15 febbraio 2014

Il 1 marzo a Caiazzo l’assegnazione di 10 borse di studio a studenti meritevoli e bisognosi

CAIAZZO. La fondazione “Casa dello Studente” nasce nel cuore della Diocesi di Alife-Caiazzo il 25 ottobre 2000 su volontà testamentaria del compianto Rev. Gregorio Mormile, canonico della Diocesi, deceduto in Caiazzo l’8 gennaio 1973, amato pastore e benefattore, già parroco ad Alvignano e canonico della Cattedrale di Caiazzo. L’Istituzione, presieduta dal Vescovo diocesano, si è fatta carico di assumere l’amministrazione dei beni del compianto sacerdote, destinato al conferimento di un concreto sussidio in favore dei giovani studenti del territorio, meritevoli, ed al contempo bisognosi. Con tale spirito, l’Ordinario diocesano, coadiuvato dai Parroci caiatini e dal Dirigente scolastico, operano costantemente ed attivamente, prestando la massima attenzione al profilo di carità segnato dalla volontà testamentaria del Canonico. L’evento del 1 marzo 2014 costituisce per la Diocesi un appuntamento storico con la carità e la cultura. Appuntamento fissato per sabato 1 marzo, ore 11.00 presso l’Aula Magna della Scuola media di Caiazzo. Presiederà la cerimonia S. E. Mons. Valentino Di Cerbo, Ordinario diocesano e Presidente della Fondazione. Interverranno: il professore Angelo Marcucci, Dirigente scolastico provinciale  di Benevento; il dott. Tommaso Sgueglia, sindaco di Caiazzo; il geom. Stefano Giaquinto, Assessore Provincia di Caserta. Modererà la prof.ssa Cecilia Cusano, Dirigente scolastico Istituto Comprensivo “A. A. Caiatino”. Il Rev. Can. Gregorio Mormile, nasce in Caiazzo il 6 dicembre 1885 ove vive costantemente tra le due Guerre che segnarono in profondità la sensibilità dell’uomo e del sacerdote, che fu anche parroco e canonico nell’allora Diocesi di Caiazzo. Moltissime sono le opere di carità e di cultura operate in vita , talvolta ricorrendo allo pseudonimo “Mario Guerra” che ricorda ed elenca le vicende umane e storiche vissute personalmente, in particolare richiamando, nel dopo-guerra, le principali condizioni degli uomini che soffrivano le conseguenze del conflitto mondiale degli anni ‘40. Il tema ricorrente dei suoi scritti, testimoniato fino al punto di morte, è il forte sentimento di unione tra amore e carità.
Pietro Rossi