quel tempo, i figli apprendevano una professione dal padre e si desume che il papà di Paolo facesse quel lavoro. Si trattava di un mestiere normale, del popolo, che permetteva di vivere e di mantenere la famiglia, niente di più.
Che tipo di educazione ricevette in famiglia?
I genitori di Paolo erano ebrei della diaspora, cioè ebrei che, costretti dalle persecuzioni o per altra ragioni, erano emigrati lontani dalla loro terra, ma restavano fedeli alle loro tradizioni. Paolo era circonciso, fu educato e istruito nell'osservanza della legge mosaica. Ma essendo Tarso una città “cosmopolita”, quando usciva di casa, il ragazzo respirava un’atmosfera ellenica e aperta a varie culture. In famiglia, parlava l’ebraico e l’aramaico, ma fuori casa il greco. Crebbe quindi con una mentalità aperta. Almeno fino ai 12-13 anni.
E dopo?
A quell’età si trasferì a Gerusalemme per dedicarsi totalmente allo studio della Torah, sotto la guida del rabbino Gamaliele il vecchio, celeberrimo rabbino. Da quel momento, il suo interesse intellettuale riguardò solo ed esclusivamente la Legge ebraica e la cultura israelitica.
Negli scritti di Paolo, o dei suoi contemporanei, si trovano accenni e dati utili per farci capire quale fosse il suo aspetto fisico?
Abbiamo una descrizione fisica di Paolo, spesso citata. Dice che era basso, grasso, con le gambe arcuate, con le sopraciglia unite, e che tuttavia assomigliava a un angelo. Ma è tardiva, della fine del secondo secolo. L’iconografia tradizionale lo presenta con la barba, calvo, ma questo dipende da un modulo che si era imposto dopo il terzo secolo e che connotava la figura del filosofo. Nella seconda Lettera ai Corinti, Paolo dice di “non saper parlare” e qualcuno ha ipotizzato che fosse balbuziente. Nella Lettera ai Galati dice: “Voi eravate pronti a darmi gli occhi”, e qualcuno ha pensato che avesse problemi alla vista. Io ritengo che siano frasi da intendere solo in senso metaforico. Sappiamo che nella sua vita affrontò innumerevoli difficoltà: veglie, digiuni, freddo, tre naufragi, migliaia di chilometri percorsi a piedi, fu lapidato, cinque volte flagellato dagli ebrei, tre volte vergato dai romani, imprigionato per lunghi periodi: e da tutto questo si deduce che aveva un fisico eccezionale, una volontà di ferro e una capacità di adattamento straordinaria.
Dalle sue Lettere è possibile desumere il suo temperamento?
Il fatto che prima dell’evento di Damasco abbia esercitato una accanita pressione persecutoria nei confronti della comunità cristiana, la dice lunga sul suo temperamento focoso. Egli si era reso conto che la figura del Cristo poteva mettere in crisi alcuni dati costitutivi del giudaismo, e quindi perseguitava in modo forte e duro i cristiani. Si potrebbe paragonarlo a un “talebano” del tempo. Ma poi, dopo Damasco, ci fu il grande cambiamento. Continuò ad avere un carattere forte, che poteva esprimersi con toni molto rudi, duri, ma insieme spesso con toni molto affettuosi, dolci, gentili, quasi femminili. Lui stesso si paragona a un padre e anche a una madre. La sua è una psicologia complessa, sfaccettata, molto ricca. Nella “Lettera ai romani” dice chiaramente che bisogna accogliere tutti, andare d’accordo con tutti, accettare anche quelli che la pensano diversamente: C’è un irenismo, un senso di accoglienza, di reciprocità, che è veramente evangelico.
Dopo la conversione sulla via di Damasco che fece?
Trascorse tre anni nel deserto a meditare, poi fu a Gerusalemme a conoscere gli apostoli e la comunità cristiana, poi ad Antiochia, dove finalmente ricevette l’incarico ufficiale di andare a diffondere il Vangelo. Antiochia di Siria, fu una città importantissima per la storia del cristianesimo perché in quella città per la prima volta il Vangelo fu annunciato ai pagani. Gesù non ha mai predicato ai pagani, ma solo agli ebrei. E neanche gli apostoli all’inizio. Lì, ad Antiochia, si verificò la svolta. E di lì Paolo partì per il suo primo viaggio apostolico.
Ho letto che, durante quel primo viaggio litigò, se non sbaglio, con gli altri apostoli.
Ci furono delle divergenze. Paolo aveva una personalità molto forte. E da Gesù stesso gli era stata affidata una missione speciale, quella di portare il Vangelo ai pagani. Era un progetto impensabile per gli ebrei del tempo. E anche per gli apostoli. Ritenevano che Gesù fosse venuto per il popolo d’Israele. Mentre Paolo voleva predicare ai Pagani.
Inoltre, Paolo si trovava in una posizione delicata. I cristiani lo guardavano con diffidenza, ricordando con quale accanimento erano stati da lui perseguitati, gli ebrei lo consideravano un traditore, che aveva abbandonato la religione dei padri. Faticò molto a far accettare ai primitivi cristiani le sue idee. Soprattutto la sua convinzione che Cristo era venuto non per gli ebrei ma per tutti. E che i pagani, per essere seguaci di Cristo non dovevano sottoporsi a tutte le disposizioni della legge mosaica. Anche tra gli apostoli non tutti condividevano le sue idee. E lui si arrabbiava, e li chiamava “falsi fratelli”. Ebbe scontri anche con San Pietro che, in un primo momento aveva aderito alle idee di Paolo, ma poi aveva fatto un volta faccia e Paolo lo rimproverò pubblicamente.
Comunque, egli continuò a credere nelle intuizioni che aveva avuto durante il misterioso incontro con Cristo sulla via di Damasco. Sentiva fortissima dentro di sé l’urgenza di evangelizzare i pagani. Dopo il primo viaggio, ne intraprese altri due, fondando molte chiese, Alla fine tutti gli apostoli aderirono alle sue intuizioni, convincendosi che Gesù era venuto per la salvezza di tutti gli uomini e non solo per la salvezza degli ebrei.
Quali sono i punti fondamentali dell’insegnamento di San Paolo?
Detto in termini essenziali, al cuore di Paolo e del paolinismo vi è la libertà dalla legge. Paolo insegna che ciò che conta nel mio rapporto con Dio, in prima battuta non è la morale, ma è la grazia di Dio stesso, in Gesù Cristo. Io divento giusto davanti a Dio non per ciò che faccio “io”, ma per ciò che Dio ha fatto per me in Gesù Cristo. E la fede è l’accettazione di questo dono di grazia che mi è offerto.
Questo insegnamento Paolino si contrappone alla concezione secondo cui sono “io” che costruisco la mia giustizia, la mia santità di fronte a Dio. La costruisco con la mia morale, il mio comportamento, la mia etica e l’osservanza dei comandamenti. Questa è una concezione abbastanza diffusa, che mette in prima posizione la morale. Ma, presa alla lettera, non è la posizione giusta. C’è una frase di Lutero, condivisibile, che spiega bene il concetto. “Non è che noi facendo le cose giuste diventiamo giusti. Ma se siamo giusti facciamo le cose giuste”. Il dato morale, operativo, dell’azione, quindi, è secondario rispetto alla dimensione di “essere”, che è precedente ed è fondamentale. “Essere in Cristo” e ricevere la benevolenza di Dio attraverso Gesù Cristo, prescinde dalla mia moralità. La quale, proprio perché io “vivo” “l’essere in Cristo”, sarà certamente in sintonia con questa meravigliosa realtà. E’ questa il punto costitutivo. E’ questo il dato luminoso del paolinismo.

Renzo Allegri
Renzo@editorialegliolmi.it

Foto di Nicola Allegri
nicola@llstudio.com

NASCE A CAIAZZO L’ASSOCIAZIONE COMMERCIANTI.


Caiazzo. A Caiazzo nei giorni scorsi si è costituita l’Associazione COM.Cai. Il segretario dell’Associazione, dottor Pasquale De Marco illustra le finalità.
“L’Associazione – precisa De Marco- intende rivolgersi a tutti i commercianti del territorio caiatino, che in questo particolare momento di difficoltà economico-finanziarie, a causa della difficile congiuntura economica, avvertono l’esigenza e il bisogno di assumere decisioni in modo unitario: attraverso un tessuto associativo in grado di costituire un valido punto di riferimento per i commercianti del territorio. In particolare l’Associazione si prefigge lo scopo di curare e tutelare gli interessi del commercio, studiare i problemi formulati dai commercianti in modo da favorire lo sviluppo tecnico ed economico della categoria. A breve-conclude il segretario del neonato sodalizio, terremo un incontro di presentazione con i commercianti e l'amministrazione comunale, intanto stiamo procedendo al tesseramento (euro 5+10 di iscrizione) e programmando le prime iniziative per il trimestre 2009.Questo il consiglio direttivo dell’Associazione Com.Cai : Carmen D'Avico (presidente), Michele Argiento (Vice Presidente), Angela Giannetti (Co-Vicepresidente), Antonio Della Valle (tesoriere), Pasquale De Marco (segretario), Pietro Camarota (consigliere) Aldo De Filio (Consigliere).
G.S.

07 novembre 2008

PRESENTATO L’ULTIMO LIBRO DI MAURO NEMESIO ROSSI.




Piedimonte Matese. La quinta giornata della ‘Settimana della Memoria’, serie di iniziative organizzate in occasione delle celebrazioni 4 novembre, è stata dedicata alla figura di don Biagio Mugione, arciprete di Alvignano negli anni della seconda guerra mondiale. Nel salone della biblioteca comunale di Piedimonte Matese si è svolta ieri la presentazione del libro ‘Alvignano e il suo arciprete’ alla presenza del suo stesso autore, il dott. Mauro Nemesio Rossi, giornalista già autore di altre pubblicazioni, tra l’altro nipote del religioso. Il sindaco avv. Vincenzo Cappello ha dato il via all’incontro, salutando i presenti – per la maggior parte studenti delle scuole cittadine – e cedendo la parola al vero protagonista della giornata, il dott. Rossi, che ha raccontato brevemente la vicenda di suo zio don Biagio, un personaggio che ha fatto molto per le genti del territorio matesino e di Alvignano in particolare. «E’ stato ucciso» ha sostenuto il dott. Rossi, «non tanto da un anonimo soldato tedesco, ma dall’ideologia che permeava i primi decenni del ‘900». In una sorta di lezione di storia, egli ha infatti ripercorso gli eventi fondamentali che hanno portato ai conflitti mondiali, spiegando inoltre come i primi anni del XX sec. fossero caratterizzati da un’ideologia che esaltava la conflittualità e la guerra quali strumenti di affermazione sull’altro. Non sono mancati, naturalmente, riferimenti agli avvenimenti che hanno toccato da vicino le genti del comprensorio matesino, forse oggetto di maggior interesse per i giovani presenti. Il presidente dell’Associazione Combattenti, cav. Stefano Micelli, e il segretario prof. Raffaele Civitillo hanno ringraziato tutti coloro che hanno contribuito alla Settimana della Memoria, che con risultati molto positivi si appresta a giungere al termine, in particolare il sindaco Vincenzo Cappello, senza dimenticare il dott. Attilio Costarella presente assieme al consigliere provinciale Dario Puorto e al dott. Rosario Di Lello. Oggi, giornata conclusiva della ‘Settimana’, avrà luogo sempre in biblioteca una manifestazione di chiusura e la premiazione dei vincitori del concorso riservato agli alunni delle scuole medie cittadine.

Pietro Rossi

FERVONO I PREPARATIVI PER IL PREMIO OLMO 2008 A RAVISCANINA.


Comunicato Stampa


Raviscanina. E’ tutto pronto a Raviscanina, il piccolo centro ai piedi del Matese che si prepara a diventare per un giorno centro della cultura. E’ in programma per stasera, con inizio alle ore 17.30, presso l’auditorium “Gaudium et spes”, la quinta edizione del “Premio letterario Olmo - A. De Sisto 2008”. Numerose le testate giornalistiche che saranno presenti alla kermesse, tantissimi gli ospiti. A poche ore dall’inizio dell’evento che ricorda il compianto Preside A. De Sisto, siamo già in condizioni di dare quasi tutti i nomi dei premiati che saliranno sul palco per ritirare l’ambita statuetta. “Il premio- come spiega ancora una volta il fondatore e conduttore della serata- Lelio De Sisto – non premia solo la letteratura ma numerosi altri settori”. Per il cinema è in nomination Gianguido Baldi già protagonista di Un posto al sole, la nota fiction tv e con tanti altri lavori alle spalle; Il primo clarinetto del Teatro S. Carlo di Napoli, maestro Sisto Lino D’Onofrio è in nomination invece per la musica. Per lo sport, la Pugilistica Matesina, rappresentata anche dal grande campione Angelo Musone, ora membro nazionale della federboxe, il maestro Geppino Corbo andrà l’Olmo 2008. All’olimpionico Parrinello andrà invece il premio speciale; cosi come per il sociale: “sport senza barriere” alla città di Agnone. Sarà premiato infatti, il sindaco Gelsomino De Vita, il presidente della FIGC molisana e quello della locale squadra di calcio l’Olimpia Agnonese; Anche la scuola avrà un suo momento di gloria: la Fondazione ha deciso di premiare un preside, a quanto sembra di un istituto di Piedimonte Matese. La letteratura, sarà in parte una sorpresa, ma si tratta certamente di una giovane scrittrice romana. Mistero invece per il nome, nell’ampia rosa selezionata, del giornalista che si fregerà del premio giornalistico 2008. La Fondazione scioglierà il dubbio all’ultimo momento. ”Sarà anche annunciato ufficialmente per il prossimo anno - dice Lelio de Sisto – la nuova sezione del teatro. In sala saranno presenti due attori ai quali verrà comunicato simbolicamente la notizia. Perla letteratura un nuovo spazio: ”Un libro che nasce” . Presente l’autore di “Alvignano e il suo arciprete”; Mauro Rossi. La vera star della serata sarà un giovane talento della chitarra classica: Fabio Capone (NELLA FOTO)che proporrà anche alcuni brani che consentiranno al pubblico presente di apprezzare le sue doti innate di musicista, benché ancora giovanissimo.

APRE IN CAMPANIA LA SCUOLA DI CINEMA ‘CIAK SCHOOL’.


COMUNICATO STAMPA


Il direttore artistico Tramontano: “Una scuola di ‘cinema dei giovani’
per portare il cinema fra i giovani e renderli protagonisti”.
I giovani della Campania sono sempre in fermento e ricchi di positive proposizioni; è il caso della cerimonia prevista per questo Sabato 8 novembre a Pontecagnano Faiano (Salerno) dove verrà inaugurata la Sede Nazionale della Scuola di cinema ‘Ciak School’, un cantiere realizzato da giovani registi, attori e sceneggiatori, che sta ampliando il suo raggio di azione in tutta la penisola italiana, con importanti collaborazioni, come quella con la Società Endover Film, la AB Film di Roma e Radio Cinema, la prima radio on line a parlare... in colonne sonore. La scuola è patrocinata dalla Provincia di Salerno e si occupa principalmente di produzione ed istruzione nel settore dell'audiovisivo con la Direzione Artistica affidata al regista Valerio Tramontano(nella foto).
“E’ un momento di grande soddisfazione – dichiara il Direttore Artistico della Ciak School – sia per l’entusiasmo registrato nella regione Campania tutta, ma anche per le adesioni che sono giunte da Roma, città per eccellenza del cinema italiano. Il nostro impegno è rivolto alla crescita di questa scuola nelle varie regioni italiane per permettere a tanti coetanei ed anche a giovanissimi, di avvicinarsi al fantastico mondo della pellicola e delle docu-fiction, in maniera alternativa, cioè da protagonisti. Entro questo anno avvieremo i primi corsi di sceneggiatura, regia ed autorali, ma anche sono in preparazione alcuni documentari e proposte per televisione e grande schermo’.
Dalle ore 16.00 alle 21.00 di questo Sabato 8 novembre sara' possibile visionare gli spazi dedicati e parlare con i componenti del team direttivo tra cui Carlo De Giovanni, Alfonso Della Rocca (vicepresidente), Michele Maffei (Comunicazione). Tra gli ospiti attesi anche Luigi Di Gianni (Regista Fiction e Documentari) ed il Presidente Nazionale dell’Associazione dei Papaboys Daniele Venturi che patrocineranno questa scuola garantendo un panorama di iniziative e rappresentanze nazionali ed internzionali. Durante la cerimonia di inaugurazione, sarà quindi firmato il protocollo di intesa con l’Associazione dei giovani del Papa, alla presenza dei media e di alcune istituzioni politiche, civili e religiose.

Per visionare alcuni dei lavori prodotti ed i backstages delle produzioni in corso alla ‘Ciak School’ si possono visitare i siti: http://www.ciakschool.it/ e http://www.endoverfilm.it/

UFFICIO STAMPA
segreteria@ciakschool.it
3482547380

Associazione cinematografica CIAK SCHOOL via Picentia 19, Pontecagnano Faiano (SA)

GRANDE SUCCESSO PER LA RACCOLTA FIRME DI IDV A PIETRAMELARA.


Pietramelara. Grande successo ha avuto l'iniziativa dei giovani di Pietramelara (vedi foto ) che hanno costituito in sede locale il comitato promotore per il referendum abrogativo del Lodo Alfano, voluto fortemente dal presidente di Italia dei Valori Antonio Di Pietro. Nella sola giornata di domenica il numeroso e entusiasta gruppo di giovani ha raccolto oltre duecento sottoscrizioni che costituiscono circa il 6% del corpo elettorale locale.
Molto attenti e informati si sono rivelati i cittadini che si sono avvicinati al gazebo- in larga parte giovani- e con essi i promotori della raccolta di firme si sono intrattenuti sui temi dell'attualità politica riscontrando voglia di partecipazione e di opposizione ai provvedimenti del Governo Berlusconi (in particolare nei confronti del decreto Gelmini e della annunciata riforma sull'università).
Sull'onda dell'attenzione riscontrata e desiderosi di dare un contributo fattivo alla risoluzione delle problematiche locali, i promotori della raccolta firme hanno deciso di avviare il tesseramento con Italia dei Valori al fine di costituire in sede locale una associazione di base del partito caro al Presidente Antonio Di Pietro.

Fonte: comunicato inviato dal Dott. Emilio Iannotta

Convegno sull’Educazione alla Legalità ambientale organizzato dal Parco del Matese.


Piedimonte Matese. Domani 8 novembre 2008 alle ore 10.00 presso La Fiaccola Hotel in Faicchio (Bn) si svolgerà il Convegno sul tema Educazione alla Legalità ambientale, promosso dall’Ente Parco del Matese nel quadro delle iniziative volte alla formazione di una coscienza ambientalista delle Comunità sociali. L’evento culturale si associa e conclude anche l’intera Programmazione di Educazione alla Legalità, iniziata nelle scuole di ogni ordine e grado dei Comuni appartenenti all’area del Matese. La tutela dell’ambiente è l’espressione di un civismo moderno ed anche la rappresentazione delle volontà e degli interessi di quanti hanno a cuore l’area protetta del Matese.La repressione degli abusi di qualunque genere costituenti reati ambietali è stata l’azione forte degli ultimi anni da parte dell’Ente Parco del Matese. L’iniziativa culturale, pertanto, vuole anche essere la presentazione dei risultati ottenuti per l’appello a fare sempre meglio. Il programma prevede i saluti del Sindaco di Faicchio il Dr. Mario Borrelli e del Presidente Comunità Montana del Titerno il Dr. Nino Lombardi, apre e coordina i lavori il Dirigente scolastico dell’Istituto Tecnico per il Turismo di Faicchio, il Prof. Reodolfo Antonio Mongillo, interverranno il Prof. Antonio Gaspari dell’Università Europea degli Studi di Roma Presidente “Cristiani per l’Ambiente”, Avv. Umberto del Basso De Caro, Presidente Ordine Avvocati di Benevento, dott. Evaristo Ferrantino, Comandante provinciale del Corpo Forestale dello Stato di Benenevento, il Dott. Matteo Palmisani, Coordinatore Regionale L.I.P.U. Campania, l’On.Avv. Nunzia de Girolamo Deputata al Parlamento, il Prof. Giuseppe Scialla Presidente Ente Parco Regionale del Matese, Docente della S.U.N. Facoltà Studi Filosofici “Jean Monnet”. Le conclusioni del Prof. Aniello Cimitile Presidente della Provincia di Benevento. Per ulteriori informazioni e/o per scaricare il programma del Convegno consultare il sito della Segreteria Organizzativa Soc. Coop. Effatà a.r.l. tel/fax 0823911140-3281044926 e-mail: info@coop-effata.it o consultare il sito www.coop-effata.it

Pietro Rossi

Quattro anni fa moriva innocente il giovane Antonio Landieri. Mi schiero con i giovani di Secondigliano che vogliono dedicargli una strada.


Gruppo Consiliare di Alleanza Nazionale




Prot. nr. 489.08 Napoli, lì 6 novembre 2008

Alla cortese attenzione degli Organi di Stampa, con preghiera di pubblicazione

COMUNICATO STAMPA

MORETTO (AN): “Quattro anni fa moriva innocente il giovane Antonio Landieri. Mi schiero con i giovani di Secondigliano che vogliono dedicargli una strada”



“Il 6 novembre del 2004 nel quartiere di Secondigliano veniva ucciso accidentalmente il venticinquenne Antonio Landieri. Sin dalla nascita il giovane ha dovuto combattere contro una paralisi che non gli permetteva di camminare e parlare correttamente. Nonostante tutte le difficoltà è cresciuto come un ragazzo normale tra i suoi amici dei sette palazzi. Grazie all’aiuto dei genitori riesce a svolgere gli studi. Tonino, come tutti lo chiamavano, era un ragazzo sereno, felice, rispettato a cui tutti volevano bene. In un territorio difficile come quello di Scampia, non ha avuto problemi di nessun genere, i ragazzi del quartiere lo proteggevano da tutti, lo aiutavano e lui faceva lo stesso appena poteva. Ma in quel tragico 6 novembre di quattro anni fa improvvisamente un auto sfrecciò a tutta velocità verso il bigliardino, sparando colpi in aria. Tutti riuscirono a scappare tranne Antonio che rimase colpito mortalmente da quei colpi impazziti partiti da quella assurda mitraglietta. Così si spense la sua vita, vedendo arrivare il papà e il fratello che gli tenevano la testa oramai annebbiata dalla morte. Il suo cuore smise di battere prima di arrivare all’ospedale, il suo cuore diventò un assordante silenzio. Nei giorni che seguirono la sua morte, la famiglia si trovò in un vortice di dolore senza uscita, il papà distrutto stringeva quella maglia sporca di sangue e bucata tra le mani, la sorella muta, inesistente, Peppino era impazzito, non accettava per niente la morte del fratello e la mamma con il cuore a metà, con il cuore che batteva lento ma batteva. In quel periodo i giornali e la questura diventarono due nemici. La stampa lo definiva un disabile a capo dello spaccio dei sette palazzi e il questore non volle a nessun costo far celebrare i funerali pubblici. Così Tonino arrivò al cimitero di Miano scortato da due volanti e con il corpo squartato a metà dall’autopsia , come il più grande dei boss. Quando il Questore di Napoli si rese conto che il giovane non aveva nulla a che vedere con la delinquenza, ma che era un ragazzo perbene, chiese scusa alla famiglia di Antonio e dichiarò l'innocenza di quest'ultimo. Purtroppo, nessun giornale ne parlò allora e neppure oggi e nessuno disse che quel giovane di 25 anni morto per sbaglio non era un delinquente. In questi anni è nata, in suo onore, un’associazione ed un sito internet a cura di Rosario Esposito La Rossa che ha scritto un libro sulla vicenda dal titolo “Al di là della neve”, che io stesso, il 27 aprile 2007, scrivendo all’allora Assessore alla Cultura, auspicavo fosse distribuito alle scuole cittadine e proposto alla lettura dei giovani studenti. Alla luce di quanto è accaduto nei giorni scorsi con il ferimento di quattro ragazzini, rinnovo l’invito a leggere questo libro. Inoltre, lo stesso autore del libro sta raccogliendo casa per casa proprio nel quartiere di Secondigliano, nella terra dei camorristi, le firme per intitolare una strada al giovane cugino morto. Il coraggio dimostrato da Rosario Esposito La Rossa e dai suo amici nel raccogliere le firme anche nelle case e nelle vie dello spaccio, è la prova che a Secondigliano, e non solo, vivono, lavorano, risiedono tantissimi giovani perbene animati da tanto coraggio e che non hanno paura di raccogliere le firme nella terra dei camorristi. Per questo motivo la città di Napoli non può essere assente e, come ho proposto in un ordine del giorno che sarà portato in discussione nel corso del primo consiglio comunale, ha l’obbligo morale di dedicargli la rotatoria posta all’incrocio tra Via Labriola e Via Galimberti nel rione Scampia, visto che, un’altra rotatoria, è già stata intitolata ad un altro giovane napoletano morto innocentemente per mano della criminalità, Maurizio ESTATE”.

Antenna telefonica killer: Allarme salute. Inquinamento da elettrosmog. Protesta dei residenti.


Alife- Nonostante il parere sfavorevole dell'opposizione, da circa due settimane l'amministrazione comunale di Alife ha dato l'ok per l' installazione di un ripetitore della compagnia di telefonia mobile vodafone sulla zona collinare della frazione S. Michele di Alife. Immediata la protesta dei residenti . Lo scenario che si é presentato dalla sera alla mattina quello di trovarsi di fronte allo spettacolo dell'antenna. I residenti indignati si sono sentiti denigrati, offesi e calpestati nei loro diritti, soprattutto perché l'antenna é stata installata senza che gli stessi venissero messi a corrente su quanto stesse per accadere, quindi nel più totale silenzio. E' una questione di etica. Non sono stati rispettati i diritti di democrazia. Accordi segreti infatti, pare che siano stati intrapresi tra comune, gestori della telefonia e proprietari del terreno che ospita l'antenna. I residenti della frazione di S. Michele temono ripercussioni sulla propria salute, anche perché intorno alla zona collinare vi é anche la presenza di un altro ripetitore cellulare della Wind ed inoltre vi sono collocati anche i tralicci ad alta tensione dell' Enel. Insomma una zona prevalentemente agricola, ma particolarmente aggredita da un' eccessivo quantitativo di onde elettromagnetiche nell’aria, oltre che da quelle acustiche. E tutti sappiamo quali potrebbero essere le devastanti conseguenze e i rischi a danno della salute umana e dell'ambiente di chi é a stretto contatto con queste onde nocive: cancro, malformazioni e malattie congenite. I residenti di S. Michele si sono immediatamente auto-organizzati per protestare contro questo attacco alla salute e al territorio ed hanno lanciato una petizione popolare che nel giro di pochi giorni ad oggi ha già raggiunto il record delle oltre 300 firme. I residenti hanno annunciato che a giorni costituiranno un Comitato civico tramite il quale chiederanno chiarimenti in merito alle autorità competenti muovendo se necessario tutte le azioni come in questi casi prevede la regola, per bloccare quanto prima lo scempio dell'antenna killer - disastro annunciato. Ci si domanda come mai il sindaco, persona così attenta e intelligente abbia potuto dare il consenso per l'installazione di un antenna dalle ingenti dimensioni e permettere in questa maniera l'inquinamento da elettrosmog in una zona verde, che al contrario, dovrebbe essere preservata da questo genere di cose, proprio perché confinante con il parco del Matese? Accordi intrapresi solo per vantaggi ed interessi da parte di alcuni? E' dovere del primo cittadino fare l'impossibile per salvaguardare l'ambiente da ogni aggressione e da ogni possibile inquinamento le cui conseguenze potrebbero essere davvero devastanti per l'intera comunità. Di fronte alle malattie e alla salute compromessa anche gli interessi e i vantaggi economici accumulati crollano nel nulla. Insomma domandiamoci come mai da un pò di anni a questa parte la nostra zona, cuore verde del Matese, é interessata da un aumento vertiginoso di malattie. Sono infatti letteralmente aumentati i casi di cancro.Quale turismo e quale sviluppo del territorio dunque? Il sindaco scenda in campo e dia un'esauriente risposta all'intera cittadinanza, in primis ai residenti della frazione di S. Michele.

Fonte: comunicato stampa

IL PDL ATTACCA L'OPERATO DELLA GIUNTA CAPPELLO.


COMUNICATO STAMPA 7/11/08.


ABBIAMO APPRESO DALLA STAMPA LOCALE CHE L'AUTORITA' GIUDIZIARIA HA DISPOSTO NUOVAMENTE IL SEQUESTRO DELL'AREA DI VIA CANNETO DOVE SI INTENDE REALIZZARE UN CENTRO COMMERCIALE, CON EMISSIONE DI AVVISO DI GARANZIA PER IL TITOLARE DELLA SOCIETA' E PER L’ALLORA DIRIGENTE DELL’UFFICIO TECNICO COMUNALE ING. ERNESTO PALERMITI .
LA MAGISTRATURA FARA' IL SUO CORSO E NON SPETTA A NOI EMETTERE SENTENZE.
APPARE, PERO', PIU' CHE OPPORTUNA UNA RIFLESSIONE POLITICA SULL'OPERATO DEI NOSTRI AMMINISTRATORI ED IN PARTICOLAR MODO DEL SINDACO VINCENZO CAPPELLO, DEL VICE SINDACO COSTANTINO LEUCI E DEL CONSIGLIERE DELEGATO AL COMMERCIO DOMENICO FERRAIUOLO I QUALI, CON VARI INTERVENTI SULLA STAMPA LOCALE, DOPO AVER ACCUSATO LA SEZIONE CITTADINA DEL POPOLO DELLA LIBERTA’ “…DI OCCUPARSI CON ZELO MANIACALE DI UNA SOLA VICENDA E DI STRUMENTALIZZARLA : IL PRESUNTO CENTRO COMMERCIALE DI VIA CANNETO” HANNO GETTATO LA MASCHERA INDOSSATA IN CAMPAGNA ELETTORALE OVE HANNO MENTITO AI SEMPLICI CITTADINI ED AI COMMERCIANTI CITTADINI.
GLI STESSI APPELLATISI AL PRINCIPIO DELLA LIBERTA’ DI INIZIATIVA ECONOMICA HANNO ALZATO UNA CORTINA FUMOGENA SENZA RISPETTO PER LA VERITA’.
SPUDORATAMENTE I TRE HANNO PARLATO DI TRASPARENZA E LEGALITA’ FACENDOSENE PALADINI.
DAI RISULTATI DEI NUMEROSI INTERVENTI DI MAGISTRATURA, SOVRINTENDENZA, AUTORITA’ DI BACINO ED ATO2, NON APPAIONO AFFATTO RISPETTATI TALI PRINCIPI..
I RAPPRESENTANTI DEL POPOLO DELLA LIBERTA’ (NON PER ZELO MANIACALE MA PER RISPETTO DELLA LEGGE, DEI COMMERCIANTI E DEI CITTADINI PIEDIMONTESI) HANNO, PIU' VOLTE, SEGNALATO “ANOMALIE” E “FORZATURE” NEI COMPORTAMENTI DELL’UFFICIO TECNICO COMUNALE CHIEDENDO L’INTERVENTO DEL SINDACO E/O DEL VICE SINDACO LEUCI (LEGATO DA VINCOLI FAMILIARI CON I PROPRIETARI DELL'AREA).
PURTROPPO SIAMO RIMASTI INASCOLTATI DALL’AMMINISTRAZIONE CAPPELLO, TROPPO IMPEGNATA A PREDICARE LA LEGALITA’ MA FORSE MENO A GARANTIRLA.
PERCHE' CERTAMENTE NON APPARE IMPRONTATA A TALE PRINCIPIO L'OPERATO DELL'AMMINISTRAZIONE, CHE PER ESSERE ASSISTITA NELLA PRATICA RELATIVA AL CENTRO COMMERCIALE, HA, ADDIRITTURA, PROVVEDUTO ALLA NOMINA DI UN PRESTIGIOSO CONSULENTE, L'AVV. LAUDADIO, COSTRETTO IMMEDIATAMENTE A RINUNCIARE ALL'INCARICO, ANCHE PERCHE, COME RIPORTATO DALLA STAMPA, LO STESSO GIORNO DELLA NOMINA, VENIVA “VISITATO” (CONSIGLIATO DA CHI?) DAL TITOLARE DEL CENTRO COMMERCIALE E DAL SUO TECNICO DI FIDUCIA.
E LA LEGALITA’ E LA TRASPARENZA PREDICATE DA CAPPELLO, LEUCI E FERRAIUOLO?
BUGIE E PROBABILMENTE NON SOLO.


IL COORDINAMENTE CITTADINO DELLA PdL

A SAN SALVATORE SI PRESENTA IL LIBRO L’ULTIMA NOTTE DÌ BEDO.


COMUNICATO STAMPA


Sabato 8 novembre, alle 17,30, presso l’Abbazia Benedettina del Santo Salvatore a San Salvatore Telesino (BN) verrà presentato al pubblico l’ultima opera di Emilio Bove, “L’ultima notte di Bedò”.
E’ la prima volta che l’autore si cimenta con un testo narrativo romanzato (è molto più frequente vederlo passeggiare lungo gli accidentati sentieri della storia), costruito intorno al tragico avvenimento verificatosi presso la chiesa di San Francesco a Faicchio nell’ottobre del ’43 e che ebbe per sfortunati protagonisti 4 ragazzi deportati dai tedeschi che pur riuscendo a sfuggire agli aguzzini a Piedimonte Matese, furono intercettati e barbaramente uccisi. Una delle vittime è il protagonista dell’opera di Emilio Bove che ha il merito, come ogni sagace narratore, di condurci per mano nella tragedia della guerra “servendosi” sapientemente dei pensieri, delle paure e delle piccole gioie di un giovane che è stato una della tante innocenti vittime del fanatismo ideologico dei sistemi totalitari del ‘900.
Alla presentazione dell’opera interverranno la poetessa Elisa Del Giudice, il giornalista/scrittore Antimo Della Valle, il direttore della Rivista Storica del Sannio Pier Luigi Rovito ed Antonio Gisondi dell’Università di Salerno, coordinerà l’incontro il giornalista parlamentare Luciano Lombardi. Nel corso della serata sarà possibile visitare la collezione di cimeli storici risalenti alla seconda guerra mondiale del dott. Vincenzo Petrucci .
“Il racconto che state per leggere ha una particolarità: qualsiasi riferimento a fatti, persone o cose
non è puramente casuale. Anzi, è voluto. La vicenda raccontata in queste pagine è realmente accaduta
a San Salvatore Telesino, un piccolo paese di provincia dell’entroterra campano. Anche i nomi
delle persone e dei luoghi sono quelli originali…”

comunicazione/ tabula rasa eventi http://email6.leonardo.it/webmail/wm_5/redir.php?http://www.tabularasaeventi.net/info@tabularasaeventi.net

TRA BREVE SI INAUGURA AD ALIFE L'ANFITEATRO, IL CRIPTOPORTICO E L'OFFICINA CERAMICA.








Alife. Ormai ci siamo, siamo quasi giunti al compimento di quanto atteso, infatti entro la fine di questo anno saranno inaugurati i siti archeologici dell’Anfiteatro e del Criptoportico di Alife. I due importanti monumenti a seguito dei finanziamenti ottenuti attraverso i POR Campania e i PIT Trebulani-Matese, i cui progetti sono stati curati dall’ Ing. Antonio Ricigliano e dall’ arch . Gabriele Venditti e affidati all’Impresa Consorzio CIAP da Piedimonte M., sono stati restaurati e saranno visitabili dal numeroso pubblico che verrà ad Alife per ammirare le vetuste vestigia del mondo romano riportate alla luce. Già il Trutta nel VIII secolo aveva individuato il sito dell’Anfiteatro riportando tale notizia nelle sue famose “Dissertazioni Istoriche delle Antichità Alifane:« … l’Anfiteatro poteva esser in qualsiasi altro sito, di cui non vi resta memoria; e solo congetturando può dirsi, che tanto esso, quanto il Circo fussero fuori dell’odierno recinto delle mura Alifane (dentro però dell’antico, che fu certamente più ampio) cioè l’uno accosto alla diruta Chiesa dè Santi sette Frategli, onde si sono scavate innumerabili pietre riquadrate, e formate ad archi, e cornici, e dove fu l’Orologio e la Mensa di Giove coll’iscrizione, che si darà a suo luogo; e l’altro accosto alla Chiesa Di S. Gio: Gerosolimitano, dove si vede un terreno seminato di prodigiosa quantità di spezzati mattoni.»Nel 1976 a seguito di segnalazioni la Soprintendenza Archeologica delle Province di Napoli e Caserta, attraverso rilievi aerofotografici all’infrarosso, individuò con esattezza il sito del monumento.Nel 1997 l’Amministrazione comunale guidata dal prof. Giovanni Guadagno acquistò il terreno dalla sig.ra Paola Romagnoli che ne era proprietaria, per un eventuale futuro scavo che si è concretizzato in questi anni. In verità lo spettacolo dell’Anfiteatro è veramente maestoso (vedi foto )per le sue notevoli dimensioni nonostante che ne sia stato riportato alla luce solo quella metà che ricadeva in un terreno libero da edifici e strade e non sono più rilevabili le altezze fuori terra essendo stato totalmente spianato ed usato come cava di pietra nel corso dei secoli successivi alla caduta dell’Impero Romano. Il Criptoportico, invece, è stato sempre ben localizzato, trovandosi al disotto di strutture abitative, all’interno del centro storico, in quel settore che una volta era chiamato “Quarto Castello”. Ora con il radicale intervento di restauro la misteriosa galleria sotterranea a doppia navata potrà essere visitata in tutta la sua maestosa monumentalità a seguito dei lavori curati da un gruppo di archeologi dell’ Università Suor Orsola Benincasa di Napoli diretti dal prof. Federico Marazzi. A questi monumenti si affianca anche la scoperta, effettuata recentemente da archeologi della Soprintendenza, a seguito di lavori pubblici per la realizzazione di un parcheggio per autoveicoli alla località Porta Fiume, di un’officina ceramica nella quale si realizzavano le rinomate “Pocula Alifane” citate dal poeta Orazio nelle sue Satire (prof. A. Parisi). Il sito archeologico in virtù dell’intervento della Comunità Montana Zona del Matese sarà protetto e visitabile dal pubblico grazie ad un progetto realizzato gratuitamente dal giovane e sensibile architetto Francesco Parisi di Alife. A queste eccezionali novità si affianca anche l’ottimo restauro effettuato dall’Impresa del Geom. Domenico Maturo da S. Salvatore Telesino (BN), specializzata in tali delicati lavori consistenti nel restauro di un tratto interno (lato nord-est) delle mura romane che aveva perso il paramento in “opus incertum” di rivestimento esterno delle poderose mura che circondano la Città di Alife da duemila anni. Si deve al prof. Alessandro Parisi, assessore al Patrimonio Storico-Archeologico in seno all’Amministrazione Comunale retta dall’Avv. Roberto Vitelli, un notevole impulso dato ai molteplici e multiformi aspetti archeologici del territorio alifano. Grazie alla sua instancabile opera di coordinamento con la Soprintendenza, il cui ufficio alifano è egregiamente diretto dal dott. Enrico Angelo Stanco, la città di Alife può oggi vedere portati alla luce alcuni importantissimi monumenti dell’antichità romana, i quali andranno ad affiancarsi agli altri numerosi che si trovano dentro e fuori le mura che cingono la città. Questa terra straordinaria, abitata da tempi remoti, da sempre affascina gli uomini per le sue vestigia antiche che riportano al presente la storia del passato proiettandola in una dimensione di contemporanea esaltante attualità.






Fonte: articolo inviato dal Prof. Gianni Parisi

Parliamo di immondizia e rifiuti tossici


Caserta. Mercoledì 12 Novembre ore 21,00 l’associazione casertana cinefilo-culturale Macchina da Presa propone ai suoi soci una riflessione sul problema dell’immondizia e dei rifiuti tossici. Ospite della serata Giuseppe Messina (nella foto).
In tema con l’incontro sarà esaminato il film documentario “biutiful cauntri” di Esmeralda Calabria, Andrea D'Ambrosio, Peppe Ruggiero. Italia 2007 (Una camorra imprenditrice da colletti bianchi, raccontata da un magistrato, da un educatore ambientale e dalle vittime, contadini ed allevatori).
L’incontro si terrà presso Officina Teatro Coop. Mutamenti Viale degli Antichi Platani 28 San Leucio Caserta (Tel 0823.363066).
L’ingresso è riservato esclusivamente ai soci in possesso di regolare tessera.


Fonte: comunicato stampa

06 novembre 2008

IL CONSIGLIERE BOLOGNA CHIARISCE LE SUE DIMISSIONI DAGLI INARICHI.


Piedimonte Matese. Il Consigliere Comunale del Partito Democratico Dott. Cesare Bologna (nella foto)avendo preso visione dell’articolo apparso sul quotidiano "Gazzetta di Caserta" in merito alla dimissione dagli incarichi a lui affidati dal Sindaco di Piedimonte Matese Vincenzo Cappello, ha così replicato: “Con riferimento all’articolo apparso sul quotidiano " Gazzetta di Caserta" preciso che lo scrivente ha consegnato nelle mani del Sindaco la delega a suo tempo conferita per motivi strettamente personali e riguardanti essenzialmente l’impossibilità a svolgere compiutamente l’incarico per motivi di lavoro. Infatti avendo acquisito la titolarità della funzione di medico di base nel Comune di San Gregorio Matese ha difficoltà ad assicurare la puntuale presenza in Piedimonte per poter affrontare, con la dovuta costanza ed assiduità, le problematiche connesse. Come pure giova evidenziare di non aver mai pensato (neanche per scherzo) di uscire dal Partito Democratico anzi, quale socio fondatore del Partito locale, ha lavorato responsabilmente e consapevolmente per l’organizzazione e costituzione dei propri organi. Ogni altra interpretazione o illazione è del tutto fantasiosa e destituita, quindi, di qualsiasi fondamento”.

Pietro Rossi

CINEFORUM PER GLI STUDENTI IN OCCASIONE DELLA SETTIMANA DELLA MEMORIA.







Piedimonte Matese. Continua con successo a Piedimonte Matese la ‘Settimana della Memoria’, organizzata dall’amministrazione comunale di concerto con la sezione cittadina dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci in occasione delle celebrazioni per la festa dei caduti in guerra. Ieri, nel salone della biblioteca comunale, ha avuto luogo il terzo appuntamento della lunga manifestazione. Alla presenza del sindaco avv. Vincenzo Cappello, del presidente dell’Associazione Combattenti cav. Stefano Micelli e del Capitano di tenenza della Guardia di Finanza di Piedimonte Liliano Liberato, gli studenti delle scuole medie cittadine, accompagnati dai loro docenti, hanno potuto assistere alla proiezione di due interessanti filmati centrati sulla figura di Giovanni Palatucci. Dopo un’introduzione del cav. Micelli e un saluto ai presenti del sindaco Cappello, il Capitano Liberato ha descritto brevemente ai ragazzi la figura di Palatucci, vice commissario della Pubblica Sicurezza, che nel corso del secondo conflitto mondiale si impegnò per salvare circa 800 ebrei dalle persecuzioni naziste, e quindi da morte certa, fornendo loro documenti falsi e permessi speciali per garantirgli la fuga. «È importante» ha detto il capitano, «evidenziare l’opera umana di questo personaggio». Gli studenti hanno potuto visitare inoltre la mostra storico-fotografica “Militari del Matese in guerra e pace”, guidati dal dott. Rosario Di Lello che ne è anche il curatore, un’esposizione che resterà aperta al pubblico fino a domenica 9 novembre. Oggi, sempre presso la biblioteca comunale, si terrà alle ore 10:00 un convegno centrato, in parallelo con la mostra, su episodi e personaggi locali nell’ambito dei due conflitti mondiali, ricordando non solo i militari, ma anche coloro che si sono distinti per opere filantropiche. L’incontro avrà come moderatore il dott. Di Lello, e come relatori il dott. Antonio Petella e il dott. Attilio Costarella.


Pietro Rossi

SANTORO DENUNCIA LO STATO DI ABBANDONO DELLO STADIO COMUNALE DI BAIA LATINA.


Baia Latina. Sembra proprio che a Baia e Latina il tempo si sia fermato anche se, nel contesto generale dello sviluppo socio economico del territorio della regione Campania, negli ultimi anni alcune Amministrazioni comunali hanno fatto passi da gigante. Invece per quanto riguarda Baia e Latina, tutto sembra essersi fermato a diversi anni addietro. E’ di questi giorni, infatti, la lamentela dei giovani del paese che lamentano la poca funzionalità dell’impianto polisportivo comunale una volta vanto di tutta la comunità nei confronti dei comuni viciniori. A tal proposito, il gruppo consiliare “uniti per Baia e Latina” guidato da Michele Santoro (nella foto) ha depositato in data odierna una interrogazione al Sindaco per sapere se risulta a vero che al campo sportivo non funziona la caldaia per l’impianto di acqua calda per la doccia tanto che nell’ultima domenica di campionato di seconda categoria alla quale partecipa la Società “Volturnia” la stessa è stata multata per il non funzionamento dell’impianto di acqua calda. Gli interessati, e cioè sia le società sportive che i giovani, lamentano inoltre che a loro cura e spesa hanno dovuto provvedere alla tinteggiatura degli spogliatoi ed alla fornitura delle panche e delle reti alle porte del campo di calcio. Inoltre risulta che le porte e le finestre sono rotte come anche alcuni pannelli della recinzione, oltre alla mancanza assoluta di pulizia degli spogliatoi e la presenza di cumuli di materiale di risulta che nessuno provvede a rimuovere da tempo. Michele Santoro, capo gruppo di “Uniti per Baia e Latina” nel prendere atto di quanto innanzi lamentato da parte dei giovani di Baia e Latina, non riesce a spiegarsi questo stato di degrado e di abbandono in cui versa non solo il campo sportivo ma, tutti i beni di proprietà comunale. Eppure il nostro comune anni addietro era preso ad esempio, nel circondario, per la funzionalità dei servizi. Non è pensabile, continua Michele Santoro, non è consentito a nessuno di trattare i giovani di Baia e Latina in questo modo. E’ mai possibile immaginare che per poter usufruire della struttura pubblica del campo sportivo i giovani hanno dovuto ripulire e sistemare a loro cura e spesa l’impianto sportivo ?. E’ mai possibile che le società sportive del nostro comune pur di ottenere dalla lega calcio l’autorizzazione a poter partecipare al campionato di appartenenza hanno dovuto fornire a loro spese sia le panche che le reti delle porte del campo di calcio ? Eppure stranamente a Baia e Latina esiste un assessore allo sport che, personalmente, non riesco a capire di cosa si occupa o di cosa si è occupato da quanto è stato nominato. Sarebbe molto dignitoso ed opportuno, a questo punto, considerata l’incapacità dimostrata, che ognuno si assumesse le proprie personali responsabilità, di fronte al degrado evidenziato e dimostrasse, nei fatti, almeno una volta di voler fare gli interessi della collettività, dimettendosi.

Pietro Rossi

NICO FORTAREZZA PRESENTA VORREI VOLAR NEL BLU.


COMUNICATO STAMPA


Un viaggio introspettivo ed un sound moderno accompagnano il cantautore NicoFortarezza nel suo nuovo brano dal titolo”VORREI VOLAR NEL BLU” è uscito inquesti giorni in digital download su tutte le piattaforme digitali.A dueanni didistanza dal suo primo album Nico si ripropone al proprio pubblico con unacanzone elegante e molto accattivante,con un forte richiamo alla vita.Il singolo e’ accompagnato dal relativo Video Clip:una successione diimmagini e colori in grado di “far gustare il sapore della Liberta’..nelvolo di Nico…”.Uno scenario travolgente e poetico, con la suggestivacittadina di Caorle come location d’eccezione.”VORREI VOLAR NEL BLU” segna l’esordio di Nico Fortarezza con la DielleRecords (CDLS14).http://email4.leonardo.it/webmail/wm_5/redir.php?http://www.nicofortarezza.com http://email4.leonardo.it/webmail/wm_5/redir.php?http://www.diellerecords.ithttp://email4.leonardo.it/webmail/wm_5/redir.php?http://www.myspace.com/nicofortarezza http://email4.leonardo.it/webmail/wm_5/redir.php?http://www.myspace.com/diellerecords

05 novembre 2008

Nuovo sequestro all’ex cotonificio di Piedimonte Matese. Si allungano i tempi per l’apertura del Centro Commerciale.


Piedimonte Matese. Stavolta diventano davvero biblici i tempi per l’apertura di un centro commerciale nell’ex cotonificio di Piedimonte Matese. Infatti stamani i carabinieri della Compagnia coordinata dal capitano Salvatore Vitello, hanno effettuato un nuovo sequestro a tutta l’area su precise disposizioni del Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere Marco Guarriello. Due i reati ipotizzati nell’impianto accusatorio, abuso d’ufficio e abuso edilizio. A finire sotto inchiesta il proprietario/titolare della licenza, un imprenditore del posto e il tecnico comunale che all’epoca rilasciò la licenza edilizia. L’ex cotonificio è la seconda volta che viene sottoposto a sequestro. Infatti fu oggetto di provvedimento da parte della magistratura samaritana qualche mese fa per presunti reati ambientali. Di seguito furono tolti i vincoli e quindi dissequestrata tutta l’area e si pensava in città che fosse la volta buona per dar vita al tanto decantato centro commerciale. Oggi è arrivato l’ennesimo provvedimento restrittivo e, conseguentemente a ciò anche molti commercianti di Piedimonte Matese hanno inteso partecipare viva soddisfazione, sebbene su disgrazie altrui, per questa misura adottata dalla Magistratura, atteso che in molti era viva la paura che una volta aperto proprio il centro commerciale, avrebbe decretato la morte di molte attività dell’area matesina. Bisognerà capire ora, quanto tempo ci vorrà ancora per venire a capo della situazione e se l’impianto accusatorio formulato dagli inquirenti a carico degli indagati sarà efficace per sostenere un giudizio in un’aula di tribunale. Se prende piede quest’ultima circostanza, si può davvero affermare fin d’ora che saranno tempi lunghissimi quelli che avrebbero dovuto vedere sorgere un centro commerciale a Piedimonte Matese.

Fonte: caiazzorinasce

Tutto quello che non ci hanno detto sul quattro novembre.


A Bussonelo (TO) una lapide cominciava con queste parole:
PER QUELLO CHE FU SOFFERTONELL'OZIO DEPRAVANTE DELLA CASERMASOTTO IL BASTONE DELLA SERVITU'NEL LEZZO DELLE TRINCEENELLE VIGILIE DI MAGNIFICATE CARNEFICINE...
Essa fu distrutta nel 1921 dai fascisti.
Il monumento ai caduti di Tolentino (MC),distrutto dai fascisti nel 1922, recava questa lapide:
POSSA LA SANTITA' DEL LAVORO REDENTOFUGARE E UCCIDERE PER SEMPREIL SANGUINANTE SPETTRO DELLA GUERRAPER NOI E PER TUTTE LE GENTI DEL MONDOQUESTA LA SPERANZA E LA MALEDIZIONE NOSTRACONTRO CHI LA GUERRA VOLLE E RISOGNA


Lettere dal Fronte

Chi il 4 novembre festeggia la "vittoria" farebbe bene a rileggere questa lettera scritta da una vittima, semianalfabeta,ma con le idee molto piu' sincere e molto piu' chiare di tanti intellettuali ed editorialisti di oggi:
"Maesta' inviamo a V.M. questa lettera per dirvi che finite questo macello inutile. Avete ben da dire voi, che e' glorioso ilmorire per la Patria. E a noi sembra invece che siccome voi e i vostri porchi ministri che avete voluto la guerra che inprima linea potevate andarci voi e loro. Ma invece voi e i vostri mascalzoni ministri, restate indietro e ci mandate avantinoi poveri diavoli, con moglie e figli a casa, che ormai causa questa orribile guerra da voi voluta soffrono i poverini lafame! Viliacchi, spudorati Ubriaconi, Impestati, carnefici di carne umana, finitela che e' tempo li volete uccidere tutti? Alfronte sono stanchi nell'interno soffrono la fame, dunque cosa volete? Vergognatevi, ma non vedete che non vincete, mavolete che vadino avanti lo stesso per ucciderli. Non vedete quanta strage di giovani e di padri di famiglia avete fatto, enon siete ancora contenti? Andateci voi o viliacchi col vostro corpo a difendere la vostra patria, e poi quando la vostra vitala vedete in pericolo, allora o porchi che siete tutti concluderete certamente la pace ad ogni costo. Noi per la patriaabbiamo sofferto abbastanza, e infine la nostra patria e' la nostra casa, e' la nostra famiglia, le nostre mogli, i nostribambini. Quando ci avete uccisi tutti siete contento di vedere centinaia di migliaia di bambini privo di padre? E perche'?per un vostro ambizioso spudorato capriccio."
Lettera dal fronte del tenente Angelo Campodonico, 1915.
Durante le oscurissime notti, quando scoppiano sulle trincee terribili granate, i soldati cercano uno scampo nel ritirarsiindietro, e allora io e gli altri ufficiali li ricacciamo, puntando il nostro moschetto carico, pronto ad agire ad ogni tentativo difuga. Forse questi sono i momenti peggiori della guerra, quando noi, sotto il grave peso dell'enorme responsabilita', siamocostretti a ricorrere a qualunque mezzo, pur di obbedire anche noi agli ordini che ci vengono da fonte superiore.
Lettera di protesta di un italiano, Padova, 28 maggio 1916
Signor re, basta tanto macello di carne umana. Loro signori tutti birboni sono in salvo, i nostri poveri tutti al macello. Volete conquistarela terra e ammazzare i cittadini? Dite voi signori di amare la Patria e intanto distruggete chi la rende grande egloriosa. Uccisa la gioventù e molti padri di famiglia chi lavorerà le terre italiane? Invece della guerra se aveste avutobuon senso avreste fatto lavorare tante terre incolte, e così far sfamare i popoli, ma no, li volete ammazzare. Un padreche ama i suoi figli non cerca di ucciderli per acquistare terra, lei invece si proclama padre della Nazione... che padre è?E la faccia finita che è ora, basta la guerra così infame e ingiusta. Siamo tutti stanchi: domme, bambini, uomini, anziani.La nostra bella Italia prima si diceva fiore d'Europa, ora invece lutto e pianto.Lettera spedita a Viterbo il 14 agosto 1917 da un soldato di 21 anniQuesta lettera e' costata una condanna a 1 anno e 10 mesi di reclusione militare per "insubordinazione" e "lettera denigratoria".La guerra e' ingiusta, perche' e' voluta da una minoranza di uomini i quali, profittando della ignoranza della grande massadel popolo, si sono impadroniti di tutte le forze per poter soggiogare, comandare e massacrare; che chi fa la guerra e' ilpopolo, i lavoratori, loro che hanno le mani callose e che sono questi che muoiono, sono essi i sacrificati, mentre gli altri, iricchi, riescono a mettersi al sicuro.
(Fonte: E.Forcella e A.Monticone, "Plotone di esecuzione", Laterza)
Chi volle la prima guerra mondiale fu un mascalzone. Chi la festeggia oggi e' un ignorante.Dal 4 novembre rinasca il monito solenne: MAI PIU' LA GUERRA!


Tutto quello che non ci hanno detto sul quattro novembreF.I.P. il 4/11/1999 per conto dell’Associazione Peacelink Via Galuppi 15 - 74010 Statte -Taranto
La prima guerra mondiale costo' all'Italia 650 mila morti e un milione di mutilati e feriti, molti di piu' di quanti erano gli abitanti di Trento e Trieste, i territori ottenuti con la vittoria della guerra, che erano gia' stati concessi all'Italia dall'Austria in cambio della non belligeranza
Il 4 novembre ripudiamo la guerra
Oggi si svolgono in tutta Italia le cerimonie per ricordare il 4 novembre 1918, data in cui l'Italia usci' "vittoriosa" dalla prima guerra mondiale. Con questo volantino vogliamo dedicare spazio alle vittime della prima guerra mondiale, che hanno pagato con la loro vita il costo di una guerra inutile. La festa del 4 novembre fu una ricorrenza istituita dal fascismo per trasformare le vittime di una guerra spietata e non voluta in eroi coraggiosi che si immolavano per la Patria. Furono costruiti monumenti ai caduti e agli insegnanti fu chiesto di celebrare leforze armate. Questa eredita' non e' stata sufficientemente sottoposta a critica con l'avvento della Repubblica. Vogliamo portare nella consapevolezza sociale cio' che e' ormai acquisito nello studio degli storici e degli studiosi: l'Italia entro' in guerra nonostante l'Austria avessepromesso la restituzione di Trento e Trieste in cambio nella non belligeranza. L'intento era infatti quello di espandere l'Italia verso territori esteri (come avvenne con la conquista del Sud Tirolo) seguendo il mito dell'imperialismo romano, che ebbe poi nel fascismo la sua massima celebrazione. Dopo la guerra infatti si parlo' di "vittoria mutilata" perche' le mire espansionistiche non furono coronate. La prima guerra mondiale fu un affare per grandi industriali, politici corrotti, funzionari statali senza scrupoli, alti ufficiali con le mani in pasta. Le commesse diguerra fruttarono profitti cosi' scandalosi che fu nominata una commissione di inchiesta parlamentare, prontamente sciolta dal fascismo dopo la marcia su Roma. I migliori libri di storia segnalano che il fascismo al potere - fra i primi atti - blocco' la commissione parlamentare che indagava sulla prima guerra mondiale e sui porofitti illeciti accumulati da faccendieri, burocrati, generali, industriali. Perche' allora si festeggia la prima guerra mondiale? Una risposta ci viene da un testo scolastico: G. De Vecchi, G. Giovannetti, E. Zanette, "Moduli di storia 2", ed. scolastiche B. Mondadori. "L'idea di una "guerra grande" non per l'orrore e la sofferenza bensi' per l'eroismo e ill patriottismo deisuoi protagonisti e la bonta' dei suoi obiettivi, nacque soltanto dopo il conflitto. Essa fu il risultato delle commemorazioni ufficiali dei governi liberali dell'immediato dopoguerra e poi del regime fascista. Questa idea si concretizzo', fin dagli anni immediatamente successivi al conflitto, in una serie di iniziative finalizzate a tenere vivo negli italiani il ricordo della guerra: cerimonie pubbliche, istituzione di festivita' (per esempio il 4 novembre, anniversario della vittoria), intitolazione di vie e scuole a eroi della guerra, diffusione nelle stesse scuole e nei centri ricreativi dei canti patriottici. Ma lo strumento piu' efficace furono i monumenti ai caduti. Fu soprattutto il regime fascista a favorirne la diffusione,imponendone la costruzione in tutti i paesi e citta' d'Italia. Quali erano la funzione e le caratteristiche dei monumenti ai caduti? Il loro obiettivo immediato era la commemorazione dei soldati morti sul campo di battaglia, in particolare di quelli originari della località in cui era costruito il monumento. Tuttavia, nei testi che apparivano sulle lapidi e nel tipo di raffigurazione emergeva un altro e piu' importante obiettivo. Si trattava, infatti, di iscrizioni e di sculture che descrivevano la guerra come una sofferenza giusta e necessaria; i soldati vi erano rappresentati come degli eroi che, consapevolmente e volontariamente, avevano sacrificato la propria vita per la patria. In sostanza, i monumenti e le lapidi presentavano la guerra come un momento di "grandezza" dell'Italia e degli italiani, dunque come un'esperienza estrema ma assolutamente positiva. Niente di piu' lontano dalla realta'. Appare allora chiaro che i monumenti erano progettati non solo per offrire alle famiglie un conforto e una giustificazione per la morte dei loro cari, ma anche e soprattutto per costruire la memoria di una guerra "grande" che ne falsificava la realta' nascondendone gli aspetti piu' violenti e assurdi. La memoria non ufficiale e l'opposizione alla guerra La memoria ufficiale della guerra non fu pero' l'unica forma di commemorazione del conflitto. Soprattutto nel biennio 1919-20, vi furono associazioni e forze politiche (in genere di sinistra) che cercarono di mantenere in vita il ricordo dell'opposizione alla guerra e delle sofferenze che essa aveva causato ai soldati e ai civili. Anche questa versione alternativa si manifesto' attraverso lapidi e monumenti in genere costruiti nei comuni guidati da sindaci socialisti. Si trattava pero' di monumenti molto diversi da quelli ufficiali. Le lapidi "alternative" erano ben piu' precise ed esplicite nel descrivere l'orrore del conflitto. I soldati morti erano descritti come vittime e non come eroi. Questi monumenti ebbero vita breve e difficile. Gia' i primi governi liberali del dopoguerra ne ostacolarono o vietarono la costruzione; con la salita al potere del fascismo, nella cui ideologia tanta parte aveva l'esaltazione della nazione e della guerra, essi vennero tutti distrutti. Un mito presente ancora oggi L'interpretazione ufficiale della guerra rimase prevalente anche dopo la caduta del fascismo, non solo a causa dell'efficacia della propaganda del regime, ma anche perche', messa a confronto con la seconda guerra mondiale - che in Italia nessuno, a parte il regime fascista, aveva voluto - la Grande guerra appariva meno insensata e drammatica. E' solo a partire dagli anni sessanta che nelle interpretazioni degli storici, così come nella mentalita' degli italiani, ha cominciato a riaffiorare una memoria critica della guerra. A testimoniare la sopravvivenza del mito della Grandeguerra vi sono ancora i monumenti di epoca fascista; in molti casi ne e' stata modificata la dedica, estendendola anche ai morti della seconda guerra mondiale e della Resistenza. Solo in pochissime realta', in genere nel corso degli anni settanta e ottanta, sono stati sostituiti con nuovi monumenti che rappresentano la guerra non come un giusto sacrificio per il bene della patria, ma come un orrore da evitare per sempre."

Il '15-'18 fu una carneficina oscena - Testimoniare la verità si puòLa "festa" militarista del 4 novembre è stata voluta ed istituita dal fascismo. E ora che gli eredi culturali del ventennio sono arrivati al potere, quella festa vogliono rilanciare. Non solo caserme aperte, esposizione pubblica di carri armati, parate in divisa, ma anche militari nelle scuole a raccontare ai giovani l'epopea della "grande guerra". Alla festa per la vittoria si è aggiunta quella per l'unità nazionale ed anche la Giornata della Forze Armate. Ogni anno, in ogni città, le autorità civili, militari, religiose, si ritrovano tutte unite per legittimare eserciti e guerre. Stiamo assistendo ad un arretramento culturale. Le parole perdono il loro significato. Non si dice più "carneficina di uomini", ma "intervento militare per portare la pace". La guerra ormai è entrata nelle coscienze di molti, per annullarle. Ed ora si vuole persino riscrivere la storia!Alle iniziative militariste del ministro La Russa, dobbiamo rispondere con una campagna culturale che ristabilisca la verità storica, che valorizzi il dettato costituzionale «L'Italia ripudia la guerra».Il Movimento Nonviolento, Beati i Costruttori di Pace e Peacelink propongono quest'anno di trasformare il 4 novembre in una giornata di studio e di memoria, in una giornata di ripudio della guerra. Nei prossimi giorni diffonderemo un volantinaggio telematico, invitando ogni persona di buona volontà e di buon senso (soprattutto gli insegnanti onesti) a dire pubblicamente la verità storica. Invitiamo i cittadini ad esporre dai loro balconi le bandiere della pace e della nonviolenza, a partecipare alla manifestazioni ufficiali, esprimendo una voce di dissenso (con un volantino, una bandiera che sventola, un cartello appeso al collo . la Costituzione italiana garantisce a tutti i cittadini il diritto di esprimere liberamente il proprio pensiero: facciamolo correttamente, con educazione e civiltà, ma facciamolo!). E soprattutto nelle scuole, gli insegnanti onesti:- leggano agli studenti le strazianti poesie di Giuseppe Ungaretti scritte in trincea. Facciano leggere il Giornale di guerra e di prigionia di Carlo Emilio Gadda in cui emerge l'ottusità di ufficiali arroganti e l'insipienza criminale degli alti comandi;- facciano leggere Addio alle armi di Ernest Hemingway e Un anno sull'altopiano di Emilio Lussu, grandi testimonianze del fanatismo di quella guerra;- diffondano le lettere dei soldati che mandavano al diavolo la guerra e il re. Furono censurate. Perché censurarle oggi nelle cerimonie ufficiali e non farne mai la minima menzione?- facciano vedere ai ragazzi il capolavoro cinematografico Uomini contro di Francesco Rosi, che fu denunciato per vilipendio e proiettato pubblicamente dal sindaco disobbediente Giorgio La Pira.Bisogna diffondere la voce di chi ha maledetto la guerra perché voleva la pace. Oramai in tutte le scuole i libri di storia hanno rivisto il tradizionale giudizio positivo sulla prima guerra mondiale e oggi prevale una netta disapprovazione di una guerra che fu una carneficina e che poteva essere evitata portando all'Italia Trento e Trieste mediante una neutralità concordata con l'Austria.Ci chiediamo per quale oscura ragione il livello di consapevolezza raggiunto dalla cultura venga demolito dalla retorica governativa. Non comprendiamo come possa essere che una guerra venga celebrata in piazza nella sua giornata vittoriosa, e quella stessa guerra sia disapprovata nei libri di scuola.Ecco perché ci dobbiamo dissociare dalle cerimonie ufficiali. Il popolo della pace - in nome della nonviolenza - deve dire ancora una volta no alla guerra.Bisogna dissociarsi in nome della pace e della Costituzione.Bisogna dissociarsi in nome di tutti quegli italiani pacifici che furono condotti a combattere e a morire perché costretti. Bisogna dissociarsi in nome di tutti i disertori che non vollero partecipare a quella che il papa Benedetto XV definì «un'inutile strage».La realtà storica ci dice che i veri costi umani di quella guerra furono per l'Italia: 680mila 071 morti; un milione 50mila feriti di cui 675mila mutilati. Per l'Austria-Ungheria: un milione 200mila morti; tre milioni 620mila feriti. I morti di tutti i paesi coinvolti furono quasi 10 milioni.Queste le conseguenze di una folle decisione del re e del governo contro la volontà del Parlamento (450 su 508 deputati erano contrari); furono uccisi, feriti, mutilati due milioni 405mila italiani, contadini e poveri, e quattro milioni 820mila austriaci e ungheresi, per conquistare all'Italia terre che si potevano ottenere per via diplomatica, come voleva Giolitti. Bisogna ricordare che chi non combatteva veniva fucilato dai carabinieri italiani. Il sentimento di pace degli italiani venne violentato da un militarismo spietato, che avrebbe poi aperto le porte al fascismo.Noi ricordiamo con rispetto e con pena profonda le vittime civili e militari di tutte le guerre. Piangiamo tutti i morti della prima e della seconda guerra mondiale, ed oggi delle guerre in Irak, in Afganistan, in Libano, in Israele, in Palestina, in Cecenia, in Africa, in Asia, siano essi civili o militari, uomini o donne, italiani o di qualsiasi altra nazionalità. Rende vero onore alle vittime soltanto chi lavora tenacemente per rendere illegittima ogni guerra ed escluderla dai mezzi della politica, per sciogliere gli eserciti ed istituire i corpi civili di pace per una polizia internazionale sotto egida dell'Onu.Non gli eserciti hanno diritto a render omaggio alle vittime (di ieri e di oggi), ma chi alle guerre si oppone; solo chi è costruttore di pace e si batte affinché mai più ci siano guerre domani, può ricordare le vittime delle guerre di ieri senza offenderle ancora. Noi pensiamo che perseverando in questa azione rigorosamente nonviolenta anno dopo anno riusciremo a rendere sempre più partecipate le nostre iniziative di memoria, e rendere sempre più evidente l'ipocrisia e l'immoralità dei militari scandalosamente in festa innanzi alle tombe delle vittime. Noi pensiamo che il 4 novembre possa e debba diventare, da oscena festa delle forze armate, giornata di memoria e di impegno per la pace.Mao Valpiana, direttore di "Azione nonviolenta" Movimento Nonviolento, http://email4.leonardo.it/webmail/wm_5/newmsg.php?us=cGlldHJvLnJvc3NpQGVtYWlsLml0&sid=%7b11446675634911E8D5709A9-4911E8D57117A-1225910485%7d&to=an@nonviolenti.orgAssociazione Beati i Costruttori di Pace, http://email4.leonardo.it/webmail/wm_5/newmsg.php?us=cGlldHJvLnJvc3NpQGVtYWlsLml0&sid=%7b11446675634911E8D5709A9-4911E8D57117A-1225910485%7d&to=segreteria@beati.orgAssociazione PeaceLink, http://email4.leonardo.it/webmail/wm_5/newmsg.php?us=cGlldHJvLnJvc3NpQGVtYWlsLml0&sid=%7b11446675634911E8D5709A9-4911E8D57117A-1225910485%7d&to=info@peacelink.it

Questo documento e’ stato realizzato e distribuito da Peacelink, una associazione divolontariato dell’ informazione che dal 1992 offre una alternativa ai messaggi propostidai grandi gruppi editoriali e televisivi. PeaceLink collabora con associazioni divolontariato, insegnanti, educatori ed operatori sociali che si occupano di Pace,nonviolenza, diritti umani, liberazione dei popoli oppressi, rispetto dell'ambiente elibertà di espressione. Tutti i volontari di PeaceLink svolgono il loro lavoro a titolopuramente gratuito, per dare voce a chi non ha voce.Per contatti, informazioni e collaborazioni:PeaceLink - C.P. 2009 - 74100 Tarantohttp://email4.leonardo.it/webmail/wm_5/redir.php?http://www.peacelink.it - http://email4.leonardo.it/webmail/wm_5/newmsg.php?us=cGlldHJvLnJvc3NpQGVtYWlsLml0&sid=%7b11446675634911E8D5709A9-4911E8D57117A-1225910485%7d&to=info@peacelink.itPeaceLink Tel: ++39-099-7303686 Fax: ++39-06-57290945