27 aprile 2017

La Chiesa di Santa Maria a Marciano: storia di un restauro.


PIANA DI MONTEVERNA-  Un intervento dei fondi europei per salvaguardare il patrimonio culturale dell’Alto Casertano. Le comunità locali che percezione hanno del ruolo dei fondi europei? Viene data la giusta visibilità? Nella passata fase di programmazione l’Unione Europea, attraverso i piani di sviluppo regionali, si è ancora di più avvicinata alla sensibilità delle comunità locali. E lo ha fatto consentendo la realizzazione di interventi, progetti e iniziative, che nella logica del bottom up (che caratterizza il metodo LEADER) hanno consentito di accrescere la percezione delle comunità sulla importanza sentita come priorità, per l’Unione Europea di investire nelle zone rurali. E i GAL sono stati l’elemento di collegamento tra le esigenze delle comunità e la possibilità di realizzare quei progetti, che altrimenti sarebbero rimasti solo idee per i proponenti. Ancor più quando non vi è una diretta utilità economica, che oggi sembra essere l’elemento che caratterizza le logiche che muovono i capitali intorno ai progetti. Il recupero di una Chiesa, di una Cappella, di un luogo di Culto, per una comunità rappresenta sì la possibilità di utilizzare quel luogo, ma è la certezza di trasmettere alle generazioni future un patrimonio (seppur minore) artistico e storico, oltre che di fede, di un territorio e dei suoi abitanti. Sabato 22 aprile in uno dei gioielli dell’Alto Casertano, la Chiesa di Santa Maria a Marciano (a Piana di Monte Verna), menzionata (da quanto si legge nei documenti raccolti) nella Bolla di Santo Stefano del 979, (la costruzione dell’edificio sacro viene collocata nel Trecento), sono stati presentati i lavori di restauro dei preziosi affreschi, realizzati con i fondi FEASR (inseriti nel Piano di Sviluppo Locale del GAL Alto Casertano – PSR 2007/2013 Misura 323 Sviluppo Tutela e Riqualificazione del Patrimonio Rurale). La Chiesa “riconosciuta di interesse storico-artistico dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, aveva bisogno di un restauro dei pregevoli affreschi attribuiti alla scuola del Cavallini, sopravvissuti al tempo e all’incuria”, ha scritto Don Giulio Farina (parroco di Piana di Monte Verna), nella presentazione dell’opuscolo che ripercorre la storia e la realizzazione del progetto di restauro. L’auspicio è che non solo la comunità di Piana, ma quella dell’intero Alto Casertano, dedichi la giusta attenzione a questo pregevole luogo.


Pietro Rossi