
PIEDIMONTE
MATESE - Alcune sere fa, presso un noto locale di Alife si sono
incontrati, dopo circa 50 anni, i vecchi soci dell'associazione “Bontà e Azione dei Giovani”
di Piedimonte Matese. I partecipanti all’incontro pervenuti da molti paesi tra
cui Casagiove, Alvignano, Roccamonfina, Piedimonte Matese ed altri comuni dell’alto
casertano hanno vissuto un momento carico di nostalgia, memoria storica e
valore civile.

Questo evento, ha ribadito Annamaria Orsini una delle
organizzatrici della serata, ha significato rimettere insieme i fili di una
delle stagioni più vive del cattolicesimo sociale dell'Alto Casertano. Durante
la serata i partecipanti hanno salutato in video conferenza Simonetta
Martellini, figlia del noto telecronista RAI, Nando Martellini, amici
di vecchia data dell’Associazione piedimontese ricordando le varie attività del
passato.

L'associazione Bontà e Azione dei Giovani ha rappresentato una
pietra miliare nella storia dell'associazionismo e del cattolicesimo sociale a Piedimonte
Matese (all'epoca Piedimonte d'Alife). Nata nel fervore culturale
degli anni Sessanta, ha incarnato il desiderio di apertura e di innovazione
delle nuove generazioni matesine dell'epoca. L'associazione si sviluppò come
evoluzione della precedente iniziativa "Bontà di Piedimonte".
Il passaggio chiave avvenne per forte volontà del vescovo pro tempore della
Diocesi, Mons. Vito Roberti, che resse la diocesi come Amministratore
Apostolico dal 1967 al 1978, che intendeva

strutturare l'energia e l'entusiasmo
dei giovani in un'azione organica, non solo assistenziale ma anche fortemente
orientata alla crescita culturale e civile della comunità. L'evento più
significativo e d'avanguardia organizzato dall'associazione fu la Settimana
Africana, svoltasi nel 1968. In pieno clima di rinnovamento globale, i
giovani di Piedimonte riuscirono a realizzare un progetto di cooperazione e
comunicazione internazionale straordinario per l'epoca. In quella occasione venne
allestita un'esposizione con materiali, manufatti e oggetti spediti
direttamente dalle tribù del Rwanda e del Burundi e fu stabilito
un ponte radio diretto con la comunità di Butwe, in Burundi, consentendo
un dialogo in tempo reale tra la realtà matesina e i missionari impegnati con
le popolazioni locali in Africa. L'iniziativa non fu un semplice evento
sporadico, ma sancì un vero e proprio gemellaggio di solidarietà e supporto
reciproco. La manifestazione portò nel territorio del Matese dibattiti sul
post-colonialismo, sui diritti umani e sulla cooperazione internazionale,
scuotendo la sensibilità dei cittadini e anticipando di decenni i moderni
movimenti di cooperazione non governativa. Oggi l'associazione appartiene alla
memoria storica del territorio, ma ha tracciato la strada per le successive
esperienze di aggregazione giovanile e associazionismo cattolico di Piedimonte
Matese.
Pietro Rossi