04 marzo 2017

Il Coordinamento Terra di Lavoro del movimento NI UNA MENOS si riunisce a Sparanise

Sparanise. Il movimento NI UNA MENOS, nato in Argentina e che ha preso piede in molti Paesi del mondo, ha sicuramente contribuito in larga scala a riaprire il dibattito riguardante la condizione della donna nella società odierna.  Ed è per questo che è anche dall’Agro Caleno, territorio in cui il Capitale ha sfruttato, inquinato e speculato sulle vite di tutte e tutti, che come Coordinamento Terra di Lavoro, formato da varie realtà di lotta e mivimento della provincia di Caserta, vogliamo prendere parola e intavolare una seria discussione su tali argomenti, DOMENICA 5 MARZO ALLE ORE 17:00 allo Spazio CALeS di Sparanise.Interverranno: Francesca De Rosa (Non Una Di Meno – Napoli) Daniela Fevola (Centro Antiviolenza "Aurora"- Piedimonte Matese);Spazio CALeS – Sparanise; CSOA Tempo Rosso - Pignataro Maggiore; Collettivo Komar – Capua; CSOA Spartaco Iskra - Santa Maria Capua Vetere; Millepiani - Laboratorio Sociale – Caserta e SCIRA Studenti Casertani In RivoltA – Caserta. L'8 marzo sarà una giornata di lotta globale. In più di 40 Paesi nel mondo le donne sciopereranno, sottraendosi da tutte le attività produttive e riproduttive che le riguardano, scenderanno in piazza contro la violenza di genere e per l'autodeterminazione.  Anche da Terra di Lavoro, sentiamo l’esigenza di contribuire al dibattito e intervenire nella lotta antisessista, nonché a sostenere e diffondere le ragioni che l’otto marzo ci vedranno scioperare contro un sistema che ci vuole deboli e subalterne. Sappiamo bene che la violenza di genere è un fenomeno strutturale alla società e che può essere eliminata soltanto praticando un cambiamento radicale che parta e che metta al centro le rivendicazioni di tutte le donne, contro chi si arroga il diritto di decidere sul nostro corpo e ci impone ruoli sociali dettati da una cultura patriarcale.  La lotta al sessismo, ad un patriarcato radicato, ad una subordinazione della donna dal punto di vista economico e sociale, è prima di tutto una lotta anticapitalista. E’ una lotta che ci vede impegnate non solo in quanto “libere di scegliere”, ma per fare in modo che “femminismo non sia più un tema specifico, ma diventi una lettura complessiva dell’esistente”. Se non si elimina il problema, l’emancipazione della donna non troverà mai una reale e concreta praticabilità.