03 aprile 2017

PRIMARIE DEL PD, LA MOZIONE ORLANDO RACCOGLIE IL 29% IN PROVINCIA DI CASERTA AL TERMINE DELLE CONVENZIONI NEI CIRCOLI.

Caserta - Sfiora il 30% in Terra di Lavoro la mozione a sostegno di Andrea Orlando nella corsa a segretario nazionale del Partito Democratico.  Convenzioni di circolo svoltesi nel fine settimana nei comuni della provincia, hanno visto gli iscritti al Pd attribuire un consenso davvero importante per Orlando. "È un grande risultato che va ben oltre le aspettative della vigilia, e che è stato raggiunto nonostante il poco tempo avuto a disposizione che ci ha visti impegnati, per Orlando Segretario, in un capillare lavoro di diffusione e presentazione della mozione nelle decine di circoli di Terra di Lavoro", dichiarano la deputata Camilla Sgambato e la senatrice Rosaria Capacchione, entrambe sostenitrici di Orlando a Caserta e provincia.  "Non siamo i signori delle tessere, tutti allineati a sostegno di Renzi, eppure siamo riusciti a dare voce a quanti credono ancora in un Pd pluralista ed autenticamente democratico. Abbiamo registrato tanta voglia di cambiamento tra gli iscritti ed i dirigenti locali del nostro partito, un entusiasmo ed una determinazione a rilanciarne le sorti che fa ben sperare per il futuro e che costituisce la migliore base possibile anche per l'appuntamento del 30 aprile. Un risultato, quello appena raccolto, ancora più brillante se consideriamo che non abbiamo voluto partecipare dove c'erano problemi di tesseramento, come nei centri maggiori di Caserta e Marcianise, o ancora ad Aversa dove la convenzione non si è celebrata a causa di contrapposizioni politiche interne ai renziani", continuano le parlamentari casertane. "Questo è solo l'inizio, il dato raccolto tra ieri ed oggi è il punto di partenza per arrivare alle primarie di fine mese e dare ancora maggiore peso e forza politica alla mozione Orlando. Faremo sentire forte la nostra voce e quella di quasi un terzo degli iscritti al Pd di Terra di Lavoro, di coloro che vogliono riavvicinarsi ad un partito in cui da tempo non ci si riconosce più", concludono Capacchione e Sgambato.