02 novembre 2009

Interessanti strategie per l’orientamento professionale in periodo di crisi sono emerse dal Seminario di studio all’ ISFOL di Benevento.




CASERTA. Lo studio delle strategie per l’orientamento professionale sono state al centro del dibattito tenutosi nell’ambito del seminario che si è svolto venerdì 30 ottobre a Benevento presso Villa dei Papi sede dell’ISFOL. La Scuola per i Professionisti dell’Orientamento della Regione Campania (SPO-Campania) in convenzione con l’ISFOL – Area Politiche per l’Orientamento, ha promosso il seminario tematico “L’Orientamento in tempo di crisi. Costruire la propria vita in assenza di certezze”. Il Seminario è stato tenuto dal Prof. Francesco Vespasiano Delegato all’Orientamento dell’Università del Sannio e dalla Dr.ssa Paola Sorgente Coordinatrice delle attività di Orientamento dell’Università del Sannio,presso la sede dell’ISFOL di Benevento . L’incontro era rivolto agli operatori dell’orientamento e si proponeva di offrire i dati dello scenario in merito alla crisi socio-economica e culturale, svolgendo un’analisi ragionata degli indicatori e degli indici della crisi, al fine di costruire una riflessione critica sui possibili percorsi di orientamento. All’incontro hanno partecipato molti operatori provenienti da tutta la regione tra questi una nutrita delegazione dei Centri di Orientamento Professionale della Regione Campania del Settore Tecnico Amministrativo Provinciale di Caserta guidati dal Dirigente di Servizio Giovanni Antuono e una rappresentanza dei Centri per l’Impiego della provincia di Caserta. Il Prof. Vespasiano nel suo intervento ha analizzato i rischi e i pericoli nel periodo di crisi economica attuale, prendendo a riferimento i fattori della crisi. Le risorse per costruire un futuro migliore devono avere come indicatori di sintesi principale i tassi di disoccupazione e i tassi di occupazione. L’analisi del prof. Vespasiano ha messo in risalto anche la crisi di identità della scuola italiana che si manifesta con la perdita di autorità e l’assunzione responsabile dei ruoli. Oggi più che mai se si vuole fare un buon orientamento, in un periodo di crisi profonda come quella attuale, bisogna ricorrere ad una progettazione dei servizi che sia garantita da un sistema di rete territoriale con altri soggetti. L’orientamento ha bisogno di mettere al centro dell’attenzione il soggetto orientato per raccoglierne i bisogni e dare delle risposte che durante il rapporto relazionale diano una credibilità all’orientatore. La Dott.ssa Paola Sorgente, riguardo all’orientamento universitario, ha evidenziato l’importanza di lavorare insieme ad altri soggetti per raggiungere un unico obiettivo, illustrando un percorso di comunicazione credibile in una metodologia di rete che fa riferimento a strumenti innovativi come un Portale Web dell’Orientamento, una Piattaforma di E-Learning, il Digitale Terrestre e una Web-TV interamente gestita da giovani universitari.

Pietro Rossi

La Via Lucis per le vie del paese fino al cimitero di Piedimonte Matese.




PIEDIMONTE MATESE. Come ogni anno, in occasione della commemorazione dei defunti è stata organizzata dai Parroci di Ave Gratia Plenae Don Emilio Salvatore (nella foto a destra) e di S.Maria Maggiore Don Alfonso Caso (nella foto a sinistra), la Via Lucis( via della luce), rito nel quale si ricordano e si celebrano gli eventi della vita di Cristo e della Chiesa. Alla processione, che anche quest’anno ha raccolto tanti fedeli, è partita da piazza Carmine attraversando tutto il paese per giungere al cimitero, dove i parroci hanno celebrato l’Eucarestia, hanno partecipato in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale, oltre al sindaco Avv. Vincenzo Cappello anche l’assessore Pinuccio Riselli, il consigliere comunale Domenico Ferraiuolo e Renato Ricca presidente del Consiglio Comunale. Come sempre, il regolare afflusso di fedeli nella zona cimiteriale è stato assicurato dall’opera del Corpo di Polizia Municipale guidato dal Comandante Domenico Renga, che ha saputo coordinare il traffico veicolare predisponendo una serie di sensi unici, evitando il nascere di caos e disturbi alla tranquillità dei visitatori. Evidenti all’interno del cimitero i lavori di manutenzione a cui è stata sottoposta la struttura piedimontese, predisposti dall’Amministrazione Comunale per mantenere il giusto decoro all’interno dell’area sacra. Nuove aiuole, ritinteggiatura delle strutture, il prato verde, e decorazioni floreali hanno reso il tutto esteticamente più gradevole.


Pietro Rossi

Parte il nuovo corso in biblioteconomia all'Istituto di Scienze Religiose.


Caserta - E' ai nastri di partenza il nuovo corso in biblioteconomia organizzato dall'Istituto Superiore di Scienze Religiose "San Pietro" di Caserta. La facoltà, che lavora in strettissima sinergia con la Biblioteca del Seminario Vescovile (nella foto), darà il via per i primi di dicembre a un corso della durata di 48 ore che consentirà il rilascio di un attestato di partecipazione e il conseguimento di sei crediti formativi universitari. L'evento, a numero chiuso, sarà destinato a un massimo di 15 persone e avrà un costo indicativo di 150 euro. Per qualunque informazione è possibile rivolgersi alla segreteria dell'istituto al numero 0823/214573 il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 10.30 alle 12.30 e dal lunedì al giovedì dalle 16.00 alle 18.00. "Fornire ai partecipanti conoscenze e competenze in merito ai fondamenti teorico-pratici della biblioteconomia e della catalogazione dei beni librari. Questo – spiega il responsabile della biblioteca diocesana don Nicola Lombardi - l'obiettivo principale del ciclo di incontri formativi". Formazione, dunque, ma anche sbocchi occupazionali. Il corso, infatti, risponde all'esigenza di fornire al personale destinato alle biblioteche di enti e associazioni gli strumenti necessari per la catalogazione informatizzata e la gestione delle strutture. "Un'iniziativa – prosegue don Lombardi – che ancora una volta mostra la volontà della diocesi, attraverso le proprie strutture formative universitarie, di servire i giovani offrendo formazione e la cittadinanza tutta rilanciando anche quest'anno la biblioteca diocesana, forte dei suoi 30mila volumi alcuni dei quali risalenti al Cinquecento, come polo di aggregazione culturale della città". La metodologia didattica prevede l'utilizzo di attività pratiche, con una particolare attenzione alle simulazioni e alle esercitazioni. Gli allievi avranno a disposizione dispense e materiale didattico, computer collegato a indice di prova sbn concesso dall'Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle Biblioteche Italiane, proiettore e schermo per didattica interattiva e diretta.


Fonte : comunicato stampa

Forum internazionale sull’orientamento a Genova.


L’Area Politiche per l’Orientamento dell’Isfol, il Centro Euroguidance Italy, la Rete Nazionale di Diffusione Euroguidance, insieme con la Regione Liguria e L’Università di Genova, organizzano il 12 e 13 novembre 2009, presso la Fiera di Genova, il Forum Internazionale sull’Orientamento (www.forumorientamento.it), un’occasione di approfondimento e di confronto sui temi dell’orientamento. Il Forum si terrà presso la Fiera di Genova il 12 e 13 novembre 2009 e si colloca all’interno della manifestazione ORIENTAMENTI 2009 - Salone Regionale della Conoscenza, dei Talenti e delle Opportunità Fiera di Genova (11 - 14 Novembre 2009). L'evento riprende i concetti chiave della Carta di Genova (I Forum Nazionale sull'Orientamento, Genova 2001) che si proponeva di creare un sistema di orientamento, di sviluppare e riconoscere le professioni dell’orientamento, di diversificare le azioni di orientamento e di dare continuità alla riflessione collettiva sull’orientamento. L’edizione del 2009 vuole fare il punto sul lavoro svolto finora e intende soprattutto definire nuove strategie e prospettive future. Al Forum parteciperanno rappresentanti politici ed istituzionali, esponenti del mondo accademico nazionale ed internazionale, professionisti ed esperti del settore.I lavori, che si svolgeranno nel corso delle due giornate, sono così articolati:
12 novembre: apertura dei lavori in plenaria, a seguire cinque sessioni parallele (I professionisti: competenze e ambiti di intervento; Le reti nazionali e internazionali per l'orientamento: politiche per l'integrazione; L'orientamento tra lifelong e lifewide: modelli a confronto; Transizioni e benessere organizzativo; Regioni e Sistema Integrato di Orientamento);
13 novembre: sessione plenaria con i moderatori delle cinque sessioni del giorno precedente a cui farà seguito una Tavola Rotonda che ha l’obiettivo di approfondire le implicazioni operative dell’orientamento nei diversi sistemi. Per informazioni e visionare il programma: http://www.forumorientamento.it/


Fonte: ISFOL

MORLANDO DENUNCIA ALLA REGIONE CAMPANIA LE DIFFICOLTA' NELLA GESTIONE DELLA DEPURAZIONE DELLE ACQUE.


La Hydrogest Campania SPA, società che ha in concessione gli impianti e la rete di collettori per la depurazione dei liquami provenienti da molti comuni dell’hinterland napoletano e della provincia di Caserta, ha comunicato l’impossibilità del pagamento degli stipendi di ottobre ai circa 450 dipendenti. Già alla metà del luglio scorso, la protesta delle maestranze della Hydrogest mise in ginocchio il sistema di smaltimento dei reflui urbani ed industriali in tutti i suoi impianti di Cuma, Acerra, Foce Regi Lagni, Marcianise, Napoli Nord, compromettendo la stagione balneare a Napoli e Caserta. Adesso che è inverno i cittadini possono anche morire? Dove sono “quei” politici sempre pronti a mettersi in prima fila quando si accendono i riflettori …? L’ennesima farsa che si ripete periodicamente mentre gli scandali nel settore ambientale sono quotidiani…ma i responsabili, specialmente i dirigenti, quando verranno cacciati via e condannati ?
Tommaso Morlando (nella foto)
(Centro studi officina volturno)
DENUNCIA
Sono anni che si dicono le stesse cose…Riunioni infinite tra Hydrogest , Regione, Comuni, Prefetture e operai…alla fine hanno tutti ragione…ma non è così. Ci sono chiare responsabilità, sembra di assistere ad una nuova odissea tipo quella dei rifiuti. Da ex assessore all’ambiente del comune di Castel Volturno ho seguito da vicino e con grande attenzione l’evolversi di questa vicenda…I verbali delle riunioni a cui ho partecipato parlano chiaro.
Continuo a denunciare sempre la stessa cosa:
Perché il comune di Castel Volturno non chiede il danno ambientale causato dai comuni sprovvisti di impianti di depurazione ?
Perché le associazioni dei balneari si fanno sentire solo in estate?
Sono anni che denunciamo la cattiva gestione e nulla di concreto viene fatto…anche se gli errori partono da lontano….?
BASTA !!!
L’economia e non solo, del nostro territorio viene distrutta e i tempi di recupero non ci sono … cosa si aspetta ad intervenire con azioni forti e di denuncia eccezionali….visto che gli stessi amministratori della Hidrogest temono conseguenze penali?
I politici della provincia di Caserta e della regione Campania dove sono?
Seppur informati dettagliatamente, sono silenti …quindi: compiacenti e conniventi con questa gestione disastrosa…tra poco verranno a chiederVi i voti ….ricordatevi di cosa NON hanno fatto per il territorio… e .cacciateli fuori.
Tommaso Morlando
DICHIARAZIONI DELLA DIRIGEZA DELLA HIDROGEST
«Siamo pronti ad andar via anche domani. Ci stiamo rimettendo la faccia e temiamo conseguenze penali. O la Regione Campania ci garantisce quanto prima le condizioni per gestire i depuratori secondo le regole, o risolveremo unilateralmente la convenzione».
Enzo Papi, presidente di Hydro­gest (già top manager della Cogefar Impresit, coinvolta nelle inchieste di tangentopoli…) fa i conti con il bubbone dei cinque depuratori gestiti dalla sua società: Acerra, Cuma, Napoli Nord, Villa Literno e Marcianise. Impianti che cadono a pezzi nonostante nel 2003 la sua società (controllata al 90% da Termomeccanica) abbia vinto la gara di appalto proprio per adeguarli e gestirli.
Ieri l’ing. Papi ha partecipato al convegno sul ciclo integrato delle acque — promosso dall’assessore all’Ambiente di palazzo Santa Lucia, Walter Ganapini — e ha lanciato il suo ultimatum alla Regione. «Materialmente — ha spiegato — noi abbiamo iniziato a gestire i depuratori a novembre 2006, perché, per tre anni siamo rimasti in attesa che il Tar si pronunciasse sul ricorso degli altri concorrenti. Avremmo dovuto investire, certo, ma il Commissariato alle Acque avrebbe dovuto girarci i canoni per la depurazione fognaria dovuti dai Comuni o dagli enti che gestiscono per conto di questi ultimi la distribuzione dell’acqua. Non abbiamo avuto mai nulla. Vantiamo un credito di 50 milioni e intanto abbiamo dovuto fronteggiare le spese correnti, a cominciare dal pagamento degli stipendi ai circa 450 dipendenti ».
Ammette: «È vero, i depuratori che abbiamo ereditato sono altamente degradati. Nessuno di essi è in possesso delle autorizzazioni allo scarico, o forse solo qualcuno, ma con mille eccezioni». Aggiunge: «Non accetteremo di rimanere in questa situazione, inerti, esposti alle inchieste della Procura e alle critiche dell’opinione pubblica». A palazzo Santa Lucia Hydrogest chiede di rivedere la convenzione stipulata nel 2003 e di garantire nei confronti delle banche il credito vantato dalla società. In questo modo, è la tesi del gruppo partecipato al 40% da Banca Intesa, gli istituti di credito potrebbero finanziare gli investimenti indispensabili alla manutenzione dei depuratori e alla rifunzionalizzazione degli stessi, prevista dal project financing varato nel 2003.



01 novembre 2009

ANTICIPAZIONE DOSSIER CARITAS/MIGRANTES .


Può accadere che le persone migranti a causa delle difficili condizioni di vita siano portate a commettere dei reati, un fenomeno la cui lettura si presenta abbastanza complessa, anche a causa di dati scarsi e frammentati. Cercare di mettere ordine in questo delicato ambito è l’obiettivo della ricerca “La criminalità degli immigrati: dati, interpretazioni e pregiudizi”, promossa dall’Agenzia Redattore Sociale e realizzata dall’équipe del Dossier Statistico Immigrazione Caritas/Migrantes, di cui un’anticipazione è stata data ieri a Roma presso la Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi). Il testo sarà parzialmente riportato nel “Dossier Statistico Immigrazione”, che verrà presentato a fine ottobre, mentre la sua versione integrale sarà pubblicata nella prossima edizione della “Guida per l’informazione sociale 2010” a cura di Redattore Sociale, prevista per la fine di novembre. Uno dei risultati emersi dall’indagine è che, nonostante condizioni sociali e normative sfavorevoli, il “tasso di criminalità” degli immigrati regolari nel nostro Paese è solo leggermente più alto di quello degli italiani (tra l’1,23% e l’1,40%, contro lo 0,75%) e, se si tiene conto della differenza di età, questo tasso è uguale a quello degli italiani. A influire sulle dinamiche del fenomeno, infatti, sono le fasce di età più giovani, mentre il tasso di criminalità degli stranieri è addirittura inferiore tra le persone oltre i 40 anni. Gli stranieri regolari incidono sulle denunce all’incirca nella stessa misura percentuale in cui incidono sulla popolazione residente, come si legge anche nel “Rapporto sulla criminalità straniera in Italia” del Ministero dell’Interno. “Come si vede dai dati – ha commentato Franco Pittau, coordinatore Dossier Immigrazione Caritas-Migrantes – la crescita della popolazione immigrata non si traduce automaticamente in un’impennata della criminalità”. Infatti non esiste alcuna corrispondenza tra l’aumento degli immigrati regolari e l’aumento dei reati in Italia: tra il 2001 e il 2005, mentre essi sono cresciuti di più del 100%, le denunce nei loro confronti hanno conosciuto un aumento del 45,9%. Il Capo della Squadra Mobile di Roma, Vittorio Rizzi ha citato le cifre risultanti dall’attività investigativa sottolineando che, per quanto riguarda la città di Roma, sul totale delle denunce circa il 59% ha riguardato italiani e il 40% stranieri, mentre in merito agli arresti nel 43,63% dei casi si è trattato di italiani e nel 56,34% di stranieri. “Stiamo svolgendo un lavoro di rete con il pubblico e il privato sociale – ha aggiunto il Capo della Mobile – ma quello che ci preoccupa è il calo degli interventi di protezione sociale, scesi dai 109 del 2005 ai 31 di oggi”. Il coinvolgimento degli immigrati in attività criminose è legato in maniera preponderante alla condizione di irregolarità: oscilla infatti tra il 70 e l’80% la quota di irregolari tra le persone denunciate. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati ha precisato che, tra quanti entrano irregolarmente via terra o via mare, più della metà vengono riconosciuti come richiedenti asilo e meritevoli di protezione umanitaria. Laura Boldrini, portavoce Unhcr Italia ha precisato che “i rifugiati in Europa sono circa due milioni e mezzo, in Asia 17 milioni e in Africa 10 milioni”. Inoltre, nonostante sia molto alto il numero delle persone “di passaggio” in Italia per vari scopi, sia regolari (in esenzione non solo del permesso di soggiorno ma anche del visto) che irregolari, non esistono cifre attendibili sul loro turn over e dunque tale platea non viene inclusa nei calcoli sul tasso di criminalità che, di conseguenza, viene maggiorato rispetto al reale. La precauzione a non equiparare gli irregolari con i delinquenti viene suggerita anche dal fatto che, tra gli attuali 4 milioni di cittadini stranieri residenti in Italia, almeno 2 milioni siano stati irregolari per un periodo più o meno lungo a causa della complessità della normativa sugli stranieri e della capacità di attrazione del circuito del lavoro nero.


Fonte: ISFOL

RAPPORTO CARITAS: IN CAMPANIA SIAMO PIENI DI IMMIGRATI.


CASERTA. Secondo l'Istat in Campania risiedono 131.500 immigrati regolari, cioé il 3,4% dei migranti regolari che soggiornano in Italia; riferita al solo Meridione, la percentuale sale al 37,3%, mettendo la Campania al primo posto tra le regioni meridionali quanto a presenza di immigrati e al settimo nella classifica nazionale, dopo Lombardia, Veneto, Lazio, Emilia Romagna, Piemonte e Toscana. A queste cifre va aggiunta una stima di 50 mila immigrati senza permesso di soggiorno. Sono alcuni dei dati contenuti nel dossier Immigrazione della Caritas, che sarà presentato il prossimo 23 novembre a Napoli, nell'università Parthenope in via Petrarca. Secondo quanto emerge dallo studio, la presenza migratoria negli ultimi dieci anni è più che raddoppiata; rispetto ai dati Istat relativi al 2007 e al 2008, c'é stato un ulteriore incremento del 14,4%. La ripartizione provinciale delle presenze vede al primo posto Napoli con il 46,6%, seguita da Salerno (22,8%), Caserta (19,7%), Avellino (7,2%) ed infine Benevento (3,7%). Salerno e Caserta sono però, rispettivamente, terza e quarta tra le province meridionali per numero di immigrati, dopo Napoli e Bari. Tra le comunità maggiormente presenti in Campania, Ucraina, Marocco, Polonia, Cina, Algeria e Romania.


c.s.

IL COMUNE DI PIEDIMONTE MATESE RICHIEDE I FINANZIAMENTI PER COMPLETARE I PARCHEGGI DI PIAZZA DE BENEDICTIS.




Piedimonte Matese. Ancora fermo il cantiere per i lavori del parcheggio seminterrato di Piazza De Benedictis di fronte alla Residenza Municipale di Piedimonte Matese. Il progetto come si ricorderà fu approvato dalla Giunta guidata dall’Avv. Carlo Sarro, i lavori iniziarono nel giugno 2006 sotto la Giunta Musto e furono sospesi nel Dicembre 2006 per problemi atmosferici. L'Amministrazione Comunale, grazie all’impegno dell’assessore ai Lavori Pubblici Antonio Ferrante (nella foto), sta lavorando alacremente per completare non solo il parcheggio, ma per riqualificare l’intero centro storico adiacente. Il Comune di Piedimonte Matese ha avanzato alla Regione Campania una richiesta di finanziamento di circa 1milione e 200mila euro: i fondi andrebbero quindi a sommarsi ai precedenti 700mila euro già stanziati in base al progetto iniziale e permetterebbero di sciogliere il nodo della falda acquifera. Durante questi ultimi anni ,enormi sono stati i disagi e le ripercussioni sul traffico e sulla normale viabilità, che hanno ormai esasperato i residenti e gli automobilisti. L’Assessore ai Lavori Pubblici Antonio Ferrante, ha precisato che dopo le dimissioni dei vecchi direttori dei lavori in quanto nominati responsabili dell’Ufficio Tecnico Comunale dalla Giunta Musto, gli stessi continuarono la direzione lavori d’ufficio, una volta terminata la Giunta Musto i loro mandato è decaduto pertanto la Giunta Cappello ha dovuto procedere a nominare dei nuovi tecnici. I nuovi Direttori dei lavori sono stati individuati, dopo un regolare bando pubblico, nelle persone dei tecnici Ferdinando Luminoso, Filippo Mercorio e Luigi Santoro, i quali dovendo assolvere al loro compito hanno dovuto fare una revisione contabile delle opere da eseguire per la realizzazione dei lavori. Adesso non resta che attendere il termine dell’istruttoria in corso, quando la Regione Campania si dovrà pronunciare relativamente ai finanziamenti richiesti dal Comune di Piedimonte Matese per il completamento dei lavori del maxi parcheggio sotterraneo di piazza De Benedictis.

Pietro Rossi

I COOPERATORI SALESIANI DI PIEDIMONTE ELEGGONO IL NUOVO CONSIGLIO.


Piedimonte Matese. Lo scorso 18 Ottobre la famiglia salesiana di Piedimonte Matese ha vissuto un momento davvero importantissimo: l’elezione del nuovo Consiglio dell’Associazione Salesiani Cooperatori per il triennio 2009-2012. Sulla scorta dell’encomiabile lavoro svolto dal consiglio uscente nel triennio precedente, si è proceduto, come da regolamento, a nuove elezioni scegliendo 6 cooperatori che, assieme al delegato salesiano Don Carmine Del Vecchio, fanno parte del nuovo consiglio. Il consiglio eletto, assieme a quello uscente, si è riunito il 29 Ottobre stabilendo le seguenti cariche: Roberto Sperandio coordinatore, Cinzia Arena segretaria e vice-coordinatrice, Loredana Civitillo: amministratrice, Rosetta Di Marco: responsabile formazione, Gianni Amendola: responsabile relazioni esterne, Franca Di Marco: responsabile famiglie. Cruciale sarà l’impegno del nascente consiglio, in considerazione delle numerose attività da portare avanti e della situazione dell’Oratorio, che nei prossimi mesi dovrà essere chiarita da parte delle autorità preposte.

Pietro Rossi

Natale 2009 alla riscoperta dei borghi santangiolesi.


Sant’Angelo d’Alife. Dal 6 dicembre al 6 gennaio il paese di Sant'Angelo d'Alife si prepara all'arrivo del periodo natalizio in tutto il suo insieme. In una suggestiva atmosfera natalizia, i cittadini avranno la possibilità di incontrarsi e curiosare tra i vari borghi santangiolesi le tante proposte offerte .....dal Mercatino di Natale .....degustazione dei prodotti tipici....spettacoli musicali ....l'arrivo di Babbo Natale, il tutto accompagnato da sottofondo di musiche natalizie. Molte le attrazioni e momenti emozionanti sia per i bimbi e sia per gli adulti.


c.s.

Passano gli anni ma non migliorano le condizioni del “caro estinto”.


GALLO MATESE. Passano gli anni, passano le Amministrazioni Comunali, passano le Giunte e gli Assessori (solo i sindaci restano sempre gli stessi, sic!) ma non migliorano le condizioni del cimitero comunale di Gallo Matese, anzi, se possibile, peggiorano. Innanzitutto, si è dimostrato sicuramente un errore progettuale la imponente costruzione della nuova ala del cimitero, con l’edificazione massiccia di cappelle gentilizie, nuovi loculi ed ossari, per un importo di circa un miliardo del vecchio conio: oltre a mancare ogni forma di collegamento tra la vecchia area e i nuovi sepolcri (bisognerebbe spostare qualche illustre cappella), anche all’occhio del semplice osservatore si nota una totale differenza tra le due zone, creando anche nell’ultima meta differenze sociali. Da un punto di vista strettamente economico, l’opera si è dimostrata fallimentare: il Comune non riesce a completare l’edificazione perché non riesce a vendere (o forse ad incassare) i numerosi loculi ed aree edificabili per le cappelle gentilizie, tanto che è scaduto lo scorso settembre l’ennesimo invito dell’Amministrazione a contattare la segretaria comunale per le stipule definitive dei contratti. Non se la passano tanto meglio i poveri defunti ospitati nelle nuove cappelle. Invero, ancora non è noto se i lavori siano ufficialmente finiti (ed allora non si spiegano le notevoli differenze rispetto all’originario progetto) oppure se i lavori siano ancora in corso, quindi non collaudati (ed allora non si spiega come sia stato possibile consentire le sepolture nella nuova ala)… In ogni caso, nonostante i lavori di sistemazione dei marmi dell’accesso secondario, realizzati dalla ditta del vicesindaco Assalone (ebbene si), è difficile l’accesso alla nuova zona, praticamente rimasto lo stesso rispetto all’anno scorso quando, ricordiamo, era molto difficile recarsi a portare un fiore a chi ci ha lasciato e neppure il parroco nel giro di benedizione riuscì a raggiungere i defunti nelle nuove sistemazioni.
Disadorno anche il vecchio viale alberato di ingresso, dal quale sono stati portati via i pini secolari e depositati chissà dove (in realtà si sa chi li ha “acquistati”, ma meglio tacere).
Non parliamo delle condizioni della strada che da via Piana porta al cimitero: il passaggio degli autotreni per i lavori di ampliamento ha aggravato le condizioni del manto stradale, già di per sé precarie, che durante l’anno obbliga i cortei funebri a grotteschi slalom, manca un marciapiedi che possa dirsi tale. Ad aggravare la situazione, se è possibile aggravare tale scenario, l’istallazione di una grossa antenna proprio nel cimitero, pare per la connessione ad internet e la previsione del posizionamento anche nel cimitero comunale degli impianti fotovoltaici previsti dal bando in pubblicazione presso il Comune. “Riposino in pace” dice la pietà cristiana: ma ne siamo sicuri?

Fonte: reporter1970@libero.it

Bucciero (Udc) su ordinanza “Invernale 2009” per il settore commercio.


Pietramelara - "Da qualche giorno è stata emessa l'ordinanza "Invernale 2009" per il settore commercio, che avrà valore sino all'entrata in vigore dell'ora legale 2010. Sostanzialmente rimane l'ossatura precedente, già di per sé ampliamente innovativa, con qualche ulteriore piccola modifica. Infatti l'amministrazione sia per venire incontro all'esigenze degli esercenti che per meglio garantire il servizio al pubblico, da qualche anno consente ai titolari degli esercizi commerciali di poter scegliere la chiusura obbligatoria settimanale in una rosa di giornate, previo tempestiva comunicazione all'ente comune ed avviso esposto in evidenza nell'esercizio. Inoltre si consente la proroga della chiusura oltre l'orario rituale nelle festività patronali e religiose, nonché quando si organizzano particolari eventi e/o manifestazioni, anche con apposite disposizioni. Per ciò che concerne l'ultima ordinanza è opportuno evidenziare che nella festività del primo novembre, ricadente di domenica, nel rispetto della giornata non si terrà il rituale mercato cittadino e contestualmente tutti i negozi rispetteranno la giornata di chiusura, con eccezione dei fiorai che potranno restare aperti facoltativamente tutta la giornata. Identica deroga solo per i fiorai nella giornata del due novembre, nell'ipotesi in cui questa ricada nella chiusura obbligatoria settimanale. Per il periodo natalizio sono previste alcune deroghe per tutti i settori alimentari e non. Nello specifico dal primo dicembre 2009 al nove gennaio 2010 sono sospese la chiusura infrasettimanale e domenicale, con alcune eccezioni: durante la festività dell'immacolata concezione apertura facoltativa dalle ore 8:00o alle ore 13:30; possibilità di proroga della chiusura sino alle ore 23:00 nelle giornate del 24 e 31 dicembre 2009 e 5 gennaio 2009; chiusura obbligatoria nelle giornate del 25 e 26 dicembre 2009 e 1 gennaio 2009; apertura facoltativa dalle ore 7:00 alle ore 13:00 nella giornata del 6 gennaio 2010; durante la festività del martedì grasso (carnevale) apertura facoltativa dalle ore 8:00o alle ore 13:30".


Fonte : comunicato stampa

Basta ciarlatani. Stop a maghi e veggenti.


Sono circa 8 milioni (22mila al giorno) le persone che si rivolgono a maghi, astrologi e cartomanti. ecc. (sembra che siano almeno 26 mila questi improvvisatori). Chi chiede aiuto è nel 60% una donna fra i 45 ed i 52 anni di basso livello di istruzione e residente in provincia. Creduloni divisi equamente fra Nord e Sud, in testa per sensitivi, cartomanti, ecc. Milano, ma Napoli è già ad una incollatura. I problemi da risolvere? Sentimentali e fortuna. 6 su 100 sporgono denuncia in caso di truffa o presunta tale. Ovviamente l’aggancio principale avviene attraverso la t .
Telefono Blu Consumatori lancia una nuova iniziativa per tutelare le vittime di maghi e veggenti. Si tratta di veri e propri reati come la truffa, l'estorsione, la violazione delle privacy e la pubblicità ingannevole. Che si chiama STOP AI CIARLATANI.
Giornali specializzati, annunci pubblicitari in tutti i periodici settimanali e mensili e anche in molti quotidiani, ma anche le Pagine Gialle alla voce "Astrologia, cartochiromanzia e occultismo". Cresce sempre di più il ricorso ad Internet (sono migliaia i siti dedicati) ove si moltiplicano in modo impressionante i siti dedicati ed i numeri telefonici a pagamento (collegati soprattutto alle dirette tv) che sono sempre di più la fonte principale di guadagno. Ma sicuramente il fenomeno si manifesta soprattutto attraverso la tv: emittenti locali, regionali e nazionali dedicano ore e ore non solo agli spot ma alla presenza di questi improvvisati personaggi. .Lettura dei tarocchi, vendita di talismani ed amuleti che promettono ovviamente amore e felicità, Si arriva in molti casi a veri e propri riti esoterici che permetterebbero di parlare su con i cari estinti o per la guarigione di malattie terribili. In questo periodo e complessivamente nell'arco dell'anno, Telefono Blu ha calcolato che le richieste per motivi di amore sono ritornati davanti alle richieste per la salute. Di fatto si stima che sia di circa 8 milioni il pubblico coinvolto. 1 su 2 di fatto si fa pronosticare l'amore 1 su 3 salute 1 su 4 lavoro e felicità. Difficile invece stimare quanto siano gli introiti dei ciarlatani ma si tratta di diverse centinaia di milioni, visti anche i costi per utilizzare gli spazi televisivi. Nonostante esistano regole ben precise controllare il fenomeno e' veramente impossibile. Il guaio e' che, sostiene Telefono Blu Consumatori, un numero sempre maggiore di giovani soprattutto ragazze sembrano credere a questi maghi ed il fenomeno e' molto più presente nel Sud Italia. Ovviamente questi signori che gestiscono un lucroso giro di affari se ne fregano dei danni economici e anche di salute e psicologici che provocano sugli utenti. Secondo l'associazione che ha stilato una raccolta in codice i reati principali sono evasione fiscale, esercizio del mestiere di ciarlatano, circonvenzione di incapace, estorsione, esercizio abusivo della professione (medico psichiatrica) abuso credulità popolare e truffa aggravata, pubblicità ingannevole ecc.
Le richieste in crescita come dicevamo sono in merito alla voce amore, sono determinate soprattutto dai giovani, che trovano in questa modalità presunti valori anche nel terzo millennio. Ma sono cose estremamente pericolose perché possono creare problemi molto seri.
Telefono Blu poi ha costruito un apposito decalogo di autodifesa.
1. non incontrare mai da soli e registrare ogni conversazione
2. non parlare della propria vita privata e soprattutto non fornire mai recapiti personali ed informazioni facili preda di ricatti
3. attenzione perché pretendono sempre denaro in anticipo, e conviene in ogni modo pagare con carta di credito ed assegni (no postdatati) per poter documentare la truffa
4. meglio farsi scrivere le presunte prestazioni obiettivo dell'indagine
5. intervenire al fine di non far coinvolgere bambini ed adolescenti
6. attenzione ai presunti testimonial, o immagini sacre e non sono solo strumentalizzazione
7. non firmare nulla e per nessun motivo
Denuncia chi ti ha raggirato, non lasciare impunito il delitto commesso nei tuoi confronti. Autodifenditi. Invia richiesta di aiuto a Telefono Blu
02.76003013 / 06.37518881 / 081.5517256 / http://wm7.email.it/webmail/wm_5/newmsg.php?us=cmVkYXppb25lLmNvcnJpZXJlbWF0ZXNlQGVtYWlsLml0&sid={4830705834AED7572C0869-4AED7572C1039-1257076082}&to=telblu@tin.it http://www.telefonoblu.it/



31 ottobre 2009

Posizione Europea in vista del vertice di Copenaghen sul clima.


Roma. Il prossimo Dicembre, dal 7 al 18, si terrà a Copenaghen il vertice mondiale sul clima che proverà a trovare una posizione comune sulla tematica della riduzione delle emissioni.
Nell'ambito di questo importante negoziato, che mira a trovare l'accordo sul quadro di impegni che dovrebbe sostituire il Protocollo di Kyoto, l’UE (la Commissione, ma anche il Consiglio dei Ministri dell’ambiente tenuto il 21 u.s) sta puntando ad un patto ambizioso e di ampia portata per evitare che il surriscaldamento planetario raggiunga i livelli pericolosi prospettati dalla comunità scientifica, vale a dire un aumento della temperatura di oltre 2°C rispetto alla situazione preindustriale.
I dati scientifici rivelano che, per rimanere entro questa soglia, i Paesi industrializzati dovranno ridurre le proprie emissioni di gas serra del 25‐40% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2020, mentre entro lo stesso anno i Paesi in via di sviluppo si vedranno costretti a limitare la rapida crescita delle proprie emissioni a circa il 15‐30% rispetto alla situazione attuale.
È necessario poi che le emissioni complessivamente a livello mondiale si riducano ulteriormente di almeno il 50% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2050. L’UE ha dimostrato di essere all’avanguardia in questa battaglia impegnandosi unilateralmente a ridurre entro il 2020 di almeno il 20% le proprie emissioni rispetto ai livelli del 1990 e, per raggiungere l’obiettivo fissato, sta attuando il pacchetto legislativo su clima e energia accompagnato da un programma di misure per l’efficienza energetica.
Si è inoltre impegnata ad abbattere le emissioni del 30% se altri Paesi industrializzati accetteranno di realizzare riduzioni comparabili e se i Paesi in via di sviluppo più avanzati economicamente daranno un contributo adeguato all’accordo.
Il coinvolgimento di tutte le nazioni del mondo, a partire da Usa e Cina e le altre emergenti, per un impegno globale sul problema più importante per tutte le generazioni future, costituisce la condizione indispensabile per avere risultati concreti. Si rischia in caso contrario un fallimento complessivo, analogo a quello registrato dal Protocollo di Kyoto.
Nel nostro Paese occorre poi essere coerenti, definendo le misure necessarie per la riduzione delle emissioni, per il risparmio energetico, per le rinnovabili, ripristinando i fondi per il ministero dell’Ambiente, drasticamente tagliati dalla Finanziaria. Altrimenti, come al solito su questo tema, spenderemo solo parole, senza produrre fatti, ponendoci in mora rispetto agli impegni già assunti, con conseguenti multe rilevanti. Vi alleghiamo per maggiore informazione il Documento che il Sindacato Europeo ha elaborato in vista della riunione dei Ministri dell’ambiente del 21 u.s. e del Prossimo Consiglio Europeo dei Governi che si terrà il 29‐30 ottobre su questo tema.
Fraterni saluti. CARCASSI
ALL.

Nel Comitato Esecutivo del 21 ottobre 2009, la CES (Confederazione Europea dei Sindacati) ha approvato una risoluzione Il cambiamento climatico, le nuove politiche industriali e le fuoriuscite dalla crisi’ , che sarà presentata al prossimo vertice di Copenaghen.

La CES rivendica la necessità di un accordo internazionale ambizioso e una giusta transizione sociale.

(Questi messaggi sono inviati dalla CES al ‘Consiglio Ambiente’ del 21 ottobre e al Consiglio Europeo del 29-30 ottobre).

La CES chiede:

· un accordo internazionale ambizioso, vincolante ed esaustivo finalizzato a limitare l’aumento globale delle temperature ad un massimo di 2°C, nel rispetto degli scenari stabiliti dal Panel Intergovernativo sul Cambiamento Climatico (IPCC), riducendo dal 25 al 40% i livelli del 1990 nei Paesi industrializzati;
· un accresciuto contributo europeo per finanziare la riduzione mondiale del cambiamento climatico;
· migliorare la governance europea, rafforzare l’ambizione del rilancio europeo, soprattutto attraverso l’attuazione di politiche comunitarie più forti in materia industriale e della ricerca;
· la legislazione sul cambiamento climatico deve prevedere misure significative in tema di competitività internazionale, in grado di garantire che i Paesi privi di un rigoroso programma sulle emissioni non beneficeranno di vantaggi non equi, ed in particolare:

1. la creazione di una ‘Agenzia Europea’ incaricata di fissare parametri oggettivi di riferimento (benchmarks) e di generalizzare a tutti i prodotti la tracciabilità del carbonio, ‘Agenzia’ aperta ai partners sociali;
2. la definizione, per mezzo di una Direttiva, di regole chiare insieme a strumenti legislativi appropriati per il mercato del carbonio, al fine di evitare tanto le speculazioni sulle quotazioni quanto le fluttuazioni troppo accentuate, e di costruire i legami fra il mercato europeo e gli altri mercati regionali;
3. favorire iniziative globali coordinate in materia di Ricerca e Sviluppo (R&D), condividere la conoscenze scientifiche, sviluppare e diffondere le tecnologie verdi su scala mondiale attraverso politiche di trasferimenti tecnologici e regole sulla proprietà intellettuale equilibrate, tenendo conto nello stesso tempo di questi bisogni e degli obiettivi sociali ed economici dei finanziatori della R&D.


Per il movimento sindacale europeo, è essenziale mettere in campo una politica industriale europea ‘povera di carbonio’, basata su una dinamica di coordinamento industriale comunitario, che permetta di andare oltre alle divisioni intra-europee e agli effetti perversi delle esigenze di guadagni a breve da parte degli investimenti industriali. Questa strategia europea ‘povera di carbonio’ di transizione deve basarsi sui principi della Giusta Transizione: dialogo fra Governo, industria e sindacato, e altri soggetti interessati al cambiamento economico e industriale; posti di lavoro verdi e decenti; investimenti nelle tecnologie ‘povere di carbone’; nuove professionalità ‘verdi’.

In questo contesto, i Sindacati europei chiedono:

· a livello europeo, la creazione di uno strumento (coordinando innanzitutto gli strumenti esistenti, come i ‘consigli di settore’), che permetta di assicurare un’azione preventiva sulle transizioni socio-economiche e che rafforzi il dialogo fra i partners sociali e i pubblici poteri.
In questo quadro, l’Unione Europea deve impegnarsi in merito alle sfide delle ristrutturazioni industriali sulle quali è aperto il confronto con i nuovi Stati membri;
· le piattaforme tecnologiche europee, integrando le tecnologie di prodotto e di processo ‘povere di carbone’, dovranno fare partecipare le Organizzazioni Sindacali ai loro sistemi di governance, ed anche tenere conto, nei lavori delle loro task-forces, delle valutazioni e delle proposte del suddetto ‘comitato di azione preventiva’;
· la creazione di un Fondo internazionale e di un Fondo europeo, finalizzati a facilitare lo sviluppo di tecnologie ‘a debole emissione di carbonio’, così come di tecnologie basate sull’efficienza energetica e sulle energie rinnovabili nei Paesi in via di sviluppo, insieme alla sviluppo di politiche per l’occupazione basate sulla sicurezza sociale, sulla promozione del lavoro decente, sui servizi pubblici;
· una crescita ‘verde’ dell’economia che sia in grado di mantenere e di creare posti di lavoro di qualità e socialmente avanzati, attraverso tutta quanta l’economia.


FONTE: UIL -ambiente

INAUGURATO A VAIRANO PATENORA IL NUOVO SPAZIO ESPOSITIVO MARSEGLIA HOME.


VAIARNO PATENORA. Tutto cominciò nella Londra vittoriana: la Great Exhibiton del 1851 raccolse per la prima volta sotto le modernissime volte in vetro ed in ferro del Crystal Palace i prodotti “dell’industria e della tecnica di tutte le nazioni”. Nacque così il DESIGN : un genere ed uno stile che in un secolo e mezzo ha dato vita ad un campo culturale, ad una professione, perfino ad una disciplina universitaria. Ed oggi rappresenta il settore più fiorente del “made in Italy” nel mondo . Di quel laborioso equilibrio ogni volta raggiunto tra componenti artistiche e tecniche nell’oggetto d’uso quotidiano, che risponde al principio etico ed estetico di portare la bellezza in ogni casa si fa promotrice e divulgatrice da anni Marina Marseglia . Il nuovo spazio espositivo MARSEGLIA HOME che ha inaugurato sabato scorso a Vairano Patenora si propone come un luogo di incontro ideale in cui arredo, complementi ed oggettistica si fondono in una sintesi armonica di gusto e di modernità. L’evento di apertura è stato arricchito dallo spettacolo dei trampolieri del gruppo “Quelli del Grock” ( tra i fondatori il regista Maurizio Nichetti) ed, alle raffinate esecuzioni musicali del duo Fabio e Sandro Gemmiti. Contemporaneamente, a dare subito un forte messaggio sulla valenza culturale dello show room la presenza della Galleria d’Arte Contemporanea “Via Metastasio 15” di Roma che ha esposto opere pittoriche di artisti affermati anche in ambito internazionale accanto a pezzi unici di design realizzati da maestri artigiani . Un primo appuntamento di un calendario che in futuro offrirà presentazioni e conferenze con appassionati ed esperti del settore. Per essere un progetto imprenditoriale e culturale la sfida si presenta doppiamente affascinante .

Fonte:Comunicato Ufficio stampa MARSEGLIA HOME

No a feste pagane, né a lusso e sfarzo nei cimiteri per ricordare i nostri cari. Sì alla preghiera, alle opere di bene e a raccoglimento.


"No a feste pagane, né a lusso e sfarzo nei cimiteri per ricordare i nostri cari. Sì alla preghiera, alle opere di bene e al raccoglimento", è quanto scrive in una Nota personale alla vigilia dei Santi e antivigilia dei Morti il teologo campano, padre Antonio Rungi. "Ricordare i nostri cari passati a miglior vita - afferma padre Rungi- è pregare per loro, fare del bene a chi ne ha bisogno, vivere nel silenzio e nel raccoglimento queste sante giornate di riflessione e meditazione sul senso della nostra vita e del nostro morire. No alle feste pagane che non si addicono alla nostra cultura e fede cattolica e al vero culto dei morti. Al contrario in molre situazioni la commemorazione dei defunti si sta trasformando in una vera e propria rincorsa a chi fa di più, a chi abbellisce di più e meglio la tomba, la cappella di famiglia e i luoghi ove sono conservate le spoglie dei nostri cari. I nostri defunti hanno bisogno di opere di bene, di carità vera, di suffragi, silenzio, preghiere e soprattutto riconciliazione. Spesso si va sulla tomba degli stessi genitori e fratelli e sorelle non si parlano neppure, sono divisi tra loro. La morte dei propri cari invece di unificare le famiglie spesso le divide per motivi effimeri, economici, di divisione dei beni e delle proprietà. La morte così dei propri cari è occasione di alimentare la divisione nelle famiglie. Quanta soffenza continuano a patire i nostri cari che sono nelle mani di Dio o sono nella condizione di purificazione. Il 2 novembre dovrebbe essere una gionata di riconciliazione nelle nostre famiglie, tra i nostri cari ed amici. In realtà si riduce ad una pura formalità, ad un rito che di religioso vero e profondo conserva ben poco, tanto che la commemorazione dei defunti è occasione in molte parte per trasformate in festa pagana, una memoria cristiana che ancora tanti avvertono nella sua autenticità e soprattutto portata interiore e come occasione per rivedere la loro vita nella prospettiva dell'eternità di Dio". Ed un appello forte a quanti in questi giorni si recheranno a far visita ai propri cari nei tanti cimiteri d'Italia. "No trasformate il camposanto in un teatro, in palcoscenico, in un luogo di incontro qualsiasi, ma rispettate la sacralità del luogo e la santità del luogo, lo stesso termine ci indica dove siamo e per quale motivo veniamo in questo giorno dedicato ai nostri cari. Quindi silenzio, rispetto, discrezione, riservatezza, senza sfarzi e ostentazione di un potere economico che con la morte non ha senso e tantomeno deve essere manifestato in questo giorno di penitenza, lutto e conversione vera al bene, alla giustizia e all'amore che trova la sua sorgente in Cristo, morto e risorto per noi".

Padre Antonio Rungi - teologo morale

PRESENTATO IL PROGETTO DI RECUPERO DEL PALAZZO DUCALE DI PIEDIMONTE MATESE.




PIEDIMONTE MATESE. L'amministrazione comunale di Piedimonte Matese, retta dal sindaco Vincenzo Cappello, ha presentato ufficialmente, ieri mattina in una breve conferenza stampa, la progettazione degli interventi di restauro dell'immobile denominato Palazzo Ducale che sarà presentata alla Regione Campania nell'ambito del bando “Edifici pubblici sicuri”, bando che concede il finanziamento di progetti finalizzati all'adeguamento statico-funzionale degli edifici pubblici destinati alla collettività. Il finanziamento consentirà l'acquisto dell'intero complesso e il suo recupero funzionale. Dopo l'ok del Consiglio Comunale riunitosi in data 20/10/2009, l'amministrazione procede dunque alla candidatura del progetto al finanziamento regionale.
Si avvicina così il conseguimento di un traguardo importante per la città di Piedimonte Matese, un percorso che ha avuto avvio quando l'amministrazione ha acquistato un immobile adiacente al Palazzo, utilizzando fondi derivanti dalla rinuncia alle indennità di caricada parte del Sindaco e di tutti gli amministratori. Soddisfatto il sindaco Cappello, che ha commentato: “E' un progetto ambizioso per la città di Piedimonte Matese, già uno dei punti cardine del programma elettorale di Piedimonte Democratica. Ci siamo adoperati per riuscire ad ottenere le giuste risorse, mi auguro che la Regione ci conceda questi finanziamenti”.
Al “Progetto di recupero, restauro, ed adeguamento statico e funzionale del Palazzo Ducale”, hanno lavorato l'architetto Francesco Canestrini della Soprintendenza ai beni archeologici di Caserta unitamente all'ingegnere Pietro Terreri (responsabile comunale di questo progetto). “Bisognava fare qualcosa per il Palazzo Ducale, è una parte importante della nostra storia provinciale - ha commentato Canestrini - “assieme all'ing. Terreri siamo riusciti a fare un rilievo dell'intera struttura del Palazzo, in modo da valutarne poi il restauro, che sarà svolto in maniera tale da salvaguardare la tipologia dell'edificio e le opere d'arte in esso custodite”. Il progetto prevede una destinazione interamente pubblica della struttura, mirata alla rivitalizzazione del centro storico di Piedimonte Matese: si prevede un moderno polo culturale che oltre ad ospitare un museo della famiglia Gaetani e della storia del territorio, convegni e seminari, fungerà anche da centro informativo per la diffusione di notizie sulla cultura della Media Valle del Volturno e sugli itinerari turistici locali, nonché da vetrina per la produzione matesina ospitando laboratori artigianali e uffici di enti locali. Tutto ciò consentirà anche di dare alla struttura una sua autonomia finanziaria senza dover caricare le casse comunali dei costi di gestione della struttura.

Pietro Rossi

L’ASSOCIAZIONE LIBERA…MENTE VUOLE DAR VITA AD UN NUOVO SOGGETTO POLITICO INDIPENDENTE A CASTELLO DEL MATESE.


CASTELLO DEL MATESE. In prossimità della scadenza elettorale per le elezioni amministrative nel comune di Castello del Matese, dove si voterà presumibilmente il prossimo mese di Marzo, la locale Associazione LIBERA…MENTE intende dar vita ad un soggetto politico indipendente, che possa portare alla costituzione di una lista civica. L’Associazione LIBERA…MENTE di Castello del Matese è un movimento autonomo, ci spiega Geppy Zappulo, che ha origine dai bisogni dei cittadini e che cerca di comprenderli e di rappresentarli. Si fonda sul rispetto della persona, la partecipazione, la solidarietà, la trasparenza, la legalità. Parte dal territorio, dal nostro ambiente, dalle tradizioni della nostra comunità. E' una realtà nuova, libera, giovane, che pensa al futuro. Si propone di dare a Castello un'amministrazione stabile, solida, senza vincoli, attraverso un programma coraggioso, ma reale, e speriamo, condiviso. In questo momento di crisi della politica, in cui i partiti mirano a salvaguardare loro stessi, le proprie classi dirigenti e il proprio potere, abbiamo deciso di dar vita ad un’esperienza nuova per la politica comunale: un luogo di dibattito aperto, dove si possano affrontare temi e problemi del nostro territorio dal punto di vista dei cittadini. La politica, secondo noi, continua Agnese D’Errico, deve prima di tutto riappropriarsi dei principi fondanti: onestà, correttezza, trasparenza, competenza, merito, che sono i capisaldi della credibilità e della fiducia nei confronti di chi amministra. L’Associazione vuole rinnovare la politica locale, rigenerare ideali e passione politica, portare nelle istituzioni persone di qualità e di moralità ineccepibile, disposte ad osservare un codice etico di condotta. Crediamo che l’azione di chi ci rappresenta nelle istituzioni debba essere improntata esclusivamente al bene pubblico, senza condizionamenti di rendite personali o di partito. Le istituzioni devono essere “case aperte”, dove chiunque può accedere per vedere come si amministra e quali scelte vengono compiute dagli amministratori. Crediamo nei valori della pace,conclude Antonio Zappulo, della giustizia, della sostenibilità ambientale e sociale, della laicità dello stato, dei diritti individuali e crediamo che tali valori debbano ispirare l’azione dei nostri rappresentanti. Confidiamo di poter essere appoggiati dalla gente stanca del vecchio sistema politico in auge da decenni nel nostro comune. Confidiamo nei giovani, a cui da anni è stata tolta qualsiasi speranza. Confidiamo nelle persone per bene, che sono la maggioranza del popolo castellano. Questo è il nostro intento: dar vita ad un progetto politico, con cui poter finalmente rappresentare le istanze dei cittadini. Un progetto che possa dare al Comune di Castello del Matese un governo efficiente, in grado di affrontare i bisogni di ognuno nell’interesse di tutti !

Pietro Rossi

A Caserta migliaia di nuclei in affitto rischiamo la morosità.


Caserta - L'Istat ha diffuso i dati relativi al secondo trimestre 2009 secondo i quali la propensione al risparmio delle famiglie è stata inferiore di 0,4 punti percentuali rispetto al primo trimestre, il reddito lordo disponibile è diminuito dell'1%; il potere di acquisto, reddito disponibile in termini reali (luglio 2008-giugno 2009), è diminuito dell'1% rispetto al trimestre precedente (aprile 2008-marzo 2009), dell'1,2% rispetto al corrispondente (luglio 2007-giugno 2008). Aumentano le difficoltà delle famiglie che hanno ridotto la propensione al risparmio, la spesa e cominciano ad intaccare i risparmi, mentre il governo non ha messo in campo misure di sostegno ai redditi. Sempre di più quelle che si collocano sotto la soglia di povertà e quelle che prima appartenevano a ceti medi e oggi vivono in condizioni di forte difficoltà economica. La diminuzione del reddito incide particolarmente nelle famiglie con forti spese che non riescono più a sostenere: il 20% delle famiglie italiane, più di 4 milioni, pagano un affitto, il 70% ad un privato, e sono in prevalenza nuclei socialmente ed economicamente deboli: il 20% sono unipersonali, il 67% monoreddito, il 40% dei capofamiglia è rappresentato da operai, il 29% da pensionati, il 23% ha più di 65 anni. Il 77% delle famiglie ha un reddito inferiore a 20.000,00 euro annui, il 20% tra 20.000,00 ed 30.000,00, solo il 3% un reddito superiore.Per queste famiglie spesso l'unica entrata è un reddito da lavoro dipendente e l'affitto incide con percentuali insostenibili. Nell'ultimo decennio i rinnovi dei contratti hanno subito un aumento medio del +130% (145% nei grandi centri), i canoni del libero mercato proposti da privati fatto registrare un aumento medio del +150% (165% nei grandi centri). L'aumento dei canoni e l'insostenibilità delle spese per un numero sempre crescente di famiglie ha portato negli anni ad un aumento degli sfratti per morosità (oggi l'80% di quelli emessi). Le famiglie coinvolte sono a basso reddito (il 50% percepiscono meno di 15.000,00 euro annui), ma aumentano quelle con redditi medi che nel corso del contratto hanno perso il posto di lavoro (24%) o hanno visto diminuire le proprie entrate, lavoratori in cassa integrazione, pensionati. Negli ultimi 5 anni sono stati emessi 230.000 provvedimenti di sfratto, 175.000 per morosità e sono stati eseguiti 120.000 sfratti, 100.000 per morosità. Data l'insostenibilità dei canoni e le difficoltà delle famiglie a sostenere le spese per l'abitazione, senza misure di sostegno al reddito delle famiglie in affitto nel triennio 2009/2011 si prevede che altre 150.000 famiglie perderanno la propria abitazione perchè non riusciranno a far fronte al pagamento dell'affitto.


Fonte : comunicato stampa

CAMPAGNA NAZIONALE CONTRO IL BULLISMO.



Oggi le vittime di “bullismo” sono considerate vittime di un reato ed hanno diritto ad essere risarcite. I danni provocati dal bullismo sono molto gravi e trasformare le vittime in soggetti che lottano per la giustizia e per essere risarciti è uno dei modi per aiutarli. Le vittime hanno diritto a tanti soldi ed ad una rivincita morale sui loro persecutori. Gli avvocati devono dare voce alle vittime, i giudici devono con le loro sentenze dare l’esempio, le famiglie, a cui spetta il compito più difficile, non devono farsi fermare dalla lunghezza dei processi (la lunghezza è la stessa anche per i bulli per fortuna), le spese legali le deve pagare il condannato, lottiamo per un risarcimento “esemplare” del danno esistenziale. Sentenza su sentenza, a suon di euro, riusciremo in un modo o nell’altro a fermarli. Quando si verifica una violazione della legge penale o civile . Non esiste al momento una fattispecie legislativa per il bullismo

[1]. I parlamentari, il legislatore, devono prevederla permettendo processi rapidi ed efficaci.
Sono atti di bullismo:
1 Insulti, offese, prese in giro
2 Voci diffamatorie e false accuse
3 Razzismo
4 Critiche immotivate ed eccessivo controllo
5 Piccoli furti
6 Estorsione
7 Minacce
8 Violenza privata
9 Aggressioni e/o giochi violenti
10 Lesioni personali
11 Esclusione dal gioco
11 Percosse
13 Danneggiamento di cosa altrui.
REATI PENALI
I reati penali che si possono configurare sono molti:
percosse (art.581 codice penale) o lesioni, se lasciano tracce-conseguenze più o meno gravi (artt. 582 e ss cod. pen.); danni alle cose, danneggiamento (art. 635 cod. pen.); offese = ingiuria, se a tu per tu, o diffamazione, se di fronte ad altri (artt. 594 e 595 cod. pen.); minacce = minaccia (art. 612 cod. pen.); prese in giro = (eventuale) molestia o disturbo alle persone (art. 660 cod. pen.). In alcuni casi basta la denuncia ad un organo di polizia o all'autorità giudiziaria (questura, carabinieri ecc.) per attivare un procedimento penale (p.es. lesioni gravi, minaccia grave, molestie); negli altri casi, la denuncia deve contenere la richiesta che si proceda penalmente contro l'autore di reato (querela).

VIOLAZIONE DELA LEGGE CIVILE
Si subisce un danno ingiusto (volontario o anche non intenzionale) alla persona o alle cose (art. 2043 codice civile). Per chiedere il risarcimento del danno, bisogna rivolgersi ad un avvocato ed intraprendere una causa davanti al Tribunale civile, salvo che ci si metta d'accordo prima.
Il più delle volte l'atto di bullismo viola sia la legge penale, sia quella civile, quindi può dar vita a due processi, l'uno penale e l'altro civile.
Tipologie di danno subito e risarcibile
1) DANNO MORALE (patire sofferenze fisiche o morali, turbamento dello stato d’animo della vittima, lacrime, dolori, patemi d’animo);
2) DANNO BIOLOGICO (danno riguardante la salute in sé considerata, è un danno all’integrità fisica e psichica della persona tutelata dalla Costituzione Italiana all’art. 32);
3) DANNO ESISTENZIALE (danno alla persona, alla sua esistenza, alla qualità della vita, alla vita di relazione, alla riservatezza, alla reputazione, all’immagine, all’autodeterminazione sessuale. La tutela del pieno sviluppo della persona nelle formazioni sociali è riconosciuta dall’art. 2 della Costituzione).
Il danno esistenziale è un non poter più fare, doversi comportare diversamente da come si desidera, dovere agire altrimenti, essere costretti a relazionarsi diversamente.
Questo danno viene quantificato dal Giudice in via equitativa (secondo il suo concetto di equità. Il che può dar luogo a valutazioni molto diverse).
Chi è responsabile, chi paga?
Bullo maggiorenne
La responsabilità è solo sua
Bullo minorenne
La colpa è sua

[2], degli insegnanti (che hanno il dovere di vigilare sui ragazzi), dell’amministrazione scolastica (che ha il dovere di controllare che sussista una vigilanza) e dei genitori (coloro che hanno il dovere di educare il ragazzo).
Colpa del bullo minorenne
L’art. 2046 c.c. pone una regola fondamentale per i casi di bullismo, secondo l’articolo difatti chiunque è autore di un fatto lesivo risponde esclusivamente nei limiti in cui è in grado di comprendere la portata ed il del significato della propria condotta, purché lo stato di incapacità non derivi da sua colpa.
Anche il minore, se ritenuto capace di intendere di volere

[3], è chiamato a rispondere degli atti di bullismo, insieme ai genitori ed alla scuola.
Essendo spesso il bullo un minorenne sono molti i casi in cui si prevedono responsabilità da parte di soggetti che rispondono per lui. Il bullismo è talvolta avvallato dall'eccessiva tolleranza di alcuni professori e dalll'educazione che le famiglie danno ai loro figli.
Si parla tecnicamente di:
culpa in educando relativamente alla colpa dei genitori;
culpa in vigilando ed anche in educando degli insegnanti;
culpa in organizzando nella misura in cui l’organizzazione scuola non permetta il monitoraggio ed il controllo sui comportamenti degli studenti (prevedendo ad esempio uffici ad hoc, consultino).
Culpa in educando dei genitori
L’affidamento dei figli minori alla scuola ed agli insegnanti non esclude la responsabilità dei genitori per il fatto illecito commesso dai loro figli

[4]. L’art. 2048, 1° comma, recita: “Il padre e la madre, o il tutore sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei figli minori non emancipati o delle persone soggette alla tutela, che abitano con essi”.
L’affidamento a terzi solleva il genitore soltanto dalla presunzione di culpa in vigilando.
Culpa in vigilando della scuola (ma anche in educando ed organizzando)
Lo studente, con l’iscrizione ad una scuola, acquisisce il diritto a riceve un’adeguata e serena formazione e la scuola ha il preciso dovere di garantire tutto ciò, impedendo che atti illeciti turbino/impediscano il corretto esercizio di tale diritto.
Gli insegnati possono essere ritenuti responsabili

[5] ma a pagare il risarcimento

[6] sarà la scuola.
Lo studente (e i genitori in quanto titolari del diritto soggettivo di educare ed istruire i figli) hanno diritto alla prestazione scolastica, all’interno del diritto-dovere all’istruzione e alla formazione.
Lo studente, con l’iscrizione ad una scuola, acquisisce il diritto a riceve un’adeguata, corretta e puntuale formazione e la scuola ha il preciso dovere di garantire tutto ciò, impedendo ed evitando che atti illegittimi ovvero illeciti possano in qualche modo turbare il corretto esercizio di tale diritto

[7]. E’ dunque la scuola

[8] a dover risarcire i danni cagionati dall’insegnante durante l’esercizio della sua professione all’interno dell’istituto e durante gli orari di lavoro.
Culpa in organizzando della Scuola
La vigilanza deve essere assicurata all'interno della Scuola e dunque anche fuori dalla classe. Spetta alla direzione dell'istituto scolastico fare in modo che gli studenti siano adeguatamente seguiti per tutto il tempo in cui si trovano all'interno dell'istituto stesso. L’organizzazione scuola che non prevenga atti di bullismo, prevedendo ad esempio uffici ad hoc, consultorio ecc. può ritenersi anche colpevole di culpa in organizzando.
L’esito del processo
Il processo penale può portare a: reclusione, pena pecuniaria o altre sanzioni, quali attività socialmente utili (ma è difficile che ciò avvenga, soprattutto se l'autore del reato è minorenne). Sapere di dover affrontare un processo (con le spese legali del caso e la concreta possibilità di essere condannato) è per il bullo un deterrente a vita. Purtroppo in Italia si sa che un accusato è spesso marchiato indelebilmente.
E’ possibile un'attività di mediazione penale tra autore del reato e vittima.

Il processo civile porta ad una condanna al risarcimento del danno. Il danno risarcibile è quello morale, biologico ed esistenziale (vedi sopra).

[9] Il Tribunale di Bologna di fronte ad un caso di lesioni ai danni di un minore per spintonamento ad opera di un compagno, ha riconosciuto l’esistenza di una responsabilità della Scuola per difetto di organizzazione correlata alla mancanza di sorveglianza da parte del personale; lo stesso tribunale ha condannato il Ministero della Pubblica Istruzione al risarcimento del danno biologico, del danno morale e del danno esistenziale.
Per un risarcimento “esemplare” del danno esistenziale, un appello ai giudici
Il danno esistenziale viene quantificato dal Giudice in via equitativa e tale valutazione può essere molto diversa a seconda del giudice, confidiamo in risarcimenti “esemplari” tali da appagare il senso di giustizia della vittima del bullismo, dare una lezione al bullo, ridare fiducia nelle istituzioni e fungere da deterrente.

[1] Parzialmente il bullismo viene accumunato al mobbing.
Bullismo come mobbing? Il bullismo, al pari del mobbing, sembrerebbe riguardare una condotta vessatoria ripetuta nel tempo posta in essere ai danni di un soggetto più debole. In effetti, il bullo, come il datore di lavoro nel mobbing, è moltto più forte di un altro e ne approfitta per danneggiare il più debole attraverso forme di prevaricazione. Anche l’elemento psicologico parrebbe comune, ovvero la volontà di danneggiare la vittima senza alcun vantaggio personale (che possa ritenersi ragionevole e serio).
Bullismo come fattispecie autonoma? Nel mobbing, vi è una finalità diretta a danneggiare il soggetto debole, mentre nel bullismo il bullo infatti non sembra agire allo scopo esclusivo di danneggiare la vittima, quanto piuttosto allo scopo di ridere con amici, auto esaltarsi, dimostrare a se e ad altri di essere il più forte. Tecnicamente si parla nel mobbing di dolo intenzionale (voglio danneggiare) nel bullismo di dolo eventuale (lo faccio per divertirmi e so che posso cagionare un danno alla vittima).
Infine, nella problematica del bullismo emerge il problema della minore età del bullo, diversamente dal mobbing.
Il bullo spesso è minorenne, con la conseguenza che il fatto antigiuridico dovrà essere imputato ai genitori culpa in educando, ovvero alla scuola ed ai docenti culpa in vigilando ed anche in educando ed all’istituzione (culpa in organizzando) nella misura in cui non prevenga predisponendo consultori o uffici ad hoc.
[2] Prima dei 14 anni di solito non è applicata una misura di sicurezza (collocamento in comunità o libertà controllata) ma semmai una misura educativa.
[3] Se il minore ha compiuto il fatto in uno stato di incapacità di intendere o di volere non risponde dei danni arrecati a terzi ai sensi dell’art. 2046 c.c. In questo però l’art. 2047 c.c., prevede una responsabilità sostitutiva in capo a colui che era tenuto alla sua sorveglianza.
[4] Ovviamente la responsabilità dei genitori non è oggettiva e assoluta. Essi possono esserne esonerati, se dimostrano di non avere potuto impedire il fatto, ossia di avere adeguatamente educato e vigilato il figlio, il che è parecchio difficile.Se il figlio non è capace d'intendere e di volere, non bastano una "buona" educazione e una corretta vigilanza. Il genitore, infatti, è tenuto a sorvegliarlo (azione più intensa della vigilanza) e deve dimostrare di averlo fatto e di non avere nonostante ciò potuto impedire l'evento dannoso, per sottrarsi alla responsabilità, nel caso che i1 figlio abbia commesso un illecito (art. 2047 cod.civ.).
[5] Perché vi sia responsabilità dell'insegnante, l'atto illecito deve essere commesso durante il tempo in cui è sottoposto alla sua vigilanza. L'insegnante può liberarsi dalla responsabilità soltanto dimostrando di non avere potuto impedire il fatto, il che è parecchio difficile.
[6] Responsabilità contrattuale ex art. 1218 c.c.“Il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta è tenuto al risarcimento del danno, se non prova che l’inadempimento o il ritardo è stato determinato da impossibilità dalla prestazione derivante da causa a lui non imputabile”.
[7] La Corte di Cassazione ha affermato l’esistenza di un rapporto giuridico tra studente e docente e l’insegnante, oltre all’obbligo di istruire ed educare, ha anche uno specifico obbligo di protezione e sorveglianza, volto ad evitare che gli allievi possano procurarsi da soli danni alla persona ed in caso di danni arrecati da alunno ad altro alunno (a risponderne sarà comunque l’amministrazione).
[8] L’amministrazione condannata al risarcimento dei danni può rivalersi sull’insegnante solo per comportamenti dolosi o gravemente colposi di quest’ultimo. IL BULLISMO E’ UN REATO, DENUNCIATE PENALMENTE E CIVILMENTE I BULLI. AGITE IN GIUDIZIO CONTRO I BULLI, LE LORO FAMIGLIE E LA SCUOLA. OTTENERE IL RISARCIMENTO DEL DANNO ED UNA GIUSTA RIVINCITA.


30 ottobre 2009

Pubblicato l’Avviso per la formazione dell’elenco di soggetti per l’affidamento incarichi professionali del Comune di Ailano.


Ailano. Il Comune di Ailano ha pubblicato l’avviso per la formazione di un Elenco di Soggetti per l’affidamento di incarichi professionali ai sensi dell’art. 91, comma 2, del D. Lgs 12 aprile 2006, n. 163 e s.m. L’Amministrazione intende procedere alla formazione di un elenco di professionisti per l’affidamento di incarichi di importo inferiore a 100.000 Euro, nel rispetto dei principi di pubblicità del procedimento, di non discriminazione, di parità di trattamento, di proporzionalità, trasparenza e rotazione. Gli elenchi avranno carattere permanente e saranno resi pubblici mediante pubblicazione all’albo pretorio e sul sito del Comune di Ailano. La tipologia degli incarichi prevede attività di progettazione architettonica ed edilizia, strutturale ed impiantistica, relativa a lavori di costruzione,demolizione,ristrutturazione,recupero e manutenzione straordinaria di immobili di proprietà nonché l’attività di direzione lavori e/o assistenza ai lavori nei cantieri. Attività di costruzione,manutenzione straordinaria,ammodernamento ed adeguamento di strade. Attività di costruzione, manutenzione straordinaria, ammodernamento ed adeguamento di acquedotti ed impianti di pubblica illuminazione. Attività di collaudi, amministrativi e statici di opere di proprietà comunale. Attività relative ai servizi in generale: rilevazioni plano-altimetriche, topografiche, catastali, frazionamenti, indagini geologiche, espropriazioni. Attività di coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione. Attività geologiche. Attività silvo-pastorali, rimboschimenti. Le istanze di iscrizione negli elenchi devono pervenire al Protocollo del Comune di Ailano entro le ore 13:00 del 30/11/2009.

Pietro Rossi

Musica e Arte, Beyourself presenta "L’Officina dell’artista".


Sparanise - "Se tra di noi ci fosse Edward De Bono, il mitico professore di scrittura creativa Edward De Bono , allora diremmo che fare arte vuol dire lasciare che il pensiero scavalchi il muro degli schemi razionali cercando di cadere in maniera sbilenca. Chi crea,come fa un' artista, sceglie immagini e modelli che dopo la sua creazione diventano esempi per tutti gli altri. Per chi non ci riesce o più semplicemente per chi non ci prova. Ecco quello che noi ragazzi della "BEYOURSELF" , associazione no profit, amiamo dell' arte: la sua intrinseca spinta ad andare oltre. Ad assumere forme rivoluzionarie perché nuove e fuori dall' ordinario . Di cosa sia capace questo scimmione intelligente, l'uomo, va così aldilà di una definizione, anche del più assortito dei vocabolari che a noi uomini non resta che affascinarci. Con meno presunzione e animati da queste idee abbiamo proposto una serata che sia un tributo alla creatività. "A quella straordinaria capacità di creare sogni per uomini svegli" abbiamo scritto sul nostro manifesto. Ecco come nasce il nostro evento " L' Officina dell' artista " che venerdì 30 Ottobre dalle 18.00 alle 24.00 riempirà la villetta comunale situata in via Corrado Graziadei. Cercando di non farci mancare nulla ( si spera ): ragazzi provenienti dall' Accademia delle belle Arti napoletana come Ilaria del Gaudio, Marco Rossetti, Emanuela Santillo, Lilly Iannotta che si dedicheranno alle arti figurative. Mariella Mandara, Egidio di Marco, Biagio Sarnataro, Aldo Nozzolillo, Luca Senese, "Artinsieme" ( gruppo teatrale ) che invece si alterneranno in letture di testi poetici e teatrali con accompagnamento musicale. Spazio di primo ordine, infatti, sarà occupato dalla musica con l' esibizione della cantante partenopea FOLK Eva Rollin. Occhio alle forme più moderne di arte con la presenza del vidiomaker Flavio Lepore. Tutto qui?... Dalle 18.30 sarà aperta una pinacoteca lungo la strada Via Corrado Graziadei, con le esposizioni di artisti come Walter Acciardi, Valentina De Luca, e la mostra fotografica di Antonio Manno. La "BEYOURSELF" non dimentica però l' importanza del confronto con la storia. Abbiamo deciso di invitare un gruppo di eccezionali Writers, "Spateam", che offriranno un tributo alla memoria di Sparanise nel luogo in cui durante il secondo conflitto mondiale sorgeva un campo di raccolta nazista. Ricordare ciò che è stato è l' unico modo per fare futuro in maniera consapevole. E quando diciamo "fare" insistiamo sulla capacità di creare propria degli uomini. Non solo degli dei. Ma siamo altrettanto consapevoli che non ci sarà futuro che farà in tempo a diventare passato se non faremo attenzione, anche in piccolo, all' ambiente che ci ospita. Perciò come associazione sensibile alle problematiche ambientali abbiamo deciso di donare al Comune di Sparanise una serie di cassonetti per la raccolta differenziata da collocale permanentemente nella villetta comunale ( quella in cui avverrà l' evento suddetto ). Si ringraziano i commercianti di Sparanise che hanno contribuito per la realizzazione materiale dell' evento i cui nomi sono riportati sul manifesto della serata. Ricordiamo che prenderanno parte alla serata anche le associazioni: " Unicef ", " La Città del Sole ", " Ambiente eè Vita ", " Altrosud ", " Piccola Libreria 80mq ", " Archeoclub Calvi Risorta ". Dunque non ci resta che aspettarvi quanto più numerosi, per questa festa d'arte che solo con voi sarà davvero grande".


Fonte : comunicato stampa

Riforestazione 2009, Provincia assume 85 operai stagionali.


Caserta - È stata approvata la proposta dettagliata per l'utilizzazione dei fondi assegnati alla Provincia, da sottoporre all'Osservatorio Regionale per il successivo iter di approvazione, con la quale si propone l'assunzione a tempo determinato e per 101 giornate lavorative di 85 operai di secondo livello, comunemente denominati BAIF. La decisione scaturisce dalla notevole riduzione di operai disponibili da poter utilizzare per la manutenzione dei boschi, il ripristino dei sentieri, il rimboschimento e la prevenzione ed il contrasto degli incendi che ogni anno depauperano il nostro patrimonio forestale.Val la pena di sottolineare che le assunzioni avverranno, tramite i competenti uffici del Centro per l'Impiego, fra gli iscritti rivestenti la qualifica professionale di "addetto alla realizzazione di opere sussidiarie" e che la Provincia ha avviato, già nel 2007, un percorso formativo per la qualificazione professionale di specifico personale da utilizzare per tali incombenze. "Sono certo che la deliberazione assunta in questi giorni proceda in due direzioni parallele di tutto rispetto; - ha commentato il Prefetto Biagio Giliberti (nella foto)– la salvaguardia ed il recupero del patrimonio boschivo del territorio e l'opportunità di offrire lavoro anche se a tempo determinato che, in questo particolare momento, rappresenta una necessità vitale per tante oneste famiglie. Il tutto si concilia anche con la necessità di fronteggiare i devastanti e spesso criminali incendi boschivi che devastano le foreste." La complessa procedura e tutti gli atti necessari all'attuazione di quanto deliberato sono stati predisposti dal Settore Agricoltura e Foreste della Provincia diretto dall'Ing. Antonio De Simone; dopo l'approvazione regionale, l'iter si concluderà con l'assunzione degli 85 lavoratori a tempo determinato.


Fonte : comunicato stampa