23 agosto 2026

DOPO 50 ANNI SI INCONTRANO I SOCI DELLA “BONTA ED AZIONE DEI GIOVANI”

PIEDIMONTE MATESE - Alcune sere fa, presso un noto locale di Alife si sono incontrati, dopo circa 50 anni, i vecchi soci dell'associazione Bontà e Azione dei Giovani di Piedimonte Matese. I partecipanti all’incontro pervenuti da molti paesi tra cui Casagiove, Alvignano, Roccamonfina, Piedimonte Matese ed altri comuni dell’alto casertano hanno vissuto un momento carico di nostalgia, memoria storica e valore civile. 

Questo evento, ha ribadito Annamaria Orsini una delle organizzatrici della serata, ha significato rimettere insieme i fili di una delle stagioni più vive del cattolicesimo sociale dell'Alto Casertano. Durante la serata i partecipanti hanno salutato in video conferenza Simonetta Martellini, figlia del noto telecronista RAI, Nando Martellini, amici di vecchia data dell’Associazione piedimontese ricordando le varie attività del passato. 

L'associazione Bontà e Azione dei Giovani ha rappresentato una pietra miliare nella storia dell'associazionismo e del cattolicesimo sociale a Piedimonte Matese (all'epoca Piedimonte d'Alife). Nata nel fervore culturale degli anni Sessanta, ha incarnato il desiderio di apertura e di innovazione delle nuove generazioni matesine dell'epoca. L'associazione si sviluppò come evoluzione della precedente iniziativa "Bontà di Piedimonte". Il passaggio chiave avvenne per forte volontà del vescovo pro tempore della Diocesi, Mons. Vito Roberti, che resse la diocesi come Amministratore Apostolico dal 1967 al 1978, che intendeva 

strutturare l'energia e l'entusiasmo dei giovani in un'azione organica, non solo assistenziale ma anche fortemente orientata alla crescita culturale e civile della comunità. L'evento più significativo e d'avanguardia organizzato dall'associazione fu la Settimana Africana, svoltasi nel 1968. In pieno clima di rinnovamento globale, i giovani di Piedimonte riuscirono a realizzare un progetto di cooperazione e comunicazione internazionale straordinario per l'epoca. In quella occasione venne allestita un'esposizione con materiali, manufatti e oggetti spediti direttamente dalle tribù del Rwanda e del Burundi e fu stabilito un ponte radio diretto con la comunità di Butwe, in Burundi, consentendo un dialogo in tempo reale tra la realtà matesina e i missionari impegnati con le popolazioni locali in Africa. L'iniziativa non fu un semplice evento sporadico, ma sancì un vero e proprio gemellaggio di solidarietà e supporto reciproco. La manifestazione portò nel territorio del Matese dibattiti sul post-colonialismo, sui diritti umani e sulla cooperazione internazionale, scuotendo la sensibilità dei cittadini e anticipando di decenni i moderni movimenti di cooperazione non governativa. Oggi l'associazione appartiene alla memoria storica del territorio, ma ha tracciato la strada per le successive esperienze di aggregazione giovanile e associazionismo cattolico di Piedimonte Matese.

Pietro Rossi