23 agosto 2015

TUTTO PRONTO A PIEDIMONTE MATESE PER IL FESTIVAL DELL’ERRANZA 2015



Roberto Perrotti

PIEDIMONTE MATESE – Piedimonte Matese capoluogo culturale dell’alto casertano, sarà ancora una volta alla ribalta, nei giorni 4, 5 e 6 settembre, quando ospiterà nella spettacolare cornice del suo borgo antico la terza edizione del “Festival dell’erranza”. Si riuniranno ancora una volta viaggiatori, sportivi, scrittori, antropologi, artisti e religiosi per interrogarsi sull'ampia semantica dell'erranza, per condividere esperienze e conoscenze e le mille sfaccettature di tutto ciò che concerne ciò che esiste al di fuori delle mura domestiche, il nomadismo, la necessità della migrazione, l'entusiasmo dell'esplorazione, il viaggio vissuto come perenigrazione dello spirito oltre che spostamento fisico. Siamo giunti alla terza edizione del Festival, ci spiega il direttore Roberto Perrotti, il tema di quest’anno riguarderà l’ospitalità e l’incontro con l’Altro e avrà come titolo e ispirazione: “Lo straniero e le nuvole”, di chiara derivazione baudelariana. Si guarderà allo straniero come fonte d’interrogazione e come dono di conoscenza, volgendo lo sguardo anche alla mutevolezza e all’indecifrabilità delle nuvole. Il viandante nel porsi in cammino incontrerà inevitabilmente la propria estraneità e sarà indotto a investigare su questo fenomeno di confine. L’esperienza, se vissuta nella ricerca e nell’appropriazione di senso, condurrà alla figura dello straniero, inteso in senso lato. Questo, provenendo dall’esterno, pone inevitabilmente il problema dell’accoglienza, insieme a quello della minaccia: lo straniero da un lato sarà vissuto come un ospite, dall’altro come un nemico. Egli, infatti, è il portatore di un dono (la nostra identità si definisce nella relazione con l’estraneo), ma anche d’inquietudine (la sua presenza è vissuta spesso come una minaccia). Suscita in noi ammirazione e timore. Capiterà di chiederci, dinanzi a tanta diversità, quali siano le cose che egli ami di più. Fu proprio questo che Charles Baudelaire, poeta errante, chiese allo straordinario straniero, nel poemetto, “Lo straniero” e quell’uomo enigmatico rispose che non amava gli amici, la patria e l’oro,  ma amava “le nuvole meravigliose che passano laggiù”. Le nuvole, che passano sulla nostra testa, sono anch’esse enigmatiche, indecifrabili, imprendibili, in continuo movimento come lo straniero. Nell’ammirare la loro forma, il loro colore, le loro movenze, proviamo a interrogarle, a carpirne un segno. Aprono squarci di luce e gettano ombre, volano nel cielo, nei disegni dei bambini e nei nostri sogni. Il nostro destino è legato alla loro rotta: dobbiamo imparare a decifrarle, a cogliere la loro mutevolezza, la loro minaccia, il loro linguaggio, la loro straordinaria erranza. In questa luce, si potrà penetrare la polivalenza dello straniero e investigare il significato dell’ospitalità e dell’accoglienza. Eppure, nell’avvicinare l’enigma del suo discorso, si capirà che egli è privo di quegli ancoraggi sui quali la nostra esistenza è incardinata. Gli autori, ospiti della terza edizione del Festival dell’erranza 2015, sono invitati a riflettere sulla relazione che intercorre fra lo Straniero e le Nuvole.
Pietro Rossi