23 marzo 2017

LAVORATORI SOCIALMENTE E PUBBLICAMENTE UTILI A RISCHIO NEGLI ENTI LOCALI, INTERPELLANZA URGENTE CON PRIMA FIRMATARIA L'ON. CAMILLA SGAMBATO

CASERTA - Finisce in Parlamento la questione del personale impiegato in lavori socialmente utili o di pubblica utilità presso gli Enti Locali ricadenti in Regione che rischia di non essere stabilizzato per mancanza di fondi. Con una interpellanza urgente rivolta al ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti, i deputati Camilla Sgambato, Assunta Tartaglione, Massimiliano Manfredi ed altri parlamentari del Pd hanno sollecitato l'intervento del Governo nazionale per risolvere una problematica che riguarda anche e soprattutto i 4000 tra Lsu e Lpu che prestano quotidianamente servizio presso i Comuni e gli Enti così da sopperire alle annose carenze di organico dovute al blocco delle assunzioni che da tempo vige nella Pubblica Amministrazione. "Non è più tollerabile che migliaia di Lsu e Lpu che vivono da oltre 20 anni una situazione di assoluta precarietà, possano ora correre il serio pericolo di non passare a tempo indeterminato presso le amministrazioni che si avvalgono delle loro prestazioni lavorative. Abbiamo chiesto che l'esecutivo si attivi immediatamente per assicurare la giusta stabilizzazione ai lavoratori socialmente e pubblicamente utili, garantendo così la prosecuzione di attività indispensabili per i Comuni ed a totale beneficio della collettività", dichiara la parlamentare democratica, prima firmataria della interpellanza. "Attendiamo adesso che il Ministro Poletti ci venga a rispondere in aula già nei prossimi giorni, auspicando che le decisioni da prendere possano essere esclusivamente a tutela dei lavoratori e delle loro famiglie che vivono una situazione di disagio e di ansia che non è più accettabile. La nostra proposta è semplice e chiara, istituire da subito un Fondo che sostenga le Regioni, in primis la Campania, ad erogare ai Comuni le risorse necessarie alla prosecuzione delle attività socialmente e pubblicamente utili", conclude Sgambato. 
Pietro Rossi