13 ottobre 2026

LA COMUNITA’ DI AVE GRATIA PLENA CELEBRA SAN CARLO ACUTIS

PIEDIMONTE MATESE - "L'Eucaristia è la mia autostrada per il Cielo" diceva San Carlo Acutis e la Confraternita di Santa Maria della Libera ha voluto prenderlo in parola, promuovendo la Santa Messa che si è svolta ieri sera nella Chiesa di San Filippo Neri a Piedimonte Matese, celebrata Don Armando Visone, Parroco di Ave Gratia Plena e Don Alessandro Occhibove Direttore della Caritas diocesana. 

Un'iniziativa sgorgata in maniera semplice e spontanea, premiata da una larga partecipazione popolare, dove l'obiettivo è stato centrato: l'incontro con Gesù vivo, il centro della vita di questo giovane Santo, che anche per noi è motivo di ispirazione e di azione. Celebrare San Carlo Acutis in occasione del ventesimo anniversario della sua morte, ha ricordato Don Armando Visone, significa ricordarlo non solo come una figura del passato,

ma come un modello di fede vivo, attuale e rivolto al futuro. Al centro della vita di Carlo c'era la profonda devozione verso l'Eucaristia. Ripercorrere i vent'anni dalla sua scomparsa significa rilanciare il suo messaggio centrale: l'Eucaristia non è un semplice rito, ma un incontro vivo con Cristo che trasforma la vita quotidiana. 

Nonostante la giovane età, Carlo dedicava tempo ed energie ai più bisognosi, ai senzatetto e ai soli della sua città. Celebrare la sua memoria si spera che spinga la comunità a tradurre la fede in gesti concreti di solidarietà e attenzione verso il prossimo. La celebrazione svolta non è stata una semplice commemorazione nostalgica, ma una festa della speranza: la dimostrazione che un'esistenza breve può lasciare un'impronta indelebile quando è vissuta con amore, fede e creatività.
Pietro Rossi

08 ottobre 2026

UN'ESPERIENZA VISSUTA NEL REPARTO DI ORTOPEDIA DELL'OSPEDALE A.G.P. DI PIEDIMONTE MATESE.

Il pomeriggio del 14/8/2026 mia sorella Luisa cade e si rompe il femore. Viene portata dalla "Casa Albergo per anziani - San Filippo Neri" di Guardia Sanframondi (BN) dove è caduta, all'Ospedale Civile di Piedimonte Matese (CE). Viene ricoverata ed appoggiata nel reparto di Chirurgia e poi trasferita in Ortopedia il 15/8/2026 dove poi sarà operata. Usufruendo della legge 104 faccio il tampone anticovid e passo la prima notte in ospedale al capezzale di mia sorella. La notte passa discretamente per Luisa, ma una anziana signora di Riardo si lamenta continuamente e chiama gli infermieri per la maggior parte della notte. I malati di questo reparto sono di varia tipologia, ma molte sono anziane che cadendo si rompono il femore o viceversa. 

Molte di loro hanno problemi di demenza senile che le fa svalvolare, perdono l'orientamento e non riconoscono il luogo in cui sono, gridando e litigando con il personale ospedaliero, che viene distratto dal proprio lavoro, anche per accudire queste persone. Sarebbe forse più opportuno che queste tipologie di malati fossero circondate dall'amore e dalla comprensione di qualche famigliare, che potrebbe aiutare il personale a farle pranzare e/o a rispondere alle chiamate incontrollate e continue di questi pazienti. 

Ho capito, stando in reparto, che questa tipologia di malati perdono il controllo e solo un famigliare li può calmare.  Non si può pretendere dagli infermieri questo tipo di assistenza. All'ora di pranzo essi aprono i contenitori del cibo e poi il paziente dovrebbe mangiare da solo, nelle condizioni in cui si trova.  Nei giorni in cui mi hanno permesso di stare vicino alla sorella non sapevo a chi dare retta; urlavano, chiedevano aiuto e non mangiavano niente. Il cibo intatto veniva ritirato e buttato via. Il personale dovrebbe avere, oltre alle competenze ortopediche, anche quelle geriatriche e psicologiche. È poco umano negare aiuto a chi lo chiede a ripetizione. Essere così rigidi nelle regole per l'assistenza dei famigliari in reparto non è giusto.  Anche perchè c'è molta incoerenza ad esigere tamponi anticovid a ripetizione e poi aprire le porte ai visitatori nell'orario consentito, senza alcuna regola o restrizione.  Ho avuto modo di scontrarmi e confrontarmi con molti degli ottimi medici che lavorano nel reparto circa l'argomento. Il reparto di ortopedia di questo ospedale funziona bene; è pieno di medici bravi e competenti, ma solo per quanto riguarda il loro lavoro specifico di ortopedici. Ho passato giornate pesanti dal punto di vista emotivo ed umano.  C'è stata tanta sensibilità e disposizione da parte di alcuni di loro (pochi), ma altri si limitavano a fare il loro lavoro, rimanendo rigidi e sgarbati in moltissimi momenti della giornata. Mia sorella affetta da patologie cardiache ha affrontato e superato un intervento molto rischioso ha subito trasfusioni sanguigne e tutto quello che le era necessario e richiesto dal suo caso. Il giorno 21/08/2026 viene dimessa alle ore 16, ma verso le 18 riscontriamo una febbre molto alta, intorno a 39°C. Il giorno successivo, dopo una visita molto accurata da parte del cardiologo dott. Giovanni Di Tommaso, le viene diagnosticata una broncopolmonite che in due giorni la porta definitivamente via dall'affetto dei suoi cari. Sono arrabbiata e delusa perché avendo superato bene l'intervento chirurgico - l'ennesimo della sua vita - mia sorella è deceduta forse per poca attenzione alla patologia pregressa ed anche alla fretta di dimettere persone non in buone condizioni. Vorrei fare un appello a chi di competenza affinché malati di demenza senile vengano seguiti in reparti più idonei per le possibili insorgenze di broncopolmoniti in soggetti affetti da patologie simili a quelle di mia sorella. Non si può far sostenere interventi pesanti a persone di una certa età e malate di demenza senile, per poi elargire scarsa assistenza nel reparto. In questo mio appello chiedo l'aiuto di medici, infermieri ed in generale di operatori sanitari, che condividono il mio parere. Vorrei che questa categoria di malati possa essere assistita dalla presenza di un famigliare che alleggerisse il compito della parte infermieristica, alla quale non si può chiedere competenze che esulano di molto dalla loro preparazione ortopedica. Ci sono stati episodi di crisi violente di alcune delle pazienti che si lamentavano e gridavano come impazzite.  Essere rigidi oltre misura non solo non serve ai pazienti, ma è utile anche a ridurre lo stress a cui sono sottoposti gli operatori sanitari.

Anna Maria Orsini

 

06 ottobre 2026

PUNTI NASCITA, IL COMITATO CIVICO PRO AVE GRATIA PLENA: SODDISFAZIONE PER L’APPROVAZIONE DELLA MOZIONE. ORA RIORGANIZZARE LA RETE.

PIEDIMONTE MATESE - Il Comitato Civico Pro Ave Gratia Plena – Bene Comune esprime grande soddisfazione per l’approvazione, da parte del Consiglio regionale della Campania, della mozione per la salvaguardia dei Punti Nascita di Piedimonte Matese, Sessa Aurunca e Sapri. Alla seduta era presente anche il presidente del Comitato, Emilio Iannotta, che ha seguito direttamente i lavori e il dibattito. Il Comitato sottolinea il positivo rapporto di collaborazione tecnica e istituzionale sviluppato con il consigliere regionale Raffaele Aveta, che viene ringraziato per l’appassionato e competente intervento a sostegno del Punto Nascita di Piedimonte Matese, dell’Ospedale Ave Gratia Plena e del diritto alla salute del Matese e dell’Alto Casertano. Aveta ha ricordato che «la sanità non può essere organizzata applicando meccanicamente parametri numerici, senza considerare le caratteristiche geografiche, demografiche e sociali dei territori» e ha sottolineato la necessità di mantenere in attività i tre Punti Nascita, garantendo piena operatività, sicurezza e una nuova organizzazione della rete fondata anche su una logica di bacino”. Particolarmente significativo il richiamo a Piedimonte Matese: «Non possiamo prima depotenziare un presidio pubblico e poi utilizzare la conseguente riduzione dei parti per giustificarne la chiusura. La sicurezza viene prima dei numeri e il diritto alla salute deve valere allo stesso modo, ovunque si viva in Campania». Per il Comitato, l’approvazione della mozione rappresenta un passaggio importante, ma non conclusivo. “Adesso – dichiara Iannotta – bisogna puntare alla riorganizzazione complessiva della rete nascita in provincia di Caserta e in Campania, valutando non soltanto il numero dei parti, ma anche sicurezza, esiti, tempi di percorrenza, viabilità, caratteristiche oro-geografiche, bacini di utenza, disponibilità di personale e specificità delle aree interne. Ora servono atti concreti per il rilancio del Punto Nascita e dell’Ospedale di Piedimonte Matese».

dott. Emilio Iannotta

Comitato Civico Pro Ave Gratia Plena – Bene Comune Il Presidente

01 ottobre 2026

NASCE L’ASSOCIAZIONE “PONTE BLU – A.F.O.C.I.A.I.”

Famiglie, operatori e cittadini insieme per inclusione, autonomia e progetto di vita. Nasce a Piedimonte Matese “Ponte Blu – A.F.O.C.I.A.I.” – Associazione Famiglie, Operatori e Cittadini per l'Intervento Assistenziale Integrale, una nuova realtà associativa aperta alle persone con disabilità, alle famiglie e ai caregiver, agli operatori, ai professionisti e a tutti i cittadini che ne condividano principi e finalità. L'Associazione rivolge particolare attenzione a bambini, adolescenti e giovani adulti con autismo, altri disturbi del neurosviluppo, disabilità e condizioni di fragilità correlate. Il nome Ponte Blu esprime il senso del progetto: costruire ponti tra persone e servizi, famiglia e scuola, sanità e sociale, competenze professionali e bisogni, età evolutiva e vita adulta. Alla base dell'iniziativa vi è una convinzione: una diagnosi, da sola, non basta. Servono presa in carico tempestiva, riabilitazione, continuità assistenziale, inclusione scolastica e sociale, sport, cultura, relazioni, opportunità formative e lavorative, sostegno alle famiglie e ai caregiver e un progetto di vita che accompagni la persona verso la maggiore autonomia possibile. L'Intervento Assistenziale Integrale rappresenta questa visione: non assistenzialismo, ma integrazione tra interventi sanitari, sociosanitari, riabilitativi, psicologici, educativi, scolastici e sociali e tutte le dimensioni che concorrono alla qualità della vita. Ponte Blu intende contribuire alla costruzione di una rete territoriale tra famiglie, professionisti, servizi sanitari e sociali, scuola, istituzioni, Terzo Settore, sport, cultura e mondo del lavoro, promuovendo confronto, proposte e partecipazione alla programmazione dei servizi. Principio fondamentale sarà il protagonismo delle persone con disabilità nelle decisioni che le riguardano: “nulla su di noi senza di noi”. Ponte Blu, infatti, non nasce soltanto per le persone con disabilità e le loro famiglie, ma con loro e insieme alla comunità. Per questo l'Associazione è aperta a tutti. Persone con disabilità, familiari e caregiver, operatori e professionisti e semplici cittadini possono aderire e contribuire con esperienze, competenze, idee e partecipazione. È aperta la raccolta delle adesioni. Chi desidera partecipare alla costruzione di Ponte Blu o ricevere informazioni può manifestare la propria disponibilità e richiedere la domanda di adesione.

 

Comunicato Ponte Blu – A.F.O.C.I.A.I.

Associazione Famiglie, Operatori e Cittadini per l'Intervento Assistenziale Integrale

Persone, famiglie, competenze e comunità. Insieme, per costruire percorsi di futuro.